Ricevuto nello stesso luogo e nello stesso luogo.

Gio Batta Pizzarella di questa terra d’Ischitella dice fare il serviente della corte della medesima ,di età sua d’armi 50 circa come detto testimone con giuramento inteso ed espressamente sopra presente inteso di prima.

Inteso se esso testimone sa se a Francesco di Michele Basile di questa terra d’Ischitella fosse stata mai arrestata qualche mulo da chi, come quando dove d’ordine da chi e per quale causa detto Sig. re la verità che io so sopra di questo fatto ,che si domanda ,e come in uno dei giorni del mese di Ottobre del prossimo passato anno 1758 non sovvenendomi di preciso il preciso per la lunghezza del tempo 1758 ,trattenendomi avanti il palazzo baronale calò da sopra di quello Michele Paolino ,che allora faceva il mastrodatta di questa corte, e mi ordinò che avessi sequestrato il mulo a Francesco di Michele Basile di questa terra ,da fare ciò mi fossi unito col guardiano Pietro Cassa giudicando ,che vi fossi stato ,perché non era nel palazzo baronale, quando facemmo alla Chiesa Madre di questa terra lo incontrarono e il Michele Paolino dando anche ad esso Pietro l’ordine di arrestare detto mulo ,perché lo vide che stava scaricando la soma della legna che aveva portato avanti la casa del Mag.co Michele d’Avolio ,e quindi avendo io preso il cennato mulo di Francesco di Michele Basile per la capezza lo condussi coll’assistenza di detto guardiano nella stalla della pubblica osteria di questa terra ,che si teneva affittata dal quidam Giuseppe Montanaro a cui io lo consegnai ,né altro io so di questo ed è la verità in causa scientis.

Inteso dal costituito detto Sig.re il suddetto Pietro Cassa guardiano può deporre anche quanto di sopra. Continua

Per segno di croce.                       Dell’Acqua Presidente.

Giuseppe Laganella

Pubblicato in Cultura

ed il predetto Ma.co Saverio Agricola condiscese a dar la parola di siccorta per i carlini 22 ,che io sarei rimasto debitore ,ed avendo consegnati con tale appuntamento i carlini 15 al suddetto Michele Paolino ,come esso in persona nell'osteria ,ed ordinò al suddetto Giuseppe Montanaro tavernaro che mi avesse restituito detto mulo e in tal maniera mi fu già restituito con aver io poi pagato al Saverio Agricola i carlini 22 ,che esso aveva sodisfatti per me e venni a pagarli suddetti carlini 37 all'I.ll.re marchese Giuliano ,che avessi dovuto pagare al predetto Sindaco Gio Batta Visconti .e così possa detto fatto ,ed è la verità in causa scentis.

Inteso che può deporre le cose suddette detto Sig.re i nominati Michele paolino,Pietro Cassa,il serviente Gio Batta Pizzarelli possono rispettivamente deporre quanto di sopra.Continua.

Per segno di croce.                                               dell'Acqua Presidente.

Giuseppe Laganella

Pubblicato in Cultura

suddetto Sindaco Mag. Gio Batta Visconti ,ma in mano dell'Ill.re Marchese Giuliano perchè doveva quelli conseguirli dal Visconti come Sindaco per accordi spesi all'accomodo della strada detta della Costa .E non avendo io potuto rimediare tale somma verso i principi d'Ottobre in uno di quei giorni ,che non mi sovviene il preciso per la lunghezza del tempo dello stesso anno 1758 ,in atto che io stavo scaricando la legna ,che avevo trasportato col mio mulo al Mag.co Michele d'avolio si conferirono ivi il guardiano dell'Ill.re Marchese Giuliano chiamato Pietro Cassa e Gio Batta Pizzarelli serviente di questa Corte ,e mi arrestarono il mulo conducendolo nella pubblica osteria di questa terra ,onde io giudicai che il suddetto ill.re Marchese aveva mandato ad arrestarmi il mulo predetto per la somma di carlini 37 che io gli dovevo ,come sopra e fu da detto guardiano ordinato al tavernaro Montanaro ,che non avesse consegnato ad alcuno il mulo predetto senza espresso ordine di detto Ill.re Marchese se non vi andava uno dei guardiani e lo stesso Michele Paolino acciochè intesi da me stimai di rimediare il meglio che potei carlini 15 per allora perchè non avevo modo di rimediare altra somma e fra pochi giorni gli avrei portato il restante fino alla suddetta somma di carlini 37 e si fosse compiaciuto frattanto di farmi restituire il mulo ,ma ,ma questi mi rispose ,che voleva l'intera somma ,altrimenti non mi avrebbe fatto restituire detto mulo e non volle ricevere suddetti carlini 15 .Andai a pagarne all'agente a Don Tomaso Agricola ,il quale mi disse ,che non si ingeriva in tali affari ,pregai finalmente il Mag.Saverio Agricola fratello di detto agente ed il nominato Michele Paolino,che si trovò nella casa del medesimo a farmi restituire il mulo- Continua.

