Mercoledì, 13 Giugno 2018 09:36

Un processo al Visconti nel 1758 a ischitella (122° parte).

Venne qui un altro commissario per l'esazione di detto attrasso ed arrestò il predetto sindaco Gio Batta Visconti detenendolo in casa di sua residenza e costringerlo in tal maniera alla soddisfazione dell'attrasso predetto ed io come capo eletto essendo andato a ritrovare per sapere cosa dovevo fare per rimediare alla sua escarcerazione ; mi disse ,che aveva già pensato a quello che doveva fare ,con prendere circa una sessantina e più di ducati ad impronta per sottrarsi da altre infrazioni e pagare il commissario ,ed infatti per poco altro tempo stette in arresto e seppi che aveva già pagato il commissario ,il quale se ne era andato via ,continuò sempre più l'attrasso nei pagamenti che doveva fare per questa Università colla regia corte per l'accennato motivo delle missioni che correvano in questa terra e se mal non erro verso il giorno del 19 del mese di Agosto dell'anno 1758 ,venne un altro commissario della Percettoria di Lucera per riscuotere l'attrasso predetto ed il nominato Gio Batta Visconti dubitando di essere carcerato come era seguito l'altra volta ,si andò a rifugiare nel Convento degli Osservanti sotto il titolo di San Francesco sito fuori l'abitato di questa terra ove essendolo andato a ritrovare per sapere cosa si doveva fare il medesimo mi disse ,che aveva determinato di pagare in Lucera per trattare con quel Regio Percettore ed ottenere questo di lasciare ,atteso non era affatto modo di saldare detto attrasso ed indi voleva pagare in Napoli ed accedere al Tribunale onde conveniva per sottrarsi dell'altro peso che gli sovrastava di dover continuare ad esercitare la carica di Sindaco per altro tempo atteso essendo stata fatta l'elezione in pubblico parlamento nel giorno del 15 Agosto di detto anno 1758 con essere stato eletto il predetto Antonio Ventrella per Sindaco ,questi aveva proposto la nullità di tale elezione per liberarsi di tale carica ed esso Visconti- Contimua-

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Un processo al Visconti a Ischitella nel 1758 (123° parte).

E esso Gio Batta Visconti pensava di non voler affatto esercitare la carica predetta passato detto mese di Agosto ; ed infatti nella mattina del giorno del 20 del medesimo mese partì da qui esso Gio Batta Visconti ed attenta l’assenza del medesimo concernente l’ordine di proseguire l’amministrazione di detta Università ,come capo eletto ed al meglio che potei rimediare il denaro che gli doveva pagare per attrasso alla regia corte dagli esattori, con esserne stato prese anche parte d’oltre Gio Batta Visconti colle quali il Visconti additava precedente il sequestro di circa sessanta tomoli di grano che gli fece il Commissario .Io intanto vedendomi nelle angustie per l’amministrazione di questa Università ,e che non vi era strada e potervene prosciogliere avendo avuto la notizia ,ch’esso Gio Batta Visconti si trovava in Napoli ,colà gli scrissi una lettera colla quale si diede le premure che avesse procurato di ottenere gli ordini per la nuova elezione del Sindaco, altrimenti al suo ritorno sarebbe stato obbligato a ripigliare l’esercizio della carica di sindaco ,ed infatti ilo suddetto Visconti avendo ottenuto provvisioni del S.R.C. ,che avessero esercitati i governanti dell’anno 1754 e 1755 le mandò in potere del di lui Gio M.co Agostino Vigilante dal quale essendo state presentate in questa corte ,dalla medesima fattosi l’informo per sapere quale erano stati i governanti di quel tempo ,si vide che il Sindaco era stato il q.dam Notaio Vigilante che ultimamente disgraziatamente morì ucciso a causa di schioppetata ,e fu il medesimo posto in possesso nell’esercizio della sua carica cogli altri eletti suoi compagni e così desistetti io dalla carica di capo eletto verso la metà di Ottobre dell’anno 1758 n’è altro di—Continua.

Giuseppe Laganella

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