Straordinario appuntamento con la comicità a Vieste, venerdì 20 luglio. Nella Piazzetta della Marina Piccola, con il Patrocinio del Comune, ore 21.30, va in scena “Il Cotto e il Crudo” l’esilarante spettacolo di e con Emilio Solfrizzi ed Antonio Stornaiolo.

Con le affilate armi dell’ironia e della leggerezza, attraverso dialoghi serrati e poesie demenziali, lo spettacolo propone la reunion in scena di una coppia storica della comicità pugliese.

Dopo gli iniziali convenevoli e cerimonie, tra Emilio ed Antonio, scoppia un conflitto senza precedenti che nel giro di un quarto d’ora li porta inesorabilmente “al chi sono io ed al chi sei tu”. Niente e nessuno potrà fermare la “resa dei conti” tra i due, mentre parleranno di crisi economica, di politica, di energie alternative, di ricordi d’infanzia e di metalinguistica…

A beneficiarne sarà il Pubblico che, tra una lite e l’altra, riderà a crepapelle.

I biglietti sono già disponibili nei punti vendita e online del circuito CIAOTICKETS     Questo il costo e la tipologia compreso i diritti di prevendita:

I Platea Numerata                  €          25,00

II Platea Numerata                 €          20,00

Info: SOLD OUT SRL - Tel. 06 87809638 : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Donald Trump, Pinuccio e l’immancabile Sabino, a bordo di una Fiat Ritmo, scorrazzano dal Gargano al Salento per ammirare le bellezze e criticare le storture della Puglia. Questo, in estrema sintesi, è “TrumpAdvisor” il primo libro scritto da Alessio Giannone, noto per il tormentone “Pinuccio sono”.

Il giovane attore e regista barese ha iniziato la scalata verso il successo diversi anni fa partendo dal web, esattamente da Youtube, dove pubblicava (e continua a farlo) video di presunte telefonate fatte dal suo personaggio (appunto Pinuccio) alle personalità più influenti della Terra. Il faccendiere dal marcato accento barese, con le sue chiamate ha cercato di consolare Berlusconi per la condanna che lo ha estromesso dal Senato e Papa Ratzinger (per lui Benedetto XVI diventa semplicemente Benny) dopo le sue dimissioni; ma ha anche fatto gli auguri a Sarkozy e Carla Bruni per la nascita della loro figlia, fino a complimentarsi con l’attuale premiere Giuseppe (anzi Pinuccio) Conte per il suo incarico.

Dopo qualche passaggio ne “L’edicola di Fiorello” e alcune trasmissioni in emittenti radiofoniche nazionali, Alessio Giannone, anzi Pinuccio e Sabino, sono entrati nelle case degli italiani dalla porta principale diventando inviati di “Striscia la Notizia”.

«Faccio il faccendiere e da quando mi sono sposato sono entrato nelle grazie di mia Suocera, lei mi ha messo in contatto con i potenti del mondo», che Pinuccio chiama senza farsi troppi riguardi. Finché un giorno riceve una telefonata: «I’m Donald». E allora parte il racconto esilarante del viaggio in Puglia di Trump e dei suoi familiari, tra passioni e clandestini amori, sullo sfondo di calde notti d’estate, tra improbabili incursioni caratterizzate da stereotipi Made in Puglia.

Il faccendiere Pinuccio, seguito dal fido Sabino, per la stagione estiva è impegnato nella promozione turistica: clienti d’eccezione il presidente degli USA Donald Trump, che viene scambiato per il nuovo presidente della squadra di calcio dal sindaco di Bari. A bordo dell’amata Fiat Ritmo i quattro scorrazzano per la Puglia, regione dalle mille bellezze e dalle numerose contraddizioni, dal Foggiano al Salento, dove si unirà alla comitiva la figlia del presidente, Ivanka. Incontreranno personaggi del mondo politico, Rosy Bindi, Di Battista, Emiliano, Alfano, Nichi Vendola, Salvini, del mondo dello spettacolo, Barbara d’Urso, Maria De Filippi, Al Bano, del giornalismo, Enrico Mentana, Marco Travaglio, e parteciperanno a sagre, feste religiose e cerimonie nuziali.

Mercoledì sera Alessio Giannone verrà personalmente a presentarlo nell’anfiteatro Carlo Nobile di Vieste, raccontando aneddoti e curiosità, in una serata sicuramente divertente. L’ingresso è gratuito, l’inizio è previsto alle 21:30.

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Martedì, 17 Luglio 2018 09:15

Chi tradì il povero Celestino?