Giuseppe Laganella

Pubblicato in Cultura

E’ Carlo Guerra, 64 anni, avvocato, sindaco di Ischitella dal giugno 2017, il nuovo vice-presidente della comunità dei sindaci del Parco Na­zionale del Gargano. E’ stato eletto nella seduta che si è svolta presso la sala consiliare del Comune di Rodi Garganico, cui hanno partecipato in 16 sui 20 dell’or­ganismo; assenti Regione Puglia, Provincia di Foggia ed i Comuni di Apricena e Mattinata (sciolto per ma­fia nel marzo 2017). Sedici i presenti: Cagnano Varano (Claudio Costanzucci, sindaco e vicepresidente ente parco), Carpino (Rocco Di Brina, sindaco e presidente dell’assem­blea dei sindaci dell’area protetta), Ischitella (Carlo Guerra), Isole Tre­miti (Antonio Fentini), Peschici (Franco Tavaglione), Lesina (Anto­nio Lombardi, delegato del sindaco Pasquale Tucci), Manfredonia (An­tonio Prencipe, delegato sindaco Angelo Riccardi), Monte Sant’An­gelo (Generoso Rignanese, delegato sindaco Pierpaolo D’Arienzo), Rignano Garganico (Luigi Di Fiore),

Rodi Garganico (Carmine D’Anel­li), San Giovanni Rotondo (Costan­zo Cascavilla), San Marco in Lamis (Michele Merla), San Nicandro Garganico (Giovanni Villani, delegato sindaco Costantino Ciavarella), Serracapriola (Giuseppe D’Onofrio),Vico del Gargano (Michele Sementino) e Vieste (Giuseppe Nobiletti). Dalle urne, dopo la votazione a scrutinio segreto, è scaturito il verdetto secondo il quale al sindaco di Ischitella sono andati 10 voti sui 16 aventi diritto, mentre sei voti sono andati al sindaco Giuseppe D’Onofrio di Serracapriola. Evasi anche i restanti 4 accapi presenti all’ordine del giorno: riapprovazione del regolamento della comunità del Parco; la strategia nazionale aree interne determinazioni; la ricognizio­ne progetti dei Comuni da finanziare con i residui rinvenienti nel bilancio dell’ente Parco. Guerra sarà pertanto il vice di Rocco Di Brina, primo cittadino di Carpino, eletto presidente lo scorso 6 luglio al posto di Franco Tavaglione (Peschici), che su quella votazione ha successivamente fatto ricorso al Tar Puglia. Per l’esito bisognerà attendere però an­cora alcune settimane. Da segnalare inoltre il sollecito del sindaco di Vico del Gargano Mi­chele Sementino (designato dalla comunità del Parco quale compo­nente del consiglio direttivo ed in attesa della nomina ministeriale) in merito alla necessità di accele­rare sull’iter finalizzato a riempire la casella ancora vacante del diret­tore dell’ente (ruolo attualmente ricoperto dalla facente funzioni Car­mela Strizzi, che è tra i 42 parte­cipanti al bando da direttore effet­tivo). Casella vuota al pari di quella del presidente del Parco, in attesa di essere colmata da più di un anno e mezzo, dal 28 aprile 2017, quando Stefano Pecorella lasciò dopo sette anni di mandato (due da commissario e cinque da presidente). Attual­mente l’ente Parco è retto dal duo Claudio Costan­zucci con le funzioni di vice presidente, e da Pasquale Coccia quale assessore.

Pubblicato in Ambiente

con averli avuto fatto pagare ,che io aveva anche fatto sapere ,che io avevo portato quel denaro che esso mi aveva mandato chiedendo il medesimo mi rispose che per i carlini 19 e due egna ch'era rimasto dovendo all'Ill.re Marchese di giuliano in compimento di ducati 6 che doveva pagare al sindaco Visconti per l'affitto del forno ,e poi era stato ordinato da Michele Paolino a doverli consegnare a detto Ill.re Marchese perchè non si era trovato puntuale era stato carcerato e si pretendevano la soddisfazione di quelli, mi informò a dover consegnare in mano a Pietro Cassa guardiano di detto Ill.re Marchese ,che si era trovato nella stanza sita sopra al carcere carlini 19 e egna due per poter essere scarcerato ,ed infatti avendo io pagato in mano a detto Pietro Cassa i carlini 19 di moneta ed egna due di moneta di rame il medesimo guardiano lo scarcerò,nè altro io so, ed è la verità in causa scentis.

