Articoli filtrati per data: Sabato, 09 Giugno 2018 - Ondaradio - Tra le vie della città Gargano

Il recupero e il rilancio di Càlena, la storica e bellissima abbazia di Peschici al centro di una contesa che dura da molti anni, ha ispirato una storia e un fumetto realizzati dagli studenti dell’Istituto Tecnico Turistico “Libetta”. A conclusione del PON FSE 2014/18 denominato “La legalità dai banchi al palcoscenico”, gli studenti del “Libetta” portano in scena lo spettacolo “Barbarossa e il tesoro di Càlena” interamente incentrato su Peschici e sulla sua preziosa abbazia, in programma giovedì 14 giugno p. v. (ore 20,30, auditorium comunale).
Muovendo da un fumetto che la Pro Loco di Peschici ha realizzato su idea di Vincenzo Vescera e di alcuni studenti del “Libetta”, i disegni sono diventati una sceneggiatura (a cura di Vincenzo Vescera e Veria Iacaruso) e quindi uno spettacolo teatrale per la regia affidata a Stefano Biscotti grazie alla preziosa collaborazione della prof.ssa Annamaria Marinozzi, musiche arrangiate dallo stesso Vincenzo Vescera ed eseguite da Rosy Gala; la scenografia curata da Nicola Costante. La storia parte dallo spettacolare scenario di Càlena, dove una piccola comunità di pescatori trascorre il tempo pescando e rammentando le reti: a un certo punto, a turbare la serenità del villaggio, arriva una delle flotte dei turchi Ottomani, per l’esattezza quella guidata dal corsaro Barbarossa. Ma contrariamente all’immaginario collettivo, questo Barbarossa non depreda e non saccheggia, non distrugge ma cerca aiuto. E qui entrano in scena l'astuzia e la scaltrezza dei garganici, in particolare del coraggioso pescatore Elias. Che riesce a scongiurare il sacco della città promettendo a Barbarossa di condurlo dal monaco Frà Benedetto che vive nell’abbazia e che, con le sue erbe, potrebbe essere in grado di guarire la giovane figlia del corsaro, Karima (affetta da una grave malattia). Quasi una parabola dell'arte del cavarsela che s'impara tra grotte e mare, tra reti e pescato, una favola moderna su come sia possibile barattare il peggio con il possibile. Barbarossa sarà accompagnato attraverso il tunnel che collega l’abbazia di Càlena con la caletta dello Jalillo, e lo conduce al cospetto di Frà Benedetto, che da uomo di fede, non può non salvare questa giovane vita. La giovane e bellissima ragazza, conquisterà il cuore dell’umile pescatore peschiciano che la terrà con sé per sempre.
Le tavole del fumetto realizzate dall'artista Lucio Palazzo, rappresentano un modo nuovo e interessante per riappropriarsi della storia e del fascino di Càlena, per riaccendere i riflettori su un bene comune dell’intera Capitanata che – come si diceva – è al centro di una contesa amministrativa molto delicata e complessa. “Con questo spettacolo – spiega il prof. Valentino Di Stolfo, dirigente didattico dell’I.T.T. “Libetta” – non intendiamo schierarci al fianco di nessuno in questa lunga contesa, ma semplicemente intendiamo dire che anche la comunità degli studenti peschiciani è molto attenta alle sorti di quello che considera un patrimonio della collettività. Anche i ragazzi non sono indifferenti alle sue sorti, e lo dimostrano con la civiltà di chi non può proporre soluzione ma deve favorire il ricordo e lo stimolo di un dibattito culturale”. Si ricorda che Santa Maria di Càlena – abbazia tra le più antiche d’Italia (872 d. C) e per l’appunto situata in agro di Peschici (Foggia) – è stata ritenuta “Luogo del cuore” dal Fondo per l’Ambiente Italiano (FAI), a conferma dell’attenzione che la sua vicenda e il suo stato di degrado stanno suscitando nell’opinione pubblica. Questo il senso dello spettacolo, che intende evidenziare come – oltre al valore artistico e culturale dell’abbazia – il vero tesoro di Càlena possa essere rappresentato dalla sua stessa anima, dalla sua identità. Dal fatto stesso che esiste e che continuare ad esistere.