Pietro da Morrone, divenuto papa col nome di Celestino V il 5 luglio 1294, rinunciò al pontificato dopo appena tre mesi. Sognava di tornare nella cella del monastero di Morrone (vedi immagine) da cui senza piacere aveva dovuto separarsi, ma il suo perfido successore, Bonifacio VIII, temendo uno scisma da parte dei cardinali filo-francesi a lui contrari e che avrebbero potuto reinsediare l’eremita sul soglio di Pietro, diede disposizioni affinché l’anziano monaco fosse messo sotto controllo. Venuto a conoscenza del disegno del nuovo Papa, con l’aiuto di alcuni tra i cardinali rimastigli fedeli, tentò la fuga. Il tentativo ebbe termine a Vieste, dove Celestino sperava d’imbarcarsi per la Grecia. A questo punto le fonti divergono : Alcune sostengono che Pietro chiese e ottenne asilo presso una grancia (magazzino dove si custodivano le sementi e i proventi in grano delle ‘decime’) amministrata dai Benedettini in località Calma. Altre fonti individuano questo asilo nel vescovado di Vieste oppure nel Santuario, oggi non più esistente, di Santa Maria di Merino, che sorgeva appena fuori Vieste in direzione di  Peschici. Quale che fosse il nascondiglio, è certo che il 16 maggio 1295 uomini mandati da Bonifacio VIII si presentavano a Vieste a rilevare l’augusto monaco. Chi indirizzò questi uomini, chi tradì il povero Celestino? Chiunque l’abbia fatto lo fece per denaro. Su un ex Papa non poteva pendere una taglia come nel caso di un volgare malfattore, ma in tutto il Mezzogiorno doveva essersi propagata con la velocità del fuoco in un campo di stoppie la nuova di una sontuosa “regalia” a beneficio di chiunque avesse contribuito alla ‘individuazione’ (mai dire cattura) di quest’uomo ‘smarrito’. A tradire Celestino furono gli stessi benedettini che gli diedero asilo? Di sicuro la promessa di quella regalia era accompagnata dalla sottintesa minaccia di scomunica a danno di chiunque avesse ostacolato le ricerche dei messi pontifici. E la scomunica, ovvero la prospettiva dell’Inferno, era cosa a quel tempo ritenuta più grave persino della morte. Un priore ambizioso (il capo di quella comunità benedettina), incerto tra la prospettiva della dannazione e quella di una consistente donazione, alla fine non poteva che optare per quest’ultima. Un gesto sleale, certo, ma gli uomini di Chiesa del tempo si somigliavano tutti. Un Celestino V costituiva un’eccezione, rappresentava un precedente pericoloso e come tale andava neutralizzato. Confinato nella rocca di Fumone, in Ciocoaria, Celestino si sarebbe spento l’anno dopo, il 19 maggio 1296. Secondo la versione ufficiale morì dopo aver celebrato ai limiti delle forze l’ultima messa. E’ del tutto infondata la teoria per la quale la sua morte sarebbe stata ‘affrettata’ da suo successore : una perizia del 2013 ha dimostrato che il foro presente nel cranio, come già evidenziato da due esami avvenuti nel 1313 e nel 1888, fu praticato dopo la morte, forse allo scopo di gettare un’ombra ulteriore sul discusso pontificato di Bonifacio VIII.

Italo Interesse

quotidianodifoggia

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 Si terrà da 6 agosto al 10 agosto la prima edizione del Grest parrocchiale estate ragazzi. Questa manifestazione nasce dalla collaborazione tra la parrocchia di S. Giorgio delle Pertiche in provincia di Padova con la parrocchia Santa Maria delle Grazie in Vieste e consiste in attività ludiche- ricreative rivolte ai bambini di Scuola elementare e a ragazzi di Scuola Media.  Gli animatori di questa settimana estiva  saranno giovani adolescenti della diocesi di Padova.  Le iscrizioni si possono fare presso la parrocchia Santa Maria delle Grazie di Vieste.

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Da oggi anche i disabili potranno godersi il tramonto su alcune spiagge pugliesi ora più libere. La Regione Puglia ha acquistato e distribuito 200 sedie JOB con cui i disabili potranno accedere alle spiagge libere gestite dalle amministrazioni locali. Il numero è proporzionato alla lunghezza delle coste di ciascun Comune costiero. In provincia di Foggia saranno distribuite 7 sedie a Vieste, 5 a Lesina e Mattinata, 4 a Manfredonia e Peschici, 3 sedie ai comuni delle Isole Tremiti, Rodi Garganico, Monte Sant’ Angelo e Zapponeta. 

