Articoli filtrati per data: Giovedì, 11 Ottobre 2018 - Ondaradio - Tra le vie della città Gargano

La Regione Puglia ha approvato poco fa nel corso di una riunione di Giunta, un importante intervento economico per l'adeguamento del depuratore di Manfredonia per il riuso dei reflui. I fondi sono quelli del Patto per la Puglia e Por. Sempre nella riunione di oggi, approvato lo scorrimento della graduatoria per lo scorrimento delle graduatorie per lo smaltimento dei rifiuti illecitamente abbandonati su aree pubbliche: infatti continuano a pervenire alla Sezione Ciclo Rifiuti e Bonifica della Regione Puglia segnalazioni di illeciti abbandoni rilevati dagli organi di controllo su suoli di proprietà pubblica del territorio regionale che interessano anche aree di particolare interesse naturalistico, in relazione alle quali i comuni chiedono di essere supportati finanziariamente.

Le istanze pervenute entro il termine previsto dal bando hanno un importo complessivo di 1.528.846 euro. La Giunta ha quindi autorizzato la spesa di  1.600.000 euro per lo scorrimento dell’elenco delle richieste di contributo regionale utilmente pervenute nei termini previsti dal bando e risultate ottemperanti dei requisiti formali e sostanziali.

Approvati interventi adeguamento depuratori Palagiano, Sternatia e Manfredonia per il riuso dei reflui, ai sensi del DM 185/03 a fini irrigui con fondi FSC Patto per la Puglia e Por.

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Si è svolto ieri, 10 ottobre 2018, un importante incontro tra l’Ispettorato territoriale del Lavoro di Foggia – Area Vigilanza, dott.ssa Antonella Modugno, e la consigliera di Parità della Provincia di Foggia, avv. Antonietta Colasanto. Le parti si sono incontrate per rinnovare e dare nuovo impulso alla sinergia già avviata nel 2016 con un primo Protocollo di Intesa, poi replicata negli anni 2017 e 2018, come da disposizioni nazionali. L’accordo riprende i contenuti del precedente Protocollo stipulato a Roma in data 6 giugno 2007.

“Il quadro normativo di riferimento rimane sempre quello in tema di parità, pari opportunità e discriminazioni di genere, oltre che di vigilanza sulla esecuzione delle leggi in materia di livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale, di tutela dei rapporti di lavoro e di legislazione sociale” ha affermato la dott.ssa Antonella Modugno. “Fondamentale – ha aggiunto l’avv. Antonietta Colasanto - è la riconferma dei presupposti alla base del Protocollo del 2007 quali la promozione dell’occupazione femminile, la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni di genere nei luoghi di lavoro, il rispetto del principio della parità di trattamento tra uomini e donne nell’accesso al lavoro, la formazione e la promozione professionale”.

Il Protocollo: contenuti

Il protocollo nazionale si pone come dichiarazioni di intenti quello di proseguire e dare nuovo slancio alla collaborazione tra la Consigliera di Parità e l’Ispettorato del lavoro per favorire l’applicazione delle norme in materia di pari opportunità e per attivare misure di contrasto alle discriminazioni di genere, con una particolare attenzione al ruolo genitoriale.

Più specificatamente, l’Ispettorato del lavoro spetta il compito di sensibilizzare maggiormente gli Ispettorati territoriali per poter garantire innanzitutto una comunicazione tempestiva di possibili ed eventuali situazioni discriminatorie di genere riscontrate nel corso dell’attività ispettiva e, quindi, la successiva trasmissione dei dati inerenti i possibili squilibri nella posizione tra uomini e donne rilevata in azienda sempre in fase ispettiva.

In capo alle Consigliere provinciali, invece, l’obbligo di segnalare le violazioni di norme antidiscriminatorie e/o delle norme che disciplinano il rapporto di lavoro ai competenti ispettori interregionali o territoriali.

Entrambe le parti si impegnano a raccordarsi ed informarsi sui rapporti relativi la situazione del personale per le aziende che occupano più di 100 dipendenti (ex art.46, D.Lgs n.198/2006) così da poter valutare ognuno i propri profili di competenza.

Le proposte di intervento presentazione dalle Consigliere di parità agli ispettorati territorialmente competenti sono esaminate tempestivamente, sì da pianificare i conseguenti accessi ispettivi.

