Scadenza Avviso: 13/08/2018 ore 12,00

 

Amministrazione conferente: Comune di Vieste

 

Data scadenza presentazione domande: 17 agosto 2018, ore 12.00

 

Tipologia procedura: procedura comparativa dei curricula

 

Criterio di aggiudicazione: affidamento diretto  in conformità all'art. 36 c.2 lett. a) del d.lgs. n. 50/2016,

 

Tipologia incarico: professionale di cui all'art. 7, co. 6 e 6-bis del D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165

 

Durata incarico: anni uno (dodici mesi)

 

Modalità presentazione domande:

- su modulo allegato 

- raccomandata a/r;

- a mano all'Ufficio Protocollo del Comune di Vieste - corso Lorenzo Fazzini n. 29

- orari: dal lunedì al venerdì: 9.00-12.30;

 

Documenti da produrre:

- curriculum professionale come da modulo allegato;

- relazione illustrativa;

 

Responsabile Unico del procedimento:  ing. Chionchio Antonio

e-mail:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.">Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Tel. 0884712200 - 0884712237

ALLEGATO 1 - DOMANDA E DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA PROCEDURA PER IL

CONFERIMENTO DELL’INCARICO DI MEDICO COMPETENTE DI CUI AL D.LGS.81/2008.

DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA REDATTA AI SENSI DEL D.P.R. 28/12/2000, N. 445

DATI ANAGRAFICI

Il/La sottoscritto/a________________________________________________________________

codice fiscale n. _________________________________________________________________

nato/a a _______________________________________Prov. (_______) il __________________

Residente nel Comune di ________________________________________________ Prov. (____)

Via ____________________________________________________n. civico_______ CAP______

Tel. _________________________ Cell._______________ C.F. ___________________________

Recapito per tutte le comunicazioni (da indicare solo se diverso dalla

residenza)______________________

________________________________________________________________________________

_ Indirizzo email_____________________________________________________________________

Indirizzo

p.e.c. _____________________________________________________________________

CHIEDE

di partecipare alla procedura per il conferimento dell’incarico per lo svolgimento dell’attività di

“Medico competente” di cui all’oggetto; Dichiara sotto la propria personale responsabilità, ai sensi

dell’ art. 48 del D.P.R. 445/2000, consapevole delle sanzioni penali previste dall’art. 76 del D.P.R.

445/2000, per le ipotesi di falsità in atti e dichiarazioni mendaci:

di essere cittadino__________________________________________________________;

di essere in possesso della laurea in __________________________________________ conseguita

presso ________________________________________ in data____________

di godere dei diritti civili e politici;

di possedere almeno uno dei titoli o requisiti previsti dall’art. 38, commi 1 e 2, del D.lgs. 81/2008;

di essere in regola con la partecipazione al programma di educazione continua in medicina, ai sensi

del D.Lgs. 19 giugno 1999, n. 229 e con i relativi crediti previsti dal programma triennale

successivo all’entrata in vigore del D.Lgs. 81/2008;

di non aver riportato condanne penali e non essere destinatario di provvedimenti che riguardano

l’applicazione di misure di prevenzione, di decisioni civili e di provvedimenti amministrativi nel

casellario giudiziale;

di essere a conoscenza di non essere sottoposto a procedimenti penali;

di non essere inibito per legge o per provvedimento disciplinare all’esercizio della libera

professione;

di non trovarsi nella condizione di cui all’art. 39, comma 3, del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81

(dipendente di una struttura pubblica assegnato agli uffici che svolgono attività di vigilanza);

di non trovarsi, nei confronti dell’amministrazione comunale di Vieste, in una situazione di

conflitto, anche potenziale, di interessi propri, del coniuge, di conviventi, di parenti, di affini, di

affini entro il secondo grado;

che quanto dichiarato nel curriculum vitae corrisponde al vero;

di accettare senza alcuna riserva tutte le condizioni contenute nel disciplinare di incarico;

che, in caso di aggiudicazione, assumerà l’incarico di medico competente;

di impegnarsi ad effettuare le visite mediche presso i locali adibiti ad ambulatorio del Comune di

Vieste e ad utilizzare il proprio software per la gestione della sorveglianza sanitaria;

di essere in possesso di tutta l’attrezzatura informatica, medica e tecnica necessaria per

l’espletamento dell’incarico che dovrà portare con sé all’atto dello svolgimento dell’incarico de

quo;

di aver tenuto conto, in sede di presentazione dell’offerta, degli obblighi in materia di sicurezza, di

condizioni di lavoro, di previdenza e di assistenza a favore dei lavoratori dipendenti, in vigore nel

luogo dove deve essere prestato l’incarico;

di conoscere ed accettare il contenuto del Codice di comportamento visionato mediante accesso al

sito del Comune di Vieste nella sezione “amministrazione trasparente”, impegnandosi, nei rapporti

con l’Ente e nello svolgimento dell’incarico dallo stesso affidato, pena la risoluzione del contratto,

nel rispetto degli obblighi di condotta previsti;

di autorizzare il Comune di Vieste al trattamento dei dati personali per la gestione della procedura e

successivo conferimento dell’incarico, ai sensi del vigente Codice Privacy Con riguardo agli

obblighi di cui alla legge 68/1999, di trovarsi nella seguente situazione:

di non essere assoggettabile alla legge 68/1999;

oppure

di essere in regola con le norme che disciplinano il diritto al lavoro dei disabili di cui alle legge

