Ance e sindacati: «Gli enti locali tornino a investire o sarà il baratro».
L'edilizia in Capitanata continua a essere in crisi da otto anni (2008) eppure i soldi che arrivano per nuovi inve­stimenti non vengono spesi. L'Ance denuncia una perdita in termini di lavori pubblici pari a 76 milioni di euro in fondi comunitari non spesi. Ora le speranze sono riposte - sugli investimenti previsti con il Patto per la Puglia e sulle riqualificazioni. - È su queste basi che si regge la firma del nuovo contratto provinciale in­tegrativo per 6 mila addetti, previsti aumenti sulle "retribu­zioni variabili fino al 4 % e nuove misure contro il lavoro nero.

 

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“Nonostante il vile "silenzio ideologico" di molti pseudo-professori, intenti più a fare propaganda politica nelle scuole che a dispensare Cultura, noi intendiamo commemorare le migliaia di italiani vittime della feroce pulizia etnica da parte dei comunisti slavi tra il 1943 e il 1947”. Così il vicepresidente del Consiglio regionale, Giandiego Gatta. “La tragedia delle foibe, l’esodo giuliano-dalmata -prosegue- i campi di concentramento dei partigiani titini, dove trovarono stenti e morte migliaia di nostri connazionali, colpevoli solo di essere "italiani", non può essere un ricordo di pochi, ma patrimonio irrinunciabile della coscienza collettiva nazionale. Perché se con l’istituzione del “Giorno del Ricordo” delle vittime delle foibe è stato squarciato un velo di insopportabile silenzio, c’è ancora tantissimo da fare: non ci si può accontentare di qualche corona di fiori, qualche sporadico evento commemorativo e pochi secondi durante i telegiornali. Non basta. Dobbiamo consentire alle future generazioni di conoscere il dramma dei circa quindicimila martiri delle foibe e delle circa 150 mila persone costrette a fuggire dalle terre istriane, fiumane e dalmate per salvarsi dalla mattanza dei comunisti slavi. Ai nostri giovani –conclude Gatta- dobbiamo permettere di conoscere la storia italiana nella sua completezza, aprendo pagine che qualcuno, anche nelle scuole, si ostina vergognosamente ad ignorare".

 

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«Per la prima volta» anche le aziende sanitarie e ospedaliere potranno partecipare al bando con cui la Regione Puglia mette a disposizione 200 milioni di euro per l'efficientamento energetico di edifici pubblici, case popolari, scuole e ospedali. Un investimento che «può generare fino a un miliardo di ricaduta sul tessuto produttivo».
Ne dà notizia la Regione spiegando che «la somma è stata stanziata con fondi 'Por Puglia 2014-2020', e che potranno essere «ristrutturati gli edifici già esistenti sia per quanto riguarda l’involucro esterno, sia per le dotazioni impiantistiche, con sistemi di telecontrollo intelligente, regolazione, gestione, monitoraggio e ottimizzazione dei consumi energetici, oltre all’installazione di impianti di produzione energia da fonti rinnovabili per l’autoconsumo».
Uno degli obiettivi, si evidenzia, è arrivare alla realizzazione di edifici ad energia «quasi zero, del tipo passivo, sostenibili anche con l’installazione di 'building automation' e domotica: si dovrà arrivare minimo a edifici di classe 'C' e sarà maggiore la premialità per la riduzione di emissioni, l’innovazione, il livello di progettazione e per il cofinanziamento».
L’assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia, Loredana Capone, è sicura «che anche il mondo dell’impresa attende un bando di questa portata per utilizzare le proprie professionalità nel corso di interventi non più rinviabili su edifici spesso insicuri e fonte di sprechi energetici. Si tratterà di ossigeno per un settore che ha risentito molto della crisi».

