Articoli filtrati per data: Sabato, 12 Maggio 2018 - Ondaradio - Tra le vie della città Gargano

In questi mesi la gente si è avvicinata per discutere sulle cose da fare. Tale concretezza ha attirato l’entusiasmo di tanti, che in questo progetto vogliono investire competenze, passione e idee.
Abbiamo ascoltato la cittadinanza, abbiamo posto davanti a tutto i loro bisogni, il futuro del nostro Paese, le speranza dei giovani e delle loro famiglie. Il nostro unico interesse è creare delle possibilità concrete per andare incontro a queste esigenze, che sono di tutti.
Le aspettative del popolo hanno reso ancora più forte il senso di responsabilità nel restare insieme, resistendo ai tentativi di lusinghe e promesse che gli altri due competitori hanno rivolto alle nostre donne e uomini, con l’intento di spaccarci.
Invece arriviamo a questa tornata elettorale più uniti e vigorosi di quando siamo partiti e sarà un crescendo di entusiasmo e grinta. Il mondo alternativo all’attuale amministrazione ha trovato le ragioni dello stare insieme per lavorare ad un progetto vincente.
La nostra Vico sarà inclusiva, premierà chi vuole costruire, mediterà sulle critiche, condividerà le scelte. Non ci perderemo in malelingue, allusioni, ipocrisie, inconsistenze. Vico necessita di una svolta e non può permettersi di perdere tempo.
Vico merita un Palazzo comunale aperto alla cittadinanza, dove le decisioni siano prese in maniera trasparente. Il resto è propaganda.
Vico merita un servizio mensa di qualità per i nostri figli. Il resto è propaganda.
Vico merita un centro storico salvato dall’incuria e dall’approssimazione per farlo ritornare ad essere vivo. Il resto è propaganda.
Vico merita una agricoltura di qualità ed un’ambiente tutelato. Il resto è propaganda.
Vico merita spiagge pulite e attrezzate, servizi turistici moderni per far ritornare San Menaio e Calenella ai fasti che gli spettano. Il resto è propaganda.
Vico merita norme chiare che siano osservate da tutti e non solo dai più deboli. Il resto è propaganda.
Vico merita dei cittadini che possano lavorare in modo libero e non dei cittadini ricattati dal lavoro. Il resto è propaganda.
Vico merita pulizia e decoro, legalità, innovazione, arte, cultura, rispetto per le tradizioni, tutela dei nostri amici animali. Il resto è propaganda.
Vico merita servizi sanitari in grado di garantire assistenza per tutti. Il resto è propaganda.
Vico merita questo e tanto altro. Vico merita un progetto di sviluppo che l’attuale amministrazione non è riuscita ad imprimere e che non potrà mai esserci con la demagogia e le chiacchiere.
Il nostro progetto cammina insieme a tanti uomini e donne, che hanno raccolto idee innovative e che dal giorno dopo le elezioni potranno metterle in pratica in quanto conoscitori della realtà burocratica delle amministrazioni locali, regionali e ministeriali.
Gli uomini e le donne che hanno costruito il nostro progetto non sono solo i 12 candidati, ma una squadra di tante persone che in Michele Scaramuzzo hanno riconosciuto la guida ideale e autorevole, in grado di farci lavorare tutti in intesa per l’attuazione del nostro programma costruito attraverso gli incontri con i cittadini.
Siamo tutti uomini e donne che coerentemente si sono sempre posti in alternativa all’amministrazione Sementino. Con spirito di squadra abbiamo costruito l’unica proposta politica in campo valida, per far riconquistare la centralità garganica che Vico ha perso negli ultimi 5 anni.

Noi ci siamo.
#pervico

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I carabinieri della compagnia di Vico del Gargano hanno arrestato a Vieste, Claudio e Giovanni Iannoli, cugini di 42 e 32 anni. I due vicini al clan 'Perna', sono accusati di aver rubato due autovetture. I fatti risalgono allo scorso 8 aprile, quando i militari della stazione di Rodi Garganico avevano notato i due malfattori aggirarsi nei pressi di un’auto parcheggiata nelle vie del paese garganico, risultata poi essere stata asportata la notte precedente a Rimini.
Le indagini dei carabinieri di Rodi Garganico hanno consentito di ricostruire il percorso effettuato dall’autovettura, grazie al sistema satellitare che era installato sulla stessa. Le due auto sono state riconsegnate ai proprietari, mentre gli Iannoli sono stati sottoposti al regime degli arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni.