68/1999; Il/La sottoscritto/a chiede, inoltre, che qualsiasi comunicazione relativa alla presente

selezione avvenga tramite indirizzo e-mail o p.e.c. al seguente indirizzo:

__________________________

e si impegna, inoltre, a comunicare tempestivamente ogni variazione dei dati sopra riportati.

Si allega alla presente:

• curriculum professionale datato e firmato;

• elenco titoli di studio, corsi di formazione ed esperienze professionali

• relazione di accompagnamento ed illustrazione dello curriculum stesso;

• documento di riconoscimento in corso di validità

_____________ ____________________________

(data) (firma)

Ai sensi del D.Lgs. n.196/2003 ( Codice Privacy) si informa che:

a) le finalità e le modalità di trattamento cui sono destinati i dati raccolti ineriscono al procedimento in oggetto;

b) il conferimento dei dati costituisce il presupposto necessario per la partecipazione alla gara;

c) l’eventuale rifiuto a rispondere comporta esclusione dal procedimento in oggetto;

d) i soggetti o le categorie di soggetti ai quali i dati possono essere comunicati sono: il personale interno

dell’Amministrazione implicato nel procedimento, i concorrenti che partecipano alla seduta pubblica di gara, ogni altro

soggetto che abbia interesse ai sensi del D.Lgs. 267/2000 e della legge 241/90, gli organi dell’autorità giudiziaria;

e) i diritti spettanti all’interessato sono quelli di cui all’art.7 del D.Lgs. 196/2003; f) soggetto attivo nella raccolta dei

dati è il Comune di Vieste.

---------------------------------------

Pubblicato in Avvisi

Non riteniamo di esagerare affermando che “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno”, dall’ispirazione per scrivere il brano fino al concerto di Max Gazzè del 31 luglio, sia un evento storico per la città di Vieste, da inserire nei libri che saranno scritti dal “Matteo Siena del futuro”.

Vieste non è Napoli, Roma, Firenze o Bologna, ma nemmeno Capri o Sorrento, tutte città a cui viene spesso dedicata una canzone; finora, escludendo le canzoni popolari, c’era stata soltanto “Vieste sei bella” di Bruno Castiglia, un’idea dell’allora Radio Vieste 1 (la nonna di Ondaradio) incisa sui 45 giri ma con diffusione che non aveva varcato i confini di Sfinalicchio e Pugnochiuso. “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno”, invece, è partita già in quarta, dal Festival di Sanremo, ossia dal palcoscenico più importante d’Italia, arrivando alla massima ribalta nazionale (la canzone ma soprattutto la leggenda).

Senza trascurare un aspetto non secondario: la canzone è bella. Tanto.

Da febbraio ad oggi (letteralmente ad oggi) Vieste ha usufruito di una esposizione mediatica mai avuta finora grazie alla sua “meravigliosa storia d’amore”, quella che, diciamocelo, finora era la favoletta di Pizzomunno: le 5 serate di Sanremo, tutti i passaggi radiofonici, televisivi, sui siti web e sulla carta stampata in quei giorni, le ospitate delle settimane successive, col culmine nella prima serata di RaiUno a “Che tempo che fa”. E, per arrivare agli ultimi tempi, i preziosi minuti dedicati a Vieste da “Linea blu”, “Uno mattina”, “Donnavventura”, “Parola di Pollice Verde”, “Sereno Variabile” (la cui puntata registrata a Vieste andrà in onda nei prossimi giorni), “La vita in diretta”, i servizi andati in onda ieri sera, a mezz’ora di distanza, dal TG1 [link] e dal TG2 [link], fino all’ampio risalto che oggi stanno dando i principali quotidiani nazionali cartacei e online “Corriere della Sera” [link], “Repubblica on line” [link], “Stampa”, “Giornale”, “Messaggero”, “Mattino”, “Gazzetta del Mezzogiorno” e persino “Gazzetta dello sport”.

Quanto sarebbe costata una campagna pubblicitaria per dare a Vieste tutta questa visibilità? Decine e decine di volte più del costo del concerto dell’altra sera, senza considerare gli introiti derivanti dal contributo regionale, da quello degli sponsor e dalla vendita dei biglietti.