Il protocollo prevede che le parti promuovano, anche a livello territoriale, attività formative e di studio che coinvolgano il personale per poter implementare le conoscenze, le competenze e le metodologie. Quindi, la possibilità di realizzare – congiuntamente alla Direzione Generale dei Rapporti di Lavoro e delle Relazioni industriali del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali- iniziative come conferenze, seminari, convegni sulle tematiche lavoristiche in una ottica di genere.

Al fine di migliorare la collaborazione tra le parti, potranno essere stabiliti degli incontri finalizzato allo studio di casi particolari, con il possibile coinvolgimento diretto dei soggetti interessati (lavoratori, organizzazioni sindacali e le competenti Direzioni generali del Ministero) per poter rimuovere comportamenti discriminatori o situazioni di squilibrio di particolare importanza.

L’impegno è a riunirsi periodicamente per lo scambio di informazioni necessarie alla attività e per coordinare le rispettive azioni volte alla disincentivazione di qualsivoglia forma di discriminazione (art.6).

Relazione sulle Pari opportunità anno 2017/2018: i dati

Stante la collaborazione instauratasi già nel 2016 ed in riferimento allo scambio di informazione e dati stabilito, è risultato che nel periodo maggio 2017 -  maggio 2018 in corso di attività ispettiva sono strati trovati complessivamente 852 casi di lavoro nero, di cui 69 donne nel 2018 e 215 nel 2017 (284 donne in tutto)

Per quanto riguarda le dimissioni delle lavoratrici madri ne sono state presentate 201 nel periodo maggio 2017/maggio 2018, 5 da parte di lavoratori – padre con figlio minore di 3 anni. Nello stesso periodo sono stati emessi 11 provvedimenti di interdizione dal lavoro.

Sempre nel periodo maggio 2017/maggio 2018 sono inoltre stati emanati n.59 provvedimenti di astensione obbligatoria dal lavoro ed emessi n.35 provvedimenti di diniego per il periodo considerato.

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Plauso di Legambiente Puglia al lavoro dei Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Bari per l’operazione “Red River” che, nella giornata di oggi, ha portato al sequestro di una porzione del canale “Cinquemetri” nel Comune di Trinitapoli, oggetto di scarichi abusivi, in particolare di rifiuti speciali anche pericolosi. I Carabinieri, inoltre, hanno sequestrato in località Carmosina, a Margherita di Savoia, una condotta abusiva realizzata a margine delle Saline e finalizzata allo scarico delle acque di produzione, dal colore rosso mattone, unitamente ai fanghi di scarto accumulati nelle vasche.

Lo scorso settembre Legambiente aveva segnalato la presenza di acqua di colore rosso, melmosa e di consistenza quasi oleosa nel Canale Carmosino a Margherita di Savoia.

“L’operazione Red River – dichiara Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia – conferma che i nemici del mare non sono solo i depuratori mal funzionanti ma anche gli scarichi illegali e fuori legge. È importante, come sosteniamo da tempo con la campagna di Goletta Verde, monitorare fiumi, torrenti e canali il cui inquinamento viene dato per scontato perché non balneabili, ma non per questo meno importanti dal punto di vista ambientale”.

Sette campionamenti su ventinove eseguiti quest’estate lungo le coste pugliesi dall’equipe tecnica di Goletta Verde, risultano fuori dai limiti di legge e, di questi, cinque sono“fortemente inquinati”. Nel mirino ci sono sempre canali e foci che continuano a riversare in mare scarichi non adeguatamente depurati come nel caso della foce del torrente Candelaro a Manfredonia, foce Canale Reale a Carovigno, foce canale contrada Posticeddu, sul litorale Apani, a Brindisi, presso il canale di scarico di Marina di Leuca a Castrignano del Capo, e a Marina di Lizzano, alla foce del fiume Ostone, punti risultati fortemente inquinati.

Inoltre nel rapporto “Mare Monstrum 2018” la Puglia, nella classifica del mare illegale, si piazza al secondo posto, dopo la Campania, con 2.098 infrazioni accertate. A questo si aggiunge che in Puglia ci sono ben 30 depuratori soggetti a scarichi illegali (arrivi impropri di acque di vegetazione, di natura lattiero-casearia, ecc) che inficiano il processo depurativo delle acque reflue urbane.

