Il Priore del Monasterio (di Tremiti) dice di aver avuto due liti sopra detto lago lago, l’una nella parte che possiede il barone di Vico e l’altra con il barone d’Ischitella per la parte dell’integra decima non dedotta dalle parti e così determinata in presenza del sacro consiglio, l’altra è stata che il Monasterio come barone de S.to Nicola dell’Imbuto è similmente padrone di quella parte di lago nel territorio delle due pescarie e questo similmente ed è stato così determinato dalla sentenza del sacro consiglio a Tremiti e al barone di Cagnano che ne tiene la baronia, et nell’altra è stato più volte dimandato per le ragioni allegate nel memoriale che dette cause si dovessero rimettere alla regia Camera della summaria e in più decreti del sacro consiglio com’è stato più volte deciso che si procedesse nel sacro consiglio per tanto dice che stando così le cose predette non si può pretendere più detta rimessione alla Camera e lo suddetto si pretende per dilatate caso audiente et però audirvi con le sue avocate informazioni.
Die 3/10/1606 Firmato Antonio Capogrosso.
Per il regio Patrimonio che si tratta l’articolo del lago che lo stesso è feudale e l’articolo è predetto è da rimettere come sopra. Nel 1554 fu dato simile articolo per rispetto della curia parte di questa fu rimessa alla regia camera sommaria. In questa e questo sito pende su detta terra nato dall’articolo predetto che il rispetto quale tale feudale e così nell’istanza del medesimo memoriale e della Curia.
Die 4/11/1606,seguiva la firma non decifrabile del funzionario che sotto firmava l’atto,

Giuseppe Laganella

 

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Nel giorno secondo del 7/10/1717 per ordine di Francesco Beatrice di Peschici, luogotenente di questa grande curia per gli atti e le pene della stessa si sono personalmente costituiti Donatus Ottaviano, Michele del Vasto,e Joseph Maiorano della terra d’Ischitella con pene da schiavitù carceraria(pene che prevedevano il carcere)nelle carceri di detta curia che prima di incarcerarli con vincoli e catene detto Michele del Vasto si impegnava e prometteva a Francesco Fontanarosa, Domenico Panella, Giuseppe Panella e Gio Tricarico che hanno intaccato gli olmi nella fida di Malandrino nella macchia Pastinella dell’Ecc.mo Priincipe nel tempo del peso della manna che si farà nella terra d’Ischitella a consegnare a chi spetta da si tale effetto rotoli novanta di manna. Il detto Joseph Maiorano si obbliga verso Agostino ,Felice e Alfonso Vigilante ,Ignazio Valente e Gio Batta Maiorano che hanno intaccato gli olmi della fida di Rinaldo dare e consegnare rotula sessanta di manna e li detti Donato Ottaviano e Francesco del Vasto so obbligano anche verso Luca Panella ,Angelo di Paulo. che hanno intaccato li olmi della fida della “Pinella” in detta Macchia dare e consegnare come sopra rotula centoquaranta di manna e sotto la pena contenuta nei regi banni e frattanto promettano frattanto li detti Donato Ottaviano ,Giuseppe Maiorano e Michele del Vasto e l’obbligo di presentarsi in dette carceri ad ogni ordine del detto Arrendamento della manna e a ogni altro sotto la pena di ventiquattro oncia d’oro ciascuno. Inoltre che detta manna venga pagata al prezzo che in circa la vuole nella regia città di Viesti .
Seguivano le firme con il segno di croce di Donato Ottaviano, Giuseppe Maiorano e Michele del Vasto .
Io Francesco del Vasto ero presente e sono testimone per gli altri.
Io Cesare Campanozzi sono testimone.
Io Domenico de Finizia attuario.
Quindi i detti contrabbandieri non solo potevano essere carcerati, ma dovevano anche rimediare al danno che avevano provocato ad altri con il loro contrabbando.

