Ogni filo d’erba all’Agriturismo Biorussi sembra contenere una biblioteca dedicata alla meraviglia, al silenzio e alla bontà.

Vi aspettiamo....

 

Nel Parco Nazionale del Gargano
Agriturismo Biorussi

Loc. Contrada Macchiarotonda

Carpino – a ridosso del Lago di Varano -

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Sarà Vinicio Capossela a chiudere questa sera il Carpino Folk Festival. Sul piccolo centro garganico il cantautore irpino porta una tappa del suo «Combat folk», un tour che si ferma solo nei luoghi simbolo della musica popolare. Oltre ai brani del suo ultimo lavoro, «Canzoni della Cupa», Capossela ricorderà il suo «maestro», Matteo Salvatore. Si chiude con l'esibizione dei Cantori di Carpino, nella nuova formazione.

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Forti della Targa Tenco come miglior album in dialetto, decisa da una giuria di oltre 200 critici musicali, Canio Loguercio e Alessandro D’Alessandro ritornano in Puglia con le loro litanie d’amore e quelle stranianti serenate che della forma canonica della canzone napoletana conservano appena il ricordo, sovrastato da sentimenti impastati di terra e di umori corporei. Del tutto particolare il progetto pensato appositamente per il Carpino Folk Festival dove, assieme a Fabio Renzi, animerranno una storia intima e condivisa sulla perdita, la memoria e la bellezza nel ricordo dell’amico fraterno Matteo Fusilli, storico presidente del Parco Nazionale del Gargano e della Federazione Italiana delle aree protette, scomparso due anni fa. L'appuntamento è per giorno 7 agosto, alle ore 19,alla stazione di San Severo per un viaggio in treno, sulle Ferrovie del Gargano, fra appunti sparsi, chiacchiere, ballate e canzoni d’ammore a fil’e voce in un racconto dolente, ironico e raffinato di uno dei più originali cantautori in napoletano -la madrelingua delle passioni- con il respiro orchestrale di uno straordinario virtuoso dell’organetto.
Gli appuntamenti proseguono poi con la visita guidata al centro storico di Carpino dove, a partire dalle 21, ci sarà un'immersione nei suoni e nelle musiche di tradizione orale delle quattro regioni colpite di recente dal terremoto (Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria) alle quali è idealmente dedicato l'intero festival. Un momento di approfondimento critico, per un festival che coltiva l'ambizione di essere anche un punto di riferimento culturale, in compagnia di Piero Arcangeli (compositore ed etnomusicologo, allievo e collaboratore di Diego Carpitella e autore di magistrali ricerche in Umbria e Marche), Omerita Ranalli (antropologa, responsabile dell'Archivio Franco Coggiola del Circolo Gianni Bosio di Roma che ha recentemente pubblicato una monografia sui canti e racconti dei contadini d'Abruzzo) e Alessandro Portelli (autore di fama internazionale per quanto riguarda la storia orale e autore di opere diventate dei classici anche per quanto riguarda le tradizioni musicali del Lazio e dell'Umbria) e Mimmo Ferraro (coordinatore della Rete degli Archivi Sonori Musiche di Tradizione Orale e direttore editoriale di Squilibri). Con loro, a dare un riscontro immediato della bellezza di questi repertori, tra stornelli e saltarelli, canti di emigrazione e di lavoro, alcune delle voci più rappresentative della musica popolare italiana: Sara Modigliani, voce storica del Canzoniere del Lazio e tra le espressioni più cristalline della rivisitazione dei repertori popolari, Susanna Buffa (foto), ricercatrice e musicista di Amatrice, animatrice dei più significativi progetti a favore delle aree terremotate, e Antonella Costanzo, la fondatrice e front-woman dell'Orchestra Bottoni che, da solista, persegue un'originale rilettura della canzone romana.
E attorno alle 23, Vociantur, il nuovo spettacolo dell'etnomusicologo Salvatore Villani.

 

 

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Staz. San Severo, ore 19:00
CANIO LOGUERCIO E ALESSANDRO D'ALESSANDRO
con Fabio Renzi (segretario generale Symbola)
Canti, smarrimenti e ipocondrie d'ammore, in ricordo di Matteo Fusilli.

Carpino, ore 21:30
Visita guidata al centro storico

a seguire

LA NOTTE DI CHI RUBA LE DONNE
PRESENTAZIONI EDITORIALI E CONCERTI DELLA TRADIZIONE

con Alessandro Portelli, Mimmo Ferraro, Piero Arcangeli, Omerita Ranalli, intervengono, in voce e in musica: Antonella Costanzo, Susanna Buffa, Sara Modigliani, accompagnati da Alessandro D’Alessandro e Gabriele Modigliani.

