La legge per la co­stituzione della nuova Agenzia regionale dell’emergenza-urgenza dovrebbe arrivare in consiglio entro fine anno. Ma, nel frattempo, le polemiche sul servizio 118 non si placano, con sit-in e proteste degli addetti su tutto il territorio regionale: chiedono l’internalizzazione, ma vogliono che avvenga non attraverso l’Agenzia unica im­maginata dal capo dipartimen­to Giancarlo Ruscitti ma uti­lizzando le Sanitaservice, le società in-house costituite dalle

Le manifestazioni si sono svolte nel Foggiano e a Taran­to, e hanno visto la richiesta - ai direttori generali delle Asl - di procedere subito all’intemalizzazione. La Regione ha dato però indicazioni diverse, in at­tesa che il disegno di legge ap­prodi in commissione Sanità. La polemica nei giorni scorsi ha raggiunto, anche la politica regionale, con scambi di accuse da destra a sinistra e viceversa. Borraccino (Si) ha depositato una propria proposta per con­sentire l’internalizzazione diretta del personale, mentre la polemica tra Nino Marmo (Fi) e Mario Conca (M5S) si è svi­luppata sulla qualificazione de­gli addetti alle ambulanze, che sono quasi sempre falsi volon­tari delle associazioni ma chia­mati a fare turni e festivi come fossero dipendenti.

Ieri intanto la Fials ha scritto al presidente Emiliano proprio per rilevare la disparità di trat­tamento e chiedere l’interna­lizzazione degli autisti attra­verso le Sanitaservice: «La ge­stione del 118 in Puglia - se­condo il segretario regionale Massimo Mincuzzi - è in larga parte affidata alle associazioni di volontariato, con la sola esclusione di alcune postazioni della provincia di Foggia. La mancata omogeneizzazione de­termina da anni una grave di­scriminazione tra i lavoratori delle postazioni 118 con con­dizioni economiche e giuridi­che diverse. Gli autisti delle postazione sono spesso costret­ti a migrare da un’associazione all’altra al momento dell’aggiu­dicazione delle gare, ed a su­bire peraltro discriminazioni contrattuali, con condizioni in ogni caso sfavorevoli». Secon­do la Fials, il disegno di legge per la costituzione dell’Agenzia per l’emergenza «non contiene garanzie per l’assunzione di tutti gli autisti dipendenti delle associazioni di volontariato, visto che rimanda tutto a un successivo regolamento. L’as­sunzione nelle Sanitaservice potrebbe anche essere consi­derata una tappa intermedia prima dell’assunzione alle di­pendenze dell’Agenzia».

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Riprendono i furti nei campi, spariscono adesso anche gli alberi di olivo. Il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocato dal prefetto Mas­simo Mariani, ha stabilito che il fenomeno sarà combattuto con la stessa strategia adottata per con­trastare il caporalato. Il piano operativo verrà mes­so a punto in questura. Agli agricoltori però le forze dell’ordine chiedono di «collaborare», finora poche denunce. Soddisfatte le organizzazioni agricole.

