Articoli filtrati per data: Giovedì, 08 Febbraio 2018 - Ondaradio - Tra le vie della città Gargano

Si è tenuta questa mattina la 3 edizione di “Bartender Junior” presso l’istituto IPSAAR Enrico Mattei di Vieste dove il dirigente scolastico Paolo Soldano coadiuvato dalla sua instancabile equipe di professori, ha fatto precedere la gara da una mini conferenza sui pericoli dell’alcool, e sul buon uso dello stesso. I pericoli stradali e le problematiche civili e penali sono state trattate dagli agenti di polizia stradale Gaetano Lanave e Sergio Bruno; mentre la parte medica inerente alla metabolizzazione dell’alcool e il coinvolgimento del sistema nervoso, ampiamente esplicati dal medico dottor Michele Mancini. Presenti alla conferenza anche una massiccia presenza FIB (federazione italiana barman), il presidente regionale Giovanni Turco, il segretario Francesco Fanizza e diversi tecnici che poi hanno fatto da giuria nella competizione.
La gara si è svolta con una prima sezione dedicata alla caffetteria per i ragazzi del secondo anno. Ognuno doveva presentare un cappuccino nella forma originale e semplice. Il miglior cappuccino che ha conquistato il primo posto è stato fatto dall’alunna Lucia Vescia. Mentre per la sezione cocktail, nello specifico sono stati preparati due after dinner, le classi del secondo, hanno visto trionfare Laura Chionchio con la preparazione di un Alexander. Per i ragazzi del III, IV e V anno che preparavano un White Lady, il posto più alto del podio è stato conquistato da Samanta Barra. Tanti altri premi sono stati assegnanti oltre ai tre posti del podio, come miglior tecnica o per la disinvoltura. Premio speciale per l’alunna Vittoria Quagliano che ha preparato il suo White Lady con il professore Laprocina Michele. Particolarità della kermesse, nonostante un equa distribuzione tra ragazzi e ragazze, le vincite sono state tutte delle ragazze, tranne per i due premi alla disinvoltura andati a due ragazzi. Per il resto, terzi, secondi e primi posti e premi per la tecnica, tutti al femminile.

Gaetano Simone

 

 

 

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Per chi non sa come dire “TI AMO” il giorno degli innamorati, i fiori del LA GARGANICA corrono in aiuto! C’è solo l’imbarazzo della scelta: ROSE ROSSE? Ma puoi sperimentare con altri fiori.

Se il TUO amore è appassionato dillo con i garofani rossi o i fiori di CAMELIA.

Se invece il TUO amore è sincero sono perfette le VIOLE e i NONTISCORDARDIME: simboleggiano tutto il TUO romanticismo!

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Pubblicato in Società

I cellulari sono carichi? Il credito c’è? Il ditino è caldo? Bene, allora siete pronti per inviare i messaggi al numero 474751 per votare Max Gazzè e “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno”. Il cantautore romano, tra i favoriti della 68ma edizione del Festival di Sanremo, questa sera salirà sul palco come quinto big, preceduto da Giovanni Caccamo, Lo Stato Sociale, Luca Barbarossa e la coppia Avitabile/Sorbillo. Prima di loro, in apertura di serata, ci sarà l’esibizione di quattro nuove proposte.

Per partecipare al televoto si possono inviare sms dai cellulari o chiamare da telefono fisso il numero 894001: in entrambi i casi, per ogni voto verranno scalati dal credito telefonico (o fatturati nella prossima bolletta) 51 centesimi, anche se sono attive promozioni per l’invio gratuito di messaggini. Da ogni utenza telefonica (indifferentemente fissa o mobile) si possono esprimere al massimo 5 voti al giorno.

Per votare, nel messaggio o nella telefonata è necessario indicare il codice associato al brano a cui si vuole dare la propria preferenza, codice che sarà comunicato al momento dell’esibizione. Per l’intera serata e per quelle prossime, è prevista un’unica sessione di televoto lunga quanto tutta la trasmissione e consentirà di televotare anche ad esibizione terminata (a differenza della prima sera).

Votiamo, se la canzone ci piace, votiamo lo stesso anche se non ci piace, sia per ringraziare Max Gazzè per aver portato Vieste (e quindi il Gargano) sul palco più importante d’Italia, e sia per far salire il brano il più possibile verso la vetta della classifica finale, aumentandone il successo e quindi la sia visibilità, così da far girare il nome del nostro territorio in radio e tv nazionali.