 

 

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Pubblicato in Ambiente

La Puglia si presenta con numeri da leader al Fruit Logistica 2017 di Berlino, il più importante appuntamento europeo annuale del settore ortofrutticolo, su un'area di 117mila metri quadri (l'equivalente di 14 campi di calcio) e con 2900 espositori provenienti da 83 paesi.
Se il 2015 è stato un anno record per le esportazioni agricole pugliesi (oltre 800 milioni di euro, a conclusione di un quinquennio in continua crescita) anche per il 2016, le stime di Unioncamere Puglia - in attesa del dato finale - indicano un trend positivo che, nonostante le calamità atmosferiche, raggiungerà i 750 milioni di euro come esportazioni dirette. Il “made in Puglia” rappresenta oltre il 12% dei prodotti dell’agricoltura che l’Italia vende sui mercati esteri. Un “made in Puglia” che si afferma sempre più anche oltre i confini dell’Unione Europea, considerando i 240 milioni di euro complessivi di esportazioni agricole nel Bacino del Mediterraneo, in Africa e in Medio Oriente.
Nei tre giorni berlinesi, dall’8 al 10 febbraio, sono attesi 70mila visitatori professionali provenienti da più di 138 paesi (il 20% da America e Asia). La Puglia è presente con un parterre di oltre 200 aziende. Diciassette significative realtà produttive del nostro territorio sono ospitate nello stand istituzionale della Regione, gestito da Assessorato all’Agricoltura e Unioncamere Puglia.
“La Regione accompagna e supporta una delle economie agricole più importanti della Puglia, ossia l’ortofrutta – ha affermato l’assessore all’Agricoltura Leonardo Di Gioia, presente a Berlino – oggi possiamo sicuramente essere felici per un risultato che è sotto gli occhi di tutti, una crescita costante e tendenzialmente forte della capacità di esportare. L’Italia rappresenta un sesto di tutte le realtà mondiali in vetrina nella capitale tedesca – ha proseguito l’assessore – e la Puglia ne è una grande parte. La nostra presenza istituzionale a Berlino è un impegno doveroso per un’istituzione che ha il compito di programmare e di mettere a disposizione le risorse comunitarie per stimolare la crescita economica e sviluppare promozione a 360 gradi”.
L’assessore Di Gioia, nella giornata di apertura, ha accompagnato l’ambasciatore italiano a Berlino Piero Benassi in visita nello spazio istituzionale pugliese.
“La Puglia è un partner più che importante nelle esportazioni italiane, direi essenziale, anche nel panorama dell’ortofrutta – ha commentato l’ambasciatore, parlando con operatori e produttori – e lo confermano i dati che sono tutti in crescita: da un lato si guarda con interesse ai numeri in senso quantitativo, dall’altro c’è una qualità dei prodotti che riceve progressivi riconoscimenti a livello internazionale”.