Ufficio stampa Legambiente Puglia

080.5212083

 
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Carpino, Vieste e Torremaggiore tra i comuni della nostra provincia aderenti all'iniziativa nazionale

 Presentata, oggi, a Roma, al Ministero dei Beni Culturali, la seconda edizione della Camminata tra gli olivi, che, un passo dopo l’altro, conduce i partecipanti alla scoperta di piante secolari e di un mondo antico in Puglia. L’Associazione Nazionale Città dell’Olio riporta infatti alla ribalta la qualità e il valore dell’olio extravergine, degli olivicoltori e dei territori domenica 28 ottobre con un nuovo percorso alla scoperta dell’eccellenza di un prodotto che modella l’identità stessa del paesaggio. Nell’anno dedicato al cibo italiano in Puglia le Città dell’Olio celebrano il paesaggio e la millenaria cultura dell’olio domenica 28 ottobre con la seconda edizione della Camminata tra gli olivi. Nuovi itinerari e suggestive passeggiate nell’Italia dell’olio extravergine con la giornata nazionale per valorizzare territorio e produzioni, che vanta la partecipazione di ben 17 Comuni nelle province di Bari, Barletta-Andria-Trani, Lecce, Foggia e Brindisi. Anche quest’anno oltre 120 città in tutta Italia hanno raccolto l’invito dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio allestendo la propria passeggiata (dai 2 ai 5 chilometri) arricchita da incontri, itinerari, degustazioni. L’esperienza in Puglia coinvolge anche i Comuni, della nostra Provincia di Carpino, Torremaggiore e Vieste. Per scegliere il proprio itinerario o solo per saperne di più basta un click. È on line il sito www.camminatatragliolivi.it per scaricare subito il programma della giornata.

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Il Generale di Divisione Vito Augelli, Comandante Regionale Puglia della Guardia di Finanza, accolto dal Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Foggia, Colonnello Ernesto Bruno, si è recato presso la caserma “M.B.V.M. Finanziere Mario Tosques” dove ha reso visita alle Fiamme Gialle della Tenenza di Vieste. Il Comandante Regionale ha incontrato il personale in forza al Reparto cui ha espresso parole di compiacimento e gratitudine per la dedizione profusa e la professionalità dimostrata nell’assolvimento dei molteplici e complessi obiettivi istituzionali. A seguire, l’Ufficiale Generale ha presenziato ad un briefing istituzionale, nel corso del quale il Luogotenente Cariche Speciali Benedetto Asciuti, Comandante del Reparto, ha illustrato la situazione socio economica del territorio unitamente ai principali aspetti relativi alla gestione del personale e della logistica. Uno specifico approfondimento è stato dedicato alle principali tematiche operative riguardanti il Reparto, facendo il punto sulle più importanti attività investigative in corso in un territorio che vede il Corpo particolarmente impegnato nel contrasto alla criminalità economico-finanziaria, all’evasione fiscale e agli sprechi in materia di spesa pubblica.

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 Nel 2018 vale circa 4,9 miliardi di euro il comparto del turismo all’aria aperta (categorie di alloggio e indotto), con una previsione di crescita di 1,3 punti percentuali per il prossimo anno. Sono le stime di fatturato per il settore che emergono dal primo Osservatorio del Turismo Outdoor realizzato da Human Company, gruppo fiorentino leader in Italia nel settore dell’open air, in collaborazione con Travel Appeal, la startup italiana specializzata in Data Science e Intelligenza Artificiale al servizio della travel industry.

La ricerca, presentata oggi in occasione di TTG Travel Experience di Rimini, analizza l’andamento dell’offerta di questo segmento di mercato partendo dall’analisi di 2.500 strutture in Italia per un totale di oltre 130mila commenti raccolti dal 15 maggio al 15 settembre 2018 sui principali social, portali e Ota, tra cui Facebook, TripAdivsor, Google, Booking, Expedia. Oltre al valore dell’offerta outdoor nel Bel Paese, il report racconta, attraverso un’indagine della presenza digitale, chi sono e dove vanno gli ospiti italiani e stranieri, la reputazione e il livello di soddisfazione online, i trend e le previsioni dei flussi turistici.

Nel 2018 il 77% delle strutture ricettive outdoor si sono dimostrate attive online. Toscana, Veneto e Puglia sono le regioni con più offerta di strutture outdoor e Vieste, Cavallino-Treporti e Camerota le città. Le tre regioni, con il Veneto in prima posizione seguita da Toscana e Puglia, si attestano anche come le più frequentate dagli ospiti open air; due città venete, Venezia e di nuovo Cavallino-Treporti, affiancate da Roma, risultano le località dove hanno soggiornato maggiormente gli ospiti outdoor.

