Articoli filtrati per data: Martedì, 02 Gennaio 2018 - Ondaradio - Tra le vie della città Gargano

I "Cantori di Carpino" a Bruxelles per l'Anno Europeo del Patrimonio Culturale. Dal 9 all'11 gennaio, i depositari della tradizione popolare del Gargano saranno ambasciatori musicali della cultura italiana, un riconoscimento che premia gli sforzi mesi in atto dall'omonima Associazione nata per tutelare e valorizzare l'immenso patrimonio ereditato dai maestri Andrea Sacco, Antonio Piccininno e Antonio Maccarone.
"La musica e le tradizioni popolari del Gargano" è il tema dell'incontro in programma il 10 gennaio 2018 (ore 19, spazio Yehudi Menuhin del Parlamento Europeo). L'esibizione musicale dei "Cantori" sarà preceduta dagli interventi dell'on. Elena Gentile (Commissione cultura del Parlamento europeo), dell'on. Patrizia Toia (capo delegazione del Partito democratico al Parlamento Europeo), dell'on. Silvia Costa (Commissione cultura del Parlamento europeo) e di Alessandro Colaprice (vicepresidente del Consiglio generale dei Pugliesi nel mondo). Prevista anche la presenza dei gruppi musicali "Tarantula Garganica" e "Mulieres Garganiche".
Partenza il 9 gennaio e rientro l'11 dopo una serie di incontri in ambito culturale. «Un importante momento – commenta Nicola Gentile, presidente dell'Associazione "Cantori di Carpino" – per il nostro gruppo da poco prodotto da Renato Marengo. Una presenza che onora la nostra realtà e l'intero Gargano rappresentato da due gruppi di giovani musicisti come i "Tarantula Garganica" e le "Mulieres Garganiche", convinti assertori della nostra tradizione. Un grazie particolare va all'on. Elena Gentile, da sempre molto attenta alle nostre problematiche e profonda conoscitrice e appassionata di cultura popolare. Il suo impegno è stato fondamentale per sdoganare ancora più la nostra tradizione musicale aprendoci le porte del Parlamento Europeo».
L'obiettivo dell’Anno Europeo è incoraggiare la condivisione e la valorizzazione del patrimonio culturale dell'Europa quale risorsa condivisa, sensibilizzare alla storia e ai valori comuni e rafforzare il senso di appartenenza a uno spazio comune europeo. Tre sono gli obiettivi generali: promuovere il ruolo del patrimonio culturale dell'Europa quale componente essenziale della diversità culturale e del dialogo interculturale; rafforzare il contributo del patrimonio culturale dell'Europa alla società e all'economia; promuovere il patrimonio culturale come elemento importante delle relazioni tra l'Unione e i paesi terzi. In questo percorso si inseriscono i "Cantori di Carpino" e la loro musica.

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Sull'agricoltura di Ischitella l’abate Giovanni Longano, molisano di Ripalimosani, si era tenuto sul vago, menzionandone gli uliveti, mentre l’altro grande molisano, Giuseppe Maria Galanti di Santa Croce di Morcone, l'anno seguente, il 1791, vi aveva inserito la coltivazione di carrube.
Longano aveva peraltro sostenuto che le «furiose» cesinazioni eseguite dopo il 1764, pur avendo esteso la produzione cerealicola, avevano provocato persino la mancanza di legna da ardere a disposizione della popolazione . E queste affermazioni non potevano che diventare l’ennesimo pretesto per un' ulteriore critica all'abate, poiché per il frate di Vico, Michelangelo Manicone, si trattava di un errore imperdonabile: erano i limitrofi vichesi a non avere più legna da ardere. Ad Ischitella, invece, l'autorità pubblica si era opposta vigorosamente a tutti i tentativi di disboscare, in particolare, i preziosi boschi di «Ischio», da cui prendeva persino il nome la cittadina.
Forse risale a questa circostanza del Settecento il fatto che risalendo all’attualità possiamo considerare che Carpino e Ischitella hanno saputo proteggere i loro splendidi faggi e lecci con una riserva naturale biogenetica statale di 300 ettari, attraversata dal torrente Romondato, distesa in direzione del lago di Varano, ricca di una fauna prevalente di caprioli, gatti selvatici, ghiri, faine, tassi, volpi, lepri, cinghiali.
Secondo l'opinione del frate, intesa a sminuire il valore delle relazioni dell'abate mettendo in dubbio la sua presenza fisica e, quindi, la sua conoscenza diretta del territorio, il «visitatore» Longano era stato «mal servito da' suoi corrispondenti». Infine, con pungenti e, persino untuose modulazioni dialettiche, tra l'ironico e il sarcastico, aggiungeva:

«Ma pur troppo ciascuno è soggetto a scrivere delle cose poco esatte: ed io credo di rendere un vero servigio a Longano non meno che a' Leggitori di lui, avvertendolo di quando in quando d'alcuni errori di fatto. Così vi fosse chi lo correggesse anche nel suo Viaggio per lo Contado di Molise! I viaggi di lui allora diverebbon utili» .

Non siamo forse già alla stroncatura mirata delle relazioni dell'abate Longano?
Relazioni che avevano l'intento dichiarato di informare i potenti e ben noti componenti del «Supremo Consiglio d'Azienda» – nel 1790, quando viene presentata la relazione sulla Capitanata, erano i Segretari di Stato Carlo De Marco e Giovanni Acton, il Direttore Ferdinando Corradini, i consiglieri Michele Loffredo (principe di Migliano), Filippo Mazzocchi, Giuseppe Palmieri e il cavaliere Cotronchi – delle condizioni sociali ed economiche della provincia a cui il re borbone Ferdinando IV sembrava tenere particolarmente.
Sulla Capitanata, era stato lo stesso abate, nel presentare la sua nota relazione a Napoli il 6 ottobre 1790, a chiarire che si trattava «non già un quadro finito della Provincia, ma si bene un bozzo di quella», dal quale, in ogni caso, sarebbe stato possibile considerare «quanto la natura abbia favorito questa Provincia, e quanto sia grande lo sforzo di chi l'abita nel mettere in valore le sue feracissime terre. Che anzi io porto parere, che praticati alcuni pochi regolamenti, in brievissimo tempo, atteso il vostro glorioso zelo, potrà la Capitanata divenire una delle più prospere Provincie del Regno» .
Messa da parte la polemica, resta la constatazione che per una lettura compiuta e minuziosa dello stato dell'agricoltura di Ischitella occorra necessariamente riandare agli scritti di Manicone, poiché non solo tratteggiano in maniera pertinente le attività che vi si svolgevano, ma ne analizzano razionalmente i punti deboli non mancando di individuare, con un atteggiamento efficace, le più ragionevoli soluzioni:

«Lungi da Ischitella un miglio a Nord-Ovest evvi un piano, largo miglia 4 circa e lungo circa sei miglia. Siffatto piano è diviso in tre parti. La più grande è quella che è popolata di alberi di ulivi; la meno grande della prima è destinata alle semine del frumento, delle biade, dei legumi, e del limone; e la parte più piccola è coperta di vigne».

Nella parte terminale di quell'orizzonte incantevole, descritto in maniera tanto mirabile da rendere ancora possibile immaginare nei dettagli quel paesaggio agreste di fine Settecento, e confrontarlo con quello odierno, vi era il «piano di Varano», posto ai limiti del lago omonimo. Gli ischitellani vi coltivavano del grano non sufficiente all'autoconsumo, tanto da essere costretti ad importarlo da Carpino e dal Tavoliere, mentre sarebbe stato auspicabile mettere a coltura i numerosi terreni incolti di quell'area, invece di dedicarsi alla pesca e al gioco .
I vigneti di Ischitella non erano tali da soddisfare il fabbisogno di una popolazione di circa 3000 anime, tanto che era Vico a rifornire di vino la cittadina. Le colline situate a nord-ovest dell'abitato, esposte a sud e ricoperte di cespugli e arbusti infruttiferi, presentavano le condizioni pedo-climatiche ottimali per impiantare vigne, invece i vigneti di Ischitella erano situati in vallecole umide e ombrose e producevano un vino «snervatello», poco apprezzato e scarsamente alcolico.
La maggior rendita di Ischitella proveniva dalla produzione di olio che, come gli agrumi, veniva esportato anche all'estero grazie alla marineria di Rodi. Nonostante Manicone lamentasse l'incuria in cui versavano gli ulivi, folti, alti, pieni di rami non fruttiferi rivestiti di licheni e muschi che, impedendo la penetrazione della luce e la circolazione dell'aria, generavano una scarsa fioritura. Mentre sarebbe stato necessario eliminare costantemente polloni e succhioni, tagliare i rami secchi, eliminare con la «slupatura» le carie che si propagavano attraverso le vie linfatiche anche grazie all'umidità e alla scarsa luce.
E lo scienziato, sempre pronto alla battuta, conscio che i suoi enormi meriti non sarebbero stati apprezzati, ribadiva puntigliosamente:

«Tali sono i georgici miei documenti relativamente agli ulivi di qua. So che alcuni de' proprietarj Ischitellani gli leggeranno, e gli osserveranno; so che molti gli leggeranno senza osservargli; e mi duole assaissimo, che il numero maggiore né gli leggerà, né gli osserverà» .

Michele Eugenio Di Carlo

 

 

 

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Il 6 gennaio, alle 11, sul palco del Teatro Adriatico si esibirà l’Orchestra “Suoni del Sud”, diretta da Nicola Marasco, con la partecipazione del soprano Libera Granatiero, per brindare al 2018 con la grande musica.
Un evento che condurrà il pubblico in un viaggio tra brani del grande repertorio, toccando celeberrime pagine operistiche, con estratti da Traviata, Barbiere di Siviglia, Cavalleria Rusticana, La Bohème, polke e valzer di Strauss ed altri.

 

Vieste, Cineteatro Adriatico
Sabato 6 gennaio 2018, ore 11.00

Concerto di Capodanno

Orchestra Suoni del Sud

Libera Granatiero, soprano
Nicola Marasco, direttore

Programma

G. Rossini: Il Barbiere di Siviglia - Sinfonia

V. Monti: Csàrda

G. Verdi: La Traviata - Preludio Atto I

G. Verdi: È strano, è strano – Aria di Violetta da La Traviata

J. Brahms: Danza ungherese n. 5 in sol minore

P. Mascagni: Intermezzo di Cavalleria Rusticana

G. Puccini: Sì, mi chiamano Mimì – Aria di Mimì da La Bohème

P. Tchaikovsky: Il Lago dei Cigni - Scena e Valzer

G. Puccini: Quando men vo’ – Aria di Musetta da La Bohème

J. Strauss jr.: Pizzicato Polka

J. Strauss jr.: Tritsch-TratschPolka, Op. 214

J. Strauss jr.: An der schönen blauen Donau, Op.314

Note d’ascolto

Tra un valzer e una polka, un'aria d'opera e un'ouverture, apriamo in musica il nuovo anno con una proposta tradizionale che tocca grandi capolavori di autori italiani come Verdi, Puccini, Mascagni, Monti e Rossini e brani di Brahms, Tchaikovsky e Strauss.
Il programma musicale, frizzante e ricco di pezzi noti, condurrà il pubblico in un viaggio tra brani del grande repertorio, toccando celeberrime pagine operistiche, con estratti da Traviata, Barbiere di Siviglia, Cavalleria Rusticana, La Bohème, polke e valzer di Strauss, immancabile a Capodanno con il suo profumo viennese, danze zigane come la Csàrda di Monti e la danza ungherese in sol minore di Brahms, brani dal Lago dei Cigni di Tchaikovsky.
Una proposta eterogenea e brillante per festeggiare insieme il 2018.
Buon ascolto e buon anno a tutti!