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Stamane per chi può alle 10.30 nella chiesa santa croce c'è la messa e a seguire la supplica alla Madonna del Carmelo.

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Vico S. Pietro

Allo slargo di Pozzo Dentro si innesta sulla destra via Mafrolla e a sinistra si incrocia con via S. Francesco e il vicolo S. Pietro.

Questo vicolo lungo circa 20 metri presenta pochi numeri civici: un’abitazione al primo piano, alcuni pianterreni, un tempo adibiti a stalle, e una chiesetta vicinis­sima alla Ripa.

La Chiesa non ha avuto molta fortuna nella sua intitolazione: fu dedicato all’inizio a S. Simeone ed era nota come la Chiesa dell’Ospedale, poi fu detta di S. Pasquale Baylon e, infine, dedicata a S. Pietro d’Alcantara.

Essa era inclusa nell’edificio che per diversi secoli ebbe la funzione di hospital. Non si hanno notizie circa la data della sua costruzione, che senz’altro è avvenu­ta nella seconda metà del 1500 o ai primi anni del secolo successivo. Dalle Relationes ad Limina dei vescovi di Vieste si han­no solo notizie frammentarie e sterili. Mons. Ambrogio Palomba (1618- 1641) fu il primo a riferire che nei pressi del monastero di S. Francesco vi era l’ho­spital, in cui si curavano gli ammalati e si dava ospitalità e assistenza ai poveri e ai pellegrini (o viaggiatori) di passaggio. A quel tempo l’hospital non aveva redditi ma assolveva degnamente il compito che si era proposto con i contributi sponta­nei che pervenivano dalla carità cittadini e da benefattori. Può darsi che il fondatore e l’anima coordinatrice sia stato proprio il vescovo Palomba, che governò la Chiesa viestana per ben 22 anni con saggezza e con gran senso di pietà e di amore verso gli ammalati e i diseredati e che vi abbia dato anche il sostegno economico. Non si può comunque escludere che a fondare l'hospital possa essere stato altro vescovo, come Alfonso Carillo d’Alarcon (1530-1547), Pellegrino della Fava (1547- 1555), Antonio Garguzia (1560-1574) o il conte Mascio Ferracuti (1589 1609), che governarono la Chiesa di Vieste per molti anni. La notizia della povertà dell’hospital fu evidenziata anche da mons. Paolo Ciera (1642-1644) nella sua Relatio ad Limina del 27 dic. 1643, in cui è detto che la Chiesa non possedeva alcun reddito, che mancava inoltre di suppellettili, di un pio custode e che le entrate provenienti da elemosina e da piccole rendite erano molto scarse.

Con il terribile terremoto del 1646 la chiesa subì gravissimi danni e fra le rovine si perdettero i pochi arredi e i paramenti sacri. La generosità del vescovo Raimon­do del Pozzo (1668-1694) diede un nuovo avvio e notevole importanza, la fece restaurare ed ornare anche di pitture, la dotò di tutto il necessario per le funzioni religiose e per l’assistenza ai malati e ai poveri. Nelle sue Relationes chiama la chiesa con il titolo di S. Simeone e S. Giuda ed anche di S. Simeone Seni (il Vecchio).

Negli anni successivi fece anche ricoprire l’hospital con un nuovo tavolato e nuovi embrici e, restaurare due stanze utilizzate dai malati ed ampliò inoltre la chiesa con la costruzione della cappella dedicata a S. Nicola di Bari e a S. Pietro d’Alcantara, sul lato in cui si accedeva al giardino interno.

Mons. del Pozzo (1668-1694), nelle sue Relazioni ne descrive la trascorsa povertà del complesso, i redditi che si ricavavano dai terreni e da un buon nume­ro di vacche, frutto di lasciti da parte di benefattori e la costituzione di una pia Congregazione per l’assistenza umanitaria.

Don Marco Della Malva, nel suo articolo “La Chiesa di S. Simeone”, pubbli­cato su Viesteoggi (an. III, n.8, sett. 1990, p.6-7) sostiene invece che ad ufficializ­zare la congregazione dei sacerdoti votati all’assistenza dei moribondi fu il vesco­vo Andrea Tontoli (1695-1696) e che a partire dal 1715 aprì la partecipazione ai laici con il compito di assistere i poveri e gli ammalati.

