Rimini e l'Emilia Romagna sono in cima alla classifica con poco più di 23 milioni di presenze registrate, tallonate però da vicino dal Veneto, che con “sole” cinque spiagge è a quota 22,2 milioni di turisti. Ma non va sottovalutato il contributo numerico offerto dalle destinazioni balneari del Sud conosciute in tutto il mondo, come Sorrento, Ischia, Forio, Vieste, Arzachena, né quello delle “piccole” cittadine, come la toscana Castiglione della Pescaia e le friulane Lignano e Grado, che con meno di 10 mila abitanti ciascuna contribuiscono alla bilancia commerciale con oltre 6 milioni di presenze. 

Mentre fervono i preparativi in vista del primo “G20 delle Spiagge italiane (G20s)”, il summit del turismo balneare in programma dal 5 al 7 settembre a Bibione, le 20 destinazioni del mare si prendono reciprocamente le misure sui dati degli afflussi turistici relativi al 2016, in base ai quali i partecipanti sono stati selezionati.

Per individuare infatti le località balneari invitate all'evento ci si è basati su un criterio quantitativo: il numero di presenze dei turisti negli esercizi ricettivi delle spiagge italiane. Per dare un'idea dell'impatto che queste mete hanno sul sistema turistico nazionale basti pensare che nell'anno in questione i 20 partecipanti hanno registrato oltre 60 milioni di turisti, circa il 15% delle presenze complessive del Paese. Ecco perché toccherà a loro disegnare il futuro del turismo balneare in Italia nei tre giorni di eventi e incontri in programma a Bibione. Durante il summit sindaci, assessori regionali, tecnici, studiosi, operatori del settore e decision makerssi confronteranno su una serie di problematiche comuni a tutte le coste italiane: dalle problematiche ambientali alla necessità di innovare infrastrutture e prodotti turistici, dalla gestione delle spiagge all'ampio tema dei servizi pubblici, con particolare riguardo alla raccolta dei rifiuti, alla sicurezza e ai servizi sanitari.

Veneto. Con 22,2 milioni di turisti le cinque spiagge venete di BibioneCavallino TreportiJesoloCaorleChioggia rappresentano da sole il 37% delle presenze dei 20 partecipanti al summit. Un dato notevole, soprattutto se rapportato con le dimensioni medio-piccole dei cinque comuni in questione. Si va dagli oltre 6 milioni di turisti di Cavallino Treporti ai 5,3 milioni di Jesolo e Bibione, che con soli 11.930 residenti (comune di San Michele al Tagliamento) è tra le spiagge con un indice più alto di turisti per abitante. Al risultato su base regionale contribuiscono poi anche le spiagge di Caorle (4,2 milioni di presenze) e Chioggia (1,3 milioni).

Emilia Romagna.  Rimini, per dimensioni l'unica vera e propria città invitata al G20, si conferma la destinazione balneare più gettonata con 7 milioni di presenze. Non a caso, a livello nazionale, è dietro solo a grandi città quali Roma, Milano, Venezia e Firenze. Altre sei spiagge che parteciperanno al summit contribuiscono a far arrivare l'Emilia Romagna a quota 23 milioni di turisti: Riccione(3,5 milioni), Cesenatico(2,9 milioni), Bellaria-Igea Marina(2,1 milioni), Comacchio(2 milioni), Cervia(3,4 milioni), Cattolica(1,8 milioni).

Friuli Venezia Giulia. Le due località balneari friulane, 15 mila abitanti in due, insieme raccolgono oltre 4,7 milioni di presenze: 1,2 milioni per Grado, 3,5 milioni per Lignano, che è anche la destinazione mare con una maggiore pressione turistica (503 mila presenze ogni 1.000 abitanti).

Campania. Un apporto importante, con oltre 5 milioni di presenze, viene poi da Sorrento(2,4 milioni), Forio(1,3 milioni) e Ischia(1,3 milioni).

