Articoli filtrati per data: Martedì, 08 Gennaio 2019 - Ondaradio - Tra le vie della città Gargano

Anche in Puglia è scoppiato il caos fiscale. Le nuove disposizioni varate dal Governo, dalla fattura elettronica al "saldo e stralcio" per le cartelle fiscali, stanno creando non poche difficoltà a imprese e utenti della regione, che non riescono a districarsi nella giungla dei nuovi provvedimenti entrati da pochi giorni in vigore.

Una situazione di confusione e incertezza che rischia di avere ripercussioni per i contribuenti della Puglia, e contro la quale il Codacons ha deciso di scendere in campo attivando oggi uno sportello telefonico per fornire informazioni e assistenza a utenti e piccoli attività.

Tutti i contribuenti della regione alle prese con la fattura elettronica, coloro che sono interessati ad avvalersi della procedura "Saldo e stralcio" per ridurre i propri debiti col Fisco, e più in generale i cittadini che intendano ottenere ragguagli e chiarimenti in ambito fiscale, possono usufruire dell’apposito Forum telefonico messo a disposizione dal Codacons, dove i fiscalisti dell'Associazione risponderanno alle domande dei contribuenti il mercoledì (dalle ore 11:30 alle ore 13:30) e il giovedì (dalle ore 14 alle ore 16) al numero 89349988, e forniranno informazioni su cosa i contribuenti possono o non possono fare - tra rottamazioni delle cartelle, definizione delle liti pendenti e saldo e stralcio delle cartelle esattoriali - con riferimento alla nuova normativa fiscale.

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Il 4 gennaio scorso la polizia locale di Mattinata ha sottoposto a sequestro preventivo alcune strutture sulla spiaggia del paese, nell'area del porto, in località Agnuli. Il sequestro è derivato dal fatto che il titolare delle concessioni, Felice Silvestri, 30 anni, non ha sgomberato le aree demaniali, dopo che gli era stata notificata l'interdittiva antimafia della prefettura di Foggia. Silvestri aveva impugnato il provvedimento, ma l'istanza è stata respinta ed è scattato il sequestro. A fine settembre a Felice Silvestri era stato notificato il provvedimento di revoca delle concessioni demaniali marittime nel tempo ottenute dal Comune di Mattinata, per la gestione di stabilimento balneare, manufatti, un tratto di spiaggia di 820 metri quadrati nella stessa località destinato alla posa di ombrelloni e sdraio, e di un casotto in muratura, in località Casette dei Pescatori, per deposito merci. 

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Instancabili e imperterriti portiamo avanti il nostro progetto!!! 

#pizzechemuzzeche #tradizioneinnovazione #fanoiadisangiuseppe #wearepuglia #fanoiaègioia

Siamo prontiiiiiiiii????

Tante le novità in programma e tanto altro nei prossimi giorni....seguiteci.... #fanojavieste. Il contdown e' iniziato.... Grandi artisti internazionali e tanti gruppi si alterneranno sul palco di Marina piccola....

Vi aspettiamo sabato 16 marzo.

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L’IPSSAR “Enrico Mattei” di Vieste vi aspetta i giorni 13 e 27 gennaio per presentare la sua offerta formativa e far conoscere gli ambienti scolastici.

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“Se avete intenzione di regalare, o regalarvi, un nuovo televisore, fate molta attenzione. Dietro offerte a prezzi stracciati potrebbe nascondersi un elettrodomestico destinato a sparire dal mercato nel giro di pochi anni”.

A dichiararlo, ADOC FOGGIA in relazione alla svolta che attende i nostri apparecchi televisivi. “La tv che acquistate deve necessariamente integrare un sintonizzatore digitale per la ricezione di programmi in tecnologia DVB-T2 con codifica HEVC. Entro il 2022 tutti i canali trasmetteranno nel formato in questione,. E, a quel punto, o sarà necessario procedere all’acquisto di una nuova Tv oppure occorrerà acquistare un ennesimo decoder che i consumatori dovranno in larga parte pagarsi da soli, vista l’esiguo bonus a disposizione”.