Inteso dal costituito sig. li suddetti mio marito ,Caterina Cugnidoro,e Pietro Cassa possono rispettivamente deporre quanto di sopra.Continua

Per segno di croce.                                              

òòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòòò
 

Un processo al Visconti a Ischitella nel 1758   (197° parte).

Ricevuto nello stesso luogo e stesso posto.

Francesco di Michele Basile di questa terra d’Ischitella dice essere viaticale di età sua di anni 25 inteso come detto testimone con giuramento espressamente sopra il presente interesse di prima.

Inteso se si fosse stato mai sequestrato qualche mulo da chi, come quando dove d’ordine di chi e per quale causa detto Sig.re la verità ,che io so sopra quanto mi si domanda e come nell’anno prossimo passato 1758 avendo io tenuto in affitto il forno di questa Università d’Ischitella sito nel casale per l’annuo estaglio di ducati 50 e dovendo nella fine del mese di Agosto di detto anno 1758 saldare l’intero pagamento di detto estaglio in mano del mag.co Gio Batta Visconti ,che era il Sindaco di questa Università ed al quale io avevo fatto tutti i precedenti pagamenti mi ricordo che verso il giorno 22 o 23 di detto mese di Agosto tempo in cui non era in questa predetta terra il suddetto Gio Batta Visconti per aver inteso dire che era partito per la terra di Montecorvino ove teneva parenti mi incontrai col Mag.co Michele Paolino allora mastrodatta di questa corte accanto la scarperia di Giuseppe Ottaviano sita in questo abitato il quale Paolino mi ordinò che fossi andato a prendere biglietti che mi aveva formati il Sindaco Visconti di cui ricevo le somme che io gli avevo pagato in conto dell’estaglio di detto forno per esserne se io rimanevo debitore ,ed in quale forma avendoli io presi dalla casa mia biglietti mi disse che io restava debitori in carlini 37,nella quale somma in effetti io come debitore per il conto ,che io mi avevo fatto ,e mi ordinò che detti carlini 37 non li avessi pagati al- Continua.

Giuseppe Laganella

Pubblicato in Cultura

Tolla Parise di questa terra d'ischitella dice essere moglie di Antonio Chiarito di età sua d'anni 35 in circa inteso come detto testimone con giuramento inteso ed espressamente sopra il presente interesse di prima.

Inteso che sa esso testimone della carcerazione di Antonio Chiarito di lui marito eseguita da chi ,come,quando .dove d'ordine di chi,e per quale causa d'ordine ,qualche verità io so sopra quanto mi si domanda e come nell'anno prossimo passato 1758 essendosi da Antonio Chiarito mio marito tenuto in affitto uno dei due forni di quest'Università e propriamente quello sito in questo abitato per l'annuo estaglio di ducati 116 :30 verso la fine di Agosto di detto anno 1758 il predetto Antonio mio marito mi disse che andando debitore di 6 ducati al Mag.co Gio Batta Visconti di questa terra allora Sindaco per l'intero pagamento dell'estaglio di detto forno gli era stato ordinato da Michele Paolino a non doverli pagare a detto Visconti ,ma all'illustre Marchese di Giuliano,e perciò unì ducati 4 ed egna 8 e li portò a pagare al suddetto Michele Paolino allora mastrodatta di questa corte ,da cui mi disse di non aver ritirato la ricevuta e verso il tardi di un giorno della fine di Settembre del del detto prossimo passato annuo non sovvenendomi il preciso per la lunghezza del tempo ,stando io in casa mia si conferì ivi Caterina Cignidoro mia paesana e conoscendo la quale mi disse che Antonio Chiarito si ritrovava carcerato ,e per poter essere scarcerato mi mandava a dire ,che gli avessi portato qui denaro,che stava dentro la cassa senonchè intesi da me immediatamente presi carte denaro di monete d'argento che stava in detta cassa e mi conferii nelle carceri di questa terra ove avendoci trovato ristretto il suddetto Antonio Chiarito mio marito gli domandai la causa della sua carcerazione- segue.