“VOCIANTAURË”

con Salvatore Villani e l'ensemble La Montagna del Sole

“Canti, smarrimenti e ipocondrie d’ammore” con Canio Loguercio (voce, chitarra) Alessandro D’Alessandro (organetto, loops) e Fabio Renzi (segretario generale Symbola) è un viaggio in treno da Foggia a San Severo fra appunti sparsi, chiacchiere, ballate e canzoni d’ammore a fil’e voce. Un racconto dolente, ironico e raffinato di uno dei più originali cantautori in napoletano – la lingua delle passioni - attraverso il respiro orchestrale di un virtuoso dell’organetto, fra struggimenti, giaculatorie, smarrimenti.
Una storia intima e condivisa sulla perdita, la memoria, la bellezza, l’abbandono, in compagnia di Fabio Renzi, nel ricordo dell’amico fraterno Matteo Fusilli, figlio di questa terra, con il quale abbiamo imparato a scrivere parole nuove.

Dopo la visita guidata al centro storico di Carpino, “La notte di chi ruba le donne” immerge gli spettatori nei suoni della tradizione centro-meridionale (Abruzzo, Marche, Lazio e Umbria). Piero Arcangeli (etnomusicologo e compositore, già direttore del Conservatorio di Terni), Omerita Ranalli (antropologa, responsabile dell’Archivio Franco Coggiola del Circolo Gianni Bosio di Roma), Alessandro Portelli (presidente del Circolo Gianni Bosio e tra i massimi esponenti al mondo della storia orale, autore di opere magistrali anche nel campo delle tradizioni musicali) e Mimmo Ferraro (coordinatore Rete Archivi Sonori Musiche di Tradizione Orale e direttore editoriale Squilibri) dialogano attorno ad alcune pubblicazioni di rilevante interesse riguardo le tradizioni musicali dell’area sulle quali intervengono, in voce e in musica, alcune delle più belle voci della canzone popolare italiana, come: Antonella Costanzo, Susanna Buffa, Sara Modigliani, accompagnate dall’organetto di Alessandro D’Alessandro e dalla chitarra di Gabriele Modigliani.

VOCIANTAURË: La voce di TAURO / TRA RACCONTI, CANTI E LEGGENDE
Produzione Carpino Folk Festival – Prima assoluta
Spettacolo ideato e diretto da Salvatore Villani

per voce narrante: Gino Annolfi – Nunzietta: Vittoria Di Stolfo - Cantatrici di Ischitella
Ensemble vocale e strumentale La Montagna del Sole
Salvatore Villani: voce e chitarra battente - Ciro Iannacone: voce e chitarre - Mauro Semeraro: mandolino, bouzuki - Salvatore De Iure: piano - Antonio Pizzarelli: fiati - Antonio Sciscioli: fisarmonica - Lorenzo Vaira: tamburelli

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Mi permetta, Eccellenza,

di farLe arrivare la mia indignazione e di gran parte della cittadinanza carpinese, per la inopinata decisione del Sindaco di Carpino, Rocco Di Brina, di pubblicare l'allegata ordinanza, che evoca momenti tristi della Storia del Nostro Paese e, pensavo ormai alle spalle, di ognuno di noi, con la quale non si limita a negare la possibilità di fare comizi ma, addirittura, nega anche la possibilità di poter pubblicare semplici manifesti di propaganda politica oltre ad impedire la possibilità di fare volantinaggio, nel rispetto delle leggi vigenti.
L'ordinanza de qua, infatti, limita fortemente la libertà di manifestazione del pensiero, un diritto riconosciuto negli ordinamenti di tutti i Paesi democratici.
La motivazione addotta è, peraltro, una banale e plateale scusa facilmente smascherabile, già osservando il programma dell'"estate Carpinese" approvato dalla giunta comunale del 18/07/2017, n. 79, in cui si evince che la serata finale è fissata, come di consueto, in data 26/08/2017 e non il 3 settembre, termine di scadenza dell'ordinanza..
In attesa di un Suo intervento, l'occasione e propizia per rivolgerLe deferenti ossequi.