Giuseppe Laganella

 

 

 

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La marchesa di Vico espone a v.e. come ostinasse possedere l’integro lago di Varano della Provincia di Capitanata dai suoi intercessori per comune e indiviso con il barone d’Ischitella. Li anni addietro si pretese dal monasterio di Tremiti una parte di detto lago et al presente essendo esso in possessione di quelli,li monaci di detto monasterio hanno esposto in più memoriali et comparse che detto lago spetta al predetto monasterio ,quali memoriali sono stati rimessi in Consiglio perchè essa sopradetta ha tenuto e tiene detto lago imediate da Sua Maestà in feudo e de quello ne paga lo advoglio molto grosso e dichiarandosi detto lago ,o parte di esso spectano al monasterio se determinaria che è burgensatico una parte ad manis mortuis(era così denominata questa del lago a partire dal periodo normanno) e la cognizione specta alla regia Camera al quale tribunale gli anni addietro fu rimessa dal sacro consiglio altra differentia difficoltosa che verteva nel detto consiglio at ... dell’Università d’Ischitella che pretendeva che le paludi si facciano in ductatione del lago fossero parte servente del lago e conseguente sua pertanto supplica v.e. che sia servita ordinare che detto pretendersi di dominio di detto lago ,si parte di esso si riconosca in
camera fisco audito al che serva la giustizia li tiene a grazia da v.e ut deus Intimetur parti et fisco regio patrimonis. Napoli 2/10/1606. . Dal memoriale sopra esposto si evince come la situazione di possesso del lago fosse complicata,continui contrasti tra la marchesa di Vico,il il barone d’ischitella e l’Università stessa sorgevano per difendere diritti che ognuno faceva propri a cui si aggiungevano come abbiamo visto anche diritti pretesi dal Monastero di Tremiti che rivendicava antichi diritti sul lago risalenti addirittura a molti secoli addietro.

Giuseppe Laganella

Pubblicato in Cultura

Velocità ridotta a 30 km orari in corrispondenza dei "passaggi a livello privati" del¬la tratta Ischitella-Peschici delle FerGargano, con presenza in ca¬bina di guida di un secondo agente che coadiuva il macchinista. Sono le prescrizioni osservate da Fer¬rovie del Gargano per venire incontro alle nuove esigenze indi¬cate dall'Ansf (Agenzia nazionale per al sicurezza ferroviaria) dopo il disastro di luglio in terra Barese. In particolare, tra Ischitella e Rodi ci sono 9 passaggi pedonali; tra Rodi e San Menaio 4 carrabili e 5 pedona¬li; altrettanti tra San Menaio e Peschici. La tratta attraversa la costa Nord del Gar-gano, un'area turisti¬ca. L'ipotesi è dunque di stralciarla dall'elenco delle li¬nee interconnesse alla linea nazionale per farla tornare sotto la competenza« dell'Ustif (Ufficio speciale trasporti a impianti fissi) ed escludere dunque l'applicazione delle nuove norme dì sicu¬rezza. Il progetto per creare il cosid¬detto treno-tram, fa sapere Fer¬Gargano in una nota, è stato inviato al Ministero delle Infrastrutture a maggio ed è in attesa di approvazione. Per meglio soddi¬sfare le norme Ansf, è stata invece prescritta la circolazione con una modalità a doppio macchinista: in corrispondenza dei passaggi a li¬vello privati i treni devono pro¬cedere a 30 all'ora. I passaggi a livello sono presenti anche sulla tratta da San Severo a Ischitella già adeguata alle spe¬cifiche per l'interconnessione con la rete nazionale anche con il sistema. Scmt i progetti definitivi per l'eliminazione dei 10 passaggi a livello non protetti sulla S. Se¬vero-Ischitella, dice l'azienda ferroviaria, sono stati inviati a giu¬gno ai Comuni interessati per ot¬tenere l'approvazione. «Adoperarsi affinché le infra¬strutture gestite da FdG si con¬figurassero nella rete europea - so¬stiene l'azienda di trasporti è sta¬to un obiettivo da noi inseguito per garantire i collegamenti diretti per Foggia oggi e per Bari ma an¬che aeroporto e stazione Rfi (rete ferroviaria) nel pros¬simo futuro. Ciò det¬to, ai fini del previsto adeguamento delle infrastrutture agli standard di sicurezza prescritti dall'Ansf si rappresenta che, mentre la ferrovia Foggia-Lucera è già dotata nella sua com-pletezza di impianti di sicurezza e controllo marcia. treno conformi alla norma¬tiva comunitaria, nella ferrovia San Severo-Peschici Cale¬nella sono individua¬bili le distinte situazioni già elencate». «Le misure mitigative imposte dall' Ansf - conclude l'azienda -, in vigore dal 2 novembre, determi¬neranno necessariamente un au¬mento, seppur contenuto, delle percorrenze ferroviarie in parti¬colare nel tratto da Ischitella a Pe¬schici Calenella. Per questo mo¬tivo, si è provveduto nell'imme¬diato ad una rettifica dell'orario esistente e, con il prossimo cambio orario previsto a dicembre, alla programmazione del nuovo ora¬rio di esercizio rispettando, comunque, le percorrenze chilome¬triche autorizzate dalla Regione Puglia».