 

Giuseppe Laganella

Pubblicato in Cultura

 

Un processo al Visconti a Ischitella nel 1758   (193° parte).

portò in mano mia carlini 19 ed egna 2 che disse essere il resto che andava dovendo suo marito per l'estaglio del forno dell'Università che aveva affittato per il quale motivo credeva di essere seguita la carcerazione di detto di lei marito ,ed io giudicando ,che tal denaro doveva all'Ill.re Marchese Giuliano e che del medesimo era stato l'ordine della carcerazione del riferito Antonio Chiarito ,stimai di ricevermi carlini 19 ed egna 2 ed immediatamente li portai a detto Ill.re Marchese,.il quale mi disse che l'avesse dati al suddetto Michele Paolino e che esso non aveva ingerenza in tale affare ,onde portai detti carlini 19 ed egna due in mano al nominato Michele Paolino da cui mi fu ordinato la scarcerazione di detto Antonio Chiarito e così dopo essere stato carcerato poche ore ,lo escarcerai ,nè altro di questo io so ed è la verità in causa scientis.

Inteso dal constituito detto Sig.re Antonio Chiarito può deporre la sua carcerazione e quando il Michele Paolino mi diede l'ordine non ne era altra persona presente come non vi fu nemmeno quando diedi il denaro all'Ill.re Marchese.

Io Pietro Cassa ho deposto come sopra.

Dell'Acqua Presidente.

òòòòòòòòòòòòòòòòòòò

 

 

Ricevuto nello stesso giorno e stesso luogo.

Caterina Cugnidoro di questa terra d'Ischitella dice essere moglie di Michele Parise d'età sua di anni 32,circa come testimone con giuramento inteso espressamente sopra il presente interesse di prima.

Inteso che sa esso testimone della carcerazione seguita in persona di Antonio Chiarito di questa terra d'Ischitella da chi,come,quando,dove d'ordine da chi,e per quale causa detto Sig.altro non so sopra quanto mi si domanda e se non che verso l'ora 22 in circa dell'anno dei giorni della fine del mese di settembre dell'anno prossimo passato 1758 essendomi trovata a passare avanti le carceri di questa terra d'Ischitella mia patria mi intesi per le cancelle della medesima chiamarmi per nome e vidi ,che vi stava carcerato Antonio Chiarito mio paesano e conoscente ,il quale mi pregò che fossi andato a casa sua ,ed avessi detto alla moglie Tolla Parise ,che esso si trovava carcerato ,e che per poter essere scarcerato l'avessi portato quel denaro ,che stava nella casa,ed io siccome gli promisi ,che l'avrei servito ,così mi conferii subito in casa di esso Chiarito ,ed avendovi trovata la moglie gli feci l'ambasciata ,ne so la causa per cui era stato carcerato ,nè d'ordine da chi,nè altro di questo io so ed è la verità in causa scientis.

Inteso io constituito detto Sig.lo stesso Antonio Chiarito può deporre quanto di sopra. Continua.

Per segno di croce.                           Dell'Acqua Presidente.

Giuseppe Laganella

Pubblicato in Cultura

Ricevuto nello stesso luogo e nello stesso giorno.

Pietro Cassa della città di Monte S.Angelo al presente nella terra d'Ischitella dice fare il guardiano di età sua di anni 32, inteso come detto testimone con giuramento inteso ed espressamente sopra la presente informazione.

Inteso se esso testimone avesse mai proceduto alla carcerazione di Antonio Chiarito "alias Di Blasio" di questa terra d'Ischitella come quando,dove,d'ordine di chi e per quale causa detto Sig.re la verità che io so sopra quanto mi si domanda è questa come trovandomi io a servire da vario tempo in qualità di guardiano dell'illustre Principe d'Ischitella prima nel suo feudo di Peschici da un anno a questa parte in questa predetta terra d'Ischitella come sin dal mese di Novembre dell'anno 1757 si conferì ad abitare l'Ill.re Marchese di Giuliano figlio dell'Ill.re nominato Principe con ordine espresso che avessimo dovuto obbedire a quanto ci sarebbe stato comandato dal Gov. e mastrodatta di questa Corte,con tale occasione mi ricordo che in uno dei giorni della fine del mese di settembre dell'anno prossimo passato 1758 in atto che io uscivo dal palazzo baronale calò da esso Michele Paolino che allora faceva il mastrodatta di questa corte e mi ordinò,che capitandomi davanti Antonio Chiarito "alias di Blasio" l'avessi carcerato senza spegarmi la causa per la quale mi ordinava tale carcerazione onde io in esecuzione di tal ordine stando nello stesso giorno sopra la stanza solita ,ove abitavano i guardiani sotto della quale è situato il carcere e propriamente dirimpetto al palazzo baronale in occasione che uscii fuori la porta di detta stanza vidi passare per coà avanti detto Antonio Chiarito ,e perchè non solo lo chiamai in essa chiamandolo gli dissi che fosse venuto nella stanza predetta come quello fece ,e lo restrinsi carcerato sotto chiave in detto carcere e stando colà carcerato detto Antonio Chiarito intesi,che per una donna la quale non mi sovviene chi,fosse stata ,mandò a chiamare sua mogle che essendo colà venuta- Continua.