Il Consigliere Comunale
Rocco RUO

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Il Gargano è un territorio ricco di natura, di storia e leggende. Una di queste leggende narrà che i pescatori durante le battute di pesca sentano un suono cupo somigliante al muggito di un toro ferito che si eleva dal lago di Varano soprattutto durante le giornate ventose, un suono che la gente del posto chiama “vociantaurë”, la voce di Tauro, un Re avaro e assai malvagio, punito da Dio, assieme ai suoi sudditi, per la dissolutezza dei costumi.
Una notte, dopo una gran festa, Iddio fece innalzare le acque del lago fino a ricoprire l'intera città. Nessuno si salvò da tale catastrofe, solo una buona fanciulla che si chiamava Nunzietta. Presaga dell'avvenimento, quella notte restò all'erta e quando vide l'acqua avvicinarsi alla sua casetta, fuori le mura della città, lanciò nell'acqua il gomitolo della lana che teneva in mano dicendo: “Figlio mio, ora fermati”. L'acqua si fermò immantinente ai suoi piedi. Il mattino seguente, Uria era scomparsa, e al suo posto Nunzietta poté godere della vista delle placide acque del lago.
Anche se la storiografia più recente attesti che Uria sia identificabile con Vieste, lo inducono a credere le numerose rilevanze archeologiche, dalla struttura di città, con mura megalitiche, monete con su scritto Yria, ai vasi appuli, etc., alcuni scrittori del passato la identificano con alcuni paesi che circondano il lago di Varano, se non sepolta nel lago omonimo.
Vociantaurë diventa uno spettacolo ideato e diretto da Salvatore Villani che il prossimo 7 agosto verrà eseguito in prima assoluta al Carpino Folk Festival tra le mura calde del centro storico di Carpino, in Largo San Nicola dopo le ore 23.
VOCIANTAURË: La voce di TAURO / TRA RACCONTI, CANTI E LEGGENDE
Spettacolo ideato e diretto da Salvatore Villani
per voce narrante: Gino Annolfi – Nunzietta: Vittoria Di Stolfo - Cantatrici di Ischitella
Ensemble vocale e strumentale La Montagna del Sole
Salvatore Villani: voce e chitarra battente - Ciro Iannacone: voce e chitarre - Mauro Semeraro: mandolino, bouzuki - Salvatore De Iure: piano - Antonio Pizzarelli: fiati - Antonio Sciscioli: fisarmonica - Lorenzo Vaira: tamburelli
Nunzietta canta una ninna-nanna al suo bambino e gli racconta la storia di “Vociantaurë”, mentre Tauro si fa viva voce nella narrazione di memorie sepolte nei meandri più reconditi del sottosuolo. Ispirato da Damatira, il re Tauro si trasforma in aedo degli Illiri e dei Dauni, delle reminiscenze storiche della vetusta Uria e degli Urii o Urini, dei repertori e delle musiche della tradizione circumlacuale (Cagnano Varano – Carpino – Ischitella – Rodi Garganico– Vico del Gargano) che si sposano con i suoni contemporanei dell’Ensemble “La Montagna del Sole”.
#freentry #theMusicOpenSpace Tutti i concerti sono a titolo gratuito!

Associazione Culturale Carpino Folk Festival

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CARPINO – GARGANO – PUGLIA - GLI APPUNTAMENTI DEL 5 AGOSTO

Cantar Viaggiando, Musica, teatro, danza e narrazione con:
Morsilli Michele, Geologo e Professore presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Ferrara.
Matteo Pelorosso, Geologo.
Michele Villetti, Batterista, percussionista e compositore.

Staz. San Severo, ore 17:26

Paesaggi sonori:
Visita guidata nella necropoli di Monte Pucci, Vico del Gargano
A seguire lo spettacolo “E-MAGO, i suoni della terra”. Il primo spettacolo scientifico-musicale dove i musicisti improvvisano direttamente con le frequenze emesse dalla Terra.

Vico del Gargano, Ore 21:00

Escursioni nel sottosuolo:
Grotta dei Pilastri (Rignano Garganico)
con Archeo Speleo Club Rignano

“Cantar viaggiando” è un viaggio slow a bordo dei vagoni delle Ferrovie del Gargano. Un viaggio che dalla stazione di San Severo, tocca San Nicandro e Cagnano Varano e poi dritti su fino ad arrivare agli spettacoli del Carpino Folk Festival dove lo sguardo spazia sul Lago di Varano e sulla lingua di terra che spacca l’azzurro in due, dividendo lo specchio lacustre da quello marino. L’idea di “Cantar viaggiando” è quella di innestare creatività e sensibilità all’interno dei vagoni del treno e nelle stazioni per promuovere un turismo attento alla lentezza, ai valori del territorio, alle tipicità, quindi favorire una migliore e più sicura mobilità collettiva per godere a pieno gli squarci di bellezza straordinaria di cui è pieno il tragitto del Gargano.

