Articoli filtrati per data: Domenica, 10 Giugno 2018 - Ondaradio - Tra le vie della città Gargano

Venerdì 8 giugno con una cerimonia nel Castello Svevo di Vieste, a Tano Grasso è stata conferita la cittadinanza onoraria per il suo impegno, tra l’altro, per la nascita a Vieste dell’Associazione Antiracket. Per questa occasione Tano Grasso ha concesso in esclusiva ad Ondaradio un’ampia intervista (suddivisa in tre parti) in cui ha ricostruito i suoi primi contatti con Vieste per le vicende del racket, il percorso per la nascita dell’Associazione Antiracket, le difficoltà ed i risultati ottenuti e le prospettive future.

In questa prima parte Tano Grasso ricorda i primi incontri con gli imprenditori viestani taglieggiati dal racket e come si è arrivati a costituire a Vieste l’Associazione Antiracket ora diventato un modello a livello nazionale.

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“La lotta al racket, e con essa alla criminalità organizzata, non può e non deve avere vessilli politici, bensì deve essere principio fondante ed imprescindibile dell’azione politica di ogni Amministrazione che abbia realmente a cuore il futuro dei viestani.
Tano Grasso rappresenta una risorsa inestimabile per l’intera comunità viestana, per la Puglia e per l’intero Mezzogiorno”. Dopo la cerimonia per il conferimento della cittadinanza onoraria a Tano Grasso il sindaco di Vieste Giuseppe Nobiletti ha diffuso sui social un ampio commento all’evento.

“Il riconoscimento della cittadinanza onoraria al dott. Grasso non intende essere esclusivamente un pubblico atto di profonda e meritata riconoscenza, - continua nel commento Nobiletti - ma acquisisce un evidente valore simbolico: vuole essere, in un frangente delicatissimo per la nostra comunità, un segnale pubblico ed inequivocabile di contrasto granitico alla criminalità organizzata. L’assenza di alcuni membri dell’opposizione, in momenti così importanti per la nostra città, è un’assenza che mestamente rimbomba. Li ricordiamo nitidamente, durante la campagna elettorale, seduti fra le primissime file ai convegni organizzati dal dott. Grasso, smaniosi di poter scattare quella foto preziosa da ripostare il prima possibile su Facebook, quasi a voler dire “Sappiate tutti che io c’ero, sono con l’espressione compiaciuta a sinistra di Tano”. Già, ma quella è tutta altra storia: è il consueto, patetico, ipocrita ballo in maschera che è campagna elettorale...”.

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A distanza di due anni la Questura di Foggia, rilancia lo slogan “Non siete soli #chiamatecisempre” L’esigenza nasce dalla necessità di sensibilizzare ulteriormente gli anziani, che oggi giorno sono sempre più esposti a inganni e raggiri da parte di persone senza scrupoli che con una scusa si introducono nelle abitazioni dei medesimi.

A tal fine, si ripropongono gli spot prodotti ad hoc dalla Polizia di Stato, che lanciano un semplice e preciso messaggio agli anziani: diffidate degli estranei e chiamate la Polizia.

Si stanno registrando diversi casi in cui gli anziani vengono avvicinati e raggirati, pertanto con questa comunicazione si intende sensibilizzare oltre i diretti interessati, i parenti prossimi degli anziani a istruire i propri cari a non aprire la porta a sconosciuti e a chiudere la conversazione telefonica quando contattati da persone estranee e tanto più se avvicinati da persone sconosciute  per strada di allertare subito  la Polizia, che se chiamata per tempo può intervenire ed identificare i malintenzionati, in modo da evitare la consumazione del reato di truffa.

La casistica è infinita. Tra le truffe più ricorrenti ci sono quelle in abitazione che iniziano sempre con una scusa per entrare in casa: controllo del gas, lettura della luce, consegna di un pacco o, addirittura.  Di recente è risaltata sulla cronaca, la notizia di truffatori presentatisi come poliziotti. In questa circostanza si consiglia prima di aprire la porta, di verificare con una telefonata al 113 la veridicità di quanto affermato.