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Pista del Gino Lisa, conto alla rovescia per l’apertura del cantiere che dovrebbe essere ormai imminente. Per il momento siamo alla fase degli espro­pri: in totale 17,5 ettari, dei quali 11 sull’area a Nord del sedime aeroportuale (in corrispondenza di via Castelluccio), più altri 4,5 ettari lato Sud oltre a 2 ettari comprensivi sulle strade comunali che dovranno essere chiuse o deviate per far posto al prolungamento. Saranno infatti realizzate due bretelle di collegamento della strada comunale in via Castel­luccio con la strada comunale tratturo Camporeale comprese le opere idrau­liche e la segnaletica orizzontale e ver­ticale, l’illuminazione, le barriere di sicurezza stradale. Nel progetto dell’ingegner Antonio Bruno, responsabile unico del procedimento di Aeroporti di Puglia, è prevista anche la realizzazione di una pista ciclabile e relative opere di mitigazione secondo quanto dispongono le quaranta prescrizioni di Via (va­lutazione d’impatto ambientale) del mi­nistero dell’Ambiente. Una volta com­pletata la fase degli espropri, si entrerà nel vivo dell’operazione: Adp conse­gnerà all’impresa De Bellis l’appalto di gara con l’elaborazione del progetto ese­cutivo che dovrà prevedere le prescri­zioni da attuare. Sarà lo studio dell’ingegner Pippo Cavaliere associato allo studio Valle progettazioni di Roma a consegnare all’impresa il progetto de­finitivo sul quale si apriranno i lavori nel cantiere. La soluzione progettuale adottata prevede una lunghezza pavi­mentata di pista di 2.000 metri e una lunghezza di pista utile ai fini aero­nautici di 1.735 metri. Attualmente la pista di volo del Gino Lisa ha urna lunghezza fisica di 1596 metri e una larghezza di 45 metri, più due fasce laterali “antipolvere” (shoulder) della larghezza di 5 metri ognuna, pavimentata con sovrastruttura flessibile in con­glomerato bituminoso. Insieme al pro­lungamento della pista RWY 15/33 (pre­via acquisizione e/o esproprio delle aree esterne al sedime aeroportuale) vi sarà la realizzazione della zona di back-track alla sommità della pista per consentire l’inversione a “U” degli aerei una volta atterrati e l’ingresso sul piazzale dell’ae­rostazione. Il progetto prevede anche l’adeguamento degli impianti di volo notte e degli aiuti visivi luminosi (Ivn/Avl); l’adeguamento delle aree di sicurezza strip e “Resa” e l’adeguamento e la riqualificazione profonda della pista esistente per una larghezza pari a 20 metri in asse pista con l’acquisizione e/o esproprio delle aree esterne al sedime aeroportuale in testata 33. In conseguenza di questi interventi di prolungamento della pista di volo, sarà possibile operare sullo scalo di Foggia con velivoli di classe “C” (eventual­mente con penalizzazioni di carico al decollo), dunque più grandi e capienti di quelli che finora hanno operato al Gino Lisa. Citiamo a mo’ di esempio: A319, A318, B737 classi 300,400 e 500 che, con la loro capienza e autonomia, garantireb­bero una maggior offerta di posti e collegamenti verso nuove e più distanti destinazioni. Parliamo di aerei con una capacità di riempimento non inferiore ai 100/120 passeggeri, con uno scarto doppio rispetto ai velivoli attualmente utilizzabili al Gino Lisa (Atr72) quan­tificabile in almeno 40-50 passeggeri in più a volo. Tenuto conto delle strategie di sviluppo prospettate da Aeroporti di Puglia per l’aeroporto “Gino Lisa” di Foggia lo scopo degli interventi mira prioritariamente ad aumentare la ca­pacità aeroportuale, sia in termini di trasporto passeggeri (si vuole arrivare nei prossimi anni ad un traffico pas­seggeri di 300.000 annui) che di trasporto merci. Attualmente il numero massimo di passeggeri imbarcati in un anno nello scalo foggiano è fermo a quota 67.518 passeggeri nel 2009 quando operavano da Foggia gli aerei Saab da cinquanta posti della compagnia MyAir, collegamenti successivamente operati dalla svizzera Darwin fino al novembre 2011.