Lo sviluppo di “Cantar Viaggiando - Un viaggio slow a bordo dei vagoni delle Ferrovie del Gargano” è il suo proseguimento nel territorio con “Paesaggi sonori - Camminamenti rupestri”. Tra i punti salienti del Carpino Folk Festival vi è quello di essere un evento strettamente radicato al territorio nel quale si svolge, il Gargano, inteso nella sua accezione più intima di “territorio da scoprire”, una Puglia che non ti aspetti, diversa dall’immaginario collettivo che si è andato costruendo negli anni. Da diversi anni tra le mission del Carpino Folk Festival vi è quella di portare all’attenzione dei visitatori luoghi e storie di un Gargano altro, autentico e misterioso per i legami che ancora, in queste zone, gli uomini hanno con il paesaggio e ciò che lo compone. Nella XXII edizione alcune delle proposte artistiche culturali, racchiuse appunto nell’iniziativa “Paesaggi sonori - Camminamenti rupestri”, vedranno come scenari dei luoghi dallo spiccato potenziale di sviluppo in una logica di attrattori turistici, capaci di unire le componenti naturalistiche, proprie di un’area Parco Nazionale, e quelle del patrimonio culturale.

E-Mago è il primo spettacolo scientifico-musicale ideato dal batterista, percussionista e compositore Michele Villetti. Il progetto è un connubio di arte e scienza, dove i musicisti e i compositori, interagendo con il suono specifico proveniente dal luogo dell’evento, danno vita a un nuovo tipo di land art, sperimentando sul solco dell’ambient music e della musica concreta. In linea con il tema di questa edizione del festival “Memorie dal sottosuolo”, i protagonisti di questo spettacolo innovativo si propongono di dar voce al cuore del Gargano, alla sua essenza più profonda e sconosciuta, alle sue intricate cavità carsiche che hanno un suono, una voce e storie da raccontare.

La Grotta dei Pilastri, chiamata così per le sue imponenti colonne, costituiva una unica grotta insieme alla ben più conosciuta Grotta Paglicci, tra le cavità più interessanti nel contesto europeo per l'arte parietale preistorica. Situata in un uliveto secolare sulle prime propaggini del Gargano permette di far vivere l'emozione dell'esplorazione speleologica anche ai meno esperti.

 

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I sapori dell'arte è giunta all'VIII edizione e ha l'intento di portare sotto i riflettori artisti e produttori del territorio e far conoscere i loro prodotti e le loro opere. Piccole aziende e piccoli artisti che credono ancora nella tradizione e nella loro passione, queste le parole chiave che ci spingono a questo appuntamento: tradizione e passione. Un vero e proprio appuntamento con serate dedicate a chi della propria passione ne fa un vero tesoro, in cui la location si trasforma in un'oasi di eccellenze quali miele, olio, fave, formaggi, salumi, vini, dolci, pane, zafferano, pittori, artisti, fotografi, musica popolare, etc... Molte sono le richieste di partecipazione e molte saranno le aziende che
quest'anno parteciperanno all'evento. La manifestazione nasce nel giugno 2010, l'idea era quella di passare una serata in compagnia tra amici, ammirare quadri, pitture e vecchie foto sorseggiando un buon bicchiere di vino, assaporando fave, olio e formaggi appena fatti. Da qui il nome della manifestazione, da qui l'idea e la volontà di far incontrare al pubblico artisti semplici e speciali e di raccontarvi con le loro opere, da qui l'impegno e l'inizio di un appuntamento importante, da qui la passione e la voglia di mettere insieme l'arte e i migliore prodotti offerti dalla nostra terra, riscoprire, ricordare e valorizzare a pieno profumi e sapori di un tempo e renderne partecipi intenditori, turisti e buongustai, promuovere a pieno l'impegno e la passione dei produttori e degli artisti locali. I sapori dell'arte rappresenta ormai una formula che ha saputo rinnovare le sue proposte negli anni, una manifestazione che è cresciuta a sempre più, a piccoli passi. A breve il programma delle due serate. L'evento ha il patrocinio del Comune di Carpino, della Pro Loco di Carpino, Consorzio delle Pro Loco del Gargano, di Ferrovie del Gargano, del Gal Gargano Agenzia di Sviluppo, Oleificio Sio e del Parco Nazionale del Gargano.