In strada gli anziani vengono avvicinati in prossimità delle banche o degli uffici postali dopo aver ritirato denaro oppure vicino casa da sconosciuti che si fingono conoscenti di vecchia data, i quali, con modi gentili, si fanno invitare a casa per svuotarla dei preziosi.

Una terza tipologia è la telefonata di un falso parente o di un falso amico di un familiare che richiede soldi preannunciando l’arrivo di un incaricato per il ritiro, oppure la richiesta di soldi dovuta all’impellente  necessità  di portarli ad un figlio/nipote perché coinvolto in un incidente stradale.

In tutti questi casi, “Non siete soli…#chiamatecisempre”.

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Emilio Artemisio è un carabiniere di stanza a Monte S. Angelo nel 1862. Praticamente fa parte di un esercito di occupazione che tenta di opporsi ad un guerra civile cruenta e violenta che contadini e soldati renitenti combattono senza tregua. Il 28 maggio 1862, in una relazione al proprio comando, Artemisio descrive i comportamenti, le usanze, i rituali dei pellegrini che giungono numerosi alla grotta di San Michele.

Dalla relazione emergono chiaramente gli ordini ricevuti: perquisire tutti i “romei” in modo da stanare quelli che portano armi e viveri per “briganti sbandati”, che probabilmente sono soldati borbonici che rifiutano il giuramento al nuovo re e giovani soldati renitenti alla leva del 1861. Difficile per i carabinieri venuti dal Nord «fare distinzione tra gli animali e questi esseri, sporchi, cenciosi e con un linguaggio difficile da capire e che i nostri militi riusciano a comprendere solo con i gesti e con la forza delle armi che incutea paura». Per i militi è davvero penoso perquisire «quelli esseri che dir umani è cosa da poco», eppure – ammette Artemisio – per fortuna sono “molto docili” e nessuno fa resistenza.

I pellegrini arrivano stanchi, ma cantando, dagli Abruzzi, dal Sannio, dal Molise, dalla Ciociaria, dall’Irpinia, dalla Lucania e dalle Murge, con una croce in testa al gruppo, percorrendo sia la strada che sale da Manfredonia sia quella che proviene da Valle Carbonara.

Artemisio è esterrefatto, mai avrebbe immaginato tanta gente recarsi per intere settimane in un luogo di culto. Ha visitato una sola volta la chiesa e gli è parso di essere ad una fiera dove tutto è permesso: «… questi esseri della preistoria si comportano in questa grotta come a casa… Chi striscia a terra, chi urla, chi ti pigia per passare, chi allatta, chi segna i muri… ». Se in un primo momento Artemisio si lascia andare alla constatazione che sembrano tutte brave persone (la perquisizione non ha ottenuto gli effetti desiderati), poi prevalgono i pregiudizi e i luoghi comuni con parole che feriscono ancora a distanza di 156 anni:

«Tutti sono briganti ognuno porta un fazzoletto al collo. Qui c’è da fare l’Italia, bisognerebbe ucciderne uno sì e l’altro pure perché o sono briganti o sono fiancheggiatori oppure sono essere trogloditi della preistoria che andrebbero ricacciati nelle terre lontane e non certamente sul suolo patrio dell’Italia. Mi chiedo perché dobbiamo rispettare la legge con questi esseri manipolati da preti e borbonici… ».

Dalla relazione emerge chiaramente, aspetto non secondario, l’assoluta incomunicabilità tra un Nord e un Sud, uniti solo dalla forza. Un’incomunicabilità che non risiede nelle semplici barriere linguistiche, ma che è il risultato di culture e tradizioni popolari totalmente divergenti e che comportano interpretazioni falsate fonte di equivoci, sospetti, dubbi, che non favoriscono sicuramente i rapporti tra i militari venuti dal nord e i contadini che non conoscono altro luogo che la propria terra.