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Ha preso il via anche a Foggia, presso l'ospedale Don Uva, “La settimana di Prevenzione dell’Invecchiamento Mentale”, in pro­gramma fino al 22 settembre in 200 città con il coinvolgimento di 350 specialisti. L’iniziativa, giunta alla sua 11A edizione, que­st’anno è caratterizzata dall’adesione di Universo Salute Opera Don Uva. «Il soggetto promotore, Assomensana - informa una nota - è un’associazione di neuropsicologi costituita nel luglio del 2004 che da anni si occupa della ricerca anti-aging cerebrale e delle sue applicazioni. In particolare ha come scopo quello di sottolineare e sensibilizzare la popolazione sul tema dell’in­vecchiamento fisiologico (non associato all’insorgenza di par­ticolari patologie degenerative). Gli specialisti (psicologi, neu­rologi e geriatri) effettueranno, a titolo completamente gratuito, un check-up sullo stato di salute delle capacità intellettive a tutti i cittadini che ne faranno richiesta. Il test, individuale, si svolgerà con prove “carta e matita”, in circa 40 minuti. L’esame non prevede costi per l’utente e, al termine, lo specialista può dare informazioni personalizzate sul funzionamento delle principali attività cognitive, quali memoria, attenzione, concentrazione, linguaggio ecc., e fornire suggerimenti su come mantenerle in ottima forma, anche con la “Ginnastica Mentale”, esclusiva di Assomensana. L’evento - rileva ancora la nota - prende spunto dalla considerazione che molte persone invecchiano bene fi­sicamente, ma presentano problematiche cognitive (smemoratezze, disattenzioni, disorientamento)». Per prenotare il check up presso le sedi di Universo Salute, rivolgersi alla dott.ssa Mafalda Di Pasqua tel. 328 6793427.

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Si terrà giovedì 20 settembre alle 10:30 presso il Cnel di Roma la conferenza stampa di presentazione del “Festival Mediterraneo del Gusto – Terre e Sole”, che si svolgerà presso l’Ente Fiera di Foggia dal 24 al 26 marzo 2019.

All’incontro con gli organi di informazione parteciperanno: Gian Marco Centinaio, Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali; Tiziano Treu, presidente del Cnel; Leonardo Di Gioia, assessorre alla’Agricoltura della Regione Puglia; Fabio Porreca, presidente Ccia Foggia; Agostino Sevi, direttore di dipartimento dell’Università di Foggia; Serena Pironi, consigliere-segretario del Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Tecnologi Alimentari; Alberto Casoria, presidente AssoGal Puglia; Raimondo Ursitti, segretario generale della Fiera di Foggia; Pasquale Amico, presidente Unione Nazionale Cooperative Italiane; Alessandro Circiello, chef di Rai 1 per il programma “Buongiorno benessere”; Daniele Circiello, direttore responsabile della manifestazione.

Seguirà buffet preparato dagli chef dell’Accademia Italiana del Gusto “Flavors in Promotion,” con i prodotti dell’agroalimentare pugliese.

Per ulteriori informazioni 0881-663821

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In una domenica piena di sole, che ha reso piacevole la passeggiata di circa 9 km anche ai numerosi bambini presenti, soci e non hanno raggiunto i 1.152 metri del Monte Cornacchia. Applausi, in un suggestivo querceto, per lo spettacolo dell’Associazione teatrale “Tanino” di Deliceto, in anteprima assoluta.

Oltre 100 persone, domenica scorsa, si sono ritrovate al Rifugio Casonetto di Castelluccio Valmaggiore, l’unico CAI della Puglia.   
La sezione foggiana del Club Alpino Italiano ha aderito a “Rifugi di cultura”, rassegna promossa dal Gruppo “Terre Alte” del CAI, per la valorizzazione dei rifugi, con un percorso storico-culturale attraverso le tradizioni, i racconti e le antiche leggende sul Brigantaggio che si tramandano nei Monti Dauni.