Maria Giulia Russi
347/ 79-51-255

AGRITURISMO BIORUSSI
C.DA MACCHIAROTONDA
CARPINO

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Dopo le 60mila presenze raccolte nelle ultime edizioni, torna l’atteso festival dedicato ad avvenimenti, emozioni, stimoli intellettuali e creativi, che quest’anno confluiscono nel tema “Memorie dal sottosuolo”. Il festival della musica popolare e delle sue contaminazione quest’anno raddoppia: non una, ma due manifestazioni che avranno luogo tra il Gargano e i Monti Dauni. Il CARPINO FOLK FESTIVAL è l'evento contenitore del Gargano che include al suo interno le arti dello spettacolo ed in particolare la musica, la danza e il teatro di matrice popolare, ma anche laboratori, convegni, tavole rotonde, workshop, presentazioni letterarie e cinema con un programma ricco di esibizioni dal vivo, originali e piene di energia che mostrano la ricchezza e la diversità musicale di un territorio unico. Per la sua XXII edizione il CARPINO FOLK FESTIVAL, ospita una “Special Edition” arricchendosi di due appuntamenti promossi dalla Regione Puglia e rivolti alla creazione e valorizzazione del circuito turistico dedicato alla via Francigena dei Monti Dauni. Questo percorso aggiuntivo si svolgerà in due giornate prima e dopo il Festival e nello specifico sabato 22 luglio a Troia, di fianco alla Concattedrale della Beata Vergine Maria Assunta e lunedì 14 agosto a Celle di San Vito, il più piccolo paese della Puglia. Tra i grandi protagonisti della XXII° edizione ci saranno l’artista ivoriano ALPHA BLONDY con i The solar system, formazione leggendaria del reggae africano; il chitarrista di etnia tuareg BOMBINO che incanta con il suo suono del deserto; e il cantautore VINICIO CAPOSSELA, interprete per l’occasione di un progetto speciale intitolato “Combat folk”. Accanto a loro la line up di concerti della ventiduesima edizione prevede la partecipazione del duo composto da CANIO LOGUERCIO & ALESSANDRO D’ALESSANDRO, recenti vincitori della Targa Tengo per il miglior album in dialetto, del giovane cantautore MALDESTRO e la presenza di alcuni gruppi di riproposta regionale come SUONI D’UMBRA dall’Umbria, la MACINA dalle Marche, PIERO BREGA E ORETTA ORENGO del canzoniere del Lazio, KALASCIMA dal Salento ed infine come sempre I CANTORI DI CARPINO. Ogni anno il festival ha un tema intorno al quale la programmazione viene pensata: “memorie dal sottosuolo” è il tema del 2017 e, come il romanzo di Fëdor Dostoevskij, allude al suggestivo sprofondare nella coscienza. “Memorie dal sottosuolo” traccerà il confine tra passato e futuro caratterizzando la XXII edizione nel segno della solidarietà. Sarà, infatti, la partecipazione dei musici e cantori della tradizione delle regioni colpite dal terremoto (Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo) e il saltarello ad aprire le serate dei concerti nella piazza di Carpino. La terra e il sottosuolo saranno affrontati anche in maniera palpabile grazie alla collaborazione con i gruppi speleologici del Gargano, con i quali è stato elaborato un calendario di escursioni in alcune delle cavità più significative del territorio. Tra gli appuntamenti dedicati al teatro e alla narrazione, che presentano moderni cantastorie capaci di intrecciare tradizione e innovazione, i più significativi sono lo spettacolo “E-MAGO, i suoni della terra”, performance scientifico-musicale dove i musicisti improvvisano direttamente con le frequenze emesse dalla Terra e l’esibizione dell’Orchestrabottoni una big band di ispirazione popolare considerata uno dei gruppi più inediti nel panorama della world-music italiana, forte di numerose collaborazioni con musicisti come Daniele Sepe, Peppe Barra, Angelo Branduardi e Franco Battiato e di un’intensa attività concertistica in Italia e all’estero. I libri e i concerti della tradizione saranno invece al centro della serata del 7 agosto grazie a un’immersione nei suoni della tradizione centro-meridionale abbinata alla presentazione dei volumi di Omerita Ranalli, Alessandro Portelli e Piero Arcangeli. Nel corso della serata sarà possibile ascoltare le più belle voci della canzone popolare italiana: Antonella Costanzo, Susanna Buffa e Sara Modigliani. In programma anche la prima assoluta dello spettacolo “VOCIANTAUR” prodotto dall’etnomusicologo locale Salvatore Villani insieme all’ensemble “La montagna del sole”. Laboratori didattici, concorso per filmmaker, luoghi suggestivi del Gargano e il progetto Cantar Viaggiando sulle ferrovie del Gargano completano la programmazione.

