Saranno 807 e non 809 come era stato inizialmente verba­lizzato, gli elettori (748 consiglieri e 59 sindaci) per reiezione del presidente della provincia di Foggia che si terrà il 31 otto­bre prossimo. Lo ha comunicato l’Ufficio Elettorale della Provin­cia di Foggia precisando che il numero complessivo degli aventi diritto al voto e’ di 807 elettori, invece di n. 809 in quanto i Comu­ni di Carlantino e Mattinata risultano retti da commissari straor­dinari in attesa del rinnovo degli organi amministrativi. La vota­zione si terrà a Palazzo Dogana, in un’unica giornata il 31 otto­bre, dalle 8 alle ore 20.

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L’atto di indirizzo della giunta re­gionale che istituisce al Gino il polo strategico di protezione civile «nulla ag­giunge» rispetto quanto «pubblicamente affermato lo scorso anno dallo stesso Esecutivo regionale alla presenza delle Istituzioni del territorio», puntua­lizza Vola Gino Lisa com­mentando le ultime no­vità annunciate in con­siglio regionale dall’as­sessore Nunziante. «Qualcuno sosterrà che siamo al dovuto passag­gio formale di quella scelta di indirizzo poli­tico, a cui hanno fatto seguito altri pas­saggi fino ad arrivare alla decisione qui sopra riportata. Che dire? Abbiamo fatto davvero notevoli progressi dal 2017, per non dire dal 2011», sottolinea con ama­rezza la nota a firma del presidente Maurizio Gargiulo. «Nulla si dice circa il passaggio definitivo della Protezione Ci­vile a Foggia ( quando la data?). Nulla si dice circa l’adempimento delle prescri­zioni Via e di quelle relative alla con­venzione (passaggi ob­bligatori e a scadenza). Nulla si dice in relazione all’avvio delle procedure di esproprio ( sono par­tite le lettere?). Nulla si dice circa eventuali ostacoli/ricorsi o riscon­tri positivi. Nulla si dice in relazione al piano in­dustriale, qualora ve ne fosse uno per il Gino Lisa (il sistema aeroportuale pugliese va avanti solo in direzione Bari e Brindisi?). Nulla si dice su una possibile data per l’inizio dei lavori di allungamento nel rispetto del progetto iniziale dell’ingegner Bruno e degli accorgimenti ne­cessari per ospitare la Protezione Civile Regionale, condicio sine qua non per l’attivazione della procedura Sieg. Nulla si dice su un possibile avvio del cantiere della ditta incaricata. Basta elencare tutte queste domande - annota Vola Gino Lisa - per capire che la Regione Puglia, nel suo Esecutivo, continua a mantenere quanto meno una scarsa trasparenza informa­tiva su tali passaggi formali, sempre che siano stati adempiuti da qualche parte o si abbia anche solo ima idea di quando e come farlo. Il Comitato Vola Gino Lisa non può, e lo ribadisce pubblicamente, sposare un tale atteggiamento politico che non costituisce certamente una pre­messa di fiducia per lo sviluppo della vertenza. Vogliamo chiarezza e certezze! In caso contrario ammoniamo, sin da ora, qualunque prossimo candidato politico a non usare l’argomentazione aeroporto per i fini di una propria campagna elet­torale».

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Con Verbale n. 1 del 1° otto­bre l’Ufficio Elettorale della Pro­vincia di Foggia composto da: Giacomo Scalzulli, Presidente dell’Ufficio Elettorale, Di Dona­to Antonio, Tenace Michele, Pacilli Maria Grazia e Colangelo Anna Maria, ha approvato la li­sta elettorale provinciale per l’e­lezione del Presidente della Pro­vincia di Foggia in programma il 31 ottobre. Il numero complessivo de­gli aventi diritto al voto è pari a 809, di cui n.750 Consiglieri e n. 59 Sindaci. I Comuni di Carlantino e Mattinata risultano retti da Commissari Straordinari in at­tesa del rinnovo degli organi amministrativi. La votazione si terrà a Pa­lazzo Dogana, in un’unica gior­nata il 31 ottobre, dalle ore 8.00 alle ore 20.00.