In Italia le trasmissioni attuali vengono emesse in formato DVB-T con codec MPEG-2 sulla banda 700, cioè sulle frequenze comprese tra 694 e 790 megahertz. L’Unione Europea ha però previsto che sia invece “decongestionata” per la rete 5G mobile.

Per ovviare alla restrizione delle risorse frequenziali destinate alle trasmissioni TV si è deciso in Italia che entro il 30 giugno 2022 si passerà al formato DVB-T2 con codec HVEC, che renderà le trasmissioni compatibili solo con i TV venduti da quest’anno in poi. Il passaggio al DVB-T2 non sarà all’unisono su tutto il territorio nazionale ma avverrà in modo parcellizzato per zona geografica, secondo un piano da stabilirsi a cura dell’AGCOM entro il 31 maggio del 2019.

La notizia buona per i consumatori che tutti i TV, i decoder e gli apparecchi atti a ricevere un segnale televisivo in digitale terrestre acquistati dal 1° gennaio 2017 dovranno necessariamente avere a bordo il sintonizzatore di seconda generazione, in grado di ricevere il segnale DVB-T2 e il codec HEVC.

Ad ogni modo, è prevista una fase di transizione dal vecchio al nuovo digitale terrestre. Dal 2020 fino alla data di switch-off, entrambe le tecnologie funzioneranno contemporaneamente, dopodiché, dal 1° luglio 2022, i programmi si vedranno solo con il Dvb-T2 e l’Hevc.

“Era necessario evitare che le famiglie italiane rivivessero i disagi dello switch-off dal segnale analogico al digitale.  I consumatori hanno già pagato dazio una volta  e continuano a pagarlo, dato che ancora ad anni di distanza il segnale del digitale terrestre risulta spesso basso o assente, con intere porzioni del Paese impossibilitate a vedere alcuni canali. Ora, con l’arrivo del DVBT-2 e la nuova assegnazione di frequenze stiamo per rivivere lo stesso incubo. La spesa media per l’acquisto dei nuovi decoder potrebbe arrivare fino a 200 euro ad apparecchio; senza considerare i costi aggiuntivi per il ricorso a tecnici, installatori antennisti. A fronte di questi ingenti esborsi, il bonus per l’acquisto dei nuovi decoder è pari a circa 25 euro”.

 

Per info, orientamento e azioni di rivalsa, ci si può rivolgere alla sede di Adoc Foggia (via Fiume, 38-40/c, Foggia), dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 16.30 alle 18.

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Il Comune di Vieste ha inteso candidare un progetto di riqualificazione paesaggistica e di valorizzazione dei beni culturali di Marina Piccola – San Francesco e area del Pizzomunno (lungomare Enrico Mattei) in riscontro all’Avviso pubblico regionale recante la “Selezione di interventi strategici per la fruizione di aree ed infrastrutture, finalizzati prioritariamente al miglioramento della qualità dei sistemi e dei servizi di accoglienza nel settore turistico”, emanato dal Settore Turismo della Regione Puglia, nell’ambito dell’Azione “Interventi per il riposizionamento competitivo delle destinazioni turistiche” e finanziato dal “Patto per Puglia” – Fondo di Sviluppo e Coesione 2014/2020. Il bando regionale ha la finalità di promuovere interventi strategici, funzionali ad una migliore fruizione di aree urbane/sub-urbane e di infrastrutture, per il miglioramento dei sistemi e servizi di accoglienza e fruizione turistica. Il progetto del Comune di Vieste si pone l’obiettivo strategico di migliorare l’offerta turistico-culturale attraverso la riqualificazione degli spazi pubblici di Marina Piccola – San Francesco e dell’ area del Pizzomunno (lungomare Enrico Mattei) ed il miglioramento del paesaggio, attraverso la realizzazione di luoghi di aggregazione, passeggiata sul mare sotto le mura urbiche di via Pola – San Francesco, completamento della pavimentazione delle strade a maggior frequentazione turistica del centro storico, culminante nella realizzazione di una piazza spettacolo nell’area del faraglione di Pizzomunno. Detto intervento insieme ad una Illuminazione artistica ed ad elementi di arredo come fontane scenografiche si pongono come elementi innovativi di fruizione orientati alla diversificazione e destagionalizzazione dell’offerta turistica.