E a proposito di Tg, un anno fa in questi giorni, si parlava di noi per l’omicidio di un pregiudicato locale all’interno del suo ristorante all’ora di pranzo, e dell’aggressione ad un giornalista che stava facendo un’inchiesta. A distanza di 365 giorni, possiamo tranquillamente dire che “è cambiata la musica”, e che da paese mafioso (la solita esagerazione giornalistica) siamo diventati il paese che ha come concittadino Max Gazzè.
Tutto questo, però, non deve far passare in secondo piano la bellezza del concerto che il cantautore romano ha tenuto l’altra sera proprio al fianco di Pizzomunno, in un virtuale abbraccio tra due cari amici. “Alchemaya” non è solo il nome del doppio album, ma un esperimento musicale di una orchestra “sintonica”, neologismo coniato da Gazzè per unire la classica orchestra sinfonica fatta di ottoni e (tanti) archi, con i moderni sintetizzatori. Il concerto ha rispecchiato fedelmente proprio l’album, dedicando la prima parte a brani inediti i cui testi sono stati ispirati dalle letture della Bibbia e dai manoscritti di Qumran, ossia i rotoli ritrovati sul Mar Morto su cui gli studiosi sono ancora al lavoro, mentre nella seconda è venuta fuori più l’anima pop di Gazzè, comunque “ridimensionata” dall’orchestra di 60 maestri e dalla pianista sudcoreana Sunhee You: da “Il timido ubriaco” a “La musica può fare”, passando per “Il solito sesso”, “Ti sembra normale”, “La vita com’è”, “Mentre dormi” e tanti altri brani noti e inediti, tutti preceduti dalla tanto attesa “Leggenda di Cristalda e Pizzomunno” la cui esibizione ha raccolto l’ovazione del pubblico

E a proposito degli spettatori, il botteghino ha completato la vendita di tutti i 2800 biglietti previsti (1300 per i posti a sedere e 1500 per quelli in piedi, limite imposto per problemi di sicurezza); nelle ore immediatamente precedenti l’evento, l’ormai certo “sold-out” ha spinto gli organizzatori a non coprire le recinzioni metalliche lasciando la possibilità di vedere (oltre che sentire) il concerto anche ai tantissimi rimasti fuori. Da evidenziare anche la decisione dell’artista di effettuare le prove direttamente sul palco e non nel palazzetto dell’Omnisport come previsto, proprio per dare la possibilità a tutti di poter assistere all’esibizione.

Anche per questo, grazie Max, concittadino viestano.

E da questa mattina, le palme sono tornate al loro posto.

(foto del concerto: Natale Dirodi)

Pubblicato in Manifestazioni

La Bisanum Viaggi Vieste comunica di essersi regolarmente iscritta al massimo campionato su base regionale di serie C GOLD per l’anno sportivo 2018-2019, campionato che vede la Sunshine unica rappresentante dell’intera provincia di Foggia e che in caso di vittoria assicura la promozione diretta al campionato di serie B.

Il campionato che a breve disputeremo, se da un lato sarà qualitativamente di assoluto valore, dall’altro comporterà un notevole impegno economico da parte della società del neo Presidente Michele Soldano.

La C GOLD vedrà ai nastri di partenza 12 squadre: Bisanum Viaggi Vieste, Mola New Basket, Nuova Pallacanestro Ceglie, Cestistica Ostuni, Nuova Pallacanestro Monteroni, Talos Basket Ruvo, Libertas Altamura, Action Now Monopoli, C.U.S. Jonico Taranto, Pallacanestro Lupa Lecce, Valentino Castellaneta e Basket Francavilla.

La Stagione Regolare prevede 22 incontri tra andata e ritorno. Al termine, tutte le squadre saranno coinvolte in una seconda fase. Infatti le prime sei classificate saranno sicure di un posto ai quarti di finale dei play-off, invece chi si piazzerà tra la settima e la decima posizione dovrà prendere parte ad una sorta di spareggio per accedere ai play-off. Le ultime due classificate si giocheranno la salvezza in un play- out al meglio delle tre partite. La novità è la finale play-off, che si giocherà al meglio delle cinque gare. Si ricorda che la vittoria del campionato quest' anno, decreterà la promozione in Serie B, senza passare dagli spareggi interregionali. 

Prima di campionato il 7 ottobre in trasferta contro il Mola New Basket, la domenica successiva esordio casalingo all’Omnisport contro Monteroni.

La pausa invernale è prevista dal 17 dicembre al 5 gennaio, mentre la regular season si concluderà il 17 marzo sul difficile campo di Ceglie.