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E’ possibile aspettare la calda estate aspettando una nuova esibizione della band “ SPECIAL MUSIC “, il settetto formato da Luigi Dattoli, batteria; Nicola Vitaliano, basso; Valentino d’Altilia, chitarra; Alessandro Angelicchio, tastiere e cori; Gildo Giuliani, tastiere e voce; Giuseppe Biscotti e Gianni Giuliani, voci. Come le sette note, sette star, che la sera del 13 giugno, nella villa comunale, fluiranno dagli amplificatori fra giri armonici, assoli e spartiti, ispirati dal sound immortale dei Deep Purple, Procol Harum, Pink Floyd, Santana, Simple Minds, Guns N’ Roses, Nomadi, Dik Dik, Pooh, Stadio ed altri; l’elenco è lungo, con qualche sorpresa. Inseparabili come i Dioscuri, ognuno di loro si è ispirato al mito: Luigi, alla batteria di Smoke On The Water; Nicola, al basso Red Hot Chili Peppers; Valentino, alla chitarra di Santana; Alessandro, al suo Vasco Rossi e alle influenze sonore di Gerry Rafferty con Baker Street; Gildo, con gli arpeggi degli Aphrodite's Child; le due formidabili e collaudate voci di Peppe e Gianni. Anche loro, come i Pink Floyd prima maniera, arriveranno con il furgoncino Bedford per scaricare gli strumenti il pomeriggio del 13 giugno, nella villa comunale di Vico del Gargano, per l’attesa serata di caldo sound, aspettando questa estate bollente.

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Un tributo a Dolce & Gabbana sulle spiagge di Vieste. “Un inno al made in Italy e alla valorizzazione dei colori e dei talenti nazionali”, sottolinea Max Arcano, direttore della Comunicazione della “Telemasud Artstudios”, che organizza la manifestazione: uno shooting fotografico che si ispira agli spot pubblicitari di Dolce e Gabbana, che si svolgerà il 14 giugno a Vieste. Il programma prevede alcuni scatti fotografici nelle ore mattutine (dalle 10.00 alle 12.30) presso il White Hotel (via Italia 2, località Sant’Andrea – Vieste) e nel pomeriggio (dalle 17.00 alle 19.00) nella zona portuale e sul lungomare . “Abbiamo deciso di metterci in gioco per fare un omaggio alla genialità e alla creatività della moda italiana. A tal proposito, abbiamo scelto due stilisti italiani per eccellenza. Dolce e Stefano Gabbana, dal 2013 in poi, hanno dato vita, con i loro spot e campagne pubblicitarie, ad una visione strabiliante ed immaginifica dello Stivale, sottolineando, in particolar modo, la bellezza del Meridione con il suo mare, la sua pasta, i gelati artigianali, le raffigurazioni sacre, le tradizioni, ma anche la natura rigogliosa e il suo “potere” bucolico. Per questo abbiamo pensato di realizzare uno shooting professionale che potesse raccontare qualcosa di importante: in chiave “reportage fashion street” e “beach wear”, un gruppo di fotografi professionisti (Massimo Ruvio, Mario Vitolo, Fernando Vecchini, Luigi Carbonaro, Marco De Leo, Daniela Citto, Checco De Tullio) scatteranno istantanee alle modelle che interpreteranno lo spot, sullo sfondo dello splendido mare di Vieste e di alcuni degli scorci più belli del Gargano. Non solo. Le modelle cercheranno di coinvolgere la gente del posto a diventare protagonista dello shooting fotografico, invitando bagnanti, pescatori, bambini, passanti, a partecipare come modelli allo spot pubblicitario. Non si tratterà, quindi, di una copia della campagna pubblicitaria dei due stilisti internazionali, ma piuttosto di una nostra interpretazione, sempre con l’obiettivo di celebrare l’originalità e il fascino della cultura italiana, attraverso le bellezze del Gargano e della sua gente”.