In una giornata piena di sole, che ha reso piacevole la passeggiata di circa 9 km anche ai numerosi bambini presenti, i partecipanti hanno raggiunto i 1.152 metri del Monte Cornacchia e il Toppo Pescara, da cui è possibile ammirare il Golfo di Manfredonia, le Murge e il Tavoliere. Dal Lago Pescara, si è poi entrati in un antico querceto, fino al Sentiero Frassati, da cui si è giunti al Rifugio Casonetto, situato a 700 metri di altitudine, alle pendici di Monte Sidone (1.051 m).      
Proprio nel Rifugio, il CAI ha offerto la “merenda del brigante” a base di caciocavallo locale, formaggio di capra, pane e pomodoro condito, Nero di Troia e crostate preparate dai soci.      
Alle 16.00, all’interno di un suggestivo querceto all’inizio del bosco di Difesa Grande, è andato in scena – in anteprima assoluta - lo spettacolo “Brigantaggio” a cura della Compagnia Tanino di Deliceto, associazione teatrale con all’attivo una cospicua attività con spettacoli in lingua, ispirati ad autori classici.      
“Il bilancio della giornata è più che positivo
– sottolinea il Presidente del CAI Foggia, Ferdinando Lelario – perché è stata molto partecipata, da grandi e piccini. A livello nazionale sono diciotto i rifugi della montagna italiana dal Cuneese allo Zoldano, dalla Ciociaria alla Daunia, con quote che vanno dai 660 ai 2.200 metri, che si sono popolati di briganti e brigantesse, soldati e partigiani attraverso spettacoli, reading, escursioni, canti e racconti. Il Casonetto ha rappresentato un’occasione per ricordare e rivivere alcuni momenti della tragica storia delle nostre montagne e richiedere il prezioso dono della pace”.

Intanto, nella sede foggiana dell’associazione già fervono i preparativi per il prossimo grande evento, la “Festa della Montagna”: appuntamento per domenica 14 ottobre, sempre sui Monti Dauni.

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Dal 17 settembre “La settimana di Prevenzione dell’Invecchiamento Mentale”, che si svolgerà fino al 22 settembre prossimo in 200 città con il coinvolgimento di 350 specialisti. L’iniziativa, giunta alla sua 11^ edizione, quest’anno è caratterizzata dall’adesione di Universo Salute Opera Don Uva.
Il soggetto promotore, Assomensana, è un’associazione di neuropsicologi costituita nel luglio del 2004 che da anni si occupa della ricerca anti-aging cerebrale e delle sue applicazioni. In particolare ha come scopo quello di sottolineare e sensibilizzare la popolazione sul tema dell’invecchiamento fisiologico (non associato all’insorgenza di particolari patologie degenerative).
Gli specialisti (psicologi, neurologi e geriatri) che aderiscono alla Settimana di Prevenzione dell’Invecchiamento Mentale effettueranno, a titolo completamente gratuito, un check-up sullo stato di salute delle capacità intellettive a tutti i cittadini che ne faranno richiesta. Il test, individuale, si svolgerà con prove “carta e matita”, in circa 40 minuti.
L’esame non prevede costi per l’utente e, al termine, lo specialista può dare informazioni personalizzate sul funzionamento delle principali attività cognitive, quali memoria, attenzione, concentrazione, linguaggio ecc., e fornire suggerimenti su come mantenerle in ottima forma, anche con la “Ginnastica Mentale®”, esclusiva di Assomensana.
L’evento prende spunto dalla considerazione che molte persone invecchiano bene fisicamente, ma presentano problematiche cognitive (smemoratezze, disattenzioni, disorientamento, ecc.) che compromettono seriamente la qualità di vita del singolo e, oltre certi limiti, determinano anche elevati costi sociali.
Le persone sono spesso rassegnate a questa perdita di lucidità, mentre l’evidenza scientifica suggerisce che, con opportuni accorgimenti (che riguardano la sfera degli esercizi mentali, dell’alimentazione, del movimento ecc.), è possibile mantenere ad un livello costante e ottimale l’abilità, la flessibilità e le prestazioni delle funzioni cognitive.
L’iniziativa è volta quindi a promuovere la salute pubblica e a veicolare il messaggio che è possibile prevenire e rallentare il deterioramento cognitivo a qualsiasi età, purché si adottino adeguati stili di vita.