Pubblicato in Sport

"Anche quest'anno la Puglia si conferma la meta prediletta delle vacanze estive per quella fetta di italiani che sceglie di trascorrere la villeggiatura nel nostro paese". Lo afferma il Codacons, che ha realizzato il consueto studio sulle destinazioni vacanziere e sulla spesa della famiglie.
    "34 milioni - si legge nella nota - sono gli italiani che si concederanno una vacanza in questa estate 2018, generando un giro d'affari complessivo pari a 23,9 miliardi di euro. - spiega il Codacons - Di questi il 70% sceglie il mare, e circa il 60% dei vacanzieri rimarrà in Italia. Tra le destinazioni favorite del nostro paese, la Puglia si conferma in cima alle preferenze degli italiani e sarà scelta dal 20% delle famiglie, seguita da Sicilia, Toscana e Liguria". Se da una parte c’è soddisfazione per le affermazioni del Codacons, dall’altra c’è preoccupazione, in Puglia, circa le presenze turistiche di giugno e luglio appena trascorsi. I dati non sono ufficiali ma sembra che si registra un 40% in meno di presenze. Gallipoli segna un meno 40%, Otranto -20%. Calo anche sul Gargano. Nulla a che fare con l’estate 2017. "Il calo c’è ed è generalizzato - lamentano gli operatori turistici e commerciali - ed è attestato intorno al 15%".

Pubblicato in Turismo

L’importanza capitale che la comunicazione ha assunto ai nostri giorni rappresenta un dato di fatto incontrovertibile. Fino a qualche anno fa il giornalista era il veicolo delle notizie. Oggi, ne è soprattutto l’interprete. L’informazione è finita. Non il mestiere, non la professione –sia chiaro-, ma l’informazione. Questo naturalmente è un ragionamento di un ultimo “antico”, quindi sarebbe da prendere con le pinze, però più ci penso e più ne sono persuaso: l’informazione è finita causa eccesso di informazione. Paradossale, no!? È quello che ti insegnano al primo anno di economia: il primo cucchiaio di minestra ti salva la vita, il secondo ti nutre, il terzo ti fa piacere, ma, alla lunga, il decimo ti uccide. Ha vinto la comunicazione, il marketing.

Aggiungiamoci un altro aspetto. Articolato, ma sensato: non scrivere quello che si vede e non dire quello che si pensa, senza dimenticare mai che quello che si pensa non è la verità assoluta, visto che non c’è nessuna verità. La cosa peggiore che può fare un giornalista è non essere onesto. Oggi quanti scriverebbero una volta scoperta la mamma puttana che è puttana? Questo deve fare il giornalista, ma lo fa? Naturalmente non c’è una verità oggettiva; non esiste, ma questo è un tema più profondo, e rischiamo di sfociare nella metafisica. C’è un bellissimo film degli anni Cinquanta di Akira Kurosawa che si chiama Rashomon. Kurosawa ti fa vedere la scena di un samurai e di sua moglie che vengono aggrediti in un bosco. Lei viene stuprata e lui ucciso. Poi c’è il processo, e al processo ognuno racconta la sua verità. E Kurosawa ti fa vedere ogni volta la stessa scena, senza cambiare una virgola, ma ogni volta la verità è diversa. Esiste l’obiettività relativa, non quella assoluta!

Il mitico direttore de La Notte, Nino Nutrizio stordiva i suoi redattori con un refrain: «il giornalismo si fa prima coi piedi, poi con la testa». Prima devi andare sul posto, osservare, parlare, ascoltare eccetera. È solo dopo che viene la testa. Oggi, qualcuno li ha definiti i sopravvissuti. I super resistenti. O se volete i testimoni di un tempo che fu. In effetti il cronista-inviato è l’unico mestiere, nell’ambito del giornalismo, che sopravvive all’invasione della tecnologia internet, alla comunicazione via Twitter o via web o se si vuole alla mediazione della rete. E’ solo suo merito se si continua a dire che esiste ancora quella che noi continuiamo a chiamare informazione. Il cronista sia esso di cronaca, di finanza o di giudiziaria, di carta stampata, di televisione o radio, è l’unico giornalista che è costretto a mantenere ancora un rapporto diretto con la realtà, coi fatti, con l’accadimento materiale. È l’unico giornalista offline. Si direbbe un giornalista di strada, unico testimone del cambiamento di pelle che il giornalismo ha subito in tutto il mondo con l’avvento della cosiddetta grande ragnatela del mondo, l’ormai nota World Wide Web.

Saverio Serlenga è un sopravvissuto-resistente, del tipo Ultimo dei Mohicani. Alzi la mano chi ricorda sul nostro Gargano un cronista-inviato a 360° prima di LUI, durante LUI e sfido ad immaginare il dopo LUI? Certo sono tanti i cronisti del nostro territorio, ma Saverio, che è nato a Manfredonia, è abitante di Rignano, di Foggia, Vieste, Peschici, Carpino, Ischitella, S. Giovanni Rotondo, Apricena, Rodi Garganico, S. Nicandro Garganico, Mattinata, Vico, Monte Sant’Angelo….