In generale, l’offerta attiva estiva è concentrata sulle coste italiane, tant’è che le destinazioni marine vengono scelte per il 43,5% dagli ospiti outdoor, ma con il 36,7% anche città d’arte tra cui Venezia, Roma e Firenze spiccano per occupazione degli alloggi outdoor in città. Cresce del 5,5% il volume delle recensioni lasciate dagli ospiti rispetto alla stagione 2017 e aumenta anche il sentiment positivo degli ospiti, che sale all’80,5%. Da Nord a Sud sul podio delle regioni più amate salgono la Valle d’Aosta con l’87,4%, seguita a pari merito dal Trentino Alto Adige e dalla Basilicata con l’85,5% e dall’Abruzzo con l’84,7%. Tra le città svetta Cavallino in Puglia (86,2%) prima del comune veneto sparso di Cavallino-Treporti (85,3%) e di Vieste (83,6%).

L’accoglienza risulta l’elemento cardine dell’esperienza di soggiorno nelle strutture outdoor (pesa per il 22% nelle recensioni) e raccoglie il miglior livello di sentiment positivo (89.4%). Con il 66% le famiglie rappresentano oltre la metà dei turisti outdoor in viaggio nel 2018 con livelli di soddisfazione dell’offerta superiori alla media delle altre tipologie. Seguono coppie (23%) e gruppi di amici (8%) che si distribuiscono a macchia di leopardo sul territorio nazionale.

Nel periodo di riferimento, gli italiani che hanno recensito online si confermano al 66% nelle strutture outdoor con una lieve crescita della soddisfazione sull’offerta (+0,3%). Anche gli stranieri recuperano dopo la flessione dello scorso anno. I tedeschi sono in testa per quantità (19%) e più fedeli al Veneto, seguiti dagli olandesi (12%) e dai francesi (10%) che prediligono la Toscana e risultano anche i più soddisfatti tra i 3 principali mercati esteri. Secondo i dati analizzati, si prevede un aumento del 3% in media degli arrivi outdoor durante tutto il 2019 con la Basilicata in testa (+5,9%) seguita dalle principali regioni del Nord Italia per tasso di crescita stimato (Piemonte, Lombardia, Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige, Veneto). Le presenze, mediamente, si stimano in aumento del 2,3%.

Marco Galletti, Ceo di Human Company, ha commentato: "Con un giro d’affari pari a circa 5 miliardi di euro compreso l’indotto, il comparto dell’open air in Italia conferma trend in crescita sia quanto a presenze che a valore di mercato. Si tratta di numeri che non possono essere ignorati, anche e soprattutto in relazione al potenziale di sviluppo del segmento, che lo rende una fetta sempre più importante dell’industria del turismo".

"Quali leader di mercato, con il nostro Osservatorio del Turismo Oudoor nato dalla collaborazione con Travel Appeal, intendiamo offrire uno strumento autorevole per monitorare i numeri e le tendenze del turismo open in Italia, promuoverne i valori di sostenibilità e legame con il territorio, a favore di un turismo a basso impatto ambientale, di qualità, a contatto con la natura e aperto a tutti", ha aggiunto.

Per Mirko Lalli, Ceo di Travel Appeal, "in questi anni il turismo outdoor ha registrato un vero e proprio boom in Italia, come testimoniano i numeri e le previsioni per il 2019, con soddisfazione crescente dei turisti, italiani e stranieri, che sempre più numerosi scelgono una vacanza salutare, attiva e all’aria aperta, in Italia". "L’industria di settore - ha spiegato - deve cavalcare questo trend, elaborando strategie di successo per migliorare il grado di soddisfazione dei suoi utenti, già superiore all’80%. In questo senso, l’Osservatorio sul turismo outdoor di Human Company rappresenta uno strumento unico e lungimirante per far crescere un comparto turistico che ora si candida a competere con i leader europei di settore".

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Provincia di Foggia: mercoledì 31 ottobre i sindaci e gli amministratori dei 61 comuni della Capitanata elegeranno il nuovo presidente. Due i candidati: Nicola Gatta, sindaco di Candela per il centrodestra; Michele Merla, sindaco di San Marco in Lamis per il centro sinistra. La sfida Monti Dauni-Gargano, peraltro anticipata da Onda Radio, rappresenta soprattuto un interessante banco di prova per la politica foggiana alla vigilia di importanti scadenze elettorali come il rinnovo delle amministrazioni comunali di Foggia, Lucera e San Severo. Sulla carta il pronostico dice Gatta, sostenuto da un centrodestra compatto e unito come non mai, e come dice qualcuno con l'appoggio esterno dei civici di Leo Di Gioia che proprio in questi giorni sul nome del candidato hanno rotto l'alleanza con il PD. Questa mattina Gatta e Merla si sono incontrati a Palazzo Dogana, si sono stretti la mano e scambiato gli auguri. Tra i due c'è molto rispetto, e probabilmente in fururo collaboreranno pure, anche perchè la Provincia è un ente di secondo livello che deve amministrare un territorio che non ha nessun colore politico: le scuole e le strade efficienti piacciono a tutti, al centrodestra come al centrosinistra. Auguri ad entrambi!

