Sabato, 08 Settembre 2018 10:34

Peschici/ "C'era una volta ... la festa della Madonna di Kàlena"...

Esordì così, nel lontano 8 settembre 2002, Annamaria Tripputi, storica delle tradizioni popolari pugliesi, durante il convegno del Centro Studi Martella "Salviamo Kàlena! ". Con la formula di esordio delle fiabe, con lo stesso metalinguaggio, la Tripputi intendeva descrivere un evento avvolto nelle nebbie della memoria, escluso dalla scansione "ufficiale" delle festività religiose di Peschici (come la Madonna di Loreto, Sant'Elia, San Matteo).

"Oggi la festa non si fa più - rimarcava la Tripputi - e si vorrebbe da più parti ripristinarla. I peschiciani continuano a rendere omaggio alla loro protettrice in modo autonomo e spontaneo".

Fino agli anni settanta del Novecento questa ricorrenza si festeggiava ancora. Non era una festa grande, ma tutti, grandi e piccoli, si recavano, nel pomeriggio dell' 8 settembre, nel cuore della verde piana di Peschici (Foggia) dove sorgeva maestosa l'antichissima abbazia di Kàlena. Un gioiello di architettura nel Gargano. Un luogo già allora semi-abbandonato, intorno al quale fiorivano leggende di briganti, di pirati turchi e di imperatori.

Che senso aveva questa festa? Rappresentava oltre al pellegrinaggio, il mangiare insieme, l'assaporare i cibi rituali (le noci nuove, ancora nere del mallo fresco), il rinsaldare vecchi legami sociali e il formarsi di nuovi.

La Tripputi si soffermò sulla sua importanza identitaria. Ripristinare la festa della Madonna di Kàlena, che in passato era stata un appuntamento ciclico, un punto di riferimento importante per la comunità, non era solo possibile, ma necessario. Non si trattava di un falso, come certi cortei "storici" avulsi da ogni contesto tradizionale, ma di un recupero di forme ed espressioni devozionali ancora vive nell'immaginario collettivo. "Oggi la festa - continuava la studiosa - dopo aver perso le connotazioni antiche, può diventare a tutti gli effetti un bene culturale, al pari dell'emergenza monumentale, del documento, dell'oggetto d'arte. È un frammento della nostra storia che va salvaguardato, conservato e trasmesso come bene prezioso, per quell'archivio della memoria destinato alle generazioni future. Pian piano, col passar degli anni, sarà la tradizione stessa a creare nuove espressioni diverse dalle precedenti, più consone al modo di vivere e di pensare della comunità, che perpetueranno nel tempo la festa finché sarà vivo il culto per la Madonna di Kàlena". Sarebbe un segnale importante ... per non dimenticare! Càlena è infatti divenuta, in tutti questi anni, "l'emblema" della disattenzione verso i "luoghi del cuore" che, specie nella montagna Sacra, cadono letteralmente a pezzi, nell'indifferenza e disattenzione degli Enti preposti alla loro tutela.

Da anni sempre più "sgarrupata", l'antica abbazia di Peschici rischia davvero di terminare la sua storia gloriosa, se non si bloccherà seriamente il suo inesorabile degrado. La speranza degli amanti di Kàlena è che questo gioiello dell’architettura pugliese possa rifulgere nel suo antico splendore e sia aperto tutto l’anno per la gioia di chi vorrà visitarlo!

 

Teresa Maria Rauzino

Presidente del Centro Studi Martella di Peschici

 

Programma Festa 8 settembre 2018

Ore 17.00 in Chiesa Madre Santa Messa dedicata alla Madonna di Càlena. Alle 17.30 (dopo la messa) il corteo con gonfalone ed autorità, accompagnato dalla Banda Musicale di Peschici, procederà in cammino fino all'Abbazia di Càlena, dove sarà celebrato il santo Rosario. Auguriamoci una massiccia partecipazione dei nostri concittadini e di tutti coloro che vorranno conoscere la nostra millenaria abbazia!

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