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2012-2017, un intero quinquennio, tra aperture e chiusure anche forzate, ha interessato, fin'ora ed a stralci, i complessi e delicati lavori di restauro della Chiesa Madre di Carpino (Sec. XVI), intitolata al Santo d'Oriente per eccellenza Nicola in Myra (di cui si fa cenno nelle notizie storiche). Parroci don Celestino Jervolino prima e don Tonino Di Maggio oggi. Tale struttura edilizia si può affermare che è una tra le più imponenti ed importanti del Gargano e forse dell'intera provincia; infatti non solo la Chiesa, ma l'intero complesso comprende vari locali adibiti, da sempre, alle attività parrocchiali per bambini, giovani ed adulti, come il salone, l'oratorio, terrazze, oltre alle due sacrestie, la Biblioteca parrocchiale, la canonica e stanze per ospiti. Tutti questi locali venivano già pienamente utilizzati dal compianto Servo di Dio Padre Giulio Castelli, Parroco a Carpino, per le tante sue attività ed iniziative a favore dei ragazzi e dei giovani e per i poveri. Alla stessa Chiesa Madre è inoltre attribuita l'amministrazione delle due chiesette rupestri della Santa Croce, sulla collina di Pastromele (ricostruita) e di Sant'Anna nella omonima contrada, ma ormai diroccata, dove molti anni fa avvenne il furto del quadro di Sant'Anna (un dipinto olio su tela) non più ritrovato, delle ormai scomparse chiesette del Purgatorio, di San Giorgio e di Sant'Antonio Abate che, come dei satelliti e non a caso, erano situate attorno alla stessa Chiesa Madre, nella zona storica. Delle ultime due si possono scorgere ancor oggi dei terrapieni dove sorgevano le piccole cappelle, che non sono stati mai rimossi, mentre in Chiesa Madre si conserva l'unica reliquia o ricordo di tutte queste chiesette e cioè la statua di Sant'Antonio Abate. Ed infine l'edificio dell'ex Istituto “Suore Discepole di Gesù Eucaristico”, sottostante alla stessa Chiesa Madre, e della nuova canonica in Contrada “Difesa”.
Come si ricorderà, un primo stralcio dei lavori di restauro ha interessato il consolidamento della volta in incannucciato che attraversa tutta la sottostante navata centrale (metri 15 di lunghezza e 6 di larghezza), il ripristino della funzionalità delle capriate lignee poste nell'intercapedine tra la volta e il tetto (ivi è stata sorprendentemente riscontrata e rimossa una enorme quantità di materiale di risulta, giacente evidentemente da tanto tempo, forse per precedenti lavori effettuati, che pesava in maniera pericolosa sulla volta della navata), la soprastante copertura a tetto con il rinnovo e risistemazione della tegolatura, il recupero, pitturazione e decorazione della navata centrale e di quella laterale. Questi i lavori interni. All'esterno sono stati rinforzati, ristrutturati e recuperati i muri laterali ed è stata restaurata la facciata principale che è tornata al suo antico splendore.
Nel frattempo, 27 Maggio 2016, quando tutti questi lavori erano terminati, a seguito di venti, piogge ed infiltrazioni sono crollati pezzi di cornicione dal vecchio campanile (su cui ancora non si era intervenuto ) e calcinacci e intonaci dall'interno della cupola caduti sul presbiterio sottostante, fortunatamente senza danni per le persone. Per tali motivi, a seguito di sopralluogo e verifiche da parte dei Vigili del Fuoco, si è ritenuto opportuno ed utile chiudere la Chiesa al culto, che riaprirà a breve. Infatti, proprio pochi giorni fa sono stati ultimati e consegnati i lavori di recupero e restauro del Campanile, interno ed esterno, e di coibentazione della cupola. Ora tale struttura è, per chi non è in possesso di vecchie foto, come appare nel panorama delle primissime riprese del film “La Legge”. Il Campanile è alto, dalla sottostante strada di Corso Vittorio Emanuele, quasi 25 metri. Esso è posto sporgente dal perimetro sull'angolo sinistro della chiesa dove è appoggiato e la sua altezza si sviluppa su tre livelli. Al terzo livello sono collocate le celle campanarie, la vecchia cupola di copertura e il lanternino che erano completamente inglobate all'interno della porzione di campanile ricostruita, in modo scellerato e non si sa perché, con muratura di laterizi forati ed ovviamente con forma completamente diversa dal suo originale. Nel complesso, gli