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L’impegno da parte del Comitato e del Clero,e da parte di tutti, è stato lungo ed estenuante, intriso questa volta di malinconia per la malattia e la morte dell’Arcivescovo Castoro. Ma il tempo è passato in fretta e anche la festività di questo anno 2018 è giunta al termine.
Su come sia andata questa festa, sui gradimenti o sulle immancabili lamentele, possiamo certamente affermare che abbiamo fatto il possibile per fare in modo che tutto si svolgesse nei migliori dei modi. Ma è chiaro che non sarà mai possibile poter accontentare una platea cosi vasta, perché ognuno ha un proprio modo di vedere. Da alcuni sondaggi però abbiamo notato gente soddisfatta per lo spettacolo canoro ( che ha coinvolto giovani e meno giovani), per le luminarie e per gli spettacoli pirotecnici, durante i quali il cielo si illuminava di luce che si rifletteva nel mare in un fantasmagorico miscuglio di colori. E questo per noi è certamente una grande soddisfazione che ci ripaga per i nostri sacrifici. Siamo ancora pronti ad affrontare i mesi che ci separano dalla festività del 2019 perché, nonostante tutto,il nostro è un entusiasmo che qualche volta si affievolisce ma non si spegne. Però avvertiamo forte il bisogno di avere il vostro continuo sostegno che, lo dobbiamo dire, troppe volte stenta a divenire forte.
Diciamo grazie, all'Arcivescovo Monsignor Domenico D'Ambrosio, a tutto il clero, ai cori che hanno animato tutte le novene e le celebrazioni Eucaristiche, alle Confraternite, alle bande cittadine, alle ragazze dei "Ritmi e nastri" della Parrocchia di Gesù Buon Pastore con l'associazione Proxima, alle bambine del "mondo che vorrei",al gruppo "pizzeche e muzzeche",a tutti coloro che si sono alternati nella manifestazione della "festa a Maria", alle Autorità Civili e Militari, alla Amministrazione Comunale, al Comando della Polizia Locale, a tutti i volontari che a titolo gratuito hanno dato il meglio di sè stesso, alle Redazioni delle emittenti televisive e radiofoniche di Vieste. Ma un grazie particolare lo dobbiamo alla Redazione di Gargano TV. Mai come stavolta le persone malate o impossibilitate hanno potuto godere di tutte le manifestazioni religiose in sintonia diretta. Grazie a chi, in forma silenziosa, ha donato la propria sofferenza per il grande tripudio dedicato a Santa Maria di Merino.Un grazie lo dobbiamo anche a Monsignor Michele Castoro, che sicuramente dal cielo ci ha guardato e benedetto.

IL COMITATO FESTIVITA’ DI SANTA MARIA DI MERINO

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«Per me la cucina, e la pasticceria in particolare, sono il modo più efficace che ho per esprimermi. Quando vedo un piatto bianco, vuoto, vedo la possibilità di trasformare le mie idee in qualcosa di concreto, di buono, che possa sorprendere e conquistare chi lo mangerà». Parla così Vincenzo Digifico, classe 1992, pugliese di Vieste, da un anno pastry chef del ristorante Miramar di Paco Pérez (due stelle Michelin e sono in molti a pronosticare la terza), a Llançà, nella parte più settentrionale della Catalogna, vicino al confine con la Francia. Esattamente a un anno dal suo arrivo in Spagna, lo abbiamo raggiunto per farci raccontare la sua storia. 

«La passione per la cucina è arrivata quando ero bambino - continua Digifico -. Forse anche per le mie origini meridionali, la mia famiglia si è sempre riunita nel momento in cui si doveva cucinare. Così posso dire di aver imparato guardando mia nonna e mia mamma e aiutandole sempre di più. Poi ho fatto l’alberghiero e ho iniziato il mio percorso».