Pubblicato in Spettacolo

Confcommercio Imprese per l’Italia provincia di Foggia ha stipulato un accordo di collaborazione con Unicredit Banca per l’accesso al credito per tutti coloro che hanno già un’impresa o vogliono avviare una start up. Si tratta di un’iniziativa per l’accesso al microcredito.
Il Microcredito è un finanziamento garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI (non c‘è bisogno di garanzie personali) per un importo massimo di 25.000 euro, rivolto sia alle imprese che ai professionisti già titolari di partita IVA. Ulteriori caratteristiche riguardano l'attivo patrimoniale (massimo 300.000 euro), i ricavi lordi (fino a 200.000 euro) e livello di indebitamento (non superiore a 100.000 euro).
Finalità di utilizzo ammesse dal Fondo di Garanzia:
• acquisto di beni e servizi direttamente connessi all'attività svolta (compreso il pagamento dei canoni del leasing, il microleasing finanziario e il pagamento delle spese connesse alla sottoscrizione di polizze assicurative)
• pagamento di retribuzioni di nuovi dipendenti o soci lavoratori
• sostenimento dei costi per corsi di formazione
“Siamo molto orgogliosi della creazione di questa importante partnership con Unicredit – ha dichiarato il presidente provinciale di Confcommercio Foggia, Damiano Gelsomino - . L’iniziativa vuole contribuire a uno sviluppo più equo della società e come Associazione è nostro dovere parlare soprattutto con chi ha difficoltà nell’accesso al credito tradizionale, ma che vuole contribuire con la propria idea imprenditoriale allo sviluppo del territorio e alla generazione di opportunità di nuova occupazione”.

Confcommercio Imprese per l’Italia provincia di Foggia garantisce il servizio di consulenza e istruzione della pratica a tutti gli associati e a chiunque voglia accedere a questa forma di finanziamento all’impresa.
Per maggiori informazioni è possibile contattare l’ufficio Finanza agevolata ai numeri 0881 560 227 (Stefania Bozzini Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) oppure 0881 560 207 (Giuliana Palazzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)

Pubblicato in Economia

Dopo la pubblicazione, sul Bollettino Ufficiale del 1 febbraio scorso, dell’Avviso Pubblico per il conseguimento della qualifica di OSS ( Operatore Socio-Sanitario), sono state veramente tante le telefonate pervenute alla nostra Redazione, con richieste di chiarimenti o semplicemente di maggiori informazioni. Ecco quindi, una sintetica SCHEDA INFORMATIVA AL CITTADINO, interessato a tale qualifica.

Con Determinazione del Dirigente della Sezione Formazione Professionale n.
59 del 24 gennaio 2018, pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione
Puglia n. 17 del 1 febbraio 2018, la Regione Puglia ha adottato l’Avviso
Pubblico relativo ai “Percorsi formativi per il conseguimento della qualifica di
Operatore Socio Sanitario (O.S.S.)”.

Che cosa è?
È un bando pubblico con cui la Regione Puglia, con l’obiettivo di rispondere
all’incremento della domanda di personale qualificato per l’assistenza di
base alle persone non autosufficienti, finanzia percorsi formativi – della
durata di 1000 ore - finalizzati al conseguimento della qualifica di “Operatore
Socio Sanitario”.

A chi si rivolge?
Il bando, in questa prima fase, si rivolge agli enti di formazione che, alla data
di presentazione della candidatura relativa all’Avviso, siano inseriti
nell’Elenco Regionale degli Organismi Accreditati della Formazione
Professionale.
Oltre ad essere accreditati, gli enti di formazione dovranno possedere
ulteriori requisiti come, ad esempio, l’aver maturato due anni di esperienza
nel campo dei percorsi formativi per il sociale, più gli altri requisiti contenuti
nell’Avviso.

Modalità e termini per la presentazione delle domande da parte degli Enti
di Formazione
Gli enti di formazione che vorranno candidarsi all’Avviso e quindi erogare il
corso di formazione potranno presentare la domanda, unicamente in via
telematica, tramite la procedura disponibile sul portale Sistema Puglia al link
www.sistema.puglia.it/SistemaPuglia/oss2017. La procedura sarà attiva a
partire dalle ore 12.00 del 19 febbraio 2018 e sino alle ore 14.00 del 6 marzo
2018.