interventi di restauro del Campanile sono stati indirizzati particolarmente alla conservazione dei caratteri appunto originari, tipologici, strutturali, formati ed ornamentali, nonché ovviamente di fortificazione dell'opera, anche con il ripristino di alcuni dettagli architettonici che valorizzano il significato artistico e la testimonianza storica del bene, la rimozione, come accennato, di superfetazioni che nuocevano alla stessa identità storica, artistica ed architettonica del manufatto. La scelta di fondo che ha guidato tutta l'elaborazione del progetto stralcio, portato alla definizione e messa in atto degli interventi, è stata quella di puntare al massimo possibile sulla conservazione e ripristino di alcuni elementi strutturali esistenti (già oggetto di interventi precedenti). Per cui si è proceduto alla demolizione di quelle strutture murarie in laterizio e le relative solette in calcestruzzo; al consolidamento e restauro della cupoletta e del lanternino esistenti e rinforzo delle strutture murarie; sopra il lanternino è stata collocata una croce in ferro battuto offerta da un fabbro locale; sono stati inseriti quattro tiranti passivi in acciaio; restaurati paramenti, pavimentazioni e le scale interne che scendono nella chiesa; restaurate le tre campane in bronzo; si è provveduto alla chiusura di tutte le finestre sui primi due livelli con piccoli infissi; sono state posizionate reti e dissuasori contro i volatili nelle celle campanarie e sul lanternino ed è stato installato un necessario parafulmine.
Fin qui tutti i lavori realizzati. Altri progetti-stralci interni prevedono il restauro della zona del presbiterio e della soprastante cupola (questa sarà oggetto di ulteriori lavori di ampliamento ed abbellimento anche all'esterno) con il recupero degli affreschi e dei disegni, nonché il restauro delle tele e delle cornici dei Santi Evangelisti poste ai quattro lati alla base della cupola, che sono stati danneggiati, insieme a molti disegni della cupola, proprio a causa di infiltrazioni che ora sono state definitivamente scongiurate.
I contributi per tutti questi lavori già realizzati sono pervenuti dai cittadini e dai fedeli di Carpino, anche residenti fuori ed all'estero, dall'8x1000 della Chiesa Cattolica, dall'Amministrazione Comunale di Carpino e, soprattutto, attraverso la contrazione di Mutuo da parte del Parroco.
Mentre erano già in corso i primi lavori sopra descritti, nel 2013 giunsero a Carpino il Responsabile per la tutela e la valorizzazione dei Beni Architettonici della Puglia Arch. Nunzio Tomaiuoli e la Responsabile provinciale dello stesso Organismo D.ssa Ida Fini, i quali effettuarono un sopralluogo tecnico al sottotetto della chiesa, oggetto di quei lavori, esprimendo vivo apprezzamento per l'ottima qualità del restauro eseguito con materiale e tecnica innovativi ed all'avanguardia, così come osservarono. Merito della Direzione dei Lavori affidata all'Arch. Domenico Zezza di Carpino, che ne è anche il progettista insieme all'Ing. Antonio Biscotti di Carpino con la collaborazione del Geom. Antonio de Filippis di Rodi Garganico, e della Geologa Giovanna Amedei di Rodi Garganico. La struttura architettonica della volta incannucciata della Chiesa Madre di Carpino, così come riferì lo stesso Arch. Tomaiuoli nella sua visita, è simile a quella della Cattedrale di Foggia che era interessata ad identici lavori di restauro terminati poco prima di quelli in corso a Carpino. E proprio questi due progetti di restauro della Cattedrale di Foggia e della Chiesa Madre di Carpino, per la loro unicità ed innovazione, furono esposti alla XIX edizione del Salone dell'Arte, del Restauro e della Conservazione dei Beni Culturali e Ambientali che si tenne dal 28 al 31 Marzo 2012 alla Fiera di Ferrara.
Va ricordato che i primi lavori di restauro della Chiesa di San Nicola furono affidati e realizzati all'Impresa specializzata Eco-Arch di Bari – Responsabile l'Arch. Patrizia Corbisiero, mentre quelli per il Campanile sono stati realizzati dall'Impresa COGER di Altamura.