Protagoniste dello spot saranno le modelle Loredana Stefhanie Evangelista, Silvia Paola Possidente, Mariamichela Sarcinelli, Melissa Salvemini, Mircea Moldovan, Silvana Sibilano, tutte professioniste, coadiuvate dai fashion designer Luciano Lapadula, storico della moda e Magda Palazzi dell’atelier “Miss Monroe Clothing”, oltre che dalla stylist Letizia Piarulli. Ad occuparsi del make-up delle modelle sarà l’Accademia del Trucco di Foggia, mentre delle acconciature l’hair styling Mirella Fusaro.

“Giocheremo con i meravigliosi colori della natura, sull’incantevole Gargano, nella piccola cittadina di Vieste, valorizzando le tradizioni, il mare e le attività del posto attraverso l’estemporaneità degli abiti, dei trucchi, degli stili. Cercheremo di catturare attimi speciali con le nostre immagini, promuovendo il territorio italiano e la sua bellezza, attraverso l’esaltazione della creatività che ci ha sempre distinto in tutto il Mondo – conclude Arcano - . Ringrazio per la collaborazione tutti i protagonisti di questo shooting fotografico: in particolar modo Marco Carmassi, special guest, fotografo free lance di “National Geographic”. Ma ringrazio anche Vito Luisi, che sarà insieme a me, il fotografo ufficiale della manifestazione; grazie anche a Mary Littlebells, fashion and travels blogger, per la preziosa collaborazione”.

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Il 2 Giugno Mark e Willemijn, due sposini olandesi hanno pronunciato il loro sì a Mattinata, appena il giorno prima è stata la volta di Antoine e Vanessa, a Peschici, peschiano di origine lui, canadese lei, sono volati a in Italia con circa 30 invitati al seguito per celebrare il rito religioso nella chiesa del paese. Il Gargano come destination wedding per gli ospiti stranieri? “L’idea ci piace e molto” a fare questa affermazione è Iginio Ventura, titolare della storica Gelateria Pina Gel, che dal 2015 ha ampliato l’attività con l’acquisto di una Gelateria on the road su Ape Piaggio, servizio molto richiesto per queste occasioni. “Di solito sono le wedding planner a contattarci” continua Iginio “ricercano idee originali e prodotti di qualità da proporre ai loro clienti soprattutto se stranieri, grandi estimatori del gelato artigianale italiano”. Antiche ville e masserie con uliveti a perdita d’occhio, sono ormai cifra distintiva per l’intera Puglia, ed il Gargano, con il suo connubio di ambienti rurali e costieri può trasformarsi senza dubbio alcuno in una wedding destination d’eccellenza.

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Il gruppo folkloristico di Vieste Pizzeche & Muzzeche di Vieste si prepara ancora una volta ad organizzare un altro evento magico in un' atmosfera estiva da non perdere, un appuntamento ormai consolidato e voluto giunto all' 8° edizione, stiamo parlando della "notte della tarantella".
Un festival di musica popolare interamente ideato ed organizzato dalla nostra associazione con lo scopo di valorizzare la musica tradizionale garganica.
Lo spettacolo si svolgerà nella splendida piazza di Marina Piccola il 17 luglio, ci saranno ospiti che si caratterizzano sia per bravura che per passione ed é per questo che siete tutti invitati a lasciarvi trascinare dai coinvolgenti ritmi della nostra terra.
Vi terremo aggiornati, a breve sarà disponibile l'intero programma della serata.

