Articoli filtrati per data: Martedì, 03 Aprile 2018 - Ondaradio - Tra le vie della città Gargano

Solo a guardarlo, il mondo diventa immagine – intuizione apparsa e digerita già da qualche millennio. Anche se in ritardo, la fotografia e il cinema sanciscono definitivamente: il mondo è riproducibile ad uso e consumo infinito; tv e web i canali dell’inflazione meccanica.

 

La fotografia nasceva essenziale, in bianco e nero, un dono di alcuni alla moltitudine. Con la galassia digitale si entra in un naturale stato di autoipnosi: ognuno è chiuso in un sistema autonomo e perfetto, abbracciato al pelouche. La seduzione tecnologica ha promesso un piacevole inganno: rimpiazzare la realtà – l’immagine matrice - con una fantasticheria. Se la sensazione si atrofizza e la mente parla da sola, c’è il cuore a fare da jolly. Più fedele è il conio del reale, tanto più efficace è la truffa: il mondo è percepito tramite quello virtuale, una simulazione dell’apparenza. L’attaccamento ai surrogati tradisce il disfacimento della capacità contemplativa. Fotogrammi e ditoni modellano e condizionano la percezione di ciò che chiamiamo realtà. Canone inverso.

Insieme alle parole elettroniche, anche le immagini fanno bancarotta: la palma dello sperpero appartiene alla fotografia: dalle pentole alle posate, non c’è utensile che non sia equipaggiato di fotocamera; tutti abbiamo l’opportunità di immortalare tutto, in ogni momento.

Il piacere collettivo che deriva dall’atto fotografico è quello di trovare nell’immagine un senso che l’immagine non ha. La foto è un’interruzione del flusso della realtà, un click che spoglia le cose della loro peculiarità. Chi afferma che la fotografia è la cattura dell’attimo va assecondato: non sa quello che dice, non sapendo quello che vede. Fotograficamente parlando, l’attimo è solo un taglio (apparente) alla continuità del tempo, un segmentare: eternità, spontaneità, emozione, sono ovvietà, spesso aridamente linguistiche. Una mutilazione, altro che “cogliere e contemplare”. Rumori, movimento, materia, odori, vengono cancellati in un ritaglio di fissità patinata. Di “obbiettivo” non rimane nulla, sopravvive un gesto nel limite estetico. Ma la sola dimensione estetica smembra e falsifica la totalità dell’esperienza vitale. L’estetizzazione coatta perverte la natura dell’immagine. Per rivendicare creatività artistica, s’impiastricciano pixel su display e monitor. È come dire: “vedete? si può camminare anche con i gomiti”.

Della sua ingerenza nell’arte, gli autentici artisti non se ne preoccupavano. Picasso esultava: “con la fotografia finalmente si potrà vedere tutto ciò che la pittura non è”. Tralasciamo le invettive dei padri della modernità, amati e straletti. Anche gli Impressionisti gioivano della prodigiosa macchina: si sentivano sollevati dal fare ritratti, c’erano i fotografi, per tutte le facce e per tutte le tasche. Le arti manuali conservavano ancora qualcosa d’ineffabile (il fare diretto dell’uomo sulla materia era fondamentale nella misura della sua statura). Ma questo purtroppo non salva la pittura, rincorrendo strumenti e visioni alla moda, si è ridotta ad una esibizione di effetti speciali. Tutta l’arte è mutata in idea, destinata a circolare ad oltranza come messinscena di se stessa.

Duplicare un oggetto in un riquadro rafforza il desiderio di conservarlo perpetuamente - un’innocente pretesa. L’immagine riprodotta annienta la realtà per rievocarla, ma nessuno la rivivrebbe se non nel suo aspetto più conveniente. È il caso delle vecchie vedute di Vieste, rimpianti solo pseudo-estetici, ma non socio-economici: meglio ipocriti che scemi.

 

Le foto più vere e oneste sono quelle di un quotidiano ritrovato, un ricordo emerso dal passato, il presente che si dilegua: malinconie tra le assenze, dalle cartoline agli sposi che tagliano la torta.

Insostituibile resta la sua funzione come materiale d’archivio storico, documentazione certificata da studiosi e viaggiatori. Istantanee di tragico pensiero sono ancora disponibili sulle miserie umane. Ma il risultato più valido è quello di continuare a sostenere l’evanescenza della vita, teatro d’ombre impresse sul quadrante della vita. La fotografia credeva di fermare il tempo, invece lo esalta e lo nutre.

Un fotografo, nell’esporre i suoi scatti al pubblico, dovrebbe azzardare: queste foto “belle bellissime” sono il mio contributo all’illusorietà del mondo, non la sua trasfigurazione nell’arte. Con una strumentazione sofisticatissima rubo qualche filamento di luce e ombra, di colore e linee: non è importante sapere cosa siano. È l’immagine a manovrarmi, sono io a mettermi in posa davanti all’occhio del mondo. La sua pupilla mi ha colto prendendosi gioco di me. Sono il simulatore di un’apparenza, frammento inconsapevole di un congegno.