Per prenotare il check up presso le sedi di Universo Salute, rivolgersi a:
• Universo Salute FOGGIA

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Oltre tre tonnellate e 187 chili di droga sequestrate per un valore al dettaglio di sva­riate decine di milioni di euro; più di 36mila piante di can­nabis estirpate in 6 pianta­gioni (è dalle foglie essiccate e trattate che si ottiene la ma­rijuana); oltre 230 arresti ese­guiti in flagranza e su prov­vedimenti restrittivi della ma­gistratura, tra ordinanze cau­telari per nuovi affari e ordini di carcerazione per vecchie pendenze con la Giustizia. Bi­sogna confrontarsi con questi dati, sia pure ufficiosi, relativi alla lotta ai trafficanti e spac­ciatori di droga in città e pro­vincia nei primi 8 mesi e mez­zo del 2018 da parte delle forze dell’ordine, per comprendere la portata dell’affare crimina­le, quello capace di moltipli­care per dieci gli investimenti. Il maxi-sequestro di 48 ore fa al largo delle coste del Gargano - due scafisti albanesi in ma­nette, recuperata una tonnel­lata e 718 chili di marijuana per un valore sul mercato sti­mato dalla Guardia di Finanza nell’ordine di 15 milioni di euro - conferma l’entità dell’af­fare che travalica i confini del Foggiano e spiega anche come e perché per la droga si uccida e si combattano guerra per gestire il business.

IL 2017 FU L’ANNO RE­CORD –

Il 2017 è stato l’anno record in Capitanata sul fronte dei sequestri di droga. Nel cor­so di varie operazioni condotte da carabinieri, poliziotti e fi­nanzieri furono tolte dal mer­cato ben 13 tonnellate e 299 chili di droga, ed arrestate oltre 300 persone. Consideran­do che nel 2017 gli arresti com­plessivi eseguiti in Capitanata furono 2.100, significa che un fermo su tre riguarda storie di droga: furono 6 i blitz anti­droga sui 34 complessivi. Fu­rono invece furono 577 i chili sequestrati nel 2016; 470 del 2015; e oltre 1.300 del 2014. Il «boom» dei sequestri del 2017 lo si deve alle quasi 13 tonnellate di marijuana seque­strate per l’80% sulle coste del Gargano, Vieste soprattutto, diventata punto di sbarco per il traffico di «erba» (così viene chiamata in gergo la marijua­na) importato dall’Albania, tra­sportato su gommoni, yacht e velieri sul Promontorio per essere sbarcato a terra e da qui smistato non solo nel Foggiano ma in varie zone d’Italia ad alimentare i vari mercati. Af­fare milionario che ha fatto entrare alcuni esponenti di clan foggiani nel giro del nar­cotraffico internazionale. Va considerato che mediamente la droga sequestrata dalle forze dell’ordine è un decimo di quella trafficata.

I 3 MAXI-SEQUESTRI -

Le 3 tonnellate e 187 chili di so­stanza stupefacente tolti dal mercato da settembre ad oggi, dicono quindi che in 8 mesi e mezzo si è già abbondante­mente superata la quantità di sequestri eseguiti complessi­vamente nel triennio 2014-2016. Anche quest’anno il sequestro più ingente di sostanza stu­pefacente - ancora marijuana - è avvenuto al largo del Gar­gano, tra Lesina e San Ni­candro, nell’operazione «fir­mata» l’altra notte dalle mo­tovedette delle Fiamme Gialle che hanno intercettato un gommone di 10 metri con 104 colli per complessivi 1718 chili: il prosieguo delle indagini magari dirà chi fossero i desti­natari e gli acquirenti di quel po’ po’ di marijuana prove­niente dall’Albania. Il seque­stro di 48 ore fa segue quello sempre di marijuana avvenuto al largo di Vieste il pomeriggio del 25 gennaio, quando ancora le motovedette della Guardia di Finanza intercettarono vi­cino Pugnochiuso un gommo­ne di 9 metri con a bordo due scafisti albanesi che buttarono in mare parte del carico, ap­prodarono a terra e scappa­rono a piedi venendo arrestati poco dopo nell’entroterra; l’operazione si concluse con il recupero del carico, 885 chili di marijuana in 55 colli che avrebbero fruttato al dettaglio 8 milioni di euro, secondo le stime investigative. Il terzo maxi-sequestro di droga è quello in un garage di Carapelle, dove la Polizia lo scor­so 27 agosto rinvenne 121 chili di hashish e arrestò in fla­granza un cittadino del Ma­rocco.