NICOLA MARASCO

Foggiano, classe 1983, si è diplomato in pianoforte e musica elettronica presso il Conservatorio Umberto Giordano, in direzione d'orchestra presso l'Accademia Musicale Pescarese sotto la guida di Donato Renzetti, perfezionandosi poi con Bellugi, Panula, Shambadal, Palumbo, Pàl (Scuola dell'Opera Italiana di Bologna), Ossipova (Conservatorio di Mosca), Levine (Harvard University). Ha avuto il privilegio di poter seguire i Maestri Riccardo Muti, Claudio Abbado, Myung Whun Chung, Bruno Bartoletti. Invitato da orchestre italiane ed europee quali Türingen Philharmonie Gotha, Orchestra Filarmonica del Teatro La Fenice, Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, Filarmonica Marchigiana, Sinfonica Tito Schipa di Lecce, Sinfonica di Pescara, Frescobaldi di Ferrara, Sinfonica di Grosseto, Sinfonica della Provincia di Bari, Filarmonica Veneta, Orchestra 1813, FVG Mitteleuropa Orchestra, Sinfonica dell’Europa Unita, Sinfonica Siciliana, Sinfonica Abruzzese, ha diretto presso i teatri Alte Oper Frankfurt, Gotha Stadthalle, Teatro La Fenice di Venezia, Pergolesi di Jesi, Giuseppe Verdi di Brindisi, Sociale di Rovigo, Mario Del Monaco di Treviso, Tokyo Opera City, Osaka, Hamamatsu, Kyoto, Yokohama, Auditorium della Conciliazione di Roma, Marrucino di Chieti. Attivo anche come compositore, è autore di opere didattiche, musica elettronica e saggi musicologici (tra cui Phaedra e il teatro musicale del ‘900 Ed. il Castello). Nel 2007 ha vinto il concorso per direttori d’orchestra “Giuseppe Patanè” e una borsa di studio al Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto. Ha collaborato con Renato Bruson, Raina Kabaivanska, Francesca Patanè, Francisco Araiza, Ileana Cotrubas, Fiorenza Cedolins, Luciana Serra, Alfonso Antoniozzi, Roberto Abbado, Davide Livermore. Ha insegnato direzione d’orchestra e prassi esecutiva dell’Opera Italiana all’Accademia Internazionale d’Opera di Seoul.

LIBERA GRANATIERO

Soprano, debutta nel 2000 al Teatro ”Umberto Giordano” di Foggia nel ruolo di Elisetta ne “Il Matrimonio Segreto” di Domenico Cimarosa. Successivamente si perfeziona con illustri cantanti, registi e direttori d’orchestra quali Luciana Serra, Silvana Bazzoni Bartoli, Katia Ricciarelli, Francesca Scaini, Sherman Lowe, Renato Bruson, Mirella Freni, Mariella Devia, Davide Livermoore, Alessio Pizzech, Lior Shambadal, Bruno Bartoletti, Donato Renzetti.
Nel 2001 riceve una menzione d’onore al concorso lirico internazionale Umberto Giordano di Foggia. Ha all’attivo numerosissimi concerti lirico-sinfonici con varie orchestre italiane. Ha inciso per la casa discografica Musikstrasse di Roma il cd ”Musica Concentrazionaria” e per la Velut Luna di Padova ”Le stelle della giovane scuola italiana”. Nel gennaio 2005 è stata protagonista in ”Ricorda cosa ti ha fatto Amalek”, con la collaborazione degli artisti Arnoldo Foà e Michele Placido. Nell’agosto 2006, nell’ambito della rassegna “La Perdonanza” organizzata dal comune de L’Aquila, è soprano solista nel recital teatral-musicale “La Madre vestita di sole”, con la partecipazione di Arnoldo Foà e Caterina Vertova.
Numerose sono le produzioni liriche in cui è stata protagonista; tra le principali “La Serva Padrona” al Festival dell’Alto Sangro di Teramo, “Il Barbiere di Siviglia” ed “Elisir d’amore” al teatro Giuseppe Verdi di San Severo, “Misha e i Lupi” al teatro Orfeo di Taranto, “La Bohème” e “Suor Angelica” al teatro Stabile di Potenza, “La notte di un nevrastenico” al teatro Savoia di Campobasso, “La Traviata” al teatro Giuseppe Garibaldi di Lucera e “La Cenerentola” al teatro Marrucino di Chieti. Vanta collaborazioni con Rai Uno nelle trasmissioni “Le note degli Angeli”, “Pietrelcina come Betlemme”, “Una voce per Padre Pio” accanto ad artisti di fama internazionale.
Attualmente è docente di Canto presso il Liceo Musicale di San Giovanni Rotondo (FG).

 

 

 

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Forza Italia, fin da ora, si rende disponibile a sostenere ogni iniziativa che l’Amministrazione Comunale, il Consiglio Comunale e la Politica tutta vogliano prendere per difendere i posti di lavoro e la dignità degli anziani ospiti.