Le altre regioni. Nella top 20 delle spiagge rientrano infine la pugliese Vieste (1,9 milioni di presenze), la toscanaCastiglione della Pescaia (1,4 milioni) e la sarda Arzachena(1,1 milioni).

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Rimini e Riccione confermano la loro fama di campionesse di accoglienza per i turisti in Italia. Tra i servizi per i quali le due località della costa emiliano-romagnola raggiungono livelli di eccellenza c’è anche la rete mobile più performante tra quelle delle località preferite dai turisti. A rilevarlo è l’ultimo studio di SosTariffe.it, che ha preso in considerazione, grazie all’app Open Signal Maps, la copertura 2G, 3G e 4G, la velocità di connessione e i tempi di latenza media dei quattro principali operatori italiani (Tim, Vodafone, H3g e Wind) nelle località estive più gettonate di quest’estate, individuate dal report “Summer Vacation Value” di TripAdvisor (L’isola d’Elba in Toscana, Ugento, Porto Cesareo e Vieste in Puglia, Rimini e Riccione in Emilia Romagna, Ischia in Campania, Ricadi in Calabria, San Vito lo Capo in Sicilia e Villasimius in Sardegna).

Rimini ha conquistato la prima posizione per la velocità di download in 2G, 3G e 4G: in media tutti e quattro i provider raggiungono 25 Megabit per secondo (Mbps), spiega SosTariffe.it, ma la navigazione può raggiungere picchi fino a 44,4 Mbps. Quanto ai tempi di upload, superano i 9 Mbps.

I tempi di latenza (ovvero, in gergo tecnico, il lasso temporale necessario per il passaggio dei dati dal dispositivo al server e ritorno) sono i più bassi, dunque i più efficienti: 63 millisecondi, l’ideale per una videochiamata di buona resa con Skype o per un’esperienza ottimale di gioco con un videogame online. Subito sotto sui due scalini successivi del podio si sono piazzati Riccione e Ischia.

A seguire nella classifica stilata da SosTariffe.it si piazzano l’Isola D’Elba, seguita da vicino da Porto Cesareo in Puglia: nel primo caso la velocità di download si attesta intorno ai 16,50 Mbps, mentre con il 4G si arriva a 26 Mbps. Nel caso della “Perla dello jonio” la media della velocità raggiunta da tutti gli operatori è circa 15,56 Mbps, e di 5,34 in upload con tempi di latenza di 98 millisecondi. In 4G si possono inoltre raggiungere i 27,74 Mbps in download.

Continuando a scorrere vero il basso la classifica, è il turno di Vieste, nel nord della Puglia, dove la velocità di download media in 2G, 3G e 4G si aggira intorno ai 13,75 Mbps (con l’Lte si arriva a 17Mbps). “A Vieste tuttavia – spiega SosTariffe.it – il vero incubo sono i tempi lunghissimi di latenza: circa 136 ms, i più lunghi di tutte le località considerate: ciò significa che effettuare una videochiamata con trasmissione dati rapida e in sincrono audio-video, è praticamente un’impresa”.

Le prestazioni delle reti mobili vanno poi a scadere man mano che si scorre il resto della classifica, con Ugento, dove l’upload in 4G è il più lento tra le località campione, e a chiudere il ranking Ricadi, San Vito Lo Capo e Villasimius, dove non sono disponibili connessioni 4G.

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E’ stato pubblicato l’Avviso per l’assegnazione del beneficio relativo all’assegnazione dei contributi regionali relativi alla fornitura gratuita, o semigratuita, dei libri di testo per l’anno scolastico 2018/2019.
Per accedere al beneficio,  l’indicatore della Situazione Economica Equivalente (il cosiddetto ISEE) del richiedente, in corso di validità, non potrà essere superiore ad € 10.632,94.  E, come per lo scorso anno, all’istanza dovranno essere allegati gli scontrini di acquisto dei libri con attestazione del fornitore a conferma che trattasi di spesa relativa a fornitura di libri di testo.
Da quest’anno le domande dovranno essere inoltrate esclusivamente per via telematica, attraverso apposita procedura on-line, presso la scuola di appartenenza in grado di fornire tutte le informazioni in merito.
 Le domande potranno essere inoltrate dalle ore 10:00 del 20.08.2019 alle ore 14:00 del 20.09.2018. Oltre tale termine non saranno accettate o prese in considerazione.