Pubblicato in Economia

Il bilancio della giunta regionale? «Finora abbiamo visto il nulla». Emiliano si candida alla leadership del Pd? «Allora ci rassicuri: lasci la Puglia, la Regione merita un’attenzione esclusiva». Se non è una richiesta di dimissioni, poco ci manca. L’esortazione (chiamiamola così) non arriva dall’opposizione ma dalla componente dei renziani di Puglia. Nel corso di una conferenza stampa, il programma di Emiliano viene vivisezionato e sottoposto a una raffica di critiche. Le parole sono dell’eurodeputata Elena Gentile. Accanto a lei Fabrizio Ferrante, protorenziano di Puglia e promotore dell’iniziativa; Ada Fiore, ex sindaca di Corigliano d’Otranto; Giampiero Mancarelli, uno dei tre reggenti del Pd di Taranto. Aderiscono, ma sono assenti, il consigliere regionale Pentassuglia e i parlamentari Bellanova, Scalfarotto, Massa, Mariano, Vico, Capone. Attorno consiglieri comunali e provinciali di varie zone di Puglia.
Il titolo dell’iniziativa è neutro (bilancio dell’attività della giunta) ma il contenuto è esplosivo. La conferenza stampa, nella sede del Pd, si tramuta in un surreale atto di accusa nei confronti del governatore del Pd. Una requisitoria di rara efficacia — l’opposizione è ben più molle — in un crescendo rossiniano. Sul tavolo compare una scatola di camomilla per raccomandare a Emiliano di calmarsi nel conflitto con Renzi. Ma a rinunciare alla camomilla è proprio Gentile («non mi piace») e si capisce perché lo dica. «Mai visto — attacca — un rallentamento così vistoso nell’azione del governo regionale. La giunta è ferma a maggio 2015, al tempo delle elezioni. A Bruxelles, nonostante la disponibilità dell’Ue, della Puglia non c’è traccia. Da luglio 2015 la programmazione 2014-2020 delle risorse Ue è stata consegnata ai pugliesi». Gli effetti? «Nessuno. I fondi Ue restano intonsi: 100 milioni per le politiche del lavoro non spesi; l’assessore all’Agricoltura, che ha fallito la riforma dei Gal e non ha fatto partire il Piano rurale, lo dobbiamo cercare a Chi l’ha visto; gli imprenditori ci chiedono perché non partono i bandi; le politiche giovanili sono attaccate con parole cruente da Emiliano e riproposte sotto mentite spoglie; gli ospedali vengono chiusi e non sostituiti da medicina di prossimità, come fece la precedente amministrazione».
Il tema dell’ambiente? «Passiamo dall’inutile polemica sul gasdotto Tap alla tutela del lupo. Emiliano ama il lupo? Beh, questione di gusti». «Inoltre — aggiunge il tarantino Mancarelli — non ci sono i presupposti per la decarbonizzazione dell’Ilva. Il programma di Emiliano ne minaccia la chiusura, ma gli ricordiamo che vale il 3% del Pil nazionale. Certo, occorre la battaglia per l’ambiente pulito, ma l’Arpa certifica da tre anni che l’aria è migliore. Il governo si impegna ed Emiliano ripaga facendo polemica sui 24 milioni per la cassa integrazione degli addetti Ilva». Anche quello che è un fiore all’occhiello della giunta, il reddito di dignità, appare una chimera. L’ex sindaca Fiore si incarica di aggredirne i contenuti. «Seicento euro al mese — dice — sono un miraggio perché toccano solo a famiglie con 5 componenti (si sapeva, ndr) e con un reddito Isee di 3000 euro annui: cioè senza casa, senza auto e senza motorino. Se uno perde il lavoro e va a vivere a casa dei suoceri, la disponibilità dell’alloggio gli fa salire il punteggio». L’erogazione del Red si rivela complicato e mancano le aziende dove svolgere i tirocinii. «In definitiva: erano più efficaci i Cantieri di cittadinanza di Vendola».
Tocca a Ferrante: il programma per lo smaltimento dei rifiuti è fermo. «Si è costituita l’agenzia — dice — ma il conflitto con i Comuni non è cessato». Spinge il tasto politico. «Legittime le ambizioni di Emiliano ma non si può occupare solo di quelle e abbandonare la Puglia al proprio destino. Ha il dovere di amministrare». Poi quasi come una minaccia: «L’iniziativa di oggi non resterà isolata». «Emiliano — dice Gentile — si occupa solo del suo percorso politico, è legittimo, anche se sembra mirato a ritagliarsi un pezzo di potere nel partito per influire sulle liste elettorali. Ma se si candida alla segreteria nazionale, lasci la Regione, la Puglia merita un’attenzione esclusiva». E a proposito di partito: «Se riproponesse a Roma il modello pugliese, quando è stato segretario, sarebbe un disastro». Domanda dei cronisti: sembra la conferenza stampa dell’opposizione, siete tutti nello stesso Pd? Rumori dal pubblico presente: «È Emiliano che è fuori dal partito, non noi». E dell’assenza del segretario Marco Lacarra che si pensa? «Deve decidere — ruggisce Ferrante — da che parte stare. Non può dire di essere super partes. Il segretario decide la linea il partito, non è una figura terza».