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“Grazie all’interrogazione depositata qualche giorno fa dal M5S Puglia, il D.G. dell’ospedale Riuniti di Foggia ha chiarito ed integrato il bando per l’assunzione di 2445 Operatori Socio Sanitari per tutto il territorio regionale”. Lo dichiara il consigliere del M5S Marco Galante, in seguito alla delibera approvata ieri dal Direttore Dattoli, con cui vengono modificati i requisiti per la partecipazione al concorso, specificando come il bando sia aperto sia agli OSS formatisi con le 1000 ore di formazione/tirocinio, quanto  a coloro che si sono formati con il corso organizzato dalla Regione Puglia che prevedeva un totale di 400 ore compreso il tirocinio.

Sono soddisfatto per la tempestività di intervento da parte del D.G. – dichiara Galante – anche in virtù del paradosso che rischiava di materializzarsi se fossero stati esclusi dal bando quegli OSS formatisi attraverso un corso organizzato dalla stessa Regione. Per questo avevamo chiesto al Presidente Emiliano se non ritenesse opportuno modificare i requisiti per la partecipazione e questo è avvenuto con la Delibera n. 680 del 3 ottobre 2018. Il M5S – conclude – è sempre dalla parte dei cittadini e continueremo senza sosta a vigilare sulle dinamiche regionali affinché non si verifichino ingiustizie come quella a cui avremmo assistito se non si fossero modificati i criteri del bando”.

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Voli di soccorso e voli pas­seggeri, il Gino Lisa del futuro avrà questo doppio ruolo. Se ne parla da un anno, ora la giunta regionale riempie di contenuti la delibera di indirizzo del settem­bre 2017 quando per la prima vol­ta la Regione individuò per Fog­gia la sede regionale della Pro­tezione civile. La giunta autoriz­za inoltre Aeroporti di Puglia ad attingere a ima dotazione di 7,5 milioni in due anni (2019 e 2020) per i maggiori costi del “nuovo” scalo a pista allungata. Interro­gazione del consigliere Giannicola De Leonardis per venire a capo di «tutte le somme già stan­ziate». L’assessore Giannini: «I lavori per la pista procedono».

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Dopo la denuncia della UilPa Giustizia sulle udien­ze penali che in Tribunale sforerebbero talvolta gli orari limite come denunciato dal segretario nazionale Mimmo Amoroso inter­viene l’avvocato Paolo D’Ambrosio presidente dell’as­sociazione «Avvocati penalisti». «Ho letto la denuncia sulle difficoltà lamentate dal sindacato: a nome dell'associazione do tutto il mio appoggio al sin­dacato» scrive l’vv. D’Ambrosio «purché la soluzione prospettata, e cioè l'orario spezzato per i cancellieri di udienza, non si traduca in una legittimazione dello sfioramento degli orari già previsti nel protocollo d'in­tesa. È in questo che va individuata la soluzione già condivisa ed accettata, bisogna farsi carico della sua corretta attuazione. Il protocollo è rimasto a tutt'oggi quasi del tutto inattuato. Le difficoltà nella celebra­zione delle udienze infatti sono enormi, nonostante 1'arrivo a Foggia di molti magistrati nuovi e volenterosi: tutti però devono convincersi che bisogna partire dal­l'applicazione fedele del protocollo che prevede un nu­mero massimo di processi a udienza, la pubblicazione anticipata dell'ordine di chiamata, la fissazione di fasce orarie per la trattazione. L'attuale situazione è invece talmente lontana dal dovuto e le difficoltà sono tal­mente tante che l'associazione penalisti sta per pro­clamare in settimana lo stato di agitazione».