Primo Levi definisce il cronista come il fante del giornale. Saverio è il fante del Gargano. Da 30 anni è in prima linea, oppresso dalla fretta, dal terrore di mancare l’appuntamento col fatto o col fattaccio. Gli è negato lo schermo caritatevole dell’ignoranza: deve ficcare il naso nella realtà più crudele e sordida, quella che i benpensanti rimuovono. Ma non di rado è costretto anche a calarsi nei panni dello psicologo, sociologo, politico. “Io credo – una delle sue perle – che i fatti sono fatti, e che essi sono accertabili attraverso un racconto onesto di mente aperta e diligente. Credo che si possa giungere alla verità sovrapponendo fatti a fatti, proprio come la costruzione di un palazzo. Penso che il giornalismo lo si impari facendolo”. E’ partito inventandosi con alcuni amici una radio nel ’94, Rete Smash Gargano. Indimenticabile il suo primo servizio: la radiocronaca della visita di Giovanni Paolo II a Manfredonia. Ha collaborato con ReteGargano, Radio Manfredonia Centro, Radio Nova e Radio Delta 1. Approda a Teleradioerre nel 2001: inviato, caposervizio, redattore capo ed ora direttore responsabile della testata foggiana. Ha fondato e diretto il Corriere del Golfo e del Gargano dal 1996 al 1999, anno in cui inizia a collaborare con la Gazzetta del Mezzogiorno. Dal 2003 diventa corrispondente de la Gazzetta dello Sport. Continua a collaborare con emittenti televisive regionali come Telesveva e Telenorba. E’ stato capo ufficio stampa del Parco Nazionale del Gargano dal 1999 al 2004, e del Comune di Manfredonia dal 1997 al 1999, ha lavorato anche in diversi uffici stampa di enti e aziende private. Insomma gavetta e carriera ottima e abbondante. Ancora oggi trova forza e tempo come conduttore radiofonico e televisivo, animatore di serate ed eventi culturali, talk show di attualità, politica e spettacolo. E’ docente di giornalismo e comunicazione di massa presso l’ENAIP di Foggia e il Liceo Classico di Vico del Gargano. Nel 2011 gli viene riconosciuto il premio di giornalismo intitolato a Paone (Lanciano) e nel 2012 il premio di giornalismo intitolato a Rampino (Trepuzzi) e ancora collabora con la nostra Radio, OndaRadio.

Da 30 anni contribuisce con le sue corrispondenze a spezzare il silenzio atavico che affligge il nostro Gargano. Aiutò e aiuta il territorio, non senza difficoltà, ad accelerare discussioni, a interrogarsi su quei processi di trasformazione che la nuova società ogni attimo innesca. Saverio è una macchina che con le migliaia di chilometri, con i suoi oltre diecimila sevizi, in questi suoi primi trent’anni, ha contribuito ad avvicinare, e spesso ci è riuscito, la periferia al centro, la voce all’orecchio e l’orecchio alla voce.

L’avvento di quelle radio, che con le sue corrispondenze aiutò, fu lo straordinario spartiacque tra due ere, e la certezza che il progresso finalmente arrivasse in diretta anche dalle nostre parti. Mai nella nostra storia millenaria i nostri luoghi hanno goduto di tanta informazione. Prima le notizie accadevano quando venivano pubblicate. Quei strumenti diventarono così in breve tempo la piazza dove si scambiavano contenuti. Anche se non di rado capita, come biascica Saverio, ancora oggi, dopo 30 anni, che quella piazza resti deserta.

Secondo una massima Zen chi è maestro nell’arte di vivere distingue poco fra il suo lavoro e il suo tempo libero, fra la sua mente e il suo corpo, la sua educazione e la sua ricreazione, il suo amore e la sua religione. Con difficoltà sa cos’è cosa. Persegue semplicemente la sua visione dell’eccellenza in qualunque cosa egli faccia, lasciando agli altri decidere se stia lavorando o giocando. Ecco, Saverio pensa di fare tutte queste cose insieme. In questi tre lustri ha fatto, e fa il cronista-inviato. Con la consapevolezza che mai avrebbe raggiunto il potere. Senza l’attesa di una rivoluzione che modificasse la sua situazione. Vive per la notizia che lui scherzosamente chiama “coriandolo”: il giorno dopo finito il carnevale non gliene frega più niente a nessuno – ripete. E nelle giornate grigie non di rado sembra rimproverarsi sconsolato - Ci sono persone pagate per dare notizie, altre per tenerle nascoste, altre per falsarle. Io non sono pagato per far niente di tutto questo. Non sono proprio pagato! E’ il prezzo amaro della libertà e dell’incapacità di essere cortigiani, ruffiani e puttani. Il giornalismo di quest’ultimo decennio – lamenta - è destinato sempre più ad essere al servizio delle fazioni, di interessi economici, o, peggio, dei propri tifosi. E’ un giornalismo che informa solo per il proprio tifo, per la propria piazza, per il proprio pubblico di riferimento, è un giornalismo che si indebolisce sempre più. Ed è un’informazione che perde credibilità, autorevolezza e anche sensibilità nel rappresentare i nostri luoghi”. Non si resiste per 30 anni in un condominio, come il nostro Gargano, dove tutti finiscono per conoscerti, e tutti possono incontrarti, se non si ha passione e amore per la propria gente. Non è una esagerazione affermare che anche con l’avvento di internet Saverio non è cambiato. Anche se, proprio internet, ha cambiato il mestiere del cronista. Con Internet il giornalista è sottoposto a continue verifiche. Proprio come Saverio già prima di internet.