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Intanto Domenico D’Avolto presentava denuncia dei contrabbandieri di manna come si evince da memoriale sotto riportato.

Presentata contemporaneamente a Ischitella il 09/11/1727 per de finizia attuario.

Avanti al sig. Antonio de tonno governatore di questa terra d’Ischitella e sub delegato dell’Ill.mo Sig. Presidente della Manna in questa giurisdizione di nome Domenico d’avolio substituto di essa in questa predetta terra del Magnifico Nr.Leonardo d’avolio sub affittatore di detto arrendamento che dice che come gli fu pervenuta notizia che da M.Donato Ottaviano,Francesco del Vasto, E Don Agostino Vigilante e loro compagni di questa medesima terra si sia commesso contrabbando di manna in pregiudizio ed interesso del suo principale affittatore conforme ad esso si sono formate alcune deposizioni presso la corte Baronale di Cagnano come pure loro trovandosi obbligati ,presentato il loro nome quasi e parte di detti loro compagni nominati nell’obbligo fatto nella terra di Peschici nel mese di settembre del 1717 di dare ad esso comparso sostituto e per esso al detto Arrendamento rotuli 295 e pagarla giusta la voce di Vieste di ciò che si doveva fare in questa suddetta terra ,la quale essendosi già fatta e perciò dalli medesimi è stato fatto a detto loro obbligo come ciò ingravi danni e interesse al detto arredatore che perciò fa immediatamente istanza di detto contrabbando di prendere informazione di detti delinquenti e contrabbandieri e perciò procedere servatis servandis alla carcerazione e al sequestro dei loro beni per le pene contenute nei regi banni e liquidazione e all’accusa di detto obbligo che immagino presenterete per il completamento di detta manna e attuazione delle pene contenute in detto obbligo e così dice e fa istanza .Io Domenico d’avolio sub sostituto della manna fa istanza come sopra.

Giuseppe Laganella

Pubblicato in Cultura

Intanto fra le carte del processo era riportata la disposizione che disponeva l’esclusività che accreditatva Domenico d’avolio come unica persona per Ischitella,Carpino e Cagnano a essere autorizzato a raccogliere e commerciare manna vietandone a qualsiasi altro che avrebbe arrecato pregiudizio allo stesso. Ecco il testo: Carolus Tertius Dei Gra Rex ac Divina favente clementia Romano Impero Tempo Augustus. Dovendosi provvedere di substituto nelle terre di Cagnano,Carpino e Ischitella per le manne da raccogliersi da quei luoghi e conoscendo l’abilità e l’esperienza che possa farsi per benefico dell’Arrendamento da Domenico d’avolio della terra d’Ischitella che per tale fatto eligiamo e destiniamo per substituto di tutte e tre luoghi concedendogli l’Autorità che viene descritta e stabilita Nelli Reggii Banni della regia Camera facendo,e questo è a tutti noto facendo agli officiali di detti luoghi,che predetta tale sia tenuta venuta e stimata prestandole ogni favore e aggiunto bisognandolo fare senza fare il contrario per non incorrere alle pene stabilite nelli detti regii banni e così’ da tutti si esegua e non altrimenti. Napoli lì 10/7/1716. Notare Leonardo d’avolio, Subaffittatore ad est sigilli informa.
Extracta copia a suo originale mi ha lui esibito per detto Domenico d’avolio e la stessa esibizione restituita fatta collateralmente e concordata nel medesimo tempo salva con fede
Dom.cus de Finizia allega.