La fase di valutazione
A seguito della chiusura della piattaforma, prevista per il 6 marzo 2018, la
Regione Puglia avvierà la procedura di ammissibilità e valutazione delle
domande pervenute secondo i rigorosi criteri contenuti nel bando, e
selezionerà gli enti di formazione che potranno erogare il corso. La Regione
approverà sei graduatorie, una per provincia, indicando i progetti e gli Enti
vincitori del contributo, fino alla concorrenza delle risorse disponibili.

Dopo che succede? Quando potranno candidarsi i cittadini?
Gli enti di formazione vincitori dell’Avviso sottoscriveranno un Atto
Unilaterale d’Obbligo con la Regione Puglia, con una serie di doveri da
rispettare tra cui l’obbligo di pubblicità dell’avvio della fase di selezione dei
cittadini che vorranno candidarsi alla frequenza del corso, i criteri della
selezione e i requisiti che i cittadini devono avere che, ad ogni modo,
saranno:
•essere disoccupati / inoccupati;
•aver assolto all’obbligo scolastico;
•aver compiuto il 17° anno di età alla data di iscrizione al corso.
Successivamente alla firma dell’Atto Unilaterale d’Obbligo gli Enti di
Formazione avvieranno la fase di selezione delle persone, su cui la Regione
Puglia vigilerà nel rispetto dell’Avviso, dell’Atto Unilaterale d’Obbligo e di
tutti gli atti che l’Istituzione Regionale predisporrà.

A chi posso chiedere informazioni?
Tutte le informazioni potranno essere chieste tramite la pagina internet
dedicata, disponibile all’indirizzo
http://www.sistema.puglia.it/SistemaPuglia/oss2017
nella sezione “Richiedi INFO”.

Pubblicato in Sanità

Il governo regionale non può continuare a mortificare i territori. Soprattutto non può perseverare nell’avallare operazioni antistoriche, anacronistiche e sistematicamente smentite da documenti e fonti archivistiche.
Il progetto identificato come “Piano di Valorizzazione del Tracciato della via Francigena del Sud – Progetto esecutivo secondo stralcio “Infrastrutturazione leggera e segnaletica del tratto garganico”, promosso dalla Regione Puglia, avrebbe l’ambizione di riscrivere la storia di una parte importante dell’antico cammino dei pellegrini. E lo farebbe a danno, non solo della cultura archivistica, ma anche delle comunità interessate, alcune nate e cresciute proprio intorno all’antico percorso, denominato Via Francisca o Via Francigena come la città di San Marco in Lamis, stretta tra due importanti conventi (S. Maria di Stignano e San Matteo Apostolo) che segnano il passo di un cammino millenario e ampiamente documentato da documenti, testimonianze e relazioni di illustri visitatori.
La Regione Puglia vorrebbe stravolgere la Storia e creare un nuovo sentiero, alternativo e completamente estraneo all’antico percorso, solo per un vezzo paesaggistico e suggestivo, creato artificialmente da qualche “esploratore” moderno che vuole cancellare la storia di una intera comunità, come quella di San Marco in Lamis, e stravolgere un percorso a danno di un territorio che su quell’antica arteria di comunicazione, fondamentale per il Gargano, ha creato la sua ragione identitaria e la sua stessa economia e coesione sociale. Una strada che da oltre 1500 anni continua a svolgere la sua importante funzione di collegamento tra comunità e territori, tra Gargano e Piana del Tavoliere, tra natura e spiritualità.
Il percorso della Via Francigena, nato a tavolino e lasciato in mano al marketing, sta causando molti malumori e prese di posizione. È successo con la zona ionico-tarantina, si ripete ora con quella garganica. Segno che c’è qualcosa che non va. Perché la protesta delle comunità locali (in verità l’amministrazione comunale sammarchese, se non fosse per il gruppo di studio della biblioteca francescana “padre Antonio Fania” e di qualche isolato studioso e accademico, pare subire in silenzio lo scippo storico perpetrato dalla Regione) non può rimanere inascoltata da parte del presidente Emiliano e dell’assessora Capone, così come l’operazione di maquillage storico non può essere avallata dal direttore Patruno.
Non stiamo parlando di una sagra di paese, ma di Storia, che ha radici in un contesto locale, che s’intreccia con quello nazionale e internazionale, non sulla base di supposizioni e suggestioni, ma facendo riferimenti a documenti, unici tra l’altro, che attestano un percorso di grande respiro storico, sociale ed economico per il Gargano, la Capitanata e la Puglia.
Apprezzo l’importante lavoro di coordinamento da parte del Comune di San Giovanni Rotondo, contesto i silenzi imbarazzanti dell’amministrazione comunale di San Marco in Lamis che deturpa la storia, danneggia la identità della comunità locale, ignora il ruolo e la funzione di due importanti conventi e si riduce a recitare un ruolo da comparsa in un contesto storico che la dovrebbe vedere candidata a più nobili e importanti ruoli.
Per questo invito il presidente Emiliano e l’assessora Capone a un immediato confronto con le comunità locali per redigere un percorso che non faccia scempio della Storia e che non cancelli l’identità di un territorio, cresciuto intorno a un percorso non solo religioso, ma strategico per la comunicazione, anche contemporanea, tra comunità, luoghi e riferimenti storici.