La mossa animale della rete è eliminare tutte le mediazioni che si possono eliminare. Abituare la gente a urlare e faceboock è lo specchio di una società aggressiva. Perché passare da un’enoteca, quando si può scegliere e acquistare una bottiglia di vino da solo? La risposta ci sarebbe: perché quel negoziante ne sa qualcosa e tu non ci capisci granchè. Questa risposta è la risposta che negli ultimi vent'anni è morta, è diventata falsa, risulta inutile. Il motivo è semplice: se io sostituisco il parere di un esperto, con un “mi piace” mi convinco d’essere più vicino alla verità. Che me ne faccio della tua notizia! La rete è questa. L'informazione del XXI secolo è costellata da falsi d'autore, formulati da siti di opposizione, centri di propaganda e grandi intellettuali, giornali e tv, fondamentalisti e lobbisti, leggende urbane che diventano totem. Al suo posto si sta affermando un sistema orizzontale, che non è neanche più informazione ma conversazione di massa, un mondo in cui tutti si parlano, chi dà le notizie, chi le produce, chi le consuma in un barnum indistinto, un magma primordiale. Un sistema nel quale sono sempre più i cittadini a fare i giornalisti sul Web, su Twitter, su Facebook, su Instagram. È un rivolgimento che sta mettendo in discussione perfino la democrazia parlamentare, figurarsi i giornali! La democrazia è condivisione di idee e capacità di ascolto. Dalla mancanza di ascolto fioriscono le fake news. La domanda è lecita: che resterà dell'opinione pubblica, tramontati i mass media? Ora, la vera conseguenza di questo processo è solo una, e non è l’acquistare il vino da soli: la vera conseguenza è che da qualche anno la gente si sta allenando a fare a meno degli esperti, cioè delle élite. Non di quelle economiche, quella è un'altra storia, lì dormono tutti un sonno profondo. Parliamo di élite culturali: quelli che hanno studiato, quelli che sanno, che hanno approfondito. Non solo, nel tempo accumuli anche la quasi convinzione di essere stato per lungo tempo vittima di una truffa: te la puoi cavare benissimo senza quella élite. Ti convinci che quelli ti hanno fregato, portandoti via soldi, tempo, controllo sulla tua vita, indipendenza, libertà. Se non si dimostra l’importanza delle mediazioni, cioè di chi ha approfondito e studiato, si finisce per dare combustibile al risentimento.

Il nostro Gargano in quest’ultimo mezzo secolo è passato da un’economia contadina a quella imprenditoriale. Continua, anche se a rilento, a traslocare da un’economia della fatica a quella della conoscenza. Una parte della nostra comunità non pensa che questo sia un rischio. Un'altra sì. Non può essere la rete il solo strumento di mediazione. Non lo scontro, ma il dialogo tra queste due anime è uno dei tavoli che ci aspetta. E qui entra in gioco in un modo determinate non solo l’informazione, che con grande fatica porta a galla le evidenti questioni e trasformazioni, ma anche il ruolo delle élite culturali che oggi fanno a gara per non contare più. Non basteranno più neanche cento, mille Saverio portatori di notizie. I segnali ci sono tutti: giornali, telegiornali, radiogiornali, talk show che continuano a confondere auspici con realtà. Segnali che sono stati lanciati da anni e sono anche nelle corrispondenza, troppe volte isolate e silenziate di Saverio. C'è un equilibrio da trovare, un baricentro. Il punto esatto è se ci conviene mantenere un'élite, formarla, curarla: fidarsi di lei. O lasciarsi risucchiare dalla rete. Sarà una partita molto affascinante. 

