Articoli filtrati per data: Martedì, 06 Novembre 2018 - Ondaradio - Tra le vie della città Gargano

Il Consiglio Comunale di Vieste è convocato in seduta di prima convocazione per domani mercoledì 7 novembre alle ore 9,30 ed in seconda convocazione per giovedì 8 novembre alle ore 11,30 per la trattazione del seguente ordine del giorno: 1) Bonifica e ripristino dei fondali marini interessati dalla attività di mitilicoltura . Convenzione tra Regione Puglia e Comuni del Circondario Marittimo di Vieste; 2) Approvazione Regolamento per il conferimento della cittadinanza onoraria e della civica benemerenza; 3) Istituzione di una commissione per lo studio e la promozione di attività finalizzate al contrasto dei fenomeni di criminalità (art. 23 Regolamento del Consiglio Comunale); 4) Mozione consiliare ai sensi dell'art. 43 comma 3 del D.Lgs. 267/2000. Art. 49 c. 1 e art. 50 c. 7 del vigente Regolamento del Consiglio Comunale Gruppo "I Democratici”.

Pubblicato in Politica

Informato della nomina disposta da Papa Francesco di Padre Franco Moscone ad arcivescovo della diocesi di Manfredonia-Vieste- San Giovanni Rotonda, il Sindaco di Vieste Giuseppe Nobiletti, in un messaggio inviato al neo Vescovo ha espresso “il più caloroso benvenuto tra Noi” e l’augurio “di un fecondo ed illuminato cammino alla guida spirituale della nostra Comunità”. In un successivo passaggio della missiva spedita alla Curia Arcivescovile di Manfredonia, il Sindaco si dice certo che Padre Franco Moscone “saprà farsi interprete autentico dei nostri storici e radicati sentimenti religiosi, nel solco della straordinaria eredità pastorale coltivata dal compianto Arcivescovo Mons. Michele Castoro” e di “ogni rinnovato slancio spirituale devoluto alle sfide particolarmente impegnative del nostro tempo in tutta la sua complessa modernità”.

Qui di seguito il testo integrale del messaggio.

Pubblicato in Società

Padre Pio aveva una sorella minore, Pellegrina, la "ribelle" di famiglia che fu protagonista di uno scandalo. Lo scrive il settimanale 'Chi', nel numero che sarà in edicola domani e del quale è stata diffusa un'anticipazione. Il dramma che calò sulla famiglia Forgione avvenne nel 1911, quando Pellegrina rimase incinta del fidanzato senza essere sposata. All'epoca, una cosa del genere era uno scandalo. Nella Pietrelcina dei primi anni del '900, la sorella di Padre Pio fu in fretta qualificata come una "poco di buono". Nonostante Pellegrina avesse poi sposato il fidanzato che aveva riconosciuto il figlio, il marchio le rimase: dopo che il marito emigrò in America e dopo aver perduto tre figli, Pellegrina lasciò Pietrelcina. Da quel momento si persero le sue tracce. Si sa solamente che nel 1944 era ospite di un ospizio di Chieti. E si sa che morì il 18 febbraio di quell'anno, all'età di 52 anni e malata di tisi, nell'ospedale sanatoriale S. Camillo De Lellis. Fu sepolta a Chieti in una tomba povera e anonima, dimenticata dalla famiglia. La sua vicenda è tornata alla luce in questi giorni dopo che una delegazione del Fai - riferisce il settimanale 'Chi' - ha ritrovato la tomba dimenticata nel cimitero di Chieti.

(ANSA)

Pubblicato in Personaggi

I limiti della foto: il non poter fornire immagini più nitide della spazzatura.