 

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Pubblicato in Politica

Non si placano le polemiche sul «Red», il programma varato dlala Regione sul reddito di dignità a favore di famiglie bisognose.
A riaccendere il fuoco è il capogruppo di FI, Andrea Caroppo, secondo il quale è solo «una televendita di Emiliano: la torta agli amici, le briciole ai cittadini ingannati, se mai arriveranno...». Dai territori, aggiunge, si stanno sollevando polemiche in merito al mancato funzionamento. «Ebbene, già all’epoca spiegammo dettagliatamente come con “Red” il grosso dei soldi stanziati non sarebbe andato nel portafoglio dei più bisognosi della nostra comunità, ma sarebbe stato assorbito - dice - dai costi di programma, rimpinguando le casse di aziende private, agenzie ed enti di formazione, a esclusivo vantaggio degli addetti ai lavori, come già accaduto per programmi quali “Garanzia Giovani”. È esattamente ciò che sta accadendo di nuovo. Preannunciammo pure che vi sarebbero state difficoltà nei tirocini, congegnati senza tenere conto delle esigenze delle imprese come denunciato dalle associazione di categoria. Ed evidenziamo come la burocrazia regionale non avrebbe potuto gestire sollecitamente anche a quest’altra gigantesca mole di pratiche e scartoffie.
Bisogna «evitare polemiche strumentali, dal forte sapore propagandistico e che alimentano solo confusione danneggiando di fatto i cittadini», ribatte il vicepresidente del Consiglio regionale, Peppino Longo. «In Puglia – spiega - il tasso di povertà è pari all’8% della popolazione, ovvero circa 320mila persone. Una percentuale elevatissima con tutti i rischi annessi per la tenuta del sistema sociale. Dove c’è povertà si alimenta il cancro della criminalità, si registrano i record di abbandono scolastico, proliferano lo sfruttamento e il lavoro in nero. La legge sul reddito va nella direzione giusta: certo la complessità della legge, e soprattutto la certezza che essa possa favorire esclusivamente chi possiede i requisiti richiesti, sono passaggi necessari ma non dimentichiamo che in Puglia amplia notevolmente la platea dei potenziali beneficiari. La stima degli esiti positivi, rispetto alle domande presentate, è quella di sforare il 45% a fronte di circa il 25% a livello nazionale». A proposito del coinvolgimento degli enti locali –conclude Longo – «non posso che accogliere con favore l’avvio della procedure di selezione delle risorse umane per il potenziamento delle strutture comunali».
Dalla giunta regionale, intanto, ricordano che entro qualche settimana «partiranno i primi tirocini con l’erogazione del contributo ai beneficiari» e in questa fase, che comporta colloqui di valutazione e prese in carico da parte degli Ambiti territoriali dei Comuni, «si sta facendo ogni sforzo per velocizzare i tempi». Ai Comuni adesso, spetta il ruolo di presa in carico dei cittadini ammessi, servizio per il quale si sta predisponendo un intervento straordinario entro il mese prossimo. I primi 9500 pugliesi hanno ricevuto comunicazione sugli esiti di accesso al Red e una nota informativa è stata inviata a circa un terzo di tutte le domande presentate (12.000 su 30.074), mentre tutti gli altri esiti saranno comunicati entro il mese di febbraio. «Dunque l’incidenza delle domande ammesse su quelle presentate è ancora un dato assai parziale». Oltre alla collaborazione con l’Inps per i requisiti e la verifica dei redditi Isee (soglia di 3mila euro), è stato attivato «un apposito catalogo informatico per la raccolta dei progetti di tirocinio e di sussidiarietà». nel frattempo, prosegue la Regione, «tanti Ambiti territoriali sono già molto avanti con le istruttorie, e avvieranno a breve le prime prese in carico, e per una parte delle domande ammissibili hanno già concluso la fase di valutazione e stanno cominciando con gli abbinamenti ai tirocini e ai progetti di sussidiarietà già disponibili». Com’è noto, l’aiuto massimo è di 600 euro per nuclei di 5 o più componenti ma per accedervi è necessario il superamento della soglia dei 45 punti minimi derivanti dalla valutazione multidimensionale. Criterio, questo, fissato a livello nazionale, «ma in Puglia siamo pronti ad abbassarlo, in relazione alla dotazione finanziaria complessiva».