La verità è che per chiunque ha studiato e fa parte, in qualche modo, di un'élite è finito da un po' il tempo dell'arroganza, della cecità, del privilegio e delle vittorie facili. La consapevolezza della nascita di nuove esigenze sociali ed economiche spalmate male, i temi della sicurezza non possono essere solo “acquistati o venduti” sotto forma di servizi giornalistici. Saverio ce lo sta dicendo da decenni. Perché Saverio parlava, parla prima di internet, e dopo internet, di fatti che toccano da vicino il cittadino, fatti che si possono verificare. Fatti che vive da vicino con la sua presenza. Non di rado, nonostante la rete, è a lui che ci si rivolge, ancora oggi, per fare sentire la propria voce. Per sottoporre delle questioni che, magari presso altre istituzioni, non troverebbero né sfogo né risposta. Saverio non interpreta, racconta quello che vede. Vive in diretta la nuova economia, la nuova società della paura, quella liquida.

Il garganico nei suoi servizi si ritrova, si riconosce, è interessato. I suoi pezzi rappresentano in gran parte il nostro mondo, dove il lettore, l’ascoltatore o il telespettatore si sente vivo, mettendo in crisi la profezia di Nietzsche: “oggi non esistono più i fatti, ma solo le interpretazioni”. Si schermisce dopo queste considerazioni.

La verità è più banale – incalza – quelli che scrivono sui giornaloni hanno squalificato il lavoro del giornalista. Anche se non mancano esempi positivi. Tradire se stessi vuol dire non essere uomini. Preferisco essere un giornalista mancato che un uomo mancato… Purtroppo, a un certo punto c’è stato un cambiamento antropologico dell’intera società garganica, e il giornalismo è stato in parte coinvolto, ma in parte è stato anche corruttore e protagonista”. Saverio Serlenga, resiste, è un personaggio dannatamente affascinante. “L’onestà intellettuale – ama ripetere - è un atteggiamento mentale che dovrebbe rappresentare la normalità. Significa trattare nello stesso modo chi ti sta simpatico e chi ti sta antipatico. Una cosa se secondo te è sbagliata, o giusta, lo devi riconoscere indipendentemente da chi la fa. Questo vuol dire essere coerente e onesto intellettualmente, se no fai l’agitatore, che è un altro mestiere! Ed è per questo che la mia proposta per una posizione obiettiva coincide con quella di Noel Mouloud: (…) essere obiettivi non significa, come si crede comunemente vedere le cose da un punto di vista neutrale, e quindi accettabile per tutti: obiettività significa, invece, considerare la realtà da un punto di vista della classe che si pone, in quel determinato periodo storico, come la parte più avanzata delle forze produttive. Abbiamo qualche idea su che fare dalle nostre parti? O intendiamo continuare a piangerci addosso e a chiedere aiuti dello Stato che non arriveranno mai più? Ecco che cosa dovrebbe fare un giornalismo di idee oggi: raccontare, ma per spiegare; denunciare, ma per proporre. Purtroppo oggi – rimarca Saverio - sono in tanti che fanno finta di ignorare queste trasformazioni. Tutti i giornali, radio, tv, piccoli o grandi che siano, sono tutti schierati o da una parte o dall’altra. Faticano a raccontare il nostro territorio e a far parlare le nostre genti. Certo, questo è un discorso che riguarda soprattutto i parolai, gli editorialisti,quelli che da anni non fanno una fila all’ASL o alle Poste, poi all’interno della redazione c’è ancora chi fa servizi, cronaca e reportage molto bene. Alla gente non importa quello che dice Saverio, ma quello che dice il nostro territorio. 30 anni fa come oggi, Saverio non tende a sorprendere, spiega, incuriosisce e nonostante tutto resiste, glielo dobbiamo riconoscere. E’ l’ultimo dei Mohicani a resistere all’informazione deragliata che fornirebbe ancora oggi pagine a pagine e nuovi capitoli al famoso libro sul tema scritto da Giampaolo Pansa e intitolato, guarda caso “Carta Straccia”.

ninì delli Santi

Pubblicato in Personaggi

Dopo Montesilvano, Alghero, Ostia, Caorle, Alba Adriatica e Porto Sant'Elpidio, il Tour IBS 2018 si sposta in Puglia, a Vieste, portando in scena sul Gargano l'ultima due giorni di gare della stagione. Spettacolo assicurato sulla sabbia della Beach Arena del Lido Cristalda, al lungomare Europa. Quattro grandi Nazionali a contendersi la vittoria. Palla in sabbia dalle ore 17,00.

Il programma completo:

Giovedì 2 agosto

ore 17 Francia-Brasile
ore 18 Italia-Austria

Venerdì 3 agosto

ore 17 finale terzo posto
ore 18 finale primo posto
Ingresso gratuito

Pubblicato in Sport

..... la sua immensa bellezza è lì per tutti. Nessuno può pensare di portarsi a casa un'alba o un tramonto di Vieste.