            A partecipare all’incontro, oltre a tutti i cittadini interessati, sono invitati associazioni, organismi di volontariato, organizzazioni sindacali e di categoria, gli ordini professionali, gli operatori economici del settore turistico e del settore agricolo.

                                                                           L’Assessore ai Lavori Pubblici

                                                                                     Maria Pecorelli

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In questi anni di rivoluzione digitale, Facebook è stato forse lo strumento più innovativo, la piattaforma che ha cambiato per sempre le relazioni tra persone, lontane e vicine. Amicizie virtuali che in una fotografia con chiari e scuri hanno modificato distanze e rapporti, ponendo le basi per una società diversa. Nel mondo ci sono 2,3 miliardi di utenti attivi nel social network, in Italia siamo oltre 31 milioni. Meno una unità, da oggi. Il 2018 è stato senz’altro l’anno peggiore per Mark Zuckerberg tra i 14 di storia della sua creatura: molti gli scandali (su tutti, quello di Cambridge Analytica), continui i furti di dati. I nostri dati. Ma i molti passi falsi di Facebook, vissuti da molti come «tradimenti» di un patto in realtà mai sottoscritto dalle parti, non c’entrano con la mia decisione. Che è la conseguenza di una riflessione sul tempo destinato al mondo digitale e inevita­bilmente sottratto a quello reale. Ad aiutarmi ci ha pensato proprio quella Silicon Valley dove nascono i sogni elettrici. Il movimento «#DeleteFacebook» è nato lì, così come i nuovi contratti «no smartphone» da far firmare alle baby­sitter per tenere lontani dagli schermi i figli. A Cupertino è stato poi creato il software per iPhone chiamato «Tempo d’utiliz- zo» per monitorare il tempo che passiamo con occhi e cervello sul telefono. Installato a settembre, in media viaggiavo sulle 2 ore e mezza al giorno. Troppe. Mi sono ripromesso di mettermi a dieta, limitando gli alimenti con maggior apporto calorico. Un videogioco addictive, e Facebook. Ma quella con il social network, negli anni, è diventata una vera relazione a due. Più mi allontanavo, più la controparte si faceva insistente per riportarmi da lei. Notifiche a pioggia, ricordi stuzzicanti, anniversari di amicizie, compleanni, citazioni e ogni sorta di sottoschema che andava a costruire un rapporto stratificato e complesso. Come in ogni relazione, dunque, c’era una sola soluzione possibile: chiuderla, definitivamente. Ecco come.

II saluto alla comunità

La fine di un rapporto va innanzitutto dichiarata, per onestà e come paracadute nel caso di ripensamenti. Quello con Facebook non è mai stato amore, ma certo c’era tanta amicizia. Alcuni rapporti digitali belli, altri utili, eterni ritorni e vecchi compagni di vita dati per persi. Altre amicizie erano detestabili, alcune «fake» da parte di bellissime donne che stranamen­te mi cercavano solo su Facebook. Il 22 dicembre li ho salutati tutti: «Ciao, io esco». Cosa è successo dopo, su quel post, non lo so. E la curiosità è tanta. Ma indietro non si toma.

Scaricare i propri dati

Il secondo passaggio è servito a rafforzare la deci­sione. Con la schermata di Facebook davanti, sono andato sulle «Impostazioni» (nel menù in alto a de­stra) e ho cliccato la terza opzione, «Le tue informa­zioni su Facebook». Da qui è possibile gestire tutto quello che il social network ha immagazzinato su di noi negli anni. Il mio obiettivo era «Scaricare le tue informazioni», la seconda voce. È un po’ come por­tare via calzini e fotografie dalla casa che si sta la­sciando, con la differenza che scaricare tutto quello che Facebook sa di noi non equivale a cancellarlo dai server della piattaforma. Quello lo faremo dopo. Po­chi secondi di tempo, ed ecco un file da oltre 400 mega: fotografie, like, post, commenti, ricerche e utilizzi di app correlate. Dieci anni circa di relazioni digitali, e di tanti dati personali, raccolti e ordinati in cartelle. Prima di chiudere per sempre, volevo ve­dere, ricordare, magari conservare. La morbosità dei dettagli sulla mia vita raccolti da Zuckerberg era così tanta che non ha fatto altro che consolidare l’idea della fuga.