Dalle Relazioni di mons. Niccolò Cimaglia (1748-1764), che dedicò la Chiesa a S. Pietro di Alcantara, contrariamente a quanto detto sopra, sostiene che la Congregazione dei soli sacerdoti fu eretta nel 1713 e che a partire dal 1747 ven­ne gestita solamente dai laici dediti all’assistenza e alla cura dei beni immobili. Questo vescovo consacrò la chiesa e la frequentò con assiduità e vi diffuse venerazione verso S. Pasquale di Baylon, ponendovi una statua nella cappella sinistra. La statua di questo Santo e quella di S. Pietro d’Alcantara, che ancora oggi si ammirano, sono di legno, scolpite con maestria, forse dalla stessa autore che entrambi appartengono a questa seconda metà del ‘700".

La Chiesa è a croce latina, i cui bracci sono rappresentati dalle due cappelle laterali. Sull’altare centrale, vi è ora inserito il gruppo di arte moderna della Madonna di Pompei, non ben congeniale con la struttura architettonica antica che ha sostituito la magnifica tela di S. Simeone, opera del viestano Giuseppe Tomaiuoli, della seconda metà del sec. XVIII. Questo quadro è stato ultimamente restaurato dal giovane e bravo pittore viestano, Francesco Lorusso, e conservato nell’Episcopio. La Chiesa è piccola e può accogliere una ottantina di persone, ma in essa regna il massimo silenzio e l’arcana atmosfera che invita alla preghiera.

Dopo la morte di don Mario Dell’Erba, ultimo rettore, il Vescovo, mons. D’Addario l’ha destinata come sede alla sezione di Vieste della Società di Storia Patria per la Puglia. Ora è in uno stato deplorevole e merita di essere restaurata.

LA CITTA’ VISIBILE

L’Odonomastica di Vieste, dall’Era Antica ad Epoca Contemporanea

MATTEO SIENA

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Per il quarto anno Paolo Fresu ha costruito per FestambienteSud un percorso musicale tagliato a misura sul genius loci degli scenari in cui il festival prende corpo: dal suo duo con il pianista iberico Chano Dominguez, sulla sponda adriatica di Marina Piccola a Vieste (ore 21,00), che assume naturalmente il senso di un concerto omaggio per il grande Mediterraneo, alla tre giorni di musica straordinaria nello scenario di piazza De Galganis a Monte Sant’Angelo con il nuovo lavoro degli Avion Travel, la voce di Greta Panettieri e il sorprendente omaggio rock che Francesco Bearzatti rende alla "mano sinistra di Dio”, come veniva soprannominato il geniale Thelonius Monk, fino ai tre momenti di vespro musicale nel museo multimediale progettato da Studio Azzurro in cui Marco Bardoscia e Alberto Parmegiani dialogano con la storia, fondante per la città UNESCO, delle apparizioni dell’Arcangelo Michele.

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I Carabinieri della Tenenza di Vieste hanno arrestato Michele Troia, nel corso di uno dei tanti servizi di prevenzione effettuati dall’Arma della Compagnia di Manfredonia sul territorio di competenza, in occasione di un controllo dei soggetti sottoposti alla misura cautelare degli arresti domiciliari, cui l’uomo era sottoposto per essere stato recentemente arrestato dagli stessi uomini dell’Arma di Vieste per furto aggravato e tentata estorsione, è stato notato allontanarsi dall’abitazione dove era sottoposto alla misura.

Bloccato e condotto negli uffici della caserma di Vieste per gli opportuni approfondimenti del caso, al termine della formalità Michele Troia è stato dichiarato in arresto per il reato di evasione e contestualmente deferito per il reato di tentata estorsione, poiché nell’occasione è anche stato accertato che poco prima aveva costretto con la forza e la violenza madre e sorella a consegnargli del denaro.

Al termine delle formalità è quindi stato condotto nel carcere di Foggia, dove è attualmente detenuto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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Sabato, 14 Luglio 2018 10:52

VIESTE (CENTRO DESTRA) - CORDOGLIO GATTA

Il Centro Destra unito di Vieste porge le più sentite condoglianze al Vice Presidente del Consiglio Regionale Puglia Giandiego Gatta e si stringe intorno alla famiglia tutta per la perdita del caro padre Renzo, 82 anni, avvenuta ieri in circostanze fatali presso l’isola del Faro della nostra amata cittadina, mentre era intento alla pesca. Che Vieste, città natale di Giandiego, sia faro luminoso e foriero di un futuro carico di concrete certezze non solo per il Gargano, ma per l’intero territorio pugliese, in ricordo di un uomo garbato, gentile, mente politica lucida, figura di educatore autorevole e signorile di altri tempi.

CENTRO DESTRA – Vieste

LEGA – Salvini Premier

FI – Forza Italia

FDI – Fratelli d’Italia

UDC – Noi con l’Italia

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