La tecnologia accresce il godimento dello spettacolo del mondo; questo è un bene, a condizione che non venga meno la consapevolezza della finzione - non si trasformi il sipario in un patetico sudario. Conquistare la facoltà contemplativa non è ginnastica della retina; non è identificarsi né ritrovarsi nelle cose, soprattutto nelle immagini. Contemplare non è sfogliare dépliant: esche corredate di bellezza utilitaria, figlia di una bruttezza celata (ringraziamo il brutto). Spiagge preistoriche, tele longobarde, orecchiette federiciane: bellezza intatta offertaci dalla cultura e dalla fotografia. Eravamo ciechi, e adesso vediamo.

 

Francesco Lorusso (ass. Camera Cromatica)

 

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Ottima la “prima” in Puglia con il pieno di turisti nel week-end di Pasqua.
Analizzando le sole strutture alberghiere che hanno comunicato i dati (circa il 35% del totale), dal nostro osservatorio si evince per il momento un +15 % di arrivi e un +7%di presenze rispetto alla Pasqua dello scorso anno che è stata il 16 di aprile.
Mentre Bari risulta al 15*posto e Brindisi al 17* posto tra le mete più ricercate dagli Italiani secondo Agi.
Non solo turismo dei pugliesi e degli Italiani della Pasquetta, ma tanti anche gli stranieri, francesi, tedeschi, spagnoli e dai paesi del nord Europa.
“ Quella appena passata è stata una Pasqua ricca di esperienze culturali e nella natura in Puglia con una delle più belle giornate di sole dopo molti mesi – commenta l’Assessore all’Industria Turistica e Culturale, Loredana Capone - Ognuno ha potuto scegliere cosa fare, dai parchi alle spiagge, dalle masserie agli agriturismi, ma pieni anche i centri urbani e tanta cultura, dal Petruzzelli di Bari colmo di stranieri, ai musei, castelli e siti archeologici.
Una Pasquetta da tutto esaurito da Bari a Lecce, da Alberobello a Castel del Monte, dal Gargano alla Valle d' Itria al Salento.
Naturalmente non sono mancate alcune criticità, come musei statali chiusi per mancanza di personale ed una accoglienza non sempre e non proprio a pieno regime.
Faremo il punto della Pasqua e per la prossima estate a partire da lunedì prossimo con gli incontri nelle sei provincie pugliesi con operatori  e sindaci, grazie al progetto Wazapp voluto da Pugliapromozione per valorizzare il turismo e la tradizione regionale con Pugia 365. Gli incontri serviranno anche per informare tutto il territorio pugliese sullo stato di avanzamento del Piano Strategico PUGLIA 365,ascoltare proposte e criticità e sviluppare network provinciali del settore turistico. https://www.facebook.com/puglia365/posts/756638221212012

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E' tutto pronto per l'edizione 2018 della Coppa dei Campioni, organizzata dall'Ottava zona della Federazione Italiana Vela in collaborazione con i circoli velici di Manfredonia e del Gargano: Lega Navale di Manfredonia e Vieste, Yachting Club del Gargano e Centro Velico del Gargano. Le acque antistanti la Marina del Gargano ospiteranno la gara dal 13 al 15 aprile per le prove a bastone, mentre la prova lunga si svilupperà sul versante Sud del promontorio.
La conferenza stampa di presentazione dell'evento è in programma giovedì 5 aprile alle 10 nella sala Convegni “Fantini” di Confindustria Foggia. Per l'occasione saranno spiegati tutti i dettagli organizzativi grazie agli interventi di Gianni Rotice (Presidente di Confindustria Foggia), Angelo Riccardi (Sindaco di Manfredonia), Alberto La Tegola (Presidente VIII Zona Federazione Italiana Vela).
La Coppa dei Campioni vedrà la partecipazione dei primi tre equipaggi classificati per categoria in ciascun campionato invernale, oltre a dieci inviti (simili alle wild card tennistiche), che saranno assegnate a barche ed equipaggi di valore ed esperienza. Un totale di 40 imbarcazioni e di circa 400 atleti, che andranno a vivacizzare una competizione in grado di dare lustro alla meravigliosa costa garganica.