Inizio di nuovo anno amaro per la RSSA “Villa Santa Maria di Pulsano” e per i suoi anziani ospiti.
Con atto n. 1621 del 27 dicembre 2017 (http://www.sanita.puglia.it/web/asl-foggia/delibere), il Direttore Generale della ASL Foggia ha deliberato (di seguito alcuni passi ripresi direttamente dalla Delibera):
• di prendere atto e recepire in toto, ai fini dell’esecuzione, il decreto n. 43201 del 21.11.2017 con il quale il Prefetto di Foggia ha nominato... quale Commissario Unico per la straordinaria e temporanea gestione della R.S.S.A. (Residenza Socio-Sanitaria Assistenziale per anziani) denominata “Villa Santa Maria di Pulsano” ubicata nel Comune di Monte Sant’Angelo ... fino alla conclusione del percorso di individuazione da parte della ASL FG di strutture similari per la sistemazione degli ospiti attualmente ricoverati presso la già R.S.S.A. “Villa Santa Maria di Pulsano”;
• ...;
• di notificare copia del presente provvedimento all’Ufficio Territoriale del Governo di Foggia ..., al Sindaco del Comune di Monte Sant’Angelo, alla Regione Puglia - Dipartimento Promozione della Salute, del Benessere Sociale e dello Sport per Tutti – Sezione Strategie Governo dell’Offerta-Servizio Organizzazione Assistenza Ospedaliera e Specialistica ...
Come abbiamo avuto modo di dire (avvertire) venti giorni fa circa, la nomina del Commissario straordinario della RSSA serve al trasferimento presso altra struttura degli ospiti. E non lo abbiamo detto solo noi né lo continuiamo a dire solo noi, ma è messo nero su bianco negli atti. Infatti, oltre ad averlo scritto il Prefetto nel decreto di nomina del Commissario, lo scrive anche il Direttore della ASL “... quale Commissario Unico per la straordinaria e temporanea gestione della RSSA (Residenza Socio-Sanitaria Assistenziale per anziani) denominata “Villa Santa Maria di Pulsano” ... fino alla conclusione del percorso di individuazione da parte della ASL FG di strutture similari per la sistemazione degli ospiti attualmente ricoverati presso la già RSSA “Villa Santa Maria di Pulsano”.
Alcuni dicono che gli atti importanti e che producono certi effetti devono essere fatti nei periodi di festa (si vuole nascondere la decisione?), quando i cittadini sono impegnati in altro, ma ciò che sconcerta è che nella Delibera si dice che di quanto deciso viene informato il Sindaco.
Allora, le cose sono due:
1. Se il Sindaco, l’Amministrazione comunale, il PD e CambiaMonte sanno, perché non agiscono e non dicono come stanno i fatti?
2. Se non sanno, è ancora più grave, perché denota che alla Asl e alla Regione si prendono decisioni che riguardano Monte Sant’Angelo senza neppure interpellare il Sindaco!
Il Sindaco dica se le cose stanno come diciamo noi, altrimenti ci smentisca.
Da quando abbiamo lanciato l’allarme per quanto, purtroppo, si sarebbe verificato, cosa hanno fatto l’Amministrazione Comunale, la Regione Puglia e l’Assessore Piemontese?
Avevamo lanciato l’allarme non perché ci faccia piacere che gli ospiti vengano trasferiti in altre strutture o che gli operatori vengano lasciati per strada: lo abbiamo detto perché si evitasse ciò!
Abbiamo detto anche che sembrava strano che in qualche comune con noi confinante stessero per essere autorizzati altri posti per RSSA. Nei giorni scorsi, alcuni organi di stampa hanno scritto di una RSSA di un comune nostro vicino che vedrà da qui a un anno l’aumento dei posti letto da 35 a 78: “a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”, diceva qualcuno, e sembra che purtroppo sia così.
La cosa grave è che tutto sta avvenendo alle spalle e a spese dei montanari.
Non si perda altro tempo, non se ne faccia una questione di appartenenza, ma si agisca in fretta per capire se ci siano ancora margini di azione.
Forza Italia, fin da ora, si rende disponibile a sostenere ogni iniziativa che l’Amministrazione Comunale, il Consiglio Comunale e la Politica tutta vogliano prendere per difendere i posti di lavoro e la dignità degli anziani ospiti.