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Ai percorsi di Acquaviva ci si può esercitare a piedi: passeggiando e/o correndo. In bicicletta, in auto. Rimarrete incantati. Per la bellezza della sua posizione. E’ possibile praticare il Nordic-Wolking, il trekking, l'orienteering e il cross Mountain-bike. I percorsi si snodano all'interno del bosco dell'Azienda, avvolta da un verde lussureggiante con al suo centro la sorgente d'acqua viva. Le discese tracciate, inebriano le narici con profumi di Pini, Carrubi, olivi selvatici, tigli, lentisco, more, pero selvatico, leccio, agrifoglio, rosmarino, lauro, origano, timo e mentuccia selvatica.

L’AZIENDA AGRICOLA ACQUAVIVA è in località IACCIO SPINO. L’appuntamento per il ritrovo e rinfresco è alle 17,30.

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Ora sono due.

Speriamo non aumentino. Ma non si può risolvere questo problema, e magari sistemare anche l'accesso al mare? Un disabile che vuole andare su quella spiaggia come deve fare?

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I cocktail è ciò che vi offrono dalle altre parti......

Lo stile de IL CAPRICCIO è ciò che scegliete voi !

Per essere insostituibili, bisogna essere differenti.

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Verso la prima metà del ‘500, i Turchi, alleati della Francia in lotta con la Spagna, funestarono con continue scor­rerie il Regno di Napoli.

 Le nostre zone venivano ad essere teatro di scontro.

 Certamente fu suggerita dalla impor­tanza strategica di Vieste, dopo la di­struzione subita ad opera di Dragut, la frettolosa ricostruzione ordinata dal Viceré Cardinale Pacheco Seguntino nel 1555 ed effettuata da una compa­gnia di spagnoli al comando di Don Garcia di Toledo, e la decisione del successivo Viceré Don Pedro Afan de Rivera di aumentarne le difese.

In particolare quest'ultimo stabilì la costruzione, avvenuta nel 1559, del baluardo ovest del castello e l'edifica­zione della torre di Santa Croce.

 Ma già prima del tragico evento la nostra città si era posta all'attenzione dei governanti. Infatti durante un so­pralluogo, nel quadro di un piano di razionalizzazione del sistema difensivo del Regno, lo stesso Viceré Don Pietro di Toledo, decretò nel 1541 la costru­zione di una torre e di terrapieni, af­finchè la città fosse "bien defendida".

Su proposta del Governatore di Capi­tanata Carlo Caracciolo, fu stabilita la costruzione di dieci torri lungo la costa garganica.

 Il Viceré Don Pedro Afan de Rivera con lettera spedita nel febbraio del 1568 al Presidente della Regia Camera della Summaria (*) Alfonso de Salazar, gli dà disposizione affinchè insieme all'Ingegner Giovan Thomase Scala: " ...bisogna visita a fine che si possa vedere si stanno complite (le torri) e ben fatte...".

Dalla successiva relazione risulta che in quell'anno erano in costruzione le torri di Porticello e di Molinello delle quali era Soprastante Francesco Ramirez, dell'Aglio e della Pergola con Soprastante Geronimo Bersuelos, inol­tre le torri di Portonuovo, della Testa e di S. Felice.

Nel luglio di quest'anno, il Viceré scri­ve al Precettore di Capitanata: "...ordina et comanda, ve decimo et ordinamo che in quanto spetta a voi dobbiate fare l’exigentia predetta (...)

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(*) La Regia Camera della Summaria era il quarto tribu­nale del Regno di Napoli competente per questi altari.

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per la construzione di dette torri...".