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«Strumentalizzare la vicenda di Borgo Mezzanone, trasformando gli aggressori in vittime e i poliziotti in carnefici, è tipico di chi cavalca vicende simili per andare contro le forze dell’ordine e mascherare la difesa dei propri interessi con quella degli immigrati». Commenta duramente Stefano Paoloni, Segretario Generale del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap), il clamore mediatico suscitato da alcuni video girati dai cellulari degli extracomunitari residenti nel ghetto di Borgo Mezzanone, che “escluderebbero” le violenze ai danni dei poliziotti che il Sap ha denunciato tre giorni fa.

«Quei video sono stati girati dagli stessi migranti, e in essi si vedeva che molti di loro sono dotati di telefono cellulare per le riprese. Questo risulta anche utile, perché è da anni che chiediamo a gran voce di essere dotati di telecamere sulle divise per operare in trasparenza. Trasparenza però – prosegue Paoloni – significa lasciare i video nella propria integrità e non tagliati o interrotti come sembrano apparire quelli diffusi dai comitati. Nei video diffusi in rete, mancherebbero l’inizio e la fine però una cosa è evidente: la resistenza a pubblico ufficiale. La violenza contro i poliziotti, che non si vede nelle immagini ma che con molta probabilità gli inquirenti riusciranno ad acquisire, è dimostrata nei referti medici che parlano di contusioni, frattura del setto nasale e lesioni sul corpo, guaribili in 30 giorni salvo complicazioni, mentre per l’altro poliziotto lesioni guaribili in 15 giorni. La circostanza è stata confermata alla stampa anche dal Questore di Foggia Mario Della Cioppa».

In merito all’ammanettamento del gambiano alla ruota dell’auto, Paoloni precisa «L’arresto è stato effettuato da due agenti della stradale, completamente accerchiati da altri immigrati. L’auto della stradale non è come una volante, non ha lo stesso livello di protezione, avrebbero potuto accedervi o peggio, distruggerla».

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La sua romantica autorevolezza giganteggia lunga la strada dei tre confini o del “compromesso”, nei pressi di coppa Fusillo. Sulla via del pellegrinaggio a S. Michele. Ghiande grosse, età tra i 500 e 600 anni, circonferenza pari a cinque abbracci di uomini. E’ la quercia più antica del Gargano e non solo. Una delle tante nostre nascoste meraviglie... che più sà e più tace, più tace e più sà. Il vecchio gigante, sottovalutato, dal nostro sgarrubato infomarketing cui sarebbe ora che si desse una decisiva…”regolata”.