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Sta per partire il conto alla rovescia per il «concor­sone» di Puglia, le prove per selezionare a Foggia 2445 Operatori socio-sanitari per tutti gli ospedali pugliesi. A Foggia sono previste 190 as­sunzioni di «Oss» ai “Riuniti” e 210 nei nosocomi dell’Asl. Tempi brevi per il bando che dovrebbe essere pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il 5 ottobre, poi le domande. «Per le selezioni prevediamo blocchi di 500 candidati al giorno, dipende dal numero delle do­mande», dice Vitangelo Dattoli direttore generale dell’Azienda ospedaliero-universitaria.

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· esaminate 362 posizioni lavorative;

· riscontrate violazioni riguardanti l’occupazione in “nero” di n. 153 lavoratori, di cui 1 di cittadinanza extra UE;

· adottati 38 provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale, in applicazione dell’art. 14 c. 1 del Decreto Legislativo 81/2008 modificato dal Decreto Legislativo n. 106/2009, in quanto è stato accertato l’impiego di personale non risultante dalle scritture obbligatorie in misura pari o superiore al 20 per cento del totale dei lavoratori regolarmente occupati; provvedimenti successivamente revocati su istanza delle ditte, previo pagamento delle relative sanzioni e regolarizzazione dei rapporti di lavoro;

· contestate 96 ulteriori violazioni amministrative con conseguente irrogazione di sanzioni per un importo complessivo di circa euro 271.000,00;

· accertate 12 violazioni di carattere penale di cui n. 5 in materia di sicurezza con conseguente irrogazione di sanzioni per un importo totale di circa euro 6.500,00.

Anche nel periodo estivo, la massiccia attività di indagine e di accertamento che l’Ispettorato Territoriale del Lavoro ed il NIL di Foggia hanno condotto ha garantito una efficace e produttiva presenza sul territorio.

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Arriva la piattaforma Sisten per tenere sotto controllo le nuove aperture di cantieri edili a Foggia e in provincia. Il protocollo d’intesa è stato fir­mato all’Asl dagli enti di vi­gilanza Spesal e Ispettorato provinciale del lavoro, presen­ti anche l’associazione dei co­struttori edili Ance e i sin­dacati dei lavoratori. La piat­taforma sarà gestita dall’Asl, messa a disposizione dalla Cas­sa edile e dal Formedil (ente scuola edile). Il protocollo ob­bliga le imprese a inviare agli organi di controllo tutte le no­tifiche via web, non saranno più ammessi documenti in for­mato cartaceo.