Pubblicato in Cultura

Una fitta ragnatela criminale che non risparmia nessun angolo di Puglia da nord a sud, una campagna di conquista avviata in piccoli e grandi centri: nelle città che occupano un ruolo di rilievo nella vita sociale, politica ed economica, ma anche in paesi apparentemente marginali e invece preziosi per la gestione di territorio, affari e consenso. Ecco lo scenario che affiora dall’ultima relazione presentata al Parlamento dalla Direzione investigativa antimafia sulla criminalità organizzata pugliese, cosche che si contendono il territorio e perseguono mire espansionistiche attraverso una massiccia campagna di reclutamento. Che passa anche dall’arruolamento occasionale di gruppi di fuoco utili per dettare la legge del terrore a colpi di kalashnikov.
La realtà raccontata dalla Dia nel dossier (riferito al primo semestre 2017) racconta un inquinamento criminale presente in tutta la regione. Non ci sono eccezioni, non ci sono isole felici. Al contrario, incrociando i dati raccolti dagli investigatori viene fuori la reale dimensione di un fenomeno troppo a lungo sottovalutato a livello politico. I clan attivi in Puglia sono 139, 44 sono presenti a Foggia e provincia, 35 nell’area di Bari, 10 in quella di Brindisi, 24 in quella di Taranto, 13 in quella di Lecce, sempre 13 nella Bat. Ma non è tutto. Perché nel rapporto della Direzione investigativa antimafia ci sono luoghi e numeri, ci sono mappe in cui è tratteggiata graficamente un’offensiva criminale che prosegue da decenni nonostante i colpi subiti a livello giudiziario.
Dal dossier emerge che sono n5 le città pugliesi in cui è segnalata la presenza di cosche o comunque gruppi legati alla criminalità organizzata: in questa mappa ci sono i sei capoluoghi di provincia ma anche altre 109 città (27 in provincia di Bari, 10 in provincia di Taranto, 20 in provincia di Foggia, 36 in pro-vincia di Lecce, 16 in provincia di Brindisi), una vasta fetta del territorio pugliese dove l’inquinamento criminale è certificato da elementi concreti scolpiti nelle operazioni degli investigatori e nella storia processuale della regione. Quello pugliese si conferma uno scenario frastagliato, caratterizzato da equilibri traballanti e alleanze destinate a evaporare nel giro di pochi mesi, una caratteristica che accomuna da tempo le varie frange della cosiddetta «quarta mafia» che in realtà è un arcipelago di cosche in grado di mettere in campo un volume di fuoco impressionante: armi da guerra imbracciate da batterie di soldati reclutati di volta in volta dalle cosche, gente che non viene affiliata ma soltanto pagata e arruolata dalle organizzazioni a seconda dello scenario del momento, gruppi utilizzati come mercenari dai boss che dettano le grandi strategie. «Gli equilibri tra le varie fazioni - dice il comandante della Dia di Puglia, Vincenzo Mangia possono cambiare rapidamente, questo è un contesto in cui gli alleati possono divenire nemici da un momento all’altro». Nel rapporto della Dia ci si sofferma sulla situazione di Bari. «Nel capoluogo di regione - scrivono gli investigatori - il panorama criminale continua ad essere caratterizzato dall’assenza di un organo verrticistico condiviso e dall’operatività di agguerriti gruppi criminali». Nel dossier si sottolinea come le cosche non abbiano problemi ad avviare campagne di reclutamento e a consolidarsi sullo scenario criminale attraverso nuove alleanze. Le varie fazioni seguono strategie differenti: «In alcuni casi - spiegano gli investigatori - c’è una verta diffidenza a procedere con nuove affiliazioni mentre ci sono invece organizza rioni che puntano su un ampio arruolamento per infoltire i ranghi». Nel dossier viene tracciata la mappa della criminalità organizzata barese in cui occupano un ruolo di primo i clan Strisciuglio e Parisi. Ma lo scenario è molto complesso e si sottolinea la pericolosa situazione della provincia, in particolare ad Altamura e Bitonto. Gli investigatori prendono in esame l’intero scenario pugliese, in cui quella di Foggia affiora come la zona maggiormente a rischio. «Il quadro - è scritto nel rapporto - si presenta complesso ed instabile con dinamiche che risentono dell’operatività di sodalizi mafiosi». Nella relazione si sottolinea «l’abbondanza di giovani leve, a volte estranee a contesti di criminalità organizzata ma che si prestano comunque ad attività funzionali al perseguimento degli scopi illeciti». «Rilevano altresì - si legge ancora nella relazione - la massiccia presenza di armi e il forte legame dei sodalizi con il territorio che favoriscono un contesto omertoso e violento». I riflettori degli investigatori sono puntati sugli affari. Quello più redditizio per le cosche resta il traffico di droga, che consente di intrecciare alleanze o scambi di affari con le altre grandi organizzazioni mafiose del Sud Italia: La strategia dei clan è però mirata alla conquista del tessuto sociale ed economico. Non a caso nel dossier sono ricordati con allarme gli interessi nel truismo e nel settore degli appalti. Insomma, nel mirino ci sono i nuovi business. Anche quelli dalla facciata pulita e rassicurante.