Giuseppe Laganella

Pubblicato in Cultura
Domenica, 23 Ottobre 2016 11:13

Bomba a Ischitella: furto banca Ubi Carime

E' accaduto nella centralissima filiale di Corso Umberto.

E’ ancora da quantificare il bottino dell’assalto al bancomat della Banca Ubi Carime di Ischitella (oltre che l’ammontare dei danni), fatto saltare in aria con dell’esplosivo e ripulito del denaro. Il boato – partito da Corso Umberto I, ha spaventato gli abitanti della cittadina garganica. Indagano i carabinieri. Potrebbero essere utili alle indagini le immagini del sistema di videosorveglianza dell’istituto di credito.“

Pubblicato in Cronaca

Recentemente avevo prospettato la possibilità di ritrovare i resti mortali del Giannone e incaricato Don Francesco Agricola che ha scritto pure un libro su Pietro Giannone,di contrattare la Diocesi di Torino per avere notizie di dove potessero essere andati a finire i resti mortali del nostro celebre concittadino.
E' di stamattina la buona notizia di Don Francesco Agricola. La chiesa di Santa Barbara in cui furono sepolte le ossa del Giannone non sarebbe come sembrava in un primo momento distrutta,ma fu solo ristrutturata nel 1860 ed è ancora esistente anche come parrochia di Santa Barbara Vergine Santa Martire e conserva un archivio che parte dal 1800 e che quindi ci potrebbe dire la fine fatta dei resti del Giannone. A queste notizie Don Francesco Agricola ci è arrivato ,mettendosi in contatto in un primo momento con l'archivio storico diocesano di Torino,che a sua volta lo ha messo in contatto con il parroco Don Gaudè Pier Giuseppe,responsabile della Parrocchia di santa Barbara che ha offerto la propria disponibilità a far consultare l'archivio parrochiale ove potrebbe essere svelato il mistero della sepoltura del Giannone. Non ci resta che attendere quindi quindici-venti giorni è questo il tempo che il parroco ci ha rilevato necessario per avere una risposta.
Tutti noi ci auguriamo che nell'archivio ci siano le risposte che ricerchiamo,per avere finalmente notizia di dove siano le ossa del Giannone. Intanto mi sono messo in contatto con il mio amico di Torino,Carbonella Luigi che fu colui che mi indicò che le ossa del Giannone erano state sepolte nella chiesa di Santa Barbara,che ha già parlato con il parroco,e che a breve si recherà sul posto,per avere speriamo una risposta che ci riveli dove siano i resti mortali del Giannone.

Giuseppe Laganella

 

 