 Tre arresti della Polizia nell'ambito di una indagine della mafia a delinquere finalizzata garganica: in manette con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga con l'aggravante di aver favorito un clan mafioso, sono finite due viestani (Claudio Iannoli, 42 anni e Raffaele Giorgio Prencipe, 34) e un manfredoniano (Gaetano Renegaldo) vicino al clan dei montanari. I tre - i due viestani erano in cella - sono stati arrestati in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere richiesta dalla Dda che ha avallato una indagine del gruppo Gargano della Polizia di stato in una operazione denominata "Agosto di fuoco". Al centro dell'indagine, che è una costola dell'inchiesta che ha portato in cella altre sette persone nei mesi di agosto e settembre, ci sarebbe una fornitura di due chili di cocaina da parte di Renegaldo ai due viestani esponenti del clan Perna per il controllo del traffico di droga nel centro garganico. Nel corso dell'indagine sono stati sequestrati a Renegaldo anche 25mila euro in contanti, quale acconto della partita di coca del valore di 70mila euro. Tale episodio rappresenterebbe un legame tra i due clan per il controllo degli illeciti. Renegaldo è stato bloccato dalla Polizia sulla statale 89 al rientro da Bratislava in Slovacchia: l'uomo stava raggiungendo un posto sicuro a Mattinata ed era accompagnato da un cittadino di Monte S. Angelo. Nel provvedimento di arresto il gip ha disposto il sequestro ai fini di confisca della somma di 25mila euro.

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  E' di Bovino, uno dei borghi più belli dìItalia, uno dei più bravi pasticcieri d'Italia pugliese, produttore di panettoni artigianali. Luigi Giannotti, titolare insieme alla sua famiglia di una nota pasticceria della località dei Monti Dauni, si è aggiudicato il terzo posto al concorso ‘Mastro Panettone’, il concorso organizzato dal portale Goloasi.it e svoltosi a Turi.

 

 

Tantissimi i pasticcieri che hanno partecipato alla competizione. E, al termine della competizione, sul podio è spuntato un pasticciere del foggiano: si tratta di Luigi Giannotti, di Bovino, che si è aggiudicato il terzo posto nella categoria “miglior panettone artigianale creativo al cioccolato”.

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Nelle prime ore di ieri due "gazzelle" dei Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Foggia, impegnate nel servizio di controllo del territorio lungo la SS.16, hanno intercettato alcuni soggetti che, a bordo di una Volkswagen Golf, stavano "spingendo" sulla complanare in direzione di Bari  un’Alfa Romeo Giulietta. La Golf, negli ultimi giorni, era già stata più volte segnalata in città per essere utilizzata da soggetti dediti ai furti di auto, e numerose volte era stata protagonista di inseguimenti da parte delle FF.OO., all’esito dei quali, fino all'altra notte, era sempre riuscita a sfuggire grazie alla velocità del mezzo, con ogni probabilità modificato, ed alla guida spericolata del suo conducente.

Alla vista delle pattuglie dell’Arma che avevano imboccato lo svincolo per uscire dalla statale, i delinquenti hanno abbandonato la Giulietta lungo la strada, dandosi alla fuga ad elevatissima  velocità verso Foggia, per poi proseguire lungo la SS. 16 in direzione opposta. I Carabinieri, però, li avevano ormai "agganciati".

Ne è seguito un rocambolesco inseguimento ad altissima velocità, nel corso del quale i fuggitivi hanno tentato in ogni modo di spingere fuori strada le autovetture di servizio che di volta in volta tentavano di affiancarli, fino a proseguire la corsa a fari spenti nel tentativo di far perdere le proprie tracce. La tenacia dei Carabinieri ha però fatto sì che il conducente della Golf, nel tentativo di raggiungere il centro abitato di Orta Nova, perdesse il controllo dell’auto, che ha concluso la propria corsa all’interno di un vigneto. Con il favore della notte gli occupanti sono così, per il momento, riusciti a far perdere le proprie tracce nei terreni circostanti.

All’interno dell’abitacolo della Golf sono state rinvenute centraline scodificate di vari marchi automobilistici e numerosissimi attrezzi necessari per forzare le autovetture, oltre a passamontagna, guanti e ricetrasmittenti.

Le auto, recuperate e ora oggetto di accertamenti tecnico-scientifici finalizzati all'identificazione dei fuggiaschi, sono risultate entrambe rubate, la Golf a Melfi nel giugno dell'anno scorso e la Giulietta poco prima ad Orta Nova, e saranno a breve restituite ai rispettivi proprietari.