Bepi Castellaneta
Corrieremezzogiorno

 

 

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Pubblicato in Società

Ieri ha fatto visita alle città di San Giovanni Rotondo e San Marco in Lamis accolta con entusiasmo da un vero e proprio bagno di folla.
“ Felice e soddisfatta dopo una giornata intera, ricca di sorrisi, abbracci e strette di mano” – le sue dichiarazioni a caldo. “Le città di San Marco in Lamis e San Giovanni Rotondo mi hanno accolto con calore e grande voglia di “fare insieme”. La politica è lavorare con la gente, animati da identica passione, con gli occhi che guardano nella stessa direzione e quella di un futuro migliore e diverso .
A me l'Italia – ha sottolineato Di Donna - piace guardarla così, uniti dalla voglia di stare bene”.
Dopo San Giovanni Rotondo e San Marco la candidata onorevole è attesa a Ischitella per sabato o domenica dove riaprirà e inaugurerà la locale sezione di Forza Italia.

Giuseppe Laganella

Pubblicato in Politica

Attività avviatissima (ristorante-bar-pizzeria) e consolidata, in un posto strategico, con annesso spiazzale di proprietà.

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Pubblicato in Avvisi

e grani di detto bestiame abruzzese dei detti Giulio e Francesco in detta terra per Cola rocchio capovaccaro di Vincenzo di Carlo e Costantino capovaccaro di Antonio Francesco della Rivera della lista da apprezzare per i danni fatti da detto bestiame abruzzese e avendo apprezzato detti danni di grano e lino i detti Cola Rocchio e Costantino Bufero per questa informazione di detti apprezzatori per questo danno che hanno fatto il bestiame e per il bisogno lo apprezzammo e lo pagammo per il detto giusto bisogno. Intanto solo per il lino come per il grano è stata fatta la lista e stata mandata allo stesso Signore doganiero in Foggia quando fu fatta quando furono quantificati da detti apprezzamenti con Gasparo cavallaro di Foggia.
Cos’ avendo visti i danni di detto bestiame abruzzese come una volta quando hanno fatto danni ai detti grani e lini del Signore, in questa causa del giudizio e per la verità udita del luogo con ottemperanza del Signore come sopra.

Giuseppe Laganella

 

 

 

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Pubblicato in Cultura
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Ondaradio consiglia...

Reporter della tua città

Immagine predefinita
25 Maggio 2018 - 11:56:35

Reporter della Tua Città/ Attenzione ai falsi esattori di gas e luce

Numerose segnalazioni ci sono giunte in redazione circa gentilissimi esattori o pseudo tali che stanno facendo visita, in queste ore, in tanti condomini di Vieste, chiedendo…

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