 Tale lettera riguardava un nuovo tri­buto nella misura di grana 22 per fuoco che venne a gravare in maniera dram­matica sulla ormai impoverita econo­mia delle nostre zone, colpite per giun­ta da frequenti carestie (*).

Frattanto la pressione dei Turchi non era diminuita.

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Dell'atmosfera che si viveva a Vieste in questi anni il Giuliani scrive :

"...Fu l'anno 1590 assai lacrimevole e da registrarsi. I Turchi non lasciavano di costeggiare l'Adriatico, facendo pre­de e schiavi. Si premunirono perciò d'altre guardie le muraglie della città

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(*) Vieste, come tutte le città della Capitanata, pagava già una tassa ordinaria di settantadue grana annui per fuochi 290.

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ed in sua difesa s'inviò una compagnia di soldati sotto il comando del Capi­tano Luis Arnedo. Essendo stata steri­lissima la stagione, si spedirono in vari luoghi e città della Provincia Cesare Intana e Niccolò Popolano a ricercar grani, acciò si dasse il pane ai soldati e non languisse la città di fame...".

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Nel 1594 per ordine del Viceré Don Giovanni Zunica, Conte di Miranda, Carlo Gambacorta, Marchese di Ci- lenza, visitò ancora le torri di Capi­tanata.

Egli così scrive al Viceré, presentando la relazione:  "...Il Signor Conte di

Miranda nell'anno 1592 mi comandò ch'io visitasse le torri (...) il che fece con una nuova invenzione di ritrahere li luochi che chiamo prospettiva...”.

Di questo viaggio recentemente sono state rinvenute dettagliate schede ma­noscritte compilate con grande com­petenza e corredate da disegni pro­spettici e piantine.

Alla data della sua visita alcune torri già abbisognavano di riparazioni, co­me la torre Testa "...di mala fabbrica che ne sono cominciate a cascare due mergoli...", o dovevano ancora essere completate come la torre di Porticello dove "...È necessario far le guardiole, intonacar la cisterna, la camisa all'astrico di sopra, la scala, ...e che ci vor­ranno ducati cento cinquanta", o quella della Pergola dove addirittura "...S'ha da finire perchè ne voltato solo la lamia di sopra e s’hanno d'alzare le mura di detta incosciatura di lamia e finirla...”.

Quasi tutte mancavano di armamento: per la torre di Molinello "...Bisognano doi moschetti grandi e un mosco per dar l'avviso...", per quella di San Felice "...bisognano due smerigli...", quella della Pergola "...Bisogna un mezzo sa­cro ed un mascolo...".

Tutte le torri del territorio di Vieste, secondo il Gambacorta, son "ben col­locate" ad eccezione di quella di Por­tonuovo, la quale "...Non è ben collo­cata perchè non ha che guardare, poi­ché dalla parte di Bari guarda la torre di Gattarella, e verso Tremiti (...) guarda il castello di Vieste (...) e perciò son di parere di levar la guardia reale...".

È utile notare che le torri di Gattarella e della Testa, considerate l'una "di non molto buona fabbrica" e l'altra "di mala fabbrica" oggi sono in effetti ridotte a ruderi, mentre le altre "di buona fabbrica " sono conservate, tranne quella di Molinella, forse demolita in tempi recenti per costruire una vicina trincea, o venduta come materiale da costruzione.

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Ma, scampate agli assalti dei Turchi, nuovi pericoli corrono attualmente : l'incuria e la speculazione.

Esempio clamoroso è la torre di Porticello, che a causa di recenti insensati restauri ha perduto ogni suo carattere originario, così che anche essa può essere considerata perduta. Infatti inca­miciata in una nuova muratura e so­praelevata, si erge sulla punta con la sua immagine fumettistica, simbolo dei guasti prodotti dalla pochezza delle idee e dalla abbondanza dei denari, ma soprattutto dalla nostra indifferen­za e da quella più responsabile degli organi preposti alla tutela di questi monumenti.

Angelo Vaira

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