Forza Italia – Sezione di Monte Sant’Angelo

Pubblicato in Politica
Martedì, 02 Gennaio 2018 09:05

Bari/ Scuola, tornano i “nastrini rossi”

Di nuovo in sit-in giovedì 4 gennaio alle 10,30 sotto il porticato della regione Puglia i «nastrini rossi», i docenti assunti dal piano straordinario de «la buona scuola». Lo rende noto un comunicato che annuncia la nuova iniziativa di protesta degli insegnanti fuori regione «che continuano a sentirsi danneggiati da una politica che imperterrita ignora le richieste delle genti del Sud. Quel Sud che continua a pagare dazio al Nord questa volta deportando so¬prattutto donne con età media di 50 anni altamente specializzate». L'iniziativa prosegue l'onda di protesta avviata il 28 dicembre a Catania per ribadire il dissenso nei riguardi della Legge che ha stabilizzato i contratti prima a tempo determinato «ma che di fatto ha reso precarie le vite di migliaia di insegnanti». Solo in Puglia i docenti interessati sono oltre 3 mila.

Pubblicato in Società

Pensioni Inps in pagamento da domani, 3 gennaio, secondo giorno lavorativo bancabile. Lo comunica Poste Italiane. «Per i titolari di conto corrente Bancoposta - si legge in una nota - l’accredito sarà disponibile dal giorno 3 gennaio con pari data di valuta. Anche per i titolari di libretto/Inps card le pensioni saranno accreditate il 3 gennaio con pari data di valuta».

Pubblicato in Economia

Dopo 2 anni di lavoro e concertazione tra le O.P. e i principali operatori regionali del settore, con la costituzione dell’Associazione di Tutela e Valorizzazione dell’Olio Extravergine di Oliva di Puglia che ha realizzato la prima bozza del Disciplinare di produzione, l’iter si è chiuso – comunica Coldiretti Puglia – con l’invio dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali del disciplinare all’UE per la richiesta formale di iscrizione dell’Olio di Puglia nell’elenco delle IGP (Indicazione Geografica Protetta) e la conseguente approvazione europea.
“Stimiamo che nell’arco di 4-5 mesi l’IGP sarà approvata a livello Comunitario e dalla prossima campagna – annuncia il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele - avremo l’olio extravergine di oliva a Indicazione Geografica Protetta “OLIO DI PUGLIA”. Il brand IGP garantirà che l’olio extravergine sia di alta qualità, con parametri chimico-fisici ed organolettici di assoluto valore, faccia bene alla salute, perché il disciplinare prevede che solo oli con un elevato livello di polifenoli - i più importanti antiossidanti naturali - possano diventare IGP, certificando le proprietà con un apposito claim salutistico in etichetta previsto dall’UE, sia un olio sempre fresco, perché dovrà essere imbottigliato entro l’anno di produzione e sia di assoluta provenienza regionale, un olio certamente “Made in Puglia” sia per la produzione delle olive , sia per la trasformazione in olio, ma anche per il confezionamento che dovrà essere effettuato a una distanza definita dal luogo di produzione”.
Il marchio ‘IGP Olio di Puglia’ sarà ben riconoscibile per il logo distintivo – spiega Coldiretti Puglia - ripreso da un’antica moneta romana che simboleggia l’unità della regione Puglia ed il suo legame storico con la coltivazione dell’olivo.
“Abbiamo risposto – dice Pantalaleo Piccinno, Presidente dell’Associazione per la tutela e la valorizzazione dell'olio extravergine di oliva di Puglia, promotrice della IGP - alla storica carenza di programmazione e di un vero sistema di filiera ha riproposto all’attenzione dell’opinione pubblica un paradosso tutto pugliese, ovvero forti nella produzione, deboli sul mercato, un assioma per nulla decifrabile e comprensibile che la dice lunga sulla complessità del sistema produttivo indebolito da avventurieri e speculatori. E’ opinione diffusa che estendere i controlli alla tracciabilità significa ledere gli interessi delle lobby e delle multinazionali che grazie alle ormai note operazioni di “chirurgia chimica” riescono a mantenere le loro quote di mercato disattendendo tutte le regole e le norme comunitarie in vigore. Queste situazioni hanno reso l’olio d’oliva uno dei prodotti più coinvolti nell’universo delle frodi alimentari”.
Dopo la riunione di pubblico accertamento di prassi, il Disciplinare è stato pubblicato sulla G.U. della Repubblica Italiana nel mese di Ottobre 2017 e poteva già essere inviato all’UE, ma sono arrivate al Mipaaf talune lettere di opposizione da parte di alcune Organizzazioni di rappresentanza e così in data 7 dicembre si è tenuta una ulteriore riunione presso il Ministero a Roma, dove l’Associazione ha risposto puntualmente alle opposizioni e finalmente in data 22 dicembre (quindi con due mesi di ritardo rispetto al previsto) l’IGP è stata approvata dallo Stato Membro e successivamente inviata a Bruxelles.
“Nel corso dell’ultimo decennio le importazioni complessive di oli di oliva in Puglia sono cresciute rapidamente, nonostante la Puglia sia la regione più olivicola d’Europa. Gli oli stranieri vengono importati – denuncia Angelo Corsetti, Direttore di Coldiretti Puglia - principalmente da Spagna, Grecia e Tunisia, acquistati a prezzi più bassi rispetto al prodotto regionale e utilizzati per ‘costruire’ blend con oli regionali. Gli oli di oliva stranieri percorrono centinaia di chilometri in nave e/o in autobotti che non solo contribuiscono all’emissione di CO2 nell’atmosfera, ma proprio per le condizioni di trasporto si degradano. Gli oli di importazione vengono spesso mescolati con quelli nazionali per acquisire, con le immagini in etichetta e sotto la copertura di marchi storici, magari ceduti all’estero, una parvenza di italianità da sfruttare sui mercati nazionali ed esteri. Grazie al ‘brand’ dell’EVO pugliese resterà in Puglia il valore aggiunto della filiera olivicolo-olearia perché il marchio comunitario sarà riservato all’olio extravergine di oliva ottenuto da olive prodotte solo da oliveti impiantati nel territorio regionale ed ottenuto da impianti di trasformazione, stoccaggio e confezionamento ricadenti all’interno del territorio della regione Puglia”.
La PLV (Produzione Lorda Vendibile) del comparto olivicolo-oleario è pari al 20% della totale PLV del settore agricolo, per un valore di 600 milioni di euro, così come il comparto partecipa alla composizione del Prodotto Interno Lordo dell’intera ricchezza regionale per il 3%.