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Annullata l’ordi­nanza cautelare per la più grave accusa di traffico di droga ag­gravato dalla mafiosità e con­cessione dei domiciliari per un’imputazione di concorso in detenzione ai fini di spaccio di 152 chili di marijuana per Luigi Troiano, 55 anni; accuse con­fermate per il figlio Gianluigi Troiano di 25 anni, che resta in carcere; come restano confer­mate le accuse più «pesanti» e quindi il carcere per il presunto capo clan Marco Raduano di 25 anni, anche se sono state annullate due imputazioni relati­ve al possesso di ingenti quan­titativi di droga e armi. È l’esito del ricorso della difesa al Tri­bunale della libertà di Bari di 3 dei 4 viestani fermati nel blitz del 7 agosto scorso dai carabi­nieri del reparto operativo di Foggia su decreti firmati dalla Dda, poi convalidati dal gip di Foggia e successivamente da quello di Foggia. L’operazione antidroga ha colpito presunti esponenti o per­sone contigue al clan Raduano, uno dei due gruppi coinvolti nel­la sanguinosa guerra di mala viestana con i rivali del gruppo Perna, 7 dei quali sono a loro volta finiti in carcere tra il 21 agosto e il 10 settembre perché accusati di traffico di droga e detenzione e porto illegale di ar­mi con l’aggravante della ma­fiosità. 14 indagati del blitz del 7 agosto sono accusati a vario ti­tolo di 6 imputazione: traffico di droga aggravato dalla mafiosità (tutti e 4); detenzione ai fini di spaccio di 152 chili di marijuana sequestrati a Vieste il 15 ottobre del 2017 nell’abitazione estiva di un villeggiante estraneo alla vi­cenda (tutti e 4); detenzione ai fini di spaccio di 25 chili tra co­caina, hashish e marijuana (Ra­duano e Azzarone); detenzione illegale di un mitra, un fucile e due pistole (ancora Raduano e Azzarone); il porto illegale di una pistola (Raduano e Gianlui­gi Troiano); ed infine il solo Ra­duano di violazione della sor­veglianza speciale cui era sot­toposto all’epoca dei fatti, che vanno dal giugno 2017 all’agosto scorso. I tre giudici del tribunale del­la libertà di Bari hanno esami­nato il ricorso difensivo di Ra­duano e dei Troiano padre e fi­glio, difesi dagli avvocati Fran­cesco Santangelo, Cristian Caruso e Federico Straziota, mentre Azzarone ha rinunciato al ricorso. Le più gravi accuse di traffico di droga aggravato dal metodo mafioso sono state con­fermate dal «Tdl» per Raduano e Gianluigi Troiano, ma non an­che per il padre Luigi Troiano scarcerato per questa imputa­zione. Confermate le accuse a carico di Raduano e dei Troiano poi in relazione al maxi-seque­stro di marijuana dell’ottobre di un anno fa: è per questa impu­tazione che Luigi Troiano ha ot­tenuto i domiciliari in quanto le esigenze cautelari sono state ri­tenute attenuante dai giudici. Il «tdl» ha poi accolto parzialmen­te il ricorso dell’avv. Santangelo e annullato le accuse contestate a Raduano sia di concorso nella detenzione di 818 grammi di co­caina (se ne potevano ricavare 3959 dosi) che furono sequestra­ti dai carabinieri il 30 marzo del 2018 in campagna; sia di essere coinvolto nell’arsenale del clan che i carabinieri scoprirono il 3 maggio scorso in un apparta­mento, arrestando in flagranza Giovanni Surano (estraneo al blitz del 7 agosto) e pure ritenuto contiguo al clan Raduano. Quella mattina gli investiga­tori perquisirono un’abitazione abbandonata, ma che sarebbe stata nella disponibilità di Su­rano, rinvenendo 843 grammi di cocaina (4161 le dosi ricavabili); 18 chili di marijuana (35713mila le dosi ricavabili); 6 chili e mez­zo di hashish (43551 le dosi ri­cavabili); un mitra «Kalashni­kov» con silenziatore e 2 ser­batoi con 47 munizioni; un fucile a pompa calibro 12; due pistole «Beretta» calibro 9x21. I giudici del riesame hanno ritenuto, an­che se le motivazioni del prov­vedimento non sono ancora no­te, che Raduano sia estraneo sia al sequestro di cocaina di marzo sia all’arsenale scoperto nel maggio scorso. Confermata in­fine la gravità degli indizi a ca­rico del capoclan in relazione al possesso di una pistola e per la violazione della sorveglianza speciale. Secondo il capo d’imputazio­ne contestato dalla Dda era Ra­duano a dirigere «le attività il­lecite, procurando da Cerignola la droga da smerciare a Vieste, interagendo con gruppi crimi­nali cerignolani, procurando i mezzi per il trasporto della dro­ga, decidendo prezzo della sostanza e corrispettivi per i so­dali». Il nipote Azzarone – stando al ruolo attribuitogli da investigatori e magistrati - avrebbe rifornito direttamente gli spacciatori al dettaglio, curando gestione finanziaria e recuperando i proventi dello spaccio, sostituendo Raduano quando era detenuto o ricoverato in ospedale in seguito all’agguato subito lo scorso 21 marzo. I Troiano, padre e figlio, invece avrebbero «individuato i luoghi idonei per a nascondere ingenti quantitativi di droga»; accusa che, come det­to non ha retto per Luigi Troiano. Ai 4 viestani la Dda in relazione alla più grave imputazione di traffico di cocaina e marijuana contesta tre aggravanti: associazione armata, ingente quantitativo, e soprattutto la mafiosità per i metodi usati in relazione «alle minacce e violenza nei confronti dei spacciatori» - indipendenti che non si rifornivano dal gruppo Raduano.

gazzettacapitanata

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