Pubblicato in Società

Ritardi nell'erogazione del reddito di dignità e Ambiti territoriali in affanno nella gestione delle pratiche: la misura regionale di contrasto alla povertà - che consente di sostenere i bisognosi con aiuti da 210 a 600 euro al mese - si rivela più difficile da applicare rispetto alle previsioni. E i Comuni vengono presi d'assalto da decine di persone ansiose di sapere se e quando arriveranno i soldi. Con le 30.074 domande inoltrate fino al 31 luglio e i sei mesi già trascorsi senza che alcun contributo venisse erogato, le proteste si levano in ogni città e la Regione Puglia cerca di riportare la calma, rispondendo alle decine di lettere dei funzionari comunali e sollecitando gli enti interessati a una gestione più precisa dell'iter.

Che di per sé è estremamente complicato perché coinvolge, oltre ai Comuni, gli Ambiti territoriali sociali, l'Inps, la Motorizzazione civile, la Regione, i Patronati, aziende private, scuole, parrocchie e associazioni di volontariato. Ognuno deve fare un pezzetto di controllo sui requisiti dei cittadini e verificare che si tratti di residenti in Puglia da almeno dodici mesi, nuclei familiari con reddito inferiore ai 3mila euro annui, disponibili a effettuare tirocini lavorativi, che non posseggano auto di cilindrata superiore ai 1.300 cavalli o moto oltre i 250, e che non usufruiscano già di altri sostegni pubblici.

"Requisiti impossibili da possedere - secondo la presidente del Consorzio integrato per l'ambito di Maglie, Ada Fiore (già sindaca di Corigliano d'Otranto) - come dimostra il fatto che su 248 domande esaminate finora ne risultano idonee solo 48". La Fiore nei giorni scorsi ha inviato una lettera al governatore Michele Emiliano e all'assessore al Welfare, Salvatore Negro. Dal quale è arrivata puntuale la risposta, che assicura "la maggiore collaborazione possibile da parte della Regione" e lascia intravedere la possibilità che il governo licenzi entro febbraio uno specifico decreto per abbassare i parametri minimi previsti per accedere al reddito di dignità.

"L'incidenza delle persone ammesse alla misura è sicuramente un problema - ammette la dirigente del dipartimento Promozione della salute, Anna Maria Candela - ma bisogna tenere presente che quella pugliese è comunque il doppio di quella nazionale. La Regione ha fatto il massimo in base alle competenze e ai fondi a disposizione". Eppure, rimarcano i dirigenti comunali dei Servizi sociali di molte città, con il bando chiuso a luglio ancora non è stato erogato un centesimo. E le 9mila comunicazioni di ammissione di cui ha dato notizia la Regione a dicembre, in realtà, sono gli avvisi dell'espletamento positivo solo della prima parte dell'iter.

Ovvero, su 30.074 domande arrivate sono stati verificati i requisiti di cittadinanza e reddito (da Comuni e Inps) per circa 13mila. Per 9mila è stato dato esito positivo mentre le restanti 3mila sono state cestinate. A fine anno sono partiti sms e mail ai cittadini, le cui richieste sono ritenute "ammissibili nelle more del completamento dell'istruttoria", ma i contributi veri e propri non arriveranno prima di marzo. Perché mancano ancora le verifiche su ulteriori contributi attivi e la scelta del tirocinio, altra nota dolente della vicenda Red, come testimoniano esperienze di varie città.

A Foggia, per esempio, l'assessora al Welfare, Erminia Roberto, e la dirigente Maria Rosaria Bianchi hanno notato la sproporzione tra le domande presentate (un centinaio) e la disponibilità delle aziende (circa 20 posti). "Abbiamo fatto una politica di sensibilizzazione sul territorio, ma non è sufficiente - spiega Bianchi - per questo abbiamo chiesto alla Regione di premere sulle aziende affinché aprano ai tirocini. Il problema è prima di tutto culturale". Ma è anche pratico: è vero che le aziende non sborsano un centesimo per avere i tirocinanti, ma è altrettanto vero che devono mettere a loro disposizione un tutor. Ovvero, distrarre per alcune ore un dipendente dall'attività
quotidiana.