Pubblicato in Ambiente
Martedì, 02 Gennaio 2018 08:07

Primo tuffo a Vieste per il benvenuto al 2018

Si è ripetuto il rito del tuffo alla Marina Piccola per il benvenuto al 2018. Solo 7 i temerari che hanno sfidato la bassa temperatura.

Pubblicato in Società

E mi passò il bastone col manico d'argento per trattare e continuando ad andare sopra al Palazzo di detto Marchese nello stesso giorno avendomi veduto nuove fibbie e il bastone me lo fece levare da Tomaso Protano predetto tenendomi egli stesso afferrato e mi levò anche il bastone col manico d'argento ,dicendo che tale robbe non bastavano e a quello che occorreva per l'accomodo della strada enunciata e per non farmi andare senza fibbie alle scarpe e ai calzoni ordinò al suo cameriere Domenico Imparato che mi avesse dato un paio di fibbie d'ottone da scarpe ed un altro per i calzoni che era solito portare esso Ill.re Marchese un tempo che andava in campagna così questo fece ed io me li porsi rispettivamente alle scarpe ed ai calzoni nonostante ciò però io continuai a praticare in questo Palazzo ed il nominato Ill.re Marchese col disegno di aver restituito restituito le robbe predette che mi aveva fatto levare ed erano rimaste in suo potere non me le volle però restituire se non alla fine di detto mese di Giugno di detto prossimo anno passato 1758 gli feci una cessione che se avesse ritirato diciotto ducati come me richiese dell'Università che teneva in deposito il Governatore Michelantonio de Cato,,fatta già questa cessione in una fece che non mi ricordo la precisa mi restituì le robbe predette colla presenza di varie persone in vigore di detta cessione avendo detto Ill.re Marchese chiesto la somma di suddetti ducati 18 al magnifico Governatore de cato in potere di cui si trovavano depositati ebbe il medesimo ripugnanza di pagarglieli essendo che vi bisognavano ordini della Regia camera il predetto ill.re Marchese continua,

Giuseppe Laganella

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OLMO generico

Reporter della tua città

14 Giugno 2018 - 09:45:47

Reporter della Tua Città/ Vieste e il bullismo: “Non è il Pizzomunno a renderci ricchi, ma la solidarietà e il rispetto”.

Ciao a tutti, sono un ragazzo Viestano e mi piacerebbe raccontarvi ciò che accade ultimamente nella mia vita e che, da quanto ho visto in giro, accade a molti altri ragazzi, nel…

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