 

Nicola

Pubblicato in Società

Appuntamento lunedì 6 agosto dalle ore 21:30

Gli incontri sono organizzati dall’associazione culturale SECONDA STELLA A DESTRA

Presso il Ristorante Il Capriccio
Località Porto Turistico - Vieste –
tel 0884 707899 –
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 
Pubblicato in Cultura

Cominciato nei giorni scorsi davanti al giudice monocratico del Tribunale di Foggia il processo a Marco Ra­duano, 34 anni, viestano rite­nuto al vertice di uno dei due clan locali protagonisti della guerra di mala contrassegnata in tre anni e mezzi da 9 morti am­mazzati; 5 ten­tativi d’omicidio (uno ai danni dello stesso Raduano) e 1 lupara bianca. Il giovane viesta­no, «protagonista» negli ultimi anni di una serie di arresti, con­danne, assoluzioni e scarcera­zione, è adesso accusato di una doppia violazione della sorveglianza speciale: essere andato il 23 aprile scorso a pranzo in un ristorante di Peschici, nonostan­te l’obbligo di soggiorno a Vieste; aver custodito in un garage ritenuto nella sua disponibilità una sorta di spada giapponese (e un sorvegliato non può detenere armi), seque­strata dai ca­rabinieri il 21 marzo scorso, nell’ambito di una serie di perquisizioni eseguite dall’Arma su­bito dopo che lo stesso Raduano era sfuggito ad un agguato sotto casa, quando due killer armati di fucile e mi­tra Kalashnikov fecero fuoco a raffica, ferendolo a braccio e an­ca ma senza riuscire ad ammazzarlo. Raduano respinge le accuse, si dichiara innocente: è tornato libero

da qualche settimana dopo il doppio arresto a fine aprile: il 26 fu fermato d’iniziativa dai ca­rabinieri per il pranzo «vietato» di tre giorni prima; il 30 aprile, mentre era ancora detenuto in carcere, sempre i carabinieri gli notificarono un’ordinanza cau­telare firmata dal gip foggiano su richiesta della Procura per contestargli il possesso della spada e la conseguente violazio­ne della sorveglianza speciale. Il 24 maggio il Tribunale della li­bertà di Bari accolse parzial­mente il ricorso difensivo e gli concesse i domiciliari, revocati poi circa un mese fa dal giudice con rimessione in libertà e risottoposizione di Raduano alla sorveglianza speciale con obbli­go di soggiorno a Vieste. La prima udienza del processo al presunto boss emergente è stata contrassegnata dall’ammissione delle prove chieste da pm e difesa, con rinvio del processo a ottobre quando saranno inter­rogati i primi testimoni d’accu­sa, i carabinieri che condussero gli accertamenti che portarono al doppio arresto di Raduano. Gli avvocati difensori Francesco Santangelo e Cristian Caruso puntano all’assoluzione anche attraverso la citazione di una se­rie di testimoni a discarico. In relazione all’accusa di essere andato a pranzo a Peschici con altre 2 persone, i legali di Raduano sostengono che l’accusa poggia

su fotogrammi di un video che mostrerebbe l’imputato nel ri­storante peschiciano, ma che so­no sgranati e non darebbero al­cuna certezza sull’identità dei commensali, chiaramente nell’ottica difensiva. Quanto all’accusa di aver de­tenuto illecitamente un’arma in un garage, i difensori ribattono che quel locale era stato già per­quisito altre volte dai carabinie­ri prima della sera del 21 marzo e la spada pur presente non era stata sequestrata; aggiungono soprattutto che il box non è

nell’esclusiva disponibilità di Raduano che nega che l’arma fosse sua, mentre c’è un testi­mone a discarico che ha detto chiaramente di chi fosse la spa­da; e infine rimarcano che la offensività dell’arma - facilmente acquistabile su bancarella non trattandosi certo della caratte­ristica «katana» giapponese che ha una lama molto più lunga - è legata a portarla in pubblico, mentre la semplice custodia in un luogo chiuso non comporterebbe alcun reato. La sentenza di primo grado è attesa per il 2019.

gazzettacapitanata

Pubblicato in Cronaca

più di 10.000 prodotti sempre convenienti, sicuri, freschi… a portata di mano

Olmo Despar

v.le XXIV Maggio

Vieste

Pubblicato in Avvisi

Emittente radiofonica OndaRadio - Editore: Associazione Amici della Radio - Piazza Kennedy (Presso Ufficio Informazioni Turistiche) - CF 93005440719 - Partita Iva 01689250718
Presidente: Mario Vieste - Direttore Responsabile: Ninì delli Santi - Telefono: 0884 708806 (ufficio IAT) - Email: info@ondaradio.info
Registrazione al Tribunale di Lucera n. 64 del 24/02/1988 - Registro periodici del Tribunale di Foggia 02/09/2005