L’eliminazione dell’account

Siamo arrivati così al passaggio catartico: l’elimina­zione dell’account. Niente di complicato, a livello pratico (ma attenzione: se avete app collegate a Face­book, dovrete accedervi con altre credenziali. Fatelo prima di cancellarvi). Menù in alto a destra, Imposta­zioni, quindi «Le tue informazioni su Facebook». Ora la scelta cade sull’ultima voce: «Elimina il tuo account e le tue informazioni». La finestra che si apre è piuttosto informale: «Se vuoi eliminare in modo permanente il tuo account Facebook, faccelo sapere». Sotto due op­zioni: disattivare l’account, che non significa cancellarlo ma solo ren­derlo dormiente; scari­care le informazioni, passaggio che abbiamo già fatto. Sotto, in blu, il pulsante «Elimina l’account». Una schermata chiede di inserire la pas­sword per confermare la scelta. Una volta scritta per l’ultima volta, il dado è tratto. 0 quasi.

L’attesa di 30 giorni

Perché Facebook non molla. E visto il fatturato an­nuo da oltre 40 miliardi di dollari derivante dalla ven­dita degli utenti come prodotto, sarebbe strano pen­sare il contrario. Come una ex compagna generosa (e disperata), il social network ci dà 30 giorni di tempo per cambiare idea. Un limbo tentatore: il mio scadrà il 21 gennaio prossimo. Basta un cenno, in questo ca­so accedere nuovamente al proprio account, per can­cellare la scelta di eliminazione. La schermata di Fa­cebook con il login è lì davanti a noi, per invitarci a farlo. Nel dubbio arriva anche una mail riepilogativa di quanto fatto che si chiude con un tasto blu che spinge a tornare sui propri passi. Resistere, resistere, resistere. E chiudere sul browser la paginata di Face­book, nonché cancellare subito l’app dal telefono, che l’abitudine è dura a morire. Il mio conto dei mi­nuti sul telefono è sceso a un’ora e mezza. Ancora tan­to ma un pò di tempo ora l’ho liberato.

Federico Cella

@VitaDigitale

Pubblicato in Società

Di questi tempi la coperta della libertà è tirata da tutte le parti, tanto che può essere usata da qualsiasi schieramento politico pro domo sua, e a partire da tutte le posizioni filosofiche scolastiche, senza che si riescano più ad avvertire le ap­propriazioni paradossali del suo significato. Ad esempio pensiamo a chi, in nome della piena libertà individuale, pretende di imporre la finzione che due maschi siano «genitori alla pari» di un essere umano generato da una donna. La filosofa Maria Zambrano in L’uo­mo e il divino aveva avvertito gli europei che la libertà, quasi in con­temporanea alla Rivoluzione francese, ha iniziato ad acquisire un carattere negativo, a generare confusione di senso, fino a diventare l’a-priori dei discorsi sociali, politici e della vita stessa, divenendo il nome di ogni possibilità. In realtà, l’enorme quantità di cose ritenu­ta possibile nella condizione umana riguarda una pseudolibertà che può disgregare le relazioni amorose e i legami sociali.

Nel cambio di civiltà che stiamo attraversando, è d’aiuto conoscere le indicazioni di filosofe che hanno scritto e praticato differenti concezioni della libertà. Per esempio, si potrebbe meditare su La prima radice di Simone Weil, dove troviamo l’idea che «quando le possibilità di scelta sono tanto vaste da nuocere all’utilità comune gli uomini non godono la libertà». Questa idea lavora contropelo a uno dei caratteri salienti della vita contemporanea: l’enorme possibilità di scelta che oramai non conosce il limite dell’utilità sociale e che genera irresponsabilità, puerilità, indifferenza, incapacità di fare, salvare, onorare le differenze che compongono la realtà. La competizione esasperata tra «prodotti» materiali, intellettuali, spirituali è esaltata in nome di un’illimitata libertà di scelta. Entrare nella logica proposta da Simone Weil ci apre un altro mondo in cui si potrebbe godere veramente della libertà: avere una sola scelta da poter fare, ma sentire di aderire a quella con tutto il cuore e in piena coscienza.