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Martedì, 03 Aprile 2018 15:06

In Puglia prima Rete aeroportuale Italia

Nasce in Puglia la prima Rete aeroportuale italiana, designata con un decreto interministeriale (Mit-Mef) che recepisce una direttiva europea.
Lo hanno annunciato a Bari il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, il presidente e il dg di Aeroporti di Puglia (Adp), Tiziano Onesti e Marco Franchini, sottolineando che i 4 scali pugliesi saranno gestiti in maniera unitaria. Il che vuol dire, tra l'altro, che i maggiori introiti degli scali di Bari e Brindisi potranno essere usati a vantaggio degli scali minori, cioè Foggia e Grottaglie. Inoltre, è previsto un adeguamento tariffario per i servizi comuni centralizzati a carico delle compagnie aeree. E un unico Contratto di programma con gli investimenti previsti su tutti gli scali. Emiliano ha detto che la Puglia è "la prima regione in assoluto" ad avere questo riconoscimento, "e ringrazio - ha aggiunto - il ministro Delrio e l'Enac perché hanno avuto particolare fiducia in Aeroporti di Puglia, considerata una delle reti più moderne e affidabili d'Italia".

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Sabato 7 aprile 2018, a San Marco in Lamis presso il Teatro del “Giannone” (via Frassati 2), alle ore 17,30, si svolgerà il Convegno “Da Padre Pio a don Tonino Bello: l’uomo e il suo cammino di salvezza”.

Il Convegno ha il patrocinio di: Convento di San Matteo, Città di San Marco in Lamis, IISS “Pietro Giannone” di San Marco in Lamis, Agesci San Marco in Lamis e Volontariato Protezione Civile SM 27 di San Marco in Lamis.

Ai saluti istituzionali faranno seguito gli interventi di: Raffaele Cera, Matteo Coco, Maria Lucia Ippolito, Francesca Pompa, Michele Illiceto, Rocco De Rosa e Francesco Lenoci.

Il Convegno trae origine dalla visita che Papa Francesco ha fatto sulle orme di Padre Pio il 17 marzo a Pietrelcina e San Giovanni Rotondo e farà sulle orme di don Tonino Bello il 20 aprile a Alessano e Molfetta.

Scrive Martin Buber: “L’universalità di Dio consiste nella molteplicità infinita dei cammini che conducono a lui, ciascuno dei quali è riservato a un uomo”.

Da qui discende una verità inoppugnabile: ogni creatura umana, che viene al mondo, è un “unicum” ed è per questo che è preziosa per Dio, che le ha riservato un destino di salvezza.

Ma questo dipende dalla persona, che deve avere la capacità di capire qual è il cammino giusto, anche servendosi di esempi e modelli straordinari come sono sia Padre Pio, sia don Tonino Bello.

È su questi riferimenti di altissimo significato che il Convegno è chiamato a far ragionare e riflettere, perché l’esistenza di Padre Pio e di don Tonino Bello è stata esemplare nella dimostrazione quotidiana che ogni gesto e ogni parola devono essere conformi all’insegnamento che ci viene dalle pagine del Vangelo, nelle quali è presente il Cristo che esorta ad essere degni del nostro Creatore.

Durante il Convegno il Teatro del Giannone ospiterà un meraviglioso quadro di Angela Barratta. L’Opera mostra Padre Pio che pone la sua mano con le stimmate sulla spalla di don Tonino Bello: un Santo che pone la sua mano con le stimmate sulla spalla di un prossimo Santo.

L’ingresso è libero.

