Silvestri gas
Giovedì, 15 Novembre 2018 08:17

Nessuna segnaletica nel Parco e i cacciatori passano guai

L’assenza di segnaletica lungo il perimetro del Parco Nazionale del Gargano continua a rappresentare un pro­blema per i cacciatori meno esperti: non conoscendo bene il territorio, rischiano di superar­ne i confini e di essere fermati e denunciati come bracconieri. Sul punto interviene il commissario territoriale Enalcaccia di Man­fredonia, Alessandro Manzella: «a causa della mancanza di car­telli lungo il perimetro dell’area protetta» spiega «anche i caccia­tori in possesso di porto d’armi rilasciato dalla polizia vengono talvolta bloccati per bracconag­gio. Qualche anno fa accadde a due cacciatori di Manfredonia sorpresi dalla Forestale a eser­citare attività venatoria all’inter­no dell’area Parco e per questo denunciati con relativo seque­stro delle armi e munizioni. Due neofiti della caccia ai quali, come riconosciuto dal giudice che li ha assolti per non aver commesso il fatto, mancava quella conoscen­za profonda del territorio che ap­partiene ai veterani, e che erano stati tratti in inganno anche dalla mancanza di tabellazione (con­fermata dallo stesso ispettore chiamato a deporre) su entrambi i lati lungo la strada tra San Se­vero e San Nicandro che stavano percorrendo».

«Nei giorni scorsi» aggiunge Manzella «è successo di nuovo: a farne le spese è stato un imprenditore sipontino che, fucile in spalla e cane al seguito, stava per­correndo il tratturo Fiore in agro di Manfredonia, all’interno di una zona libera molto vasta, sen­za rendersi conto per assenza di cartelli o altro elemento di de­marcazione, d’aver oltrepassato il confine dell’area soggetta a di­vieto di caccia dove è stato fer­mato da due carabinieri-foresta­li. Oggi quel cacciatore si ritrova con il decreto di convalida di se­questro armi e munizioni ed è indagato dalla Procura di Foggia. Il modus operandi è sempre lo stesso: “sappiamo che ti sarà re­stituito il tutto, ma dobbiamo se­questrare”. Il mio intervento po­trebbe sembrare di parte, in real­tà è un invito che rivolgo agli organi preposti al controllo af­finché, in casi analoghi, per evi­tare sperpero di tempo e di de­naro pubblico e privato, si ve­rifichi in loco l’evidenza che suc­cessivamente viene attestata nell’aula del tribunale; e si con­corra a sollecitare l’ente parco a delimitare il confine dell’area con la segnaletica e tabellonistica appropriata e necessaria».

Anna Maria Vitulano

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