L'AFFARE PIANTAGIONI -

I numeri dicono che da gen­naio a oggi sono stati seque­strati circa oltre 2.879 chili di marijuana con quasi 50 ar­resti; più di 302 chili di hashish con arresti a quota 100; 5 chili di cocaina con l’arresto di 70 persone; in calo invece i sequestri di eroina, meno di 7 etti dal mercato da gennaio ad oggi, con una dozzina di arres­ti. Sono state inoltre scoper­te ed estirpate una mezza dozzina di piantagioni di cannabis (il record su questo fronte è del 2016 con 23 piantagioni scoperte e 200mila piante di cannabis estirpate) tra Chieuti, Peschici e soprattutto la zona tra Cerignola, Trinitapoli e Margherita di Savoia con oltre 36mila piante estirpate e una quindicina di arresti in flagranza. Dei 20 blitz complessivi coordinati dalla ma­gistratura dall’inizio dell’anno con emissione di provvedi­menti cautelari, 6 hanno ri­guardato traffici e spaccio di droga (3 sul Gargano, di cui 2 a Vieste contro presunti espo­nenti dei clan in guerra pro­prio per assumere il controllo dell’affare) controllo con l’emissione di una quarantina di decreti di fermo e ordinanze cautelari in carcere e ai do­miciliari. Le intercettazioni su cui poggiano essenzialmente i blitz antidroga sono quanto mai indicative di entità dell’af­fare («dobbiamo fare una for­tezza di soldi» dice un indagato del blitz «Agosto di fuoco») e dei rischi del... mestiere: sem­pre in «Agosto di fuoco» si parla della guerra in corso col clan rivale; dei progetti di mor­te dei rivali arrivando a ipo­tizzare un triplice omicidio per infliggere un colpo decisivo al nemico; dei pestaggi dei pic­coli pusher colpevoli d’essere passati a spacciare da un clan all’altro; della necessità di fare sempre più soldi per acqui­stare armi con cui fronteggiare i rivali; e della necessità - come svelato dal blitz «Santa muer­te» del maggio scorso con 16 arresti nella zona di Vico del Gargano - di far fronte subito e in contanti ai pagamenti dei fornitori anche se il carico viene poi intercettato dalle for­ze dell’ordine per non rischia­re d’essere uccisi. Nel mondo della droga i «pagherò» non valgono il costo della carta su cui sono scritti.

I 23 CHILI TROVATI IN CIT­TÀ -

A Foggia i due sequestri più ingenti di sostanza stu­pefacenti in questi otto mesi e mezzo li hanno eseguiti gli agenti del gruppo «Falchi» del­la squadra mobile, arrestando in flagranza due foggiani già noti alle forze dell’ordine per vicende analoghe e togliendo dal mercato quasi 23 chili di sostanze stupefacenti varie, da cui si sarebbero potute rica­vare oltre 81mila dosi medie droganti che se immesse sul mercato al dettaglio avrebbero comportati guadagni per cen­tinaia di migliaia di euro. Il sequestro più ingente avvenne il pomeriggio del 18 gennaio con i poliziotti che fecero ir­ruzione nei locali al pianter­reno di uno stabile di viale Candelaro, rinvenendo 7 chili e 200 grammi di marijuana; 5 chili di hashish; e 505 grammi di cocaina: fu arrestato in fla­granza un foggiano condan­nato in primo grado nel mag­gio successivo a 6 anni di reclusione al termine del giu­dizio abbreviato. Il secondo sequestro in città è quello del 26 giugno con il rinvenimento di quasi 10 chili tra hashish e marijuana e l’arresto di un foggiano che ha poi patteggiato una condanna a 2 anni di reclusione.