I PIZZECHE & MUZZECHE

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Succede agli uomini, succede alle cose, finire la propria esistenza senza avere avuto una storia.
Ho assistito in questi giorni alla fase di demolizione del "Vecchio Mercato" coperto, vecchio ancora prima di essere destinato alla funzione per cui è nato e che mai "mercato" è stato.
Era da anni lì, abbandonato, esposto all'incuria del tempo in attesa che venisse utilizzato in qualche modo, che gli venisse data una funzione pubblica utile alla popolazione. Tante idee, tanti progetti, ma niente! Non riusciva ad avere una storia il "Vecchio Mercato". Sembrava essere destinato all'oblio che accomuna le tante cattedrali nel deserto sparse su tutto il territorio del Paese Italia, dimenticato volontariamente dagli uomini fino a diventarne addirittura una vergogna.
"Non è un bel biglietto da visita per un paese che vive di turismo", si diceva. Insomma da orgoglio, all'abbandono, a vergogna, attraverso lunghi anni di deriva mentale dei suoi ideatori.
Era pensiero comune : "È stato costruito male, con materiali di pessima qualità, andrà giù come un gigante di cartone ai primi colpi", e invece lo vedo resistere, opporsi alla forza dilaniante delle fauci di due "tirannosauro" meccanici che strappano a pezzi la sostanza della sua struttura. È come se volesse opporsi alla sua inesorabile fine il "Vecchio".
Eppure è successo qualcosa che mi ha fatto capire che quel "Vecchio Mercato'' una storia l' ha avuta e, a pensarci bene, anche bella. Negli ultimi anni alcune famiglie di senza tetto hanno occupato quei locali, hanno adibito il" Vecchio Gigante" a loro abitazione. Certo nell'insieme non era bello a vedersi ma vi posso assicurare che il "Vecchio" si era uniformato benissimo a quella gente che come "lui" era stata dimenticata. Era diventato la testimonianza di una precarietà che si voleva non vedere, non considerare, una contraddizione per una società "solo" economicamente sviluppata.
Vivevano in simbiosi, le famiglie e il "Vecchio", anzi, finalmente serviva a qualcosa, aveva una STORIA, uno scopo, una finalità. Non importa quanto abusiva poteva essere quella situazione, ma vi posso garantire (per quel poco di esperienza che ho nel campo delle costruzioni anche pubbliche) che è stata una delle strutture più vitali che io abbia mai visto.
Vi sono nati dei bambini lì dentro e cresciuti scorrazzando felici nello spazio intorno. Signore e giovani donne che uscivano al mattino presto per svolgere un lavoro più precario della loro precarietà o che tornavano da qualche incombenza svolta in centro. E c'era pure Biasimo che ogni volta che mi vedeva affacciato al balcone voleva regalarmi uno dei tanti cardellini che allevava in casa.
Molti di loro erano lì l'altro giorno, assistevano muti alla lotta che il "Vecchio" stava sostenendo, si sentivano partecipi a quello sforzo di resistenza, si intuiva dai loro sguardi. Vi ha abitato per alcuni anni il vecchio Giacomo ed aveva messo su anche un piccolo commercio di ferri vecchi, con lo sguardo fisso e la sigaretta tra le labbra assisteva tra lo sgomento e la malinconia; e c'era il suo cane Rocky che alternava lo sguardo tra il suo padrone e la sua ex casa che non c'era più - forse cercava risposte a quello strano comportamento degli esseri umani. C"erano i bambini che, agitati, indicavano alle mamme le loro camerette sventare e che riconoscevano per i colori vivaci delle pareti che avevano rappresentato il luogo dove prendevano forma le loro fantasie. C'erano i loro ricordi e quelli, per loro, conteranno e rimarranno indelebili nella loro memoria ad indicare un periodo della loro infanzia. Per i bambini, si sa, per la loro innata resilienza, l'amore e la libertà contano più della precarietà. Era straordinario e struggente vedere quella gente, quello che saltava agli occhi era il legame che avevano consolidato negli anni con quel luogo; il "Vecchio Mercato" possedeva un'anima avendola carpita a quegli esseri umani nel corso della loro esistenza tra quelle mura.
Mi dicono che è stato venduto a una società che vi costruirà una struttura commerciale alla quale sarà annessa un'area attrezzata a parcheggio e che finalmente la zona sarà bonificata ed acquisterà un aspetto dignitoso, i proventi della sua vendita andranno a coprire parte del debito che la nostra comunità ha accumulato negli anni. (!)
VUOI VEDERE CHE IL "VECCHIO MERCATO" OLTRE AD AVERE AVUTO UNA STORIA, UN'ANIMA, È ANCHE DIVENTATO UN EROE?
È si! Perché è considerato '' eroe" colui che si è sacrificato per il bene comune - e più sacrificato di così!!
Gli uomini, come le cose, hanno un principio e una fine, quello che conta è LA STORIA che c'è nel mezzo.