Giuseppe Laganella

Pubblicato in Cultura

proposta affittazione ,ove glieli consegnai ,ed esso ne fece la ricevuta assecondandomi la dilazione di pochi giorni per pagarli gli altri 19 carlini ed egna due in compimento di ducati 6 ,ma non essendomi trovato a soddisfarli verso la fine del mese di Settembre di detto anno 1758 non sovvennandomi il giorno preciso essendo stato di passaggio per accordi alle carceri di questa terra ,sopra delle quali e sita la stanza del guardiano di detto Marchese ,fui chiamato in essa stanza da Pietro Cassa uno dei guardiani predetti ,che vi si trovava davanti alla porta di quella, ed andatovi mi pose carcerato sotto chiave in detto carcere dicendomi che tale era l’ordine di detto Ill.re Marchese ,atteso voleva essere pagato di qualche cosa lo andava dicendo .Intesosi ciò essendomi trovato a passare per avanti detto carcere opportunatamente Caterina Cugnidoro mia paesana e conoscente che abita nel casale la pregai che si fosse conferita fino alla casa mia che avesse detto a Tolla Parisi mia moglie che avesse preso quel denaro ,che stava nella casa e me l’avesse portato per poter essere io scarcerato ,infatti dopo poco tempo essendo venuta mia moglie avanti alla cancella di detto carcere mi disse che aveva portato i 19 carlini e due egna che io andavo dovendo e fatto chiamare il guardiano da sopra la stanza glieli feci consegnare ,e così dopo due o tre ore carcerazione fui scarcerato ,né altro di questo io so ed è la verità in causa scentis.

Inteso che può deporre le cose suddette detto Sig.re i nominati Michele Paolino, Pietro Cassa, Caterina Cugnidoro,e Tollo Parisi mia mogie possono rispettivamente deporre quanto di sopra.

Per segno di croce.                                 Dell’Acqua Presidente.

Pubblicato in Cultura

La cosa è pressochè sconosciuta, ma va aventi da almeno tre anni. Il fautore di una promozione turistica del Gargano è l’imprenditore turistico D’Errico Giuseppe d’Ischitella, proprietario di un B.B sulle rive del fiume Varano, denominato “torre del lago” a due passi dalla foce del lago di Varano. L’imprenditore turistico ci racconta che: ” Tutto è nato circa tre anni fa quando insieme a mia moglie facemmo un viaggio in Lituania. In quell’occasione ebbi modo di pubblicizzare il mio Gargano di cui i lituani rimasero affascinati e vollero anche conoscere i nostri piatti gastronomici.

Accettai l’invito e mi offrii a cucinare per loro i nostri piatti di cui loro vollero imparare le ricette per presentarle nei loro ristoranti lituani. Da allora ogni anno c’è uno scambio turistico con i lituani loro vengono da me ed io vado da loro.

Domani volo a Vilnius capitale della Lituana per continuare questo splendido discorso”.

Un esempio da eseguire da altri imprenditori garganici perché solo così si riesce a fare promozione delle nostre bellezze e peculiarità gastronomica a 360°. Inoltre c’è un imprenditore lituano che a breve aprirà una casa di riposo a Carpino.

Giuseppe Laganella

Pubblicato in Turismo

Emittente radiofonica OndaRadio - Editore: Associazione Amici della Radio - Piazza Kennedy (Presso Ufficio Informazioni Turistiche) - CF 93005440719 - Partita Iva 01689250718
Presidente: Mario Vieste - Direttore Responsabile: Ninì delli Santi - Telefono: 0884 708806 (ufficio IAT) - Email: info@ondaradio.info
Registrazione al Tribunale di Lucera n. 64 del 24/02/1988 - Registro periodici del Tribunale di Foggia 02/09/2005