Gli stessi termini «libertà» e «giustizia sociale» assumevano significati diversi, spesso addirittura decisamente contrastanti. Per cui il cambiamento politico promesso ma non attuato dai garibaldini, aveva già alzato nel maggio del 1862 una barriera invalicabile, finendo per scatenare, in assenza di qualsiasi altro possibilità di dialogo, una cruenta e prolungata guerra civile.

Un dialogo che era diventato ancora più improbabile quando ai garibaldini era subentrato l’Esercito Regio Sabaudo, i cui ufficiali, appartenenti spesso alla stessa classe sociale aristocratica e borghese dei possidenti terrieri meridionali, nutrivano un disprezzo classista nei riguardi dei cosiddetti «cafoni».

Nelle delusioni subite dai contadini e dai braccianti, un ruolo determinante ebbero i provvedimenti malauguratamente solo contingenti che erano serviti a Giuseppe Garibaldi solo al fine di promuovere una leva di massa per proseguire le operazioni militari e occupare velocemente l’intera isola. Infatti, il dittatore Garibaldi, dopo la conquista di Palermo, aveva emesso diversi decreti che avevano determinato l' eliminazione dei dazi e della odiata tassa sul macinato, la negazione di privilegi quali il titolo di eccellenza e il baciamano, i criteri per la ripartizione delle terre demaniali, l'elargizione dei beni comunali, il ripristino degli usi civici a favore dei contadini che si rendevano disponibili all’arruolamento e al combattimento contro le truppe borboniche. L’ idillio tra i contadini e i garibaldini non era durato a lungo, perché vennero attuate solo le riforme concordate con la borghesia, soprattutto non venne attuata nessuna riforma agraria.

I contadini in armi spesso avevano occupato demani comunali e latifondi usurpati, saccheggiando, distruggendo, requisendo le proprietà dei possidenti.

Quando Nino Bixio fu incaricato di reprimere con forza e violenza i moti contadini nei dintorni dell’Etna, fu chiaro come la conciliazione tra le pretese dei “galantuomini” e le rivendicazioni dei contadini fosse impossibile: gli steccati ideologici e culturali, gli odi consolidati, i rancori secolari avevano già avuto il sopravvento. Da quel momento le rivolte iniziarono ad essere per lo più spontanee, legate alle misere condizioni in cui i contadini erano costretti. Subito dopo cominciarono ad essere fortemente sostenute e strumentalizzate dalla reazione borbonica e stimolate dalla tolleranza interessata dello Stato Pontificio, qualificandosi quindi come reazionarie.

L’occupazione militare del Sud da parte dell’Esercito Regio, parte di una storia ancora non condivisa in Italia, fu duramente contestata nel Parlamento inglese, nonostante fosse stata l’Inghilterra ad ottenere i maggiori vantaggi economici e politici dalla fine del Regno delle Due Sicilie.

Infatti, alcuni deputati inglesi accusarono il primo ministro Henry John Temple, noto come Lord Palmerston, di aver consentito al Piemonte di depredare e massacrare il Regno delle Due Sicilie. In particolare, il deputato Pope Hennessy parlò di ritorsioni terroristiche dei piemontesi per aver smantellato alcuni impianti industriali, requisiti per essere poi trasportati al Nord. Inoltre, sempre Hennessy, accusò l'esecutivo inglese di aver favorito l'aggressione di uno stato indipendente, non in guerra, commettendo gravi infrazioni alle leggi della nazione e a quelle del diritto internazionale. Il deputato Henry Lennox, da parte sua, accusò l'esecutivo di aver favorito la sostituzione del dispotismo borbonico con lo pseudo-liberalismo di Vittorio Emanuele II, che aveva portato il Sud ad un vero e proprio regno del terrore con epurazioni di massa del personale amministrativo, arresti arbitrari, inquisizione poliziesca con migliaia di persone imprigionate senza accuse e senza processi, oltre alla totale censura della stampa non allineata alla volontà piemontese.