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In un'epoca caratterizzata da una frenesia che tende a concentrare ed appiattire ogni interesse ed energia sul presente e sul futuro, sembra sempre troppo poco il tempo da dedicare alla rievocazione del passato e allo studio della storia. Per contribuire, in qualche misura, a "pareggiare i conti" col passato, il Comitato di Foggia dell'Istituto per la storia del Risorgimento italiano ha deciso di affiancare il Club per l'UNESCO di Lucera nell'organizzazione di una Giornata di studio che riguarda in primo luogo i pugliesi e, più in generale, gli italiani che cent'anni fa vissero i lunghi anni della Prima Guerra Mondiale.
"Ricordiamo la Guerra per affermare i valori della Pace" è il principio al quale si ispira l'evento culturale, inserito nell'ambito del Programma ufficiale delle commemorazioni del Centenario della Prima Guerra Mondiale, in programma a Lucera sabato 14 aprile.
L'idea è quella di proporre un'opera di alta divulgazione capace di coniugare, con semplicità e chiarezza, una delle pagine più traumatiche ma, al tempo stesso avvincenti, della nostra storia nazionale.
Il Convegno, ad ingresso libero, sarà diviso in due momenti: la mattina, al Liceo "Bonghi", alla presenza delle Autorità civili, militari e religiose e degli studenti delle Scuole del territorio che aderiscono all’iniziativa di formazione e il pomeriggio, al Circolo Unione, alla presenza di chiunque voglia partecipare alla manifestazione culturale.
Relatori della manifestazione saranno Dora Donofrio Del Vecchio, Vicepresidente del Centro Ricerche di Storia Religiosa in Puglia e coordinatrice del volume e Giuseppe Poli, professore ordinario di Storia moderna al Dipartimento di Scienze della Formazione, Psicologia, Comunicazione dell'Università degli Studi Aldo Moro di Bari, nonché presidente del Comitato provinciale di Bari dell'Istituto per la storia del Risorgimento italiano.
L'iniziativa nasce dalla consapevolezza che rievocare le vicende umane della nostra gente e, più in generale, della nostra nazione, può rappresentare un modo per riappropriarci di un patrimonio comune fatto di passione e di ideali, ma anche di lutti e di sofferenze.
Se anche uno solo dei lettori sentirà il bisogno di approfondire questi temi, l'obiettivo della manifestazione potrà dirsi raggiunto.
Ricco il programma della Giornata, che prevede una prima parte, nel corso della mattinata, nell'Auditorium del Liceo di viale Ferrovia e una seconda parte, in serata, nel Salone di rappresentanza del Circolo Unione di Piazza Duomo. Entrambe le sessioni dei lavori vedranno la presenza dei due curatori del volume: “L’Italia, la Puglia e la Grande Guerra”, che raccoglie di Atti del Convegno Nazionale di Studi per il Centenario della Prima Guerra Mondiale svoltosi all'Ateneo barese dal 3 al 5 giugno 2015: la prof.ssa Dora Donofrio Del Vecchio (Società di Storia Patria per la Puglia, Istituto per la storia del Risorgimento italiano e Centro Ricerche di Storia Religiosa in Puglia) e il prof. Giuseppe Poli (Università di Bari e Istituto per la storia del Risorgimento italiano).

Il volume, pubblicato dall'Editore Schena di Fasano nel 2016, racchiude i contributi di cinquantuno studiosi che hanno esaminato ogni aspetto storico, sociale, culturale e religioso della Prima Guerra Mondiale in Puglia, con un occhio rivolto al più complessivo quadro storico italiano dell’epoca. Il lavoro si sviluppa in nove distinte sezioni “L’Europa, l’Italia e la Grande Guerra”, “Una periferia e la guerra: la Puglia”, “Patrioti ed eroi pugliesi”, “La Chiesa pugliese e la Grande guerra”, “Il racconto della guerra e la voce dalle trincee”, “Malattie, sanità e assistenza”, “Organizzazione militare e società”, “Echi e ripercussioni della guerra”, “Le testimonianze: monumenti ai Caduti e Parchi della Rimembranza”.
Durante la prima parte della giornata (h. 10 - 12:30), dopo gli indirizzi di saluto del Dirigente scolastico dell'I.I.S. "Bonghi-Rosmini", Matteo Capra, del Presidente del Club per l'UNESCO di Lucera, Giovanni Calcagnì, del Sindaco di Lucera, Domenico Tutolo e dell'Assessore alla Cultura e P.I., Carolina Favilla, gli studenti delle quinte classi degli Istituti di Istruzione Superiore della città: IIS "Bonghi-Rosmini", Convitto Nazionale Statale "Ruggero Bonghi" (con annesso IISS Professionale e Sezioni IPSSAR e IPIA) e ITET "Vittorio Emanuele III", dialogheranno con i curatori del volume.
Nel corso della serata, al Circolo Unione (h. 18:30 - 20:00), dopo i saluti del Presidente del Sodalizio, Vincenzo Bizzarri, Giuseppe Poli e Dora Donofrio Del Vecchio relazioneranno, rispettivamente su: "L'Europa, l'Italia e la Grande Guerra" e "La Capitanata e la Grande Guerra negli Atti del Convegno".

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L’incendio è divampato all'alba, in via Salvemini, all'interno di un appartamento al piano rialzato. Le fiamme hanno avvolto l' appartamento, fortunatamente disabitato. Inceneriti arredamenti e suppellettili. Tanta paura per la presenza di una bombola a gas, immediatamente messa in sicurezza dagli uomini della Protezione Civile 'Pegaso' (intervenuti sul posto con due mezzi, tra cui l'autobotte) e dai vigili del fuoco del distaccamento di Vico del Gargano. I primi ad intervenire sono stati proprio i volontari della 'Pegaso' che, per operare, hanno dovuto utilizzare gli autorespiratori. Sull'accaduto sono in corso le indagini dei carabinieri della tenenza di Vieste. Gli uomini del 115 hanno constatato che il rogo è partito dal cortocircuito della presa elettrica di un frigorifero.

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Fino al 6 aprile e comunque fino al termine dei lavori è sospesa la circolazione stradale in via Madonna della Libera dall’intersezione di lungomare Mattei all’intersezione di corso Battisti. Lo ha disposto con apposita ordinanza il sindaco di Vieste. Qui di seguito in allegato il relativo documento.

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