Paco Pérez: oltre alle due stelle Michelin per il suo Miramar, lo chef catalano ne ha ricevute altre due per il ristorante Enoteca, all'interno dell'Hotel Arts di Barcelona, e una per il Cinco by Paco Pérez di Berlino. Inoltre dirige anche il ristorante Terra a S'Agarò, e i locali tematici Eggs, Royale e Bao Bar a Barcellona (rispettivamente dedicati a uova, burger e panini bao)

Quali sono state le tappe più importanti per la tua crescita?
La mia prima esperienza importante è stata con Sergio Mei, quando ancora guidava la cucina del Four Seasons di Milano: ci sono arrivato a 17 anni, appena finita la scuola, per uno stage. E lì poi mi sono fermato per un po’, anche perché Mei è stata la persona che mi ha fatto davvero capire che quello sarebbe stato il mio mestiere. Poi ho girato ancora molto, crescendo sia a livello professionale che caratteriale e umano: sono stato anche al Four Seasons di Firenze, con Vito Mollica, poi da Gianfranco Vissani e all’Armani di Milano con Gozzoli, quando abbiamo preso la stella. Proprio all’Armani è venuto da noi per un quattro mani Paco Pérez. Così l’ho conosciuto e poi, grazie allo chef Antonio Arcieri (per nove anni sous chef al Miramar e oggi chef del ristorante Terra a S’Agaró, sempre sotto la direzione di Pérez, ndr), ho avuto un contatto per andare a lavorare in Spagna da lui.

Conoscevi Pérez e la sua cucina?
Sì, ho sempre seguito molto la cucina d’autore a livello internazionale e ho sempre avuto un particolare interesse per Adrià, per i Roca, per Pérez appunto. E’ stato per questo che ho chiesto ad Arcieri di aiutarmi, perché avevo una grande curiosità di conoscere questo diverso approccio alla cucina. E così sono partito. Il 3 maggio del 2017.

Paco Pérez ti ha affidato la responsabilità di guidare la pasticceria del suo ristorante Miramar. Dopo un anno di lavoro in Spagna, come racconteresti le principali differenze tra l’approccio italiano e quello spagnolo alla pasticceria nei ristoranti di cucina d’autore?
La differenza principale tra le mie esperienze italiane e quella spagnola è una maggiore attenzione che veniva data in Italia all’estetica e al rigore di stampo francese nella creazione delle ricette. Qui in Spagna, invece, si va costantemente fuori dagli schemi: quello che conta è l’ingrediente, che va rispettato al massimo, ma poi la libertà è assoluta. Certamente siamo anche messi in condizione di lavorare al meglio grazie alle moltissime tecnologie all’avanguardia che abbiamo in cucina. Tutto questo mi ha fatto comprendere le infinite possibilità che ogni prodotto ci offre, ho imparato a vedere lo stesso ingrediente da migliaia di prospettive diverse: in Italia sicuramente mi mancava. 

E anche il tuo stile come pasticciere si è aggiornato, quindi, in base a questa visione?
Sì, prima il mio stile era decisamente francese, geometrico. Però con questa esperienza sto capendo come sia possibile trasmettere qualcosa di vero e importante anche solo con uno schizzo sul piatto. Quando devo creare un dessert da presentare allo chef, cerco sempre di partire dalla mia cosiddetta “piramide”: alla base di tutto ci sono la stagionalità e la materia prima, che devi assecondare nelle sue evoluzioni. Poi c'è la creatività emozionale, perché un dessert deve essere un'esperienza e deve raccontare una storia. Il percorso finisce con la fase di studio, con i disegni, la condivisione dei pensieri, il confronto. Io penso che anche in questo tipo di cucina avanguardista sia fondamentale attingere ai propri ricordi, non dimenticando le radici, la famiglia, ma soprattutto la terra e i suoi prodotti.

La tua terra è l’Italia, ma ora vivi e lavori in Spagna. Pensi di fermarti a lungo o hai altri progetti?
No, non penso di restare a lungo in Spagna. Ho progetti ambiziosi per il mio futuro, voglio ancora crescere tanto e affermarmi, anche se nel campo della pasticceria è ancora più difficile. Però voglio viaggiare, impegnarmi al massimo, fare altre esperienze in luoghi come Giappone e Australia, ma non posso nascondere che il desiderio di tornare in Italia è forte. 

Paco Pérez oggi è uno degli chef più stimati e importanti di Spagna: ci racconti questo cuoco con le tue parole?
E’ una persona davvero speciale, non lo dico per piaggeria. Tiene tantissimo al gruppo, al lavoro di squadra, e cerca sempre di spiegare a chi lavora con lui le sue idee, per aiutare tutti noi a essere maggiormente coinvolti. Non sempre è facile capire cosa abbia in testa, perché è veramente un visionario, un professionista all’avanguardia. Nel nostro menu degustazione c’è una grande attenzione ai prodotti del territorio, a dimostrazione del suo legame con questa terra. E’ anche un grande appassionato d’arte e infatti proponiamo tra gli altri un dessert che si chiama Pan de Dalì, in cui cerchiamo di riprodurre un’opera di Salvador Dalì che porta lo stesso titolo, come omaggio a un artista che Pérez ama intensamente. In Italia non è ancora molto conosciuto, ma io credo che chi verrà al Miramar a provare la sua cucina si renderà conto che sta al livello dei più grandi cuochi di Spagna, dai Roca fino ad Adrià.

Prima di salutarci, ci dici qual è il piatto più buono che hai mangiato al Miramar?
Direi proprio l’Arroz meloso de sepia y bogavante, il Risotto mieloso di seppia e astice. Ci sono tantissimi piatti straordinari che vengono creati in questa cucina, ma penso che questo classico del Miramar sia il più buono che abbia assaggiato.

Niccolò Vecchia (www.identitagolose.it)

 

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A distanza di oltre sessant’anni, lunedì scorso 7 maggio si sono ritrovati in un incontro conviviale per festeggiare l’imminente compleanno del loro maestro Matteo Siena, “giovane” novantenne il prossimo 30 maggio. Era l’anno scolastico 1955-1956 quando Matteo Siena si ritrovò con la sua prima classe, composta da ben 73 alunni. Per esigenze didattiche il folto gruppo di alunni fu diviso in due, con lezioni svolte su due turni, uno di mattina ed uno di pomeriggio. In questa occasione erano invece in sedici gli ex alunni intervenuti presso il ristorante “La Bella Napoli” per celebrare l’imminente compleanno e ricordare le vicende scolastiche e non di quegli anni. Dopo sessant’anni a rispondere “presente” all’appello c’era Michele Traya, Matteo Turillo, Donato Tomaiolo, Nunzio Trabaglio, Mario Pupillo, Vincenzo Sciarra, Gaetano Rignanese, Antonio Santoro, Gregorio Innangi, Antonio Guerra, Piero Munno, Franco Di Rodi, Francesco Vescera, Biagio Sicuro, Salvatore Di Santi, Michele Scano. A Matteo Siena è stata consegnata una targa ricordo, voluta dai suoi ex alunni che lo ricordano sempre come il loro “maestro”, non solo dal punto di vista scolastico ma anche per quello che ha saputo trasmettere dal punto di vista umano. Auguri maestro Matteo!

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Sarà l'Avvocato Domenico (detto Memo) Afferrante ad aprire ufficialmente la campagna elettorale, stasera alle ore 20.00 sul Corso principale di Peschici, con l'attesissimo pubblico comizio di presentazione dei candidati consiglieri e del programma, "Uniti Verso il Futuro" - Afferrante sindaco, in vista delle imminenti Amministrative.

La popolazione tutta è invitata a partecipare.

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L'abbiamo sentito e ripetuto tante volte: non si guida con il cellulare in mano. Ma forse non ci siamo mai fermati a pensare al fatto che smanettare con lo smartphone mentre si cammina è (quasi) altrettanto pericoloso.
È il fenomeno della distracted walking, la camminata distratta, che sta contribuendo a far crescere il numero degli incidenti stradali. Come negli Stati Uniti, dove tutte le categorie automobilisti, motociclisti, ciclisti vedono calare la probabilità di rimanere vittima di infortuni, tranne quella dei pedoni (+9% di incidenti mortali nel 2016).
Il problema è particolarmente attuale in Corea del Sud. Stando ai dati diffusi dal ministero dell'Interno di Seul, gli incidenti stradali dovuti all'uso dei telefonini sono raddoppiati negli ultimi 5 anni. Quasi in un caso su due sono coinvolti ragazzi sotto i 20 anni e la fascia oraria in cui si concentra il maggior numero di episodi è quella tra le 15 e le 17, quando gli studenti rigorosamente con lo smartphone in mano rientrano a casa da scuola. Così il governo si è inventato una soluzione radicale: un sistema che blocca i cellulari mentre si cammina. Dopo 5 passi fatti mentre si controllano i social o si mandano messaggi su WhatsApp, lo schermo smetterà di rispondere ai comandi. La funzione sarà inserita nell'app «Cyber Security Zone», che tutti i genitori devono installare per legge (primo caso al mondo) sui cellulari dei figli minori di 19 anni. Un'applicazione pensata per filtrare i contenuti ritenuti pericolosi, ma già ritirata dal mercato due volte perché vulnerabile agli attacchi hacker.
Il governo sudcoreano l'ha chiamato «sistema anti-smombies», dove il termine è una crasi tra «zombie» e «smartphone». «Speriamo che questo strumento possa ridurre gli incidenti causati dai cellulari tra i teenager», ha commentato la Commissione per le comunicazioni sudcoreana, come riporta l'agenzia di stampa locale Yonhap. È in cantiere una funzione analoga anche per gli adulti.
In Italia i dati sul fenomeno scarseggiano: ci si deve accontentare di sapere che i pedoni rimasti uccisi in incidenti stradali nel 2016 (ultimi dati Istat disponibili) sono stati 570, su un totale di 3.283 vittime, -5,3% rispetto al 2015.

Pubblicato in Società

La Protezione civile non chiude l’ipotesi di portare i Canadair al Gino Lisa, ma nell’attesa apre a una sperimentazione con i droni che dai primi di luglio sorveglieranno l’area garganica per prevenire gii incendi. La sperimentazione è stata annunciata nel corso di un tavolo tecnico all’Enac. Dopo il sopralluogo di aprile, il dipartimento nazionale scioglie la prima riserva: gli aerei antincendio a Foggia in base alla necessità. A luglio, invece, arriveranno i velivoli senza pilota.. Avranno compiti di monitoraggio dell’area garganica. Previsto un controllo quasi topografico a fini ambientali.

Pubblicato in Ambiente

Riunioni su riunioni. Affrettano i tempi i dirigenti della nuova società dell’Atletico Peschici che parteciperà al prossimo campionato di Terza categoria nata qualche settimana fa, anche perchè arriva la stagione estiva e per qualche mese tutto ruoterà intorno al turismo. Ed allora ecco la novità per creare entusiasmo: un mercato di grandi nomi per generare certezze. Non lascia nulla al caso, l’Atletico Peschici, nella pianificazione della nuova stagione sportiva. La giovane e ambiziosa società granata, ripartirà con uno spartito tutto nuovo da recitare visti i lunghi cinque anni di assenza del calcio a Pachici. A dirigere le operazioni, è il presidente Gianni Ranieri con Vincenzo Borgia, Leo Angelicchio e tutti i soci da Domenico Mastromatteo a Rocco Acerra, Francesco Mongelluzzi, Max Martella e Matteo Mastromatteo. Ad interpretare la parte, invece, ci sarà lo zoccolo duro del gruppo storico di calciatori peschiciani che in queste ultime stagioni hanno giocato nei paesi viciniori per cavalcare l’ambizione di una società che ha un solo leitmotiv: crescere. Non usa mezzi termini, Vincenzo Borgia nell’inquadrare la nuova annata: «Dovremo soffrire il meno possibile e disputare un buon campionato- ammette il dirigente Leo Angelicchio. La costruzione della rosa, la scelta del tecnico sarà fondamentale: credo che abbiamo tutto per fare bene». E l’altra sera la dirigenza si è riunita per fare il punto della situazione. Inutile dire che c’è grande entusiasmo tra gli sportivi del calcio locale. «Nei bar, lungo le strade non si parla d’altro - rimarca ancora Angehcchio – la gente non vede l’ora di vedere all’opera la squadrai lavorando sodo in questo periodo per poi farci trovare pronti a settembre». E in questi giorni potrebbe esserci la scelta del tecnico della prima squadra e dello staff del settore giovanile. Tanti i nomi sulla lista del presidente Gianni Ranieri. «Sono tanti i tecnici su cui abbiamo messo gli occhi - conclude il dirigente Leo Angelicchio - da queste parti ci sono tecnici qualificati, la scelta sarà davvero dura». Intanto si accodano gli sponsor che affiancheranno la società. Sulle magliette dell’Atletico Peschici comparirà sia la scritta “Costamarina” che quella del Gag (Gruppo Armatori Garganici) che programma le escursioni con le Navi veloci più belle del Gargano da Peschici alle Isole Tremiti.

Antonio Villani

Pubblicato in Sport
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BELLA NAPOLI

Reporter della tua città

23 Maggio 2018 - 09:23:01

Reporter della Tua Città/ A Vieste un palo dell'illuminazione pubblica aspetta da una settimana per essere rimosso.

Un palo dell'illuminazione pubblica in via Ferdinando Magellano è da una settimana che sta per cadere, cosa si aspetta a provvedere prima che cadendo possa procurare seri danni ?…

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