E furono gli stessi inglesi a parlare dei massacri e degli eccidi, così come tutte le diplomazie europee. Molti documenti sono andati distrutti ad arte o occultati, ma è proprio attraverso i documenti diplomatici inglesi, francesi, prussiani, austriaci e russi che possiamo oggi ricostruire questo lato oscuro della nostra storia.

 

Di Carlo Michele Eugenio

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Si terrà domenica 17 giugno a Cagnano la 14° Maratona e la 6° UltraMaratona del Gargano, tradizionali appuntamenti per gli amanti delle lunghe distanze, che annualmente si ritrovano nel centro garganico per onorare una gara fisicamente impegnativa ma emozionante per il panorama e l’accoglienza riservata agli atleti e ai loro accompagnatori. In programma la 50 km e la maratona alle quali si affiancano la mezza maratona e la 10 km, fortemente volute da Pasquale Giuliani, ideatore e organizzatore della manifestazione per coinvolgere il maggior numero di persone in quella che sta diventando sempre più una festa di inizio estate per i podisti di tutta Italia e per le loro famiglie.

A testimonianza del gradimento del percorso, della qualità dell'organizzazione è il riconoscimento attribuito dalla UISP (Unione Italiana Sport per Tutti) al GS Stracagnano, società organizzatrice della gara insieme alla Parrocchia Santa Maria della Pietà e alla ProLoco di Cagnano Varano, che ha scelto questa manifestazione per assegnare il titolo italiano di maratona. Importante per la riuscita della manifestazione è il contributo del Coordinamento Provinciale della Protezione Civile, della Croce Rossa di Sannincandro  Garganico, del Gruppo Volontari del Soccorso di Cagnano Varano. La manifestazione è patrocinata dal Comune di Cagnano Varano e fortemente sostenuta dal Parco Naturale del Gargano, come ulteriore riconoscimento della vocazione turistico-promozionale della gara. 

Confermato il percorso tradizionale, grazie alla collaborazione con l’Atletico Sannicandro Garganico, le gare si svolgeranno sulla strada che collega i comuni di Cagnano e Sannicandro, dove è previsto il giro di boa per le gare più lunghe.

L'edizione 2018 presenta la novità del cambio orario della partenza, dal primo pomeriggio del sabato che regalava ai podisti la bellezza del tramonto garganico alla partenza mattiniera, alle 8:30, sicuramente entusiasmante ed egualmente ricca di colore ed emozioni. Come tradizione dopo la gara, nello spazio antistante l’oratorio della Parrocchia delle Grazie ci sarà il pasta party, per gli atleti e le famiglie.

Per informazioni e comunicazioni www.maratonadelgargano.it

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Un gattino ferito ai margini della Strada Statale 89, vittima di un investimento stradale, che sarebbe morto se non fosse stato salvato dagli Agenti della Polizia Stradale di Vieste. E' accaduto nel pomeriggio di sabato 9 giugno. Mentre la Pattuglia Polstrada perlustrava la S.S. 89, nei pressi del chilometro 163 + 300, notava sul ciglio della strada un piccolo gatto ferito e spaventato, il quale presentava evidente perdita ematica dal muso e dall’occhio destro, la pattuglia Polstrada arrestava la marcia e per mettere l'animale in sicurezza, i poliziotti, hanno rallentato il traffico e mentre uno gli faceva da scudo con l'auto, l'altro è sceso e lo ha raggiunto a piedi. L'agente ha prima accarezzato e poi preso in braccio il gattino, successivamente è stato trasportato presso l’ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali) di Manfredonia ove i veterinari hanno provveduto alle cure del caso. L'animale sta meglio.

Continua l’impegno della Polizia Stradale di Vieste, a tutela degli animali, in pericolo di finire sotto le ruote dei veicoli in transito.