Anche a Taranto la risposta del tessuto produttivo è stata scarsa e la città - secondo la dirigente regionale Candela - "soffre anche per una struttura amministrativa debole, che ha messo a disposizione solo due persone". A Bari, dove sono state presentate oltre 7mila domande, la struttura comunale è in affanno, ma da lunedì 6 febbraio si cominceranno a fare i colloqui con coloro che hanno superato il primo step.

Pubblicato in Società

Via libera al turnover di medici e infermieri negli ospedali pugliesi. Dopo anni di blocco totale degli organici la Regione sblocca la situazione e dà l'ok alla sostituzione nelle piante organiche di chi va in pensione. È quanto emerso nel corso dell'incontro fra i presidenti degli Ordini provinciali dei medici pugliesi e il direttore del dipartimento Salute della Regione Puglia, Giancarlo Ruscitti.

Il ricambio generazionale in corsia avverrà tramite bandi di concorso, scrivono i rappresentanti dei medici, che "cercheranno di preservare le professionalità sviluppate all'interno delle singole Asl". Una decisione importante, anche perché nei prossimi dieci anni andrà in pensione il 72 per cento dei medici di base presenti in Puglia. La situazione in regione è particolarmente difficile, visto che dal 2010 al 2013 il personale del servizio sanitario pugliese si è ridotto del 5,3 per cento con la perdita di 2.039 dipendenti.

Il problema della carenza di organico però è di difficile soluzione. Per riempire tutti i buchi lasciati negli anni di blocco del turnover sarà indispensabile convincere i ministeri dell'Economia e della Salute. Come da programma operativo, la Regione ha vincolato le nuove assunzioni alla necessità di risparmiare 250 milioni di euro dalla spesa farmaceutica. Da risparmi su questa voce potranno essere ricavate le risorse economiche per assumere nuovi medici e infermieri.

Pubblicato in Sanità

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, possibile sfidante di Matteo Renzi alla guida del Pd, annuncia su Fb la nascita di una piattaforma online da cui partirà la campagna per chiedere il Congresso, "per riaprire un confronto ampio con gli iscritti e con il Paese e capire, prima dei nomi, quale sia il programma con cui intendiamo presentarci agli italiani". "A breve - scrive Emiliano - sarà online 'primailcongresso.it'. Da questa piattaforma partirà la nostra campagna per chiedere il Congresso del Partito Democratico al fine di riaprire un confronto ampio con i suoi iscritti e con il Paese e capire, prima dei nomi, quale sia il programma con cui intendiamo presentarci agli italiani". "In queste ore - aggiunge - in tanti stanno promuovendo raccolte firme sulle piattaforme online, li ringrazio, ma penso che questo sia il momento di raccogliere firme autentiche, guardando negli occhi gli Italiani e chiedendo loro di essere i protagonisti del più grande processo di partecipazione mai visto".

Pubblicato in Politica

Il turismo cresce in Puglia e il sistema produttivo si adegua moltiplicando l’offerta. Sono già 338 le richieste di investimenti ammesse a finanziamento dalla Regione Puglia con i Pia Turismo (Programmi integrati di agevolazione) e il Titolo II Turismo a dicembre 2016. Gli investimenti raggiungono i 300 milioni di euro movimentando occupazione a regime, cioè a progetti ultimati, per più di 3.600 unità (tra vecchi e nuovi occupati).

A darne notizia l’assessore allo Sviluppo economico Loredana Capone: “La domanda turistica – spiega - è un potente motore economico perché alimenta l’offerta che a sua volta cresce stimolata dalle agevolazioni regionali. Stiamo sostenendo un’importante fonte di sviluppo con una spesa in termini di risorse pubbliche di 119 milioni di euro. A tanto ammontano le agevolazioni richieste dalle imprese con questi due incentivi, ma si tratta di risorse che generano investimenti per tre volte tanto, senza contare il fatto che in un arco di tempo inferiore a due anni abbiamo già superato (per più di 30 milioni di euro) il valore dei progetti di Pia Turismo e Titolo II Turismo della passata programmazione che pure movimentarono più di 269 milioni di investimenti”.

Pubblicato in Turismo
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