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Pubblicato in Cronaca

Riportiamo dopo le testimonianze del processo dei testimoni ,contro coloro che avevano contrabbandato manna ,le disposizioni del Commissario Provinciale Generale di Capitanata.
Carolus de Grataia Rex.
D.Matteo Capano,Patrizio Napoletano ,dei Principi di Frasso,duchi di Cancellara e conti di Oppido Preside per S.M. Gov.re dell’Armi,Comm Gen.le della campagna colla potestà e straordinaria ad modum bel si contro Banditi e delinquenti ed anco in questa Provincia di capitanata e Contado di Molise.
Il M.co Giuseppe Antonio di tonno generale della terra d’Ischitella vi significamo come dal M.co Leonardo d’avolio Subaffittatore della manna di questa Provincia di capitanata ,ci è stato rappresentato con un suo memoriale esservi pervenuto a notizia ,che in cotesta terra d’Ischitella si siano commessi ed alla giornata si commettano moltissimi contrabbandi di manna in pregiudizio notabile di esso subaffittatore che ne porta il peso ,facendosi istanza ,che per accertare quelli,dovessimo destinar persona che ingiungesse tanto per i contrabbandi commessi ,quanto proibire quelli da farsi. Che però fidati in voi e in vostra diligenza abbiamo stimato fare la presente ,con la quale vi diciamo e ordiniamo e ingiungiamo che dobbiate inurgilare in questa terra d’Ischitella e nel territorio della vostra giurisdizione à che non si commettano contrabanni di manna e vi trovando che forsì che se ne fossero commessi ò in avvenire se ne commetteranno ,dobbiate prenderne diligente informazione facendone relazione et contrabanni in fragante procederete all’arresto ,e sequestro dei loro beni ,per sicurezza delle pene contenute nei Reggi banni. Quell’informazione ben accasata con l’atto di sequestro l’indirizzerete a noi chiusa e sigillata ut decet ad finem e quando detenerete i carcerati in nome nostro;dandovi per l’effetto suddetto tutta l’autorità bastante vices e voces nostras.La presente per me vaglia da oggi ,Lucera 20/11/1717. Dall’ordinanza esposta si desume come severe fossero le disposizioni contro i cantrabbandieri di manna facendo seguito a una ordinanza emanata già dal 1713 dalla Regia camera di Napoli.

Don Matteo Capano. Monacello attesta.

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Nelle parti precedenti abbiamo visto le testimonianze di Domenico Martella e Angelo Longo e de l Sindaco d’Ischitella che testimoniavano di aver visto M°Donato Ottaviano,Francesco del Vasto e Agostino Vigilante contrabbandare la manna. Furono chiamati poi anche Antonio Rosa,Domenio Jannotti ,CesarePizzarelli ,Jacovo Voto e Gio Batta Ciardone che deponevano che hanno inteso dire pubblicamente fra le genti e la maggior parte di esse coll’occasione ,che tengono le botteghe nella pubblica piazza ognuno per della sua arte che li detti Donato Ottaviano,Francesco del Vasto e Agostino Vigilante in detto tempo della fine di Agosto e inizio di Settembre abbiano commesso contrabbando di manna e che la medesima la tenevano nascosta in campagna e che caricata sopra alcune bestie e portata a vendere fuori questo territorio in frode del M.co Leonardo d’Avolio che affinatore dell’Arrendamento di detta manna nel tenimento di questa terra d’Ischitella e in quelle di Carpino e Cagnano e da che si è detto che era venuto in questa terra la commissione dell’Ill.mo Sig.Preside Provinciale al governo di essa di vigilare sopra tali contrabbandi ,hanno visto che li detti M°donato ,Francesco e Agostino ne hanno praticato e ne praticano come solevano far prima per questa terra ed hanno fatto dire che per tale effetto si sono appartati ,come dalle loro deposizioni in Processo al foglio 10.-66.12. e Il detto Antonio Rosa depone che lui in detto tempo ha comprato una fascia rossa di marinaro da Diego Panella,fratello di Luc Panella compagno delli detti M°Donato, Francesco e Agostino che ha comunicato che detta manna la tiene venduta a marinari e ricevendone detta fascia può credere ciò che dice con loro o per dono o per riconoscimento di detta deposizione cui dice foglio 10 . e Oltre di questo hanno fatto obbligo prima di continuare a detto subaffittatore rotola 295 di manna come appare in detto obbligo foglio 4.Et in fine si è fatto a carico di detti inquisiti si è fatto il sequestro dei loro beni come in foglio 13,e 14,tutto come elencazione della Commissione come di sopra spedita come con foglio 1.

Giuseppe Laganella

 

 

 

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