gazzettacapitanata

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Arriva al vaglio del Tribunale della libertà di Bari l’inchiesta «Agosto di fuoco» della Dda e della Polizia che tra il 21 agosto e il 10 settembre ha portato all’arresto di 6 viestani e un ro­meno pure residente nel centro garganico accusati a vario titolo di traffico di cocaina e marijuana con l’aggravante della mafiosità, spaccio di droga e detenzione e porto illegale di fucili e pistole sempre con l’aggravante di aver agito con metodi mafiosi e/o per agevolare il clan Perna nella guer­ra di mafia in corso contro i rivali del gruppo Raduano. Sabato mat­tina i 7 indagati del blitz, ritenuti legati e/o contigui al clan Perna, sono stati interrogati nel carcere di Foggia dal gip del Tribunale dauno Carlo Profano su rogato­ria del collega di Bari Giovanni Anglana che ha firmato le ordi­nanze cautelari in carcere. Gli in­dagati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Si tratta di Claudio Iannoli, 42 anni (difeso dall’avvocato Salva­tore Vescera), che ha reso dichia­razioni spontanee davanti al gip per dirsi innocente; il cugino Gio­vanni Iannoli di 32 anni, difeso dall’avv. Michele Arena (i due cugini sono ritenuti al vertice del clan, furono fermati il 21 agosto su decreto della Dda e si sono poi visti notificare in cella l’ordinan­za cautelare confermativa); Raf­faele Giorgio Prencipe, 34 anni (difeso dall’avv. Vescera); Giu­seppe Stramacchia, 32 anni, di­feso dall’avv. Michele Candiani; Carmine Romano di 48 anni, as­sistito dall’avv. Nicola Totaro; e Stefan Cealicu, 43 anni romeno, il cui difensore avv. Fortunato Rendiniello ha chiesto al gip la concessione degli arresti domici­liari: il giudice foggiano ha tra­sferito l’istanza difensiva al col­lega di Bari firmatario dei prov­vedimenti cautelari. Scelta del si­lenzio anche per il settimo inda­gato del blitz, Giovannantonio Cariglia, ventiduenne, estraneo al filone d’indagine droga: il gio­vane, difeso dall’avv. Raul Pellegrini, è accusato di detenzione e porto illegale di pistola aggravato dalla mafiosità. Gli avvocati Vescera, Arena, Rendiniello e Pellegrini hanno an­ticipato che nei prossimi giorni depositeranno ricorso al Tribuna­le della libertà di Bari per chie­dere la scarcerazione dei loro as­sistiti per insufficienza di gravi indizi. L’accusa contro i 7 viesta­ni, per fatti che vanno dal maggio ad oggi, poggia molto su intercet­tazioni ambientali. Ai cugini Iannoli, Prencipe, Ro­mano, Stramacchia e Cealicu la Dda contesta il traffico di droga finalizzato a spacciare «conside­revoli quantità di marijuana e co­caina». I cugini Iannoli avrebbe rivestito il molo di organizzatori, mantenendo contatti con fornito­ri e intermediari; fornendo indi­cazioni su canali di approvvigio­namento, modalità di occulta­mento e rete di distribuzione della droga; i 4 coindagati si sarebbero occupati di nascondere, «taglia­re», confezionare la droga distribuendola a pusher e/o smercian­dola direttamente. Ci sono poi 6 singole imputazioni di spaccio e/o detenzione ai fini di spaccio con­testate agli stessi 6 indagati a va­rio titolo; e 3 imputazione di de­tenzione illegale di armi di cui rispondono oltre a Cariglia i cu­gini Iannoli, Prencipe e Cealicu. L'aggravante della mafiosità viene contestata per «aver com­messo il fatto avvalendosi delle condizioni previste dall’articolo 416 bis del codice penale» (il reato che punisce l’associazione mafiosa) «e per agevolare la più vasta compagine criminale facente ca­po a Girolamo Perna nell’ambito della violenta guerra di mafia con la fazione contrapposta facente ca­po a Marco Raduano, per il con­trollo egemonico del territorio viestano e l’assunzione del mono­polio a Vieste nella gestione e nel commercio degli stupefacenti».