Gaetano Manfredi

Per ulteriori info, orientamento e azioni di rivalsa, ci si può rivolgere alla sede provinciale dell’Adoc Foggia (via Fiume 38-40/c) dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 18

“A partire dal 20 maggio scorso, grazie al recepimento della nuova direttiva UE n. 2014/45 con il Dm 214/2017, è entrato in vigore il nuovo sistema di revisione delle auto, mirato a dare più sicurezza agli automobilisti e a prevenire eventuali frodi a danno dei consumatori. La novità sostanziale è un nuovo certificato di revisione per tutti i veicoli a motore. Un attestato in forma cartacea, che sarà rilasciato da officine e centri autorizzati in seguito al controllo tecnico. Su di esso verranno riportati i chilometri percorsi e una valutazione complessiva sul mezzo”.
A precisarlo, la segreteria di Adoc Foggia che aggiunge: “I controlli diventeranno quindi più rigidi e severi, proprio allo scopo di garantire maggiore sicurezza sullo stato del veicolo. Al termine di ogni procedura di revisione, l’ACI e la Motorizzazione Civile dovranno obbligatoriamente rilasciare al proprietario del veicolo il documento che certifica l’avvenuta revisione, il “certificato di revisione”.
Nel certificato di revisione dovranno essere annotati i seguenti dati:
• Numero di identificazione del veicolo;
• Targa del veicolo e simbolo dello stato di immatricolazione;
• Luogo e data di revisione;
• Lettura del contachilometri al momento del controllo;
• Categoria del veicolo;
• Carenze individuate e livello di gravità;
• Risultato del controllo tecnico;
• Data del successivo controllo tecnico o scadenza del certificato di revisione;
• Nome di chi ha provveduto ad espletare le verifiche, firma o dati identificativi dell’ispettore responsabile del controllo
Il personale tecnico dovrà consegnare e annotare l’esito dei controlli effettuati e dei chilometri effettivi. Tutti questi dati saranno poi registrati sul Portale dell’automobilista. Il nuovo certificato di revisione conterrà i dati di tutte le prove svolte, con il corrispondente valore riscontrato e il range ammesso, che saranno anche trasmessi al Ministero Infrastrutture e Trasporti”.
Per Adoc Foggia, la novità più importante è “l’obbligo di segnalare i chilometri effettivamente percorsi dal veicolo. Un intervento anti frode, mirato a smascherare chi prova a manomettere il contachilometri al fine di rivendere a prezzi elevati auto vecchie. Una truffa vera e propria che va a gravare sulla sicurezza e sul portafoglio degli acquirenti. Viene istituita inoltre una responsabilità per il proprietario dell’auto, che diventa ora il garante dello stato della sua vettura, anche in caso di manomissioni”.
Per ulteriori info, orientamento e azioni di rivalsa, ci si può rivolgere alla sede provinciale dell’Adoc Foggia (via Fiume 38-40/c) dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 18.

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Dichiaro da ogni atto di aver ricevuto da pietro Panella di questa terra d'Ischitella esattore di una porzione del libro di catasto ducati 30 e detti sono al conto di quello il medesimo non dovendo a questa regia Università per il debito che lo stesso deve eseguire ai diversi creditori fiscalari per detto terzo di Agosto di questo corrente anno 1757 Onde a cautela ho scritto e detta la presente di mia propria mano.Ischitella 4 novembre 1757 .
Detto 30 g.
Giuseppe Carpentieri.
Don Tomaso Agricola testimone.
Pasquale de Grazia testimone.

Giuseppe Laganella.

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