Articoli filtrati per data: Lunedì, 06 Novembre 2017 - Ondaradio - Tra le vie della città Gargano
Lunedì, 06 Novembre 2017 18:32

Vico/ DONO NON SO PER CHI MA SO PERCHÉ!

In questi giorni su facebook è in corso una campagna di sensibilizzazione
“Salviamo Elisa” a favore di una bambina malata di leucemia, che lotta non
solo contro una malattia terribile ma anche n contro il tempo. Al pari di
Elisa c’è un'altra bambina di Carpino sua coetanea che sta lottando contro
il tempo e la stessa malattia. Sulla spinta emozionale di quest’ultimo caso
abbiamo organizzato un Convegno insieme ad ADMO Puglia con l’intervento di
esperti qualificati per sensibilizzare sul tema della donazione del sangue
e del midollo osseo per consentire a quanti vorranno donare un po di se,
farlo con consapevolezza a seguito di una informazione accurata e
scientificamente validata.
I requisiti per essere sottoposti alla tipizzazione sono un'età compresa
tra i 18 anni e i 35 anni e 364 giorni, un peso corporeo minimo di 50 kg,
non essere affetti da malattie del sangue, da malattie croniche gravi o da
altri gravi forme infettive (AIDS, epatite, ecc.).
Se si hanno tali requisiti, ci si può recare presso il centro trasfusionale
più vicino e fare la tipizzazione, consistente in un semplice prelievo,
gratuito, non occorre prescrizione medica.
Si sottolinea che la donazione è un gesto di solidarietà̀ e
responsabilità̀ civile che auspichiamo possa entrare nella quotidianità̀
delle nuove generazioni a vantaggio di chiunque ne abbia bisogno e non come
gesto finalizzato al singolo paziente.
I tuoi dati genetici verranno inseriti nel registro donatori. Donerai il
midollo solo, in caso di compatibilità, potrebbe essere per Elisa , per la
piccola bambina di Carpino o per qualunque altra persona, potresti anche
non donare mai. Si resta donatori fino a 55 anni. Non esistono iscrizioni
finalizzate ad un’unica persona... chi si rende disponibile lo fa per
chiunque abbia necessità!!!
Non si sta cercando solo un potenziale donatore, stiamo civilizzando una
parte di mondo quella parte che ha ancora un'anima, un cuore che batte, una
testa che pensa e che senza clamori agisce per rendere migliore la società
in cui viviamo e collabora nella realizzazione di piccoli miracoli.
E per far si che questo accade, serve l'aiuto di tutti. Non fermatevi alla
visione di un video, ad un like e poi andarvene perché pensate che tanto la
vostra condivisione non sarà quella importante... quella risolutiva... le
probabilità di trovare il donatore compatibile sono bassissime, una su
centomila... ma quell'una potrebbe arrivare proprio da te e dal tuo
impegno. Sprona amici, parenti, conoscenti a farsi tipizzare, unisciti a
noi, non smettere di cercare. la Leucemia uccide, ma uccide anche
l'indifferenza.
Vi aspettiamo numerosi il 9 Novembre 2017 alle ore 18.30

DONO NON SO PER CHI MA SO PERCHÉ!
Vi invitiamo a condividere queste indicazioni
https://www.admo.it/come-avviene-la-donazione-midollo-osseo/

Pubblicato in Società

Arriva la batosta dell’Ecotassa rilevata dalla Regione Puglia che ha pubblicato nel bollettino ufficiale la lista dei Comuni che pagheranno la tariffa massima, cioè 25,82 euro per ogni tonnellata di rifiuti prodotta, sono 140 rispetto ai 65 del 2016 . Per quanto riguarda il Salento addirittura in ben 80 comuni sarà applicata la tariffa più alta prevista dalla legge. Sulla questione interviene il consigliere regionale M5S Antonio Trevisi di professione Energy manager :

“ Un aumento - dichiara il componente della V Commissione - che grava sulle tasche dei cittadini e che potrebbe essere facilmente evitato attraverso delle politiche volte a riconfigurare il ciclo dei rifiuti e ad incentivare le famiglie virtuose che fanno correttamente la differenziata, il compostaggio domestico o quello di prossimità. In questi 2 anni e mezzo le uniche proposte per risolvere l’annoso problema dei rifiuti sono state proposte dal Movimento Cinque Stelle eppure la nostra proposta di legge “Verso un’Economia Circolare a Rifiuti Zero” è bloccata in Commissione da luglio nonostante la nostra piena disponibilità ad integrarla e modificarla sulla base di un confronto costruttivo che fino ad oggi è mancato solo perché il governo regionale non ha voluto affrontare un argomento così importante.”

Il consigliere salentino ricorda come sarebbero diverse le innovazioni in ambito fiscale introdotte dalla proposta M5S: la promozione di sistemi di tariffazione puntuale e la possibilità per i comuni di adottare la “Tariffa premiale” che permette una riduzione della Tari sulla base della quantità di raccolta differenziata prodotta e dell’attuazione di misure di compostaggio domestico o di prossimità; o l’implementazione di buone pratiche volte alla riduzione della produzione dei rifiuti, come ad esempio il vuoto a rendere o l’utilizzo di stoviglie biodegradabili e compostabili nei servizi di refezione pubblica.

“La Proposta – continua Trevisi - fornisce alla Giunta indirizzi e proposte sulla base dei quali aggