Articoli filtrati per data: Venerdì, 11 Maggio 2018 - Ondaradio - Tra le vie della città Gargano

Mercoledì 9 maggio, a seguito di un’ispezione effettuata su Corso Tripoli, teatro nell’ultimo periodo di un sanguinoso evento, gli Agenti della Polstrada di Vieste hanno recuperato, avvolti in un cellophane trasparente 6 Proiettili Calibro 44 Magnum con punta in Piombo, della lunghezza di circa 3 cm, in perfetto stato di conservazione e pronti all’uso. Il munizionamento facente parte di un caricatore di grossa pistola a tamburo, è stato rinvenuto nei pressi di un’abitazione e inviato al laboratorio di Polizia Scientifica. Nella mattinata di oggi, sempre a Vieste, sul Lungomare Mattei, a seguito di Posto di Controllo, la Polizia ha denunciato all’Autorità Giudiziaria una persona per falso, nonché al sequestro del veicolo, che risultava privo di assicurazione, sospesa la patente al conducente.

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Questa mattina in Prefettura, a Foggia, si sono riuniti i rappresentanti dei comuni costieri garganici con l’assessore al Turismo di Vieste Rossella Falcone e il sindaco di Monte Sant’Angelo Pier Paolo D’Arienzo. Sul tavolo la questione della galleria di Monte Saraceno, bloccata. Si è giunti ad un accordo: dal ponte del 2 giugno ci sarà un orario estivo per mitigare il problema ed evitare il percorso della litoranea.
La galleria resterà aperta tutte le domeniche di giugno e luglio dalle 7.30 alle 19, mentre sarà chiusa sempre di notte. Una mediazione all’italiana e di difficile digestione: il timore è che potrebbe indurre i turisti ad estenuante code da Vieste e da tutta la Montagna Sacra verso la pianura e il Nord Barese.

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Saranno presentati domani, sabato 12 maggio, i candidati e le candidate della lista Sementino Sindaco. Appuntamento in Piazza San Domenico, alle 19.30, per quello che sarà il comizio di apertura ufficiale della campagna elettorale per le elezioni comunali del 10 giugno. “Siamo pronti”, dichiara il sindaco di Vico del Gargano, Michele Sementino, che si ricandida a guidare l’Amministrazione comunale anche per i prossimi cinque anni con un programma che mette insieme elementi di continuità con quanto fatto negli ultimi cinque anni e nuove idee da realizzare. Michele Sementino ha 48 anni. Educatore professionale, è sposato e ha due figli di 5 e 6 anni.
La squadra del sindaco uscente vede insieme diverse conferme e molti nuovi ingressi, con persone provenienti dal mondo dell’agricoltura, del turismo, professionisti, operai, espressioni del mondo associazionistico, del tessuto imprenditoriale e sensibilità provenienti dalla realtà sindacale.
“Abbiamo grande entusiasmo e coesione”, aggiunge Sementino. “Vogliamo lavorare insieme, innestando nuove idee sui risultati e sulla programmazione di questi cinque anni. L’esperienza è molto importante: oltre 1800 giorni di lavoro quotidiano ci hanno insegnato molte cose. Sappiamo da dove ripartire e abbiamo idee chiare su quale debba essere l’orizzonte del nostro impegno”.
“Io mi candido non solo per proseguire il lavoro svolto, ma per migliorarlo, per mettere a frutto sia gli errori commessi che i risultati ottenuti. Insieme, abbiamo realizzato molte cose importanti. Insieme, con l'esperienza maturata, possiamo continuare a sviluppare la nostra città, a creare le condizioni per far crescere la nostra comunità. In campagna elettorale, esattamente come abbiamo fatto negli ultimi 5 anni, continueremo a stare in mezzo alla gente, a spiegare le ragioni delle nostre scelte, a illustrare le idee - e ne abbiamo tante, belle e concrete - per costruire passo dopo passo una città che sappia offrire opportunità di lavoro, di crescita culturale e sociale, di sviluppo economico. Noi ci crediamo, ci abbiamo sempre creduto, ci lavoriamo e continueremo a farlo per Vico del Gargano e per tutta la sua cittadinanza”, dichiara Sementino.

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Annullata la sentenza di condanna a 5 anni di reclusione emessa nei confronti di Matteo Dies, di Vieste dalla seconda sezione penale della Corte Suprema di Cassazione
Dies venne arrestato il 20 giugno del 2015 perchè deteneva, in un box numerose armi, fra cui un fucile a pompa, tre fucili semiautomatici, un fucile sovrapposto, un fucile a canna unica, una pistola cal. 45, due pistole lanciarazzi, il caricatore per un fucile mitragliatore kalashnikov e centinaia di munizioni. Recluso per due anni, prima in carcere e poi agli arresti domiciliari, venne condannato a 5 anni di reclusione dal Tribunale di Foggia, condanna che venne confermata dalla Corte di Appello di Bari il 6 febbraio del 2017.
I giudici della Corte Suprema hanno riconosciuto l'esattezza della tesi difensiva, annullando la sentenza di condanna e rinviando il processo ad altra sezione della Corte di Appello di Bari per rivalutare la pena da irrogare.

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E’ di questi giorni la notizia che la Giunta comunale di Sannicandro Garganico ha deliberato di procedere in appello contro la decisione del Commissario agli usi civici di Bari che chiudeva la secolare vertenza sulla definizione dei confini tra l’Università di Sannicandro Garganico ed il Feudo di Lesina.
E così si continua a mantenere in piedi un contenzioso inutile a danno dei cittadini, che ne sostengono i costi, del territorio e delle imprese.
La storia è nota ed è riferita all’esatta individuazione dei confini del feudo di Lesina effettuata da Biase Zurlo nell’attività di ripartizione dei diritti feudali.
Sannicandro ritiene di essere stata usurpata e per questo ha dato corso ad un giudizio che sembra non finire mai.
Come CNA ribadiamo che
• Il territorio, che è stato martoriato dall’attività edilizia abusiva, ha bisogno di certezza del diritto
• le imprese ed i cittadini, che potrebbero investire per recuperare quel territorio, hanno bisogno di certezza del diritto
• il rilancio economico dell’attività edilizia ( recupero dei fabbricati, infrastrutturazione dell’area ) e la valorizzazione turistica dell’area hanno bisogno di certezza del diritto
Chi lavora per creare incertezza del diritto lavora contro il territorio, contro le imprese ed i cittadini, per bloccare ogni possibilità di rilancio e di sviluppo e di lavoro.
Chiediamo per questo:
• al Comune di Lesina ed alla Regione Puglia di farsi parte attiva per portare ad approvazione il PIRT di Torre Mileto.
Non è più accettabile che una parte del territorio del Comune di Lesina venga esclusa dalla pianificazione urbanistica e dalle politiche di recupero ambientale solo perché qualcuno ha interesse nel mantenere in piedi un contenzioso secolare ed inutile.
• Che sia direttamente la Regione Puglia a farsi carico di questo problema visto che nell’area continuano a realizzarsi abusi edilizi ma che soprattutto è assai grave la crisi del comparto edilizio che invece può trovare forte incentivazione dalla possibilità di utilizzare le risorse pubbliche destinate al recupero del patrimonio edilizio esistente.
Il territorio ha bisogno di una classe dirigete che sappia assumersi le responsabilità e che non si appassioni al gioco dell’oca che ti riporta sempre alla casella di partenza anche quando si è in dirittura di arrivo.
Il direttore prov.
Dott. Antonio Trombetta

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L’assessore al Welfare Salvatore Ruggeri interviene sullo stato di attuazione del Piano Regionale per il “Dopo di Noi” in Puglia, che è funzionante e che vede il concorso importante in termini finanziari del bilancio regionale alle esigue risorse stanziate per effetto della legge nazionale “Disposizioni in materia di assistenza di persone con disabilità grave prive del sostegno familiare”.

“Il quadro complessivo è quello di una Regione che ha già adottato nel febbraio 2017, tra le prime Regioni in Italia, il proprio Piano Regionale per il Dopo di Noi, secondo le indicazioni stringenti del Ministero del Lavoro e Politiche Sociali, che ha fissato con decreto i requisiti per l’accesso alle misure di assistenza, cura e protezione a carico del Fondo per l’assistenza alle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare”.

“E’ stato inoltre necessario integrare lo stesso Piano già nell’estate del 2017 con le risorse della seconda annualità assegnate dal Ministero alle Regioni. Il Piano è stato approvato a fine 2017.

Intanto la struttura, operando di concerto con le associazioni di rilievo nazionale e regionale che siedono al Tavolo regionale per la Disabilità, ha attivato le prime azioni di intervento e ha predisposto il primo dei due nuovi avvisi pubblici che nei prossimi giorni vedrà l’avvio del suo iter attuativo”.

In particolare va evidenziato che la Regione Puglia è già in possesso della normativa di base per la definizione degli standard strutturali organizzativi e funzionali per le piccole comunità di accoglienza e per le residenze per sperimentare l’accoglienza abitativa in autonomia.

Ancora, una prima rete di nuove strutture capaci di intercettare lo spirito e gli indirizzi del legislatore nazionale sono già attivi in diversi territori della nostra Regione: sono già operativi 6 Gruppi-Appartamento per un totale di 28 posti letto (che consentono di sperimentare l’autonomia) e 33 Comunità Socioeducative e riabilitative per un totale di circa 400 posti letto (queste comunità sono riservate ai più gravi e a una presa in carico di media complessità).

“La rete regionale deve arricchirsi di tante strutture ancora, di piccole dimensioni e distribuite in modo capillare sul territorio, e per questo abbiamo attivato una linea di finanziamento per gli enti locali e per le organizzazioni del terzo settore proprio per supportare nuovi progetti di gruppi appartamento, comunità familiari e modelli innovativi di cohousing sociali: è importante evidenziare che per questi investimenti si stanno già utilizzando risorse del POR Puglia 2014-2020 e non si intaccherà la dotazione della legge per il Dopo di Noi, che congiuntamente alle Associazioni del Tavolo regionale disabilità, si è deciso di destinare esclusivamente agli aiuti diretti alle persone per i progetti di vita indipendente e per sperimentare accoglienza abitativa in autonomia o con il supporto professionale in sostituzione delle famiglie. Al momento sono oltre 15 gli interventi già ammessi a finanziamento”.

L’Assessorato al Welfare ha già predisposto il nuovo Avviso pubblico, per dare attuazione alle Linee A e B del Piano Regionale per il “dopo di noi”, che riguardano la vita indipendente, e entro la metà di maggio sarà definitivamente licenziato dal Tavolo regionale.

“Attenderemo, invece, ancora qualche mese, per scelta consapevole, l’avvio dell’avviso che riguarda l’intervento economico per la gestione delle strutture di accoglienza abitativa, proprio perché riteniamo necessario che possano concorrere più cittadini , e questo dipenderà anche dalla accessibilità e dalla disponibilità di un numero maggiore di strutture, la cui realizzazione, come già detto, è stata incentivata da poco”.

Allo stato attuale molti disabili adulti già hanno sperimentato in Puglia i percorsi di vita indipendente (Provi), perché il Provi ormai coinvolge oltre 300 persone in Puglia, e di queste ormai il 30% riguarda adulti con scarso supporto familiare o adulti in condizione di “dopo di noi”, cioè senza supporto familiare.

“Mi sento, quindi, di rassicurare i Consiglieri del M5S in Regione Puglia, perché la Giunta Regionale non solo ha predisposto tutto perché non si perdano risorse, ma da molto più tempo ha avviato linee di attività innovative e sperimentali che hanno intercettato appieno le esigenze di molti disabili gravi senza il supporto familiare, con l’obiettivo non tanto e non di “assisterli” ma di accompagnarli verso una prospettiva nuova di autonomia e di qualità della vita. Su tutto questo avremo piacere di confrontarci nelle sedi opportune”.

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L’ex latitante catturato dopo 2 in fuga dalla Giustizia ha detto di non sapere niente dei fucili nascosti a Vieste che il padre detenuto, telefonandogli dal carcere con un cellulare, gli disse di recuperare; nè ebbe alcun ruolo consapevole nel progetto di fuga di due detenuti dal carcere di Foggia, limitandosi a consegnare ad una persona una borsa, senza però sapere che vi erano nascosti i fili diamantati che dovevano essere usati per segare le sbarre della cella. Si è difeso così dichiarandosi innocente nell’interrogatorio di garanzia svoltosi nel carcere di Foggia, Danilo Pietro Della Malva, 31 anni di Vieste, sfuggito all’arresto il 28 febbraio scorso in occasione del blitz «In nome del padre» (11 le ordinanze cautelari firmate dal gip nei confronti di 9 indagati); e catturato il 5 maggio dopo due mesi di latitanza dai carabinieri che lo hanno scovato in un casolare di Mattinata, notificandogli l’ordinanza cautelare firmata dal gip del Tribunale di Foggia Carlo Profano. Per quanto riferito dagli investigatori nella conferenza stampa per dar notizia dell’arresto del ricercato, Danilo Della Malva è ritenuto vicino al clan viestano capeggiato da Marco Raduano ed al gruppo Romito che opera tra Manfredonia e Mattinata: le due «batterie» sarebbero alleate. È stato il gip che a febbraio ne dispose l’arresto a interrogare ora in cella Della Malva; contestandogli il concorso nella detenzione illegale e la ricettazione di due fucili sequestrati a Vieste dalla Guardia di Finanza il 15 dicembre scorso; e il concorso nel tentativo di evasione di due garganici (il suo compaesano Hachmi Hdiouech e il mattinatese Antonio Quitadamo detto «Baffino») previsto per lo scorso Capodanno e sventato dalle Fiamme gialle, che sequestrarono in carcere a Foggia i fili seghettati che proprio Della Malva avrebbe aiutato a introdurre nella casa circondariale. L’indagato è difeso dall’avvocato Salvatore Vescera: il legale sta valutando se ricorrere al Tribunale. della libertà di Bari per chiedere la scarcerazione del viestano per insufficienza d’indizi. Indizi che poggiano essenzialmente su intercettazioni. La Guardia di finanza nell’autunno scorso scoprì che alcuni detenuti rinchiusi nel carcere del capoluogo dauno potevano usare telefonini. Sarebbe il caso di Quitadamo detto «Baffino» e di Giuseppe Della Malva, 54 anni, viestano, padre di Danilo Pietro, entrambi arrestati nel blitz «In nome del padre». Così le Fiamme gialle intercettarono il 21 novembre del 2017 una telefonata in partenza dal carcere in cui il detenuto Giuseppe Della Malva avrebbe dato indicazioni al figlio in quel periodo libero di recuperare due fucili nascosti a Vieste, secondo la tesi accusatoria: di quella detenzione illegale di armi rispondono padre e figlio e Quitadamo. «Sì, però se voi girate bene per là davanti, vedi che li trovate i pavoni» disse il recluso telefonando al figlio, dove «pavoni» - a dire dell’accusa - era una parola in gergo per indicare i due fucili. Il 14 dicembre 2017 fu poi intercettata questa nuova telefonata fatta dal carcere da Quitadamo che parlava con Danilo Della Malva. Il detenuto chiese: «e sei riuscito ad acchiapparli?», il viestano rispose: «no, li ho visti fermi, li ho lasciati perché quelli non si fanno acchiappare quei bastardi». La lettura che dà il gip di questa conversazione è la seguente: Danilo Pietro Della Malva riferì a Quitadamo di aver visto i fucili ma di non averli recuperati a causa dell’asperità della zona dov’erano stati nascosti. Sulla scorta di quella e di altre intercettazioni i finanzieri il 15 dicembre 2017 rinvennero e sequestrarono i due fucili. Danilo Pietro Della Malva rispondendo ora al gip ha negato di aver avuto alcun ruolo nell’occultamento dei fucili ed escluso di essersi attivato, peraltro vanamente, per recuperarli, sostenendo di non sapere nulla di quelle armi. L’ex latitante catturato sabato scorso nell’inchiesta «In nome del padre» risponde anche di concorso con altre 7 persone nel tentativo di evasione di Quitadamo e Hdiouech, che nell’inverno scorso erano rinchiusi a Foggia. Anche in questo caso il piano sarebbe stato organizzato via telefono dal carcere e prevedeva di recuperare «fili diamantati» da introdurre in carcere durante un colloquio tra un familiare e un detenuto, per poi essere consegnati ai due garganici che li avrebbero usati la notte di Capodanno per segare le sbarre della loro cella, uscirne, scavalcare una serie di tetti, arrivare al muro di cinta del carcere e calarsi di sotto con una cesta issata da una gru parcheggiata all’esterno della casa circondariale. Progetto sventato dalla Guardia di finanza che il 29 dicembre 2017 sequestrò in carcere una borsa introdotta da un familiare di un detenuto che doveva incontrare a colloquio: nella borsa erano nascosti i fili diamantati. Nel ricostruire il reperimento di quei fili e la consegna in carcere, pm, Fiamme Gialle e gip sostengono che la borsa fu consegnata da un manfredoniano proprio a Danilo Pietro Della Malva che la consegnò al familiare del detenuto per portarla fisicamente in carcere. Il giovane viestano rispondendo alla domande del gip ha respinto anche quest’accusa, dicendo di non aver avuto alcun ruolo nel presunto progetto di evasione e di aver consegnato la borsa senza sapere che vi fossero nascosti i fili diamantati.

gazzettacapitanata

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Caro amico dei Trabucchi,

in questi anni, grazie anche e soprattutto ai concittadini che come te si sono mostrati sensibili alla nostra causa, siamo riusciti a recuperare i trabucchi storici di Molinella, di Punta Lunga e, da terminare proprio in questi ultimi giorni, di San Lorenzo.
Tanti sono ancora i trabucchi storici sul territorio di Vieste da ricostruire e, per poter continuare nella nostra opera, chiediamo ancora una volta il tuo aiuto sapendo che ci sosterrai come sempre in passato.

E' per noi un piacere, quindi, invitarti alla seconda edizione della cena raccolta fondi finalizzata alla manutenzione e ricostruzione dei nostri tanto cari trabucchi.

Durante la serata, gli chef Leonardo Vescera del ristorante 'Il Capriccio' e Domenico Cilenti del ristorante 'Porta di Basso' in Peschici ci delizieranno con ricette ispirate alla cucina del pesce povero e alla tradizione dei trabucchi.

La cena si terrà al Capriccio di Vieste (zona porto turistico) la Domenica 13 Maggio alle ore 20.00. Ha un costo di 50 euro a persona e include menù completo e bevande. La prenotazione è obbligatoria.

N.b:Il ricavato della cena verrà interamente devoluto all'opera di restauro, manutenzione e promozione dei trabucchi storici delle nostre coste.

Info e prenotazioni: 0884/ 522540 –
info@ilcapricciodivieste,it
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Vendo friggitrice a gas ad una vasca.

Doppia griglia a pietra lavica con cappa doppia piastra a gas.

Banco frigo bar 3 sportelli con rivestimento.

Frigo vetrine verticali.

Frigo in acciaio ad 1 anta.

Forno a legna/gas per 8/10 pizze.

Impastatrice da 25 kg.

Scaffali porta bottiglie in vetro e mensole in vetro in varie misure.

Sedie in arte povera color legno.

Piastre per panini.

Monta panna per gelateria.

Info: 3387041545

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A Sua Eccellenza
il Signor Prefetto di Foggia
Corso Giuseppe Garibaldi, 56
FOGGIA CAP 71121
Al Sindaco
del Comune di Vico del Gargano
SEDE
Al Segretario
del Comune di Vico del Gargano
SEDE
Al Presidente del Consiglio
del Comune di Vico del Gargano
SEDE
Al Responsabile del Settore urbanistica
SEDE

Oggetto: Diffida dall’approvazione definitiva del Piano Urbanistico Generale nel Consiglio
Comunale del 10 maggio 2018.

I sottoscritti consiglieri comunali, preso atto della convocazione del Consiglio Comunale
monotematico del 10 c.m. ad oggetto “approvazione definitiva del Piano Urbanistico Generale”,
evidenziano quanto in appresso: l’accapo proposto come noto non rientra tra gli atti che rivestono
carattere di urgenza ed improrogabilità come riportato nell’art. 38 del TUE n.267/2000 che
testualmente recita “I consigli durano in carica sino all'elezione dei nuovi, limitandosi, dopo la
pubblicazione del decreto di indizione dei comizi elettorali, ad adottare gli atti urgenti e
improrogabili”.
Giova ricordare che, il decreto di sua eccellenza il Prefetto di Foggia è stato emanato il 6 aprile 2018
con prot. 14156.
É di tutta evidenza che, l’approvazione del PUG non ha termini perentori per questa fase, atteso che
l’iter approvativo dura dal marzo del 2011, pertanto sono da escludere rischi di rilevante danno in
caso di ritardo della sua approvazione. Lo strumento urbanistico generale, per sua natura è atto
regolatorio di interessi diffusi non urgenti e tanto meno improrogabili. Lo strumento Programmatorio
Urbanistico Generale opera scelte fondamentali e durature nelle dinamiche economiche e sociali di
una comunità, che non possono essere rimesse alla valutazione di una amministrazione in scadenza
di mandato.
Nel merito del provvedimento posto all’attenzione dell’assise consigliare si osserva che:
con il richiamato articolo 38, comma 5, del Dec.leg.vo m267/2000 (Testo Unico degli Enti locali), il
legislatore ha voluto evitare che l’organo consiliare in carica possa condizionare lo svolgimento della
campagna elettorale attraverso atti che vanno ad incidere sulla formazione della volontà popolare
(alterando così la par condicio fra le forze politiche che parteciperanno alle elezioni amministrative)
e favorire gli stessi consiglieri in carica che potrebbero rivestire anche la qualità di candidati al
rinnovo del consiglio. (T.A.R. Veneto sentenza 1273 del 1996 e Consiglio di Stato Sezione I,n. 2955
del 2003);
altro principio giuridico che ha indotto il legislatore ad operare tale limitazione è il principio secondo
il quale i poteri delle amministrazioni si affievoliscono nel periodo di avvicinamento alla loro
scadenza, per evitare che un organo, in scadenza di mandato, con le sue scelte produca effetti
permanenti per il futuro vincolando così o condizionando le scelte dei nuovi titolari delle potestà
amministrative. (T.A.R. Puglia del 15 gennaio 2004, n. 382).
Per il caso in esame non soccorre alla tesi del Consiglio neanche la circolare del Ministero
dell’interno, 7 dicembre 2006, infatti la stessa circoscrive i compiti del Consiglio Comunale
all’approvazione dei soli atti la cui mancata approvazione comporti un danno per l'ente o si configuri
come un inadempimento di fronte a obblighi derivanti da leggi, provvedimenti amministrativi o
comunque collegati a vincoli contrattuali.
Non meno importante sotto il profilo sia di legittimità che di opportunità è la mancata partecipazione
e trasparenza nell’azione amministrativa, infatti il PUG adottato ha visto la sonora bocciatura da parte
della Regione Puglia per le evidenti forzature nell’individuazione delle aree rese edificabili in zone
ad elevato rischio idraulico e non solo, ciò ha comportato un adeguamento delle previsioni di piano
che ad oggi non solo non sono note alla cittadinanza ma ancor meno agli stessi consiglieri comunali.
Forti dubbi sorreggono le perplessità rappresentate, anche in previsione della stessa correttezza
tecnica di previsione del piano, si pensi a riguardo che le stesse misure di salvaguardia art.13 della
L.R. 20/2001 sono state revocate per decorrenza di termini, consentendo così il rilascio di numerose
concessioni edilizie, di cui non si può non tenere conto.

Tutto ciò premesso,
si rivolge istanza al Consiglio Comunale e al segretario generale affinché valutino per quanto di
competenza l’opportunità di ritirare l’accapo proposto in quanto viziato da palese
inopportunità e ancor più gravi violazioni di legge, assumendone nel caso di approvazione piena e
oggettiva responsabilità.

I Consiglieri
Franco delli Muti
Nunzia del Conte
Nicola de Maio
Marco d’Attoli

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Reporter della tua città

13 Agosto 2018 - 11:37:59

Reporter della Tua Città/ E’ vero i soldi non puzzano, ma le piazze e strade occupati da pizzerie o ristoranti?

Egregio Vigile sanitario che dovresti vigilare anche per le strade.. Egregio Medico Sanitario, Egregia ASL, Egregio vigile normale, Egregio Assessore alla Sanità, Egregi…

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