Ora qualche notizia storica . La Chiesa Madre di Carpino è ubicata nella parte più alta di una delle due colline su cui sorge il paese (quella della cosiddetta vecchia zona storica) e fa parte dell'antico quartiere denominato “La Terr”. Il 22 Ottobre di ogni anno ricorre l'anniversario della consacrazione e dedicazione (cioè del “Battesimo”) di questo sacro edificio e che fu intitolata a colui che può esserne definito il suo “Padrino” e cioè San Nicola in Myra. Questo Tempio fu consacrato il 22 Ottobre 1678 e dedicato in onore di San Nicola dall'allora Cardinale-Arcivescovo di Manfredonia Fr. Vincenzo Maria Orsini da Gravina in Puglia (futuro Papa Benedetto XIII). Nell'altare maggiore furono poste in quel giorno le reliquie dei SS. Martiri Dionisio e Lelio. A ricordo di tale evento fu posta nella Chiesa una lapide commemorativa (con scritta in latino) tutt'ora esistente, che così recita: “Nell'Anno del Signore 1678 – il giorno 22 del mese di Ottobre – questa Basilica in onore di San Nicola – Vescovo e Confessore, con solenne rito consacrò – le solite indulgenze concesse e l'anniversario nel giorno 31 Agosto di ogni anno di celebrare istituì – Fr. Vincenzo Maria, Romano dell'Ordine dei Predicatori, dal titolo di S. Sisto della S.R.C., Cardinale Presbitero Orsini, Arcivescovo Sipontino, nell'Anno IV del suo Pontificato – Questa è la 26^ dedicazione di chiesa celebrata dallo stesso eminentissimo Arcivescovo”. Restò invece un arcano il fatto che questa Chiesa, in realtà, pare fu consacrata “il 31 Agosto”, ma che evidentemente, per volontà dello stesso Cardinal Orsini, la ricorrenza doveva essere festeggiata e celebrata il 22 Ottobre (come avviene tutt'oggi). O forse perché la stessa lapide fu collocata ufficialmente, con altra solenne cerimonia, il 31 Agosto (ma dell'anno successivo e magari in quel giorno l'Arcivescovo venne in visita a Carpino per impartire le Cresime), o perché in tale data furono poste sull'altare maggiore le reliquie dei Santi Dionisio e Lelio? Non è dato sapere. Però è certo che il primo Parroco in assoluto presente già all'atto della consacrazione del nuovo Tempio sacro fu l'Arciprete don Carlo Fiorisil da Ischitella, sicuramente nominato dallo stesso Cardinal Orsini. Prima del 1678 non risultano altre notizie su questa chiesa in quanto, probabilmente, in fase di costruzione che, si presume, sia iniziata già agli inizi del 16° Secolo (1615 circa). In seguito, e precisamente nel 1837 si hanno notizie di questo luogo di culto quando la “collegiata” veniva richiamata nella relazione dell'Intendente Cav. G. Lotti, letta all'apertura di una sessione del Consiglio Provinciale di Capitanata, da cui si deduce che la chiesa, tra l'altro, era stata fortemente danneggiata da eventi tellurici e chiusa al culto. Altre notizie provengono dai registri comunali inerenti i lavori di restauro in seguito a danni provocati da altro terremoto, e di riedificazione del Campanile distrutto (questa volta) da un fulmine. Il Consiglio Comunale di Carpino in data 13-5-1873 deliberava di affidare ad un Ingegnere la redazione di un progetto di massima per la restaurazione e ristrutturazione della Chiesa Madre di Carpino, che ormai aveva già due secoli di vita. La Giunta Comunale il 3-6-1876 deliberava un sussidio per la prosecuzione dei lavori di restauro indispensabili, essendo l'edificio stato danneggiato ancora da scosse telluriche; il 14-4-1886 il Comune decise di concorrere alla spesa per la riedificazione del Campanile. La Giunta in data 4-5-1895 deliberava di pagare le spese per far rifondare la vecchia campana che pesava Kg. 175, mentre la nuova risultò di Kg. 208. L'ultimo intervento al Campanile è datato fine anni '50: anche in questa occasione fu un fulmine ad indebolirne la struttura, in particolare la cupoletta ed il lanternino.
Si ringrazia la memoria del compianto Avv. Giuseppe d'Addetta, giornalista, scrittore e poeta di Carpino, del quale ho potuto ricavare le notizie storiche sulla Chiesa di San Nicola, presenti su suoi scritti pubblicati a seguito di approfondite ricerche da lui stesso effettuate e prodotte; l'Arch. Domenico Zezza per le informazioni “tecniche” e le foto inviatemi; S.E. l'Arcivescovo Michele Castoro e l'Arch. della Curia di Manfredonia Giovanni Simone.
Il sito Internet della Chiesa Madre di Carpino e dei relativi lavori di restauro è stato realizzato e curato dall'Arch. Pierluigi Pelusi di Carpino.

Mimmo Delle Fave

 

 

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