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Bari/ Berlusconi: «In Puglia nessuna centrale nucleare» PDF Stampa E-mail
lunedì 01 giugno 2009 ore 11:17
Le centrali nucleari non saranno localizzate né in Italia, né in Puglia, ma nei Balcani. E il Petruzzelli sarà riaperto entro 60 giorni, forse anche prima. I temi più cari a pugliesi e baresi sono arrivati quasi in coda all’affollata conferenza stampa elettorale che ha dato il via al pomeriggio barese del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Nel salone degli specchi dell’hotel Palace il premier elenca e rivendica le ultime attività del governo; dall’ultimazione del centro congressi a La Maddalena che avrebbe dovuto ospitare il G8, al via ai lavori di ricostruzione delle case in Abruzzo («le prime consegne dal 15 settembre», annuncia); dalla soluzione dell’emerg enza rifiuti in Campania («anche se qualche sacchetto di rifiuti sembra... elettorale», commenta), alla promozione del turismo per la quale sono stati messi a disposizione degli imprenditori 1,4 miliardi dal sistema bancario a tassi agevolati; dal piano-casa, alla semplificazione degli apparati burocratici; dalla crisi economica («ma tutti vedono qualche segnale positivo», puntualizza), alle banche; dai ritardi nei pagamenti alle imprese, soprattutto da parte dello Stato, alla digitalizzazione della pubblica amm inistrazione. Insomma, di tutto di più. Ma il pepe è arrivato con le domande: foto sequestrate, intercettazioni, Mezzogiorno, centrali nucleari, Petruzzelli e Punta Perotti.

Prima dell’inevitabile interrogativo sulle foto sequestrate al fotografo sardo, scattate senza autorizzazione a villa Certosa, il presidente del Consiglio ha anche scherzato, perché parlando della sua squadra di governo dice: «in consiglio dei ministri c'è una squadra di ragazze e di ragazzi di cui andare orgogliosi. E scusate se faccio una precisazione: non ci sono minorenni ». Risate e applausi. Ma quando arriva la domanda specifica si scatena la reazione della sala che rumoreggia, protesta e poi viene messa a tacere dal ministro Raffaele Fitto, che siede accanto al premier. Berlusconi appare amareggiato. «Non vorrei rispondere, davvero siamo arrivati a toccare il fondo con questa intrusione nel privato da parte di tutti». E partono l’appaluso e il coro di solidarietà («Silvio, Silvio»).

Poi aggiunge: «Nessuno può accettare che da fuori casa tua un fotografo arrivi a fotografarti dentro casa. Le foto ho potuto vederle ed erano così inutili che un giornale della Mondadori ha sostenuto che non si potevano pagare neppure 10 mila euro. Erano foto prese contro ogni privacy. E ricordiamo che la riservatezza e la privacy sono libertà fondamentali che fanno parte del più generale e importante diritto di libertà». Quanto all’intervista alla Santanchè sulle sue vicende familiari si limita a un: «Sono dispiaciuto che si portino sulle prime pagine dei giornali situazioni che dovrebbero attenere esclusivamente alla vita di una famiglia. Tutto qui». Poi, il premier si lancia anche sul tema delle intercettazioni. «Il governo intende rivedere la normativa sulle intercettazioni, non si può continuare con questo sistema in cui un cittadino italiano ogni volta che alza il telefono sa di essere ascoltato».

E il Mezzogiorno, con i governatori di centrosinistra che lamentano la riduzione dei fondi Fas? «È falso, non è stato tolto un solo euro al Mezzogiorno», replica e passa la parola a Fitto. «I fatti dicono il contrario - commenta il ministro - problema è che le regioni a distanza di anni non hanno redatto il documento per l’utilizzo dei fondi Fas, quello che preoccupa non è la quantità, ma la qualità della spesa. Per questo il federalismo fiscale è importante, perché responsabilizza i pubblici amministratori e farà bene soprattutto al Sud».

La questione energia nucleare è ineludibile, dopo le polemiche degli ultimi giorni in Puglia, soprattutto sull’ipotesi di una centrale a Ostuni. «Tutte fantasie - risponde Berlusconi - non è stata aperta nessuna discussione sulla localizzazione e comunque se en sarebbe diovuto discutere nella conferenza Stato-Regioni. il governo guarda al nucleare come a qualcosa di necessario, certamente una volta che abbiamo deciso di fare investimenti nel nucleare, auspico che si possa cominciare a farli in qualche Paese estero, magari nei Balcani con cui abbiamo aperto un discorso al riguardo».

Infine arriva il tema caro ai baresi: la riapertura del Petruzzelli. «Dalle informazioni che ho penso che possiamo prendere un impegno per la riapertura del teatro Petruzzelli entro 60 giorni da oggi, spero anche prima». Poi ricorda che è stato il governo da lui diretto a superare tutte le difficoltà e dare il via alla ricostruzione. «Oggi il teatro è praticamente ultimato, ma aprire un teatro distrutto da un incendio senza le autorizzazioni antincendio non è immag inabile». Si chiude con due ragazzi che gli consegnano la foto della mamma in visita a S. Giovanni Rotondo da Padre Pio e con il presidente del Bari, Vincenzo Matarrese, accompagnato dal capitano Jean-François Gillet che gli consegnano due maglie del Bari personalizzate, entrambe con il nome Berlusconi sul retro, ma una anche con il simbolo del Popolo della Libertà.

A quel punto è inevitabile il riferimento all’abbattimento di Punta Perotti: «È vero, facendo una passeggiata per Bari qualche anno fa vidi i palazzoni di Punta Perotti e dissi “che brutti, bisogna buttarli giù”, ma ora dico che bisogna che i costruttori siano risarciti, va trovato l’accordo affinché non ci sia un danno eccessivo. Si chiude con un saluto a tutti i candidati presenti, un accenno alle elezioni europee e un ricordo e un saluto alla vedova di Tatarella «un grande amico che aveva la capacità di guardare al futuro ». Poi, il bagno di folla.

MICHELE MAROLLA
 

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