Si è riunito lunedì e marte­dì scorsi, a Bruxelles, presso la sodo della Commissione euro­pea un gruppo di lavoro forma­to da esperti del settore olivico­lo. All’incontro hanno partecipa­to i rappresentati del mondo agri­colo, industriale e dei consumato­ri dei Paesi della Ue maggiormen­te produttori di olio d’oliva. Il tema al centro della discussione è sta­to il Panel Test, ossia lo strumen­to utilizzato per la classificazione dell’olio d’oliva sulla base di una rigida procedura scientifica che, attraverso il lavoro di assaggiatore specializzati, permette di valu­tare le caratteristiche organolettiche dell’olio d’oliva che, sommate ai parametri chimico-fisici, diven­tano parte sostanziale per la clas­sificazione legale degli oli ottenu­ti dalle olive unicamente attraver­so un procedimento di estrazio­ne meccanica di lavorazione del­le stesse. L’Unaprol (Unione na­zionale dei produttori olio) con un recente comunicato ha reso noto che, durante il predetto incontro, il Presidente del gruppo ha accon­sentito, su richiesta dei rappre­sentanti degli industriali del confezionamento e commercio ole­ario, a far inserire all’ordine del giorno il parere di un tecnico sen­za alcuna comunicazione preven­tiva e, quindi, senza dare la pos­sibilità di conoscere in anticipo il tema alle controparti, in partico­lare a quelle che rappresentavano gli interessi del comparto produt­tivo agricolo, per replicare in ma­niera appropriata a quanto espo­sto con detto parere. L’esperto ammesso a relazionare ha attac­cato duramente il metodo del Pa­nel Test, sollevando critiche sulla sua scientificità, fino ad arrivare a chiedere l’eliminazione delle san­zioni previste dalle vigenti norma­tive nazionali e comunitarie, per chi non rispetta i parametri stabi­liti dalla “prova regina”, quella or­ganolettica, nella classificazione legale degli oli d’oliva in commer­cio sul mercato interno della Ue e su quello internazionale, da parte dei Paesi comunitari produttori di olio d’oliva ed esportatori di det­to prodotto. Infatti, la valutazio­ne integrativa del Panel Test è un elemento fondamentale per l’in­dividuazione e la conseguente in­dividuazione in etichetta degli oli d’oliva commestibili di qualità, in particolare per l’extravergine, che non può essere classificato tale solo sulla base di parametri chimi­co-fisici, ma necessita anche di as­senza di difetti di natura organolettica per essere inserito a pieno titolo nella categoria “top” dell’o­lio, ossia l’extravergine di oliva. A questo di deve aggiungere che è proprio l’analisi olfattiva del pro­dotto quella che spesso è in gra­do di distinguere non solo la varie­tà di olive da cui è stato estratto l’olio oggetto di assaggio, ma anche la provenienza territoriale di questo. Infatti, non a caso il pre­sidente di Unaprol, David Granieri, commentando quanto accadu­to nella riunione tecnica di Bru­xelles di cui abbiamo dato noti­zia in apertura del presente servi­zio, ha affermato: “Purtroppo, an­cora una volta, registriamo un du­rissimo attacco al Panel Test, im­prescindibile pilastro per tutelare la qualità del settore olivicolo, ga­rantire la trasparenza e difende­re produttori e consumatori dal­le frodi e dalle contraffazioni”. E, continuando, Granieri ha ribadi­to: “E’ inaccettabile ciò che è ac­caduto sia per il metodo adottato,

sia per le tesi esposte”, spiegando che “la scientificità del Panel Test, che si basa su procedure e calco­li matematici ripetibili e non con­dizionabili, è stata comprovata e si basa su un rigido regolamento stilato dall’Ue e dal Coi (Comitato oleico internazionale)”. Per cui, ha sottolineato il presidente di Una­prol: “E’ necessario che l’Italia, il Paese della biodiversità in olivo, con oltre 530 cultivar e il prima­to europeo per oh extra vergine di oliva Dop e Igp, si ponga come baluardo a difesa del Panel Test”, concludendo con la polemica che è “sconcertante la posizione di Assitol (ndr- Associazione italiana dell’industria olearia) schierata

al fianco delle multinazionali che calpestano la dignità dei produt­tori italiani”. Quindi, ancora una volta nella filiera nazionale dell’o­lio d’oliva assistiamo al sorgere di un’accesa e netta contrapposizio­ne tra la parte rappresentativa del mondo produttivo e quella del set­tore commerciale, che si sono divi­se in sede europea a tutela di inte­ressi particolari, non tenendo in­vece affatto conto, forse, di quello più generale che dovrebbe riguar­dare l’Italia, ritenuta da sempre la prima nazione al mondo, un tempo anche per quantità ed ora soltan­to per qualità, per la produzione di olio extra vergine di oliva. Però, come è ormai noto, le divisioni in questo comparto non sono soltan­to tra le diverse parti rappresen­tative della filiera produttiva e di­stributiva dell’olio, ma i distinguo esistono ancora financo tra “sog­getti” rappresentativi di medesi­me parte della filiera olivicola ed olearia. E questo perché la posta “in gioco” spesso è la spartizione della sostanziosa “torta” dei con­tributi assistenziali della UE al mondo agricolo. Una sorta, questi ultimi, di aiuto ai produttori olivi­coli ed ai relativi soggetti che si er­gono a tutela di essi che alla fine, però, finiscono per essere un disincentivo all’effettiva valorizza­zione ed espansione del compar­to in Italia. Dove, come è noto, la produzione olivicola ed olearia po­trebbe essere un vero fiore all’occhiello dell’economia nazionale. Invece, da tempo è forse solo la “cenerentola”.

Giuseppe Palella

Pubblicato in Economia
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