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I Carabinieri della Tenenza di Vieste, nel centro storico del comune, nel corso di un servizio condotto unitamente al personale della CIO “Puglia”, hanno tratto in arresto il 54enne pluripregiudicato Pasqualino Carpano, detto Maradona.

L’uomo, arrestato lo scorso 9 maggio nel corso di un ampio servizio a largo raggio dagli stessi uomini dell’Arma per spaccio di sostanza stupefacente ed inizialmente condotto i carcere, a seguito di convalida era poi stato posto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione di Vieste.

E’ stato sorpreso all’esterno del luogo dove deve espiare la misura, motivo per il quale, al termine delle formalità, è stato dichiarato in stato di arresto e tradotto nel carcere di Foggia.

Tratto in arresto anche il pluripregiudicato 61enne Emilio Santoro, sottoposto, su provvedimento dell’Autorità Giudiziaria, alla misura detentiva domiciliare.

Resosi responsabile nel tempo di svariati gravi reati, l’uomo è oggi chiamato a rispondere di un’evasione commessa a Vieste nel 2008, a causa della quale, con provvedimento emesso gli ultimi giorni dalla Procura della Repubblica di Foggia – Ufficio Esecuzioni Penali, deve espiare una pena residua definitiva pari a sei mesi di reclusione.

Al termine delle formalità, Emilio Santoro è stato ristretto presso la propria abitazione a disposizione dell’Autorità Giudiziaria mandante.

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Dopo una stagione e mezza, Antonio Compierchio saluta l'Atletico Vieste per accasarsi nelle Marche, precisamente alla Civitanovese, compagine di Promozione. Ad annunciare l'addio lo stesso Compierchio, con un post sul proprio profilo Facebook. Atletico che rimane dunque privo di un'importante pedina, anche se i continui infortuni, durante la scorsa stagione, hanno limitato le prestazioni del giocatore che, di certo, lascerà un ottimo ricordo tra i tifosi viestani. In ogni caso la società è già al lavoro anche sul fronte mercato per regalare i giusti innesti al confermato mister Francesco Bonetti in vista della prossima stagione. Attese novità nelle prossime settimane.

Ignazio Silvestri 

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 “Il Premio Industria Felix si rivela importante sotto due aspetti: l'occasione di mettere in evidenza le eccellenze della imprenditoria pugliese che ci sono e sono motivo di orgoglio e la possibilità di far conoscere tale realtà anche fuori dai confini regionali pugliesi. E questo grazie alle edizioni del premio, ideato da un pugliese, tenutesi nelle altre regioni”. Lo dichiara il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano in occasione della presentazione del Report Industria Felix/Cerved, secondo il quale le Pmi pugliesi fatturano di più rispetto ai livelli pre-crisi. “I dati analizzati da industria Felix sulla base dei bilanci forniti da Cerved - dichiara l’assessore Sebastiano Leo - una delle principali agenzie di rating in Europa, fotografano una regione performante attenta ai processi di sviluppo, che in molti casi si sono potuti concretizzare anche  per effetto delle politiche a favore delle imprese messe in campo dalla regione Puglia attraverso l’utilizzo dei fondi comunitari”.

 “È sempre un piacere incontrare gli imprenditori che tengono alta la bandiera della Puglia - dichiara l’assessore Loredana Capone - soprattutto le piccole e medie imprese che hanno fatto più fatica a combattere la crisi e ora cominciano a raccogliere i frutti del loro impegno. Le imprese pugliesi  infatti nel 2016 sono cresciute. Secondo il Cerved sono cresciute  più della media nazionale:  +3,9 % e noi siamo orgogliosi dei risultati raggiunti con tanti sacrifici di tutti, imprenditori e lavoratori. Abbiamo stimolato e accompagnato questa crescita, anche con un importante sistema di incentivi, confidando sul fatto che con ricerca, innovazione e internazionalizzazione aumenti la competitività di tutto il sistema economico e migliorino le condizioni sociali. E ho il piacere di ringraziare tutti coloro, pugliesi e di altri territori, che hanno creduto nella nostra Regione”.