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Il presidente della Regione Puglia,  Michele Emiliano ha partecipato oggi a Foggia al convegno "L'esempio è l'impegno" in memoria di Giovanni Panunzio, simbolo nazionale della lotta al racket.

“Sono qui  - ha detto a margine del convegno Emiliano - soprattutto per l’amicizia personale nei confronti della famiglia Panunzio, ma anche per il sostegno istituzionale di tutta la Puglia a questa famiglia martire della oppressione mafiosa nella città e nella provincia di Foggia. Si tratta di un evento drammatico, avvenuto in un momento storico nel quale l’isolamento degli imprenditori di questa città, in particolare degli imprenditori edili, era gravissimo e pesante. Ancora oggi la lotta è in corso: abbiamo segnali incoraggianti sia dal punto di vista investigativo che dal punto di vista della capacità degli imprenditori di reagire a fatti del genere, ma non possiamo assolutamente dire che ciò che produsse questo martirio oggi sia del tutto esaurito. Foggia è una città dove bisogna tenere altissima la sorveglianza sulle attività, sugli appalti, sui movimenti di denaro: su tutte quelle situazioni che potrebbero consentire alla criminalità organizzata di tornare a premere su singole imprese per inquinare l’aggiudicazione degli appalti pubblici o, peggio, per sottoporre ad estorsione i vincitori e coloro che stanno realizzando opere. La Procura della Repubblica, le Forze dell’ordine e la Prefettura stanno facendo in modo straordinario il loro dovere oggi e quindi noi stiamo anche celebrando l’impegno dello Stato nei confronti della criminalità organizzata”.

Sono intervenuti, tra gli altri: Raffaele Cannizzaro, prefetto e commissario nazionale per il coordinamento delle iniziative di solidarietà per le vittime dei reati di tipo mafioso, Franco Landella sindaco di Foggia e Dimitri Leroy presidente associazione "Giovanni Panunzio eguaglianza legalità diritti".

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In tema di promozione dei buoni comportamenti, il Presidente della Provincia di Foggia, Nicola Gatta ha emanato il Decreto n.18 del 5 novembre 2018, che vieta l’accesso e la sosta di automezzi all’interno di Palazzo Dogana, provvedimento necessario per il rispetto di regole a tutela del decoro della sede storica della Provincia.

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Il presidente della Regione Puglia con riferimento all’acquisto delle plafoniere da parte della ditta appaltatrice che sta realizzando la nuova sede del Consiglio regionale della Puglia, nonostante detta opera sia stata realizzata dal Consiglio Regionale e non dall’esecutivo presieduto da Emiliano, ha formato un collegio di vigilanza composto dal presidente medesimo, dall’assessore Gianni Giannini, dal capo di gabinetto Claudio Stefanazzi, dal commissario di Asset ing. Elio Sannicandro, dal direttore del dipartimento Barbara Valenzano e dal capo dell’avvocatura Rossana Lanza, per verificare la corrispondenza alle leggi ed alle regole di economicità della condotta del direttore dei lavori e del responsabile unico del procedimento che, in via esclusiva, avevano il compito di verificare la congruità dei costi delle suddette plafoniere.

Il presidente della Regione intende così accertare nel generale compito di vigilanza politica su ogni attività regionale e sia pure al di fuori di specifica competenza amministrativa, spettante in via esclusiva ai suddetti direttore dei lavori e responsabile unico del procedimento, se il prezzo di dette plafoniere sia congruo rispetto agli obblighi di legge previsti per simili impianti. Tanto sulla base di alcune notizie di stampa e televisive.

Il presidente ha altresì dato immediata disposizione agli uffici preposti di sospendere la fornitura se ancora in itinere e, comunque, ogni pagamento nei confronti della ditta che ha acquistato le plafoniere sino a esito delle verifiche disposte. 

Tanto a tutela della verità.

 
 
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