Venerdì, 25 Maggio 2018 08:59

Stanziati 560mila euro per la rimozione di ciò che resta della carcassa dell’Eden V, la nave che nel 1988 s’incagliò sull’arenile di Lesina

Stavolta sembra che ci siamo. E’ stata necessaria la minaccia di sanzioni comunitarie a danno del Comune di Lesina, della Provincia di Foggia e della Regione Puglia perché quest’ultima a febbraio disponesse lo stanziamento di 560mila euro per la rimozione di ciò che resta della carcassa dell’Eden V la nave che nel 1988 s’incagliò sull’arenile di Lesina. ‘Eden V’ è l’ultimo dei tanti nomi assunti da un cargo di tremila tonnellate fabbricato in Giappone nel 1968 e dalla storia desolante: faceva la spola tra porti del Mediterraneo trasportando clandestinamente armi e rifiuti pericolosi. Quando naufragò sul litorale di Lesina la nave era salpata da Beirut o da Tripoli, doveva aveva scaricato legname, e da lì era diretta a Ploce, un porto croato. Al momento del naufragio batteva bandiera maltese, ma poi risultò che i documenti erano falsi. Il comandante, un libanese, si dileguò subito dopo essere stato interrogato... La nave trasportava fusti contenenti materiale radioattivo. Ventitré di quei barili, per un totale di due tonnellate di materiale, ancora nel 2009, erano sparpagliati sulla spiaggia nel raggio di tre chilometri (si ritiene che il ben più consistente resto di quel carico sia stato liberato in mare dall’equipaggio). Non reclamata da nessuno, la Eden V rimase lì. Che fare? Il danno ambientale era enorme. Ci furono alcuni tentativi di rimozione promossi da privati; nessuno di essi andò a buon fine. Servivano risorse e mezzi imponenti per smantellare quella che in breve tempo era diventata una carcassa. Cominciò il rimpallo delle competenze. Stante la situazione di stallo, nel 2005 il Ministero dell’Ambiente provò a minimizzare il problema dichiarando in risposta da un’interrogazione parlamentare che non esisteva alcun rischio ambientale e che il relitto non costituiva alcun pericolo. Si sollevò un vespaio al quale si cercò di rimediare l’anno dopo avviando una gara d’appalto per la demolizione. Una ditta vinse la gara e cominciò il lavoro, che però dovette interrompere nel 2007 essendosi scoperto che mancava l’autorizzazione allo smaltimento dei rifiuti. In qualche modo, tuttavia, la rimozione continuò. A fine marzo del 2014 dell’Eden V restava solo il fondo dello scavo. Saranno sufficienti quei 560mila euro a liberare la spiaggia di Lesina di quella specie di ecomostro? E se sì, in quanto tempo? Eppure alla fine qualcuno avrà a dispiacersi della rimozione di ciò che resta dell’Eden V. Mai relitto si era prestato meglio allo scatto fotografico. Sono milioni i fotogrammi che ritraggono l’agonia di quel cargo, passato dalla sua scomoda interezza a gradi di ‘scomposizione’ progressivi che l’hanno reso sempre più inquietante, eppure a suo modo fascinoso. Alcuni di questi fotogrammi sono anche stati premiati. Arte e relitto possono andare d’accordo.

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