 Il presidente e fondatore del Premio Industria Felix è il giornalista  Michele Montemurro.

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Sono in quattro a sfidare il sindaco uscente Franco Tavaglione: in campo due avvocati - Memo Afferrante (lista “Uniti verso il Futuro”) e Giuseppe Falcone (lista “Pe­schici ai peschiciani”), una donna - la 38enne Anna Rita Delli Muti Cista “Peschici nel cuo­re”) e Francesco Piracci candidato sindaco del­la lista “Cambia Peschici”, composta quasi tut­ta da ragazzi “under 30”. Oggi l’elettorato si esprimerà nel segreto delle urne per scegliere da chi farsi governare per il prossimo quin­quennio (2018-2023). La scorsa volta, nel maggio 2013, Tavaglione vinse alla testa della lista ci­vica “Progetto per Peschici” che incassò 1.581 voti (57,03%) sorpassando di gran lunga la ci­vica “Città Nuova” del candidato sindaco Do­menico Mazzone (978 voti pari al 35,28%) e “Nuova Peschici” di Antonio Guerra (213 voti pari al 7,68%). Cinque anni dopo gli aspiranti sono cinque. Gli esperti locali vaticinano un “testa a testa” tra Tavaglione e Afferrante. Si vedrà. Per le comunali 2018 a Peschici ecco le liste e i candidati sindaco. La lista “Uniti verso il futuro” a sostegno del candidato sindaco Me­mo Afferrante: Lino Marino, Mario Libero Dì Miscia, Mimi Costante, Bobbo Caputo, Rocco Elia Ricci, Matteo Masella, Giovanni Vecera, Antonella Lamonica, Francesca Cilenti, Rosa Quagliano, Domenico Marino, Michele Antonio Tossetta. La lista “Peschici nel cuore” a sostegno del candidato sindaco Anna Rita Delli Muti: Antonio Guerra, Chiara Fasanella, Ma­rino Cassio, Maria Giuseppina Mastromatteo, Alhan Martella, Alessia Tossetta, Francesco Canestrate, Graziella Vecera, Giuseppina Sal­ami, Maria Rosaria D’Ambrosio, Domenico Di Milo, Massimo Biscotti. La lista “Progetto Pe­schici” a sostegno del candidato sindaco Fran­cesco Tavaglione: Salvatore D’Arenzo, Nicola Martella, Rocco Vecera, Nicola Bruno Tardivo, Luca Domenico Esposito, Domenico D’Amato, Giovanna Costantino, Maria Giovanna De Noia, Federica Talia, Jonathan Caputo, Lu­crezia Francesca Lagrande, Stefano Biscotti. La lista “Peschici ai peschiciani” a sostegno del candidato sindaco Giuseppe Falcone: Gianluigi Cofano, Antonella D’Amato, Elia D’Aprile det­to Elio, Rocco Elia Delli Muti, Vittoria De Nittis, Raffaele Di Iorio detto Lello D., Michele Marino, Matteo Elia Mastromarino detto Elio, Rossano Piacquadio, Antonietta Ranieri, Giusi Tati. La lista “Cambia Peschici” a sostegno del candidato sindaco Francesco Piracci: Nicola Àcerra, Giorgia Bonsanto, Simona Y ama, Mi­chele Trocano, Martina Tauber, Francesco Losito, Giuseppe Marino, Angelo Raffaele D’A­mato, Domenico Ottaviano, Carmine Talotti e Michele Eugenio Maggiano.

f.t.

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OLMO generico

Reporter della tua città

13 Agosto 2018 - 11:37:59

Reporter della Tua Città/ E’ vero i soldi non puzzano, ma le piazze e strade occupati da pizzerie o ristoranti?

Egregio Vigile sanitario che dovresti vigilare anche per le strade.. Egregio Medico Sanitario, Egregia ASL, Egregio vigile normale, Egregio Assessore alla Sanità, Egregi…

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