Domenica, 22 Aprile 2018 18:54

#Lettere Incontinenti – TURISMO, QUANDO LE TROPPE “PRESENZE” POSSONO CREARE “ASSENZE” (1)

I dati del turismo in Puglia per il 2017 raccontano di un'economia solida e in espansione. Dai report dell’Istat sul "Movimento dei clienti negli esercizi ricettivi della regione" si desume che si è avuto aumento del 4,8% degli arrivi complessivi (italiani e stranieri) e del 5,2% dei pernottamenti. In particolare si attesta sul +7,2%% l'incremento dall'estero con buone crescite soprattutto da Paesi Bassi, Australia, Stati Uniti d'America e Germania.

Così nel 2017 in Puglia ci sono stati in totale 3.911.688 arrivi con pernottamenti pari a 15.189.837.

In Puglia nel 2017, su base provinciale Lecce è prima con 1.075.021 arrivi e 5.037.650 presenze, segue Foggia con 942.867 arrivi e 4.499.026 presenze, poi Bari con 989.014 e 2.287.578 presenze, poi Brindisi con 458.881 arrivi e 1.854.943 presenze, poi Taranto con 289.468 arrivi e 1.158.496 presenze ed infine la BAT con 150.259 e 329.894 presenze.

Questo dato per provincia va però contestualizzato al territorio. Per questo in provincia di Lecce su un totale di 97 Comuni sono 79 a fare presenze turistiche ovvero l’81,44 %, mentre in provincia di Foggia su 61 Comuni solo 33 generano presenze turistiche pari al 54,09 %, in provincia di Bari su 41 Comuni fanno turismo in 34 pari al 82,92 %, in provincia di Brindisi su 20 Comuni sono in 18 a fare presenze pari al 90,00 %, infine nella BAT su 10 Comuni fanno presenze 8 pari all’80,00%.

Nel caso specifico della Capitanata il 94,82% delle presenze è dato dal Gargano e Vieste contribuisce per il 44% con i Monti Dauni che generano lo 0,36% del totale.

Su base comunale Vieste resta la “regina” incontrastata in Puglia con 294.272 arrivi e 1.987.401 presenze, doppiando ampiamente la seconda, Ugento, che ha fatto 114.428 arrivi e 865.507 presenze, al terzo posto Otranto con 148.876 arrivi e 800.298 presenze, al quarto Bari, al quinto Lecce, al sesto Peschici, al settimo Fasano, Gallipoli, Carovigno, Melendugno, all’undicesimo San Giovanni Rotondo, al 16esimo Rodi Garganico, al 21esimo Mattinata, al 22esimo Manfredonia, al 25esimo Vico del Gargano, al 33esimo le Isole Tremiti, al 37esimo Cagnano Varano ed al 42esimo Monte Sant’Angelo.

Sul Gargano per le presenze rispetto al 2016 il dato è variegato:

Vieste                            1.987.401    +2,67%

Peschici                             691.271    -1,66%

San Giovanni Rotondo         402.958    -7,94%

Rodi Garganico                   339.826    -4,77%

Mattinata                          198.912  +6,37%

Manfredonia                       168.735 +21,79%

Vico del Gargano                149.117  +3,04%

Isole Tremiti                        88.259  -4,25%

Cagnano Varano                  70.408 +11,72%

Lesina                                 63.530   -6,57

Monte Sant’Angelo              54.592 -15,75%

(Foggia                             125.144  -0,97%).

Certo il Gargano, e Vieste in particolare, continua a fare la differenza in Puglia per i flussi turistici. Ma la voce di questo territorio nel richiedere attenzione e disponibilità di interventi risulta quasi afona ed inascoltata. E’ innegabile come l’atteggiamento di molti Comuni nei confronti della Regione sia ancora e sempre di vassallaggio, di adulazione per raccattare un tozzo di contributo. Peraltro la stessa Regione ed alcuni assessori nello specifico fanno di tutto per mostrare il loro strabismo a favore di altre aree. Che si faccia un milione o due di presenze a loro poco importa. E’ importante invece disseminare di contributi a pioggia il territorio arrivando al paradosso che, ad esempiom per la gestione dei punti di informazione una località che fa anche solo 500 presenze debba ricevere le stesse risorse di un’altra che ne fa due milioni.

Di questo e tanto altro si dovrebbe chiedere conto all’assessore che gira le masserie di Puglia per presentare il corposo Piano Strategico del Turismo in cui la realtà dei territori sembra essere un accessorio quasi ininfluente. Altro che pavoneggiarsi con falsi miti di “Turismo 2.0” o “3.0” e giù di lì, hashtag a manetta, slogan un tanto al chilo, con tutto il seguito di coloro che vanno dietro a questa visione distorta di strumenti sicuramente utili ma che si fanno diventare l’essenza stessa del prodotto. Nient’altro che fuffa.

A quando il risveglio sul Gargano di chi opera nel turismo, di chi amministra le realtà turistiche, di chi tutela i lavoratori, di chi dice di voler bene a questo territorio? E non sarebbe il caso e soprattutto l'ora di dar vita al brand di una COSTA GARGANICA?

(DRAGUTH RAIS)

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