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Si chiama Spid, è il nuovo sistema pubblico di identità digitale in vigore dal prossimo 1 gennaio 2019. Alcuni servizi, tipo il fisco online, saranno attivi solo attraverso questo attributo qualificato a partire da quella data. Poi gradual­mente il servizio entrerà a re­gime su tutti gli indirizzi della Pubblica amministrazione. Cos’è Spid? È un’autenticazio­ne digitale che dovrà essere in possesso di ogni cittadino. Dunque niente più password e registrazioni su ogni portale al quale ci connettiamo, la re­gistrazione dei nostri dati la faremo una volta sola (le no­stre generalità, codice fiscale, numero di carta d’identità) è quel “certificato identificati­vo” che varrà per sempre.

 L’iscrizione è gratuita (per informa­zioni rivolgersi all’indirizzo www.spid.gov.it), anche le Ca­mere di Commercio offrono gratuitamente il servizio an­che nei successivi due anni dopo l’iscrizione.

 Cos’è lo SPID

Il Sistema Pubblico di Identità Digitale, SPID, è l’infrastruttura che il Codice dell’Amministrazione Digitale ha introdotto a fianco della CNS (Carta Nazionale dei Servizi) e della CIE (Carta d’Identità Elettronica) come strumento per gestire con una modalità semplice, sicura e diffusa il riconoscimento in rete delle persone fisiche e giuridiche durante l’accesso ai servizi on line.

A regime (entro fine 2017), SPID permetterà a cittadini e imprese di accedere con un'unica Identità Digitale - usando lo stesso nome utente e password, da computer, tablet e smartphone - a tutti i servizi online delle pubbliche amministrazioni e potrà essere adottato su base volontaria anche da organizzazioni e imprese private.

L’identità SPID è costituita da credenziali con caratteristiche differenti in base al livello di sicurezza richiesto per l’accesso. Esistono tre livelli di sicurezza, ognuno dei quali corrisponde a tre diversi livelli di identità SPID e i livelli 1 e 2 non richiedono la distribuzione di dispositivi fisici.

 In provincia di Foggia solo la Camera di Com­mercio è già dotata del servizio Spid sul suo portale, analogo ragio­namento per gli sportel­li unici delle attività pro­duttive di quasi tutti i comuni regolarmente dotati di servizio tele­matico. In Puglia sono presenti nell'elenco governativo soltanto i Comuni di Ba­ri e Lecce, si presume che tutti gli altri in Puglia (almeno i più grandi) siano prossimi ad ade­guarsi alla norma dal 1 gennaio. Ecco nel detta­glio i comuni dove si può già usare lo Spid: Camera di commercio di Foggia, Suap Acca­dia, Alberona, Anzano, Cagnano Varano, Carapelle, Carlantino, Carpi­no, Casalnuovo, Casal­vecchio, Castelluccio dei Sauri, Castelluccio Valmaggiore, Celenza Valfortore, Cerignola, Chieuti, Faeto, Ischitella, Isole Tremiti, Manfre­donia, Monte Sant'An­gelo, Monteleone, Mot­ta Montecorvino, Ordona, Orsara, Pietramontecorvino, Poggio Imperiale, Rignano Garganico, Roseto Valfortore, San Marco in Lamis, San Marco la Catola, San Paolo Civitate Sant'Agata, Serracapriola, Stornara, Stornarella, Troia, Vico, Voltu­rino, Volturara Appula.

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