L' UOMO E IL DIVINO di María Zambrano

Mozart aiuta i pomodori a crescere meglio. Beethoven non tanto. E i Beatles fanno bene a melanzane e zucchine, e a dire il vero anche al vino. Parola di Peppe Vessicchio, musicista e arrangiatore, celebre per le direzioni d’orchestra a Sanremo, che lontano dai riflettori si dedica allo studio delle relazioni tra la musica e la crescita delle piante. Un argomento che Vessicchio porterà in scena al Teatro “Dalla” venerdì 11 gennaio, all’interno di “Peso Piuma”, la stagione di prosa 2018/19 della Città di Manfredonia, organizzata dal Comune e dal Teatro Pubblico Pugliese in collaborazione con la compagnia Bottega degli Apocrifi.
Il Maestro Vessicchio porterà in scena lo spettacolo-concerto “La musica fa crescere i pomodori” tratto dal suo primo libro, un saggio pop in cui ripercorre la propria vita all’insegna della musica ed esplora il connubio tra armonia e natura.

Pubblicato in Spettacolo

Uno spettacolo teatrale, musicale, gastronomico che risveglia i sensi anche dei sassi dei brulli paesaggi della nostra fonte ispiratrice: la vacca. Con lei, per lei ed in lei parta la degna consacrazione, la conversione al movimento spirituale più antico ed innovativo di sempre: il podolicesimo. Il religioso, spirituale ritorno a quello che siamo veramente. Prima tappa 2019 a Roma il 28 febbraio (ore 21.30, Club55 Pigneto via Perugia 14), a seguire Matera, Pescara, Perugia, Bologna e Milano.

Terra… brulla, arida, verdeggiante, produttiva, natìa, adottiva. Qualunque accezione si voglia assumere, quello che sta diventando un atavico, iperuranico urlo, una celata ma palese esigenza, un forte richiamo è proprio il ritorno ad essa. Il ritorno alle origini. Alla semplicità delle piccole cose che generano grandi cose.

Alla bellezza di una mandria di vacche, coi loro campanacci, che procedono lentamente e senza affannarsi su un terreno pieno di ostacoli; non si interrogano su quale possa essere il loro destino, non hanno la pretesa di stravolgere la terra che le ospita, di distruggerla. Vivono felici nella semplicità della loro esistenza!

Al profumo del pane, emblema della terra, del senso più profondo di essa, da sempre cibo dei popoli, nato dall’unione di soli due elementi naturali incredibili, l’acqua ed il grano; al rosso appassionante ed appassionato del “pomme d’amour”, del pomodoro; alla viscosità dell’olio, altro grande simbolo della terra, ed alla maestosità degli ulivi; al richiamo inebriante dell’origano, a quello pungente della sponsala.

Metano’s è tutto ciò! Voce di un graduale, evolutivo ritorno alla terra, al senso di noi stessi. Portavoce di un messaggio disperato, del disagio di quei “padroni” della terra che hanno provato a deturparla, dopo aver deturpato se stessi per sete di possedimenti, per rivalse contro chi governava territori vicini, per vendette contro nemici pastori. Fautrice di un messaggio forte: riappacificarsi con le proprie origini.

Con il suo spettacolo, Metano’s, impersonificandosi nel genio del suo padre creatore, il poliedrico e folle Luciano Castelluccia, coinvolge, stravolge, emoziona, crea subbuglio, per poi infondere calma, per poi ricominciare la rivoluzione del suo spettacolo enogastrofonico.

"Convertitevi al Podolicesimo, adorate il Caciocavallo": salverà il mondo... 

Pubblicato in Spettacolo
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Lilly Frutta

Reporter della tua città

14 Gennaio 2019 - 10:48:36

Reporter della Tua Città/ “Ma la lampadina del Faro dobbiamo ordinarla su Amazon? “

Sono trascorse settimane ma della funzionalità del nostro Faro ancora nulla. Si è spenta la luce di Vieste, almeno quella che si accende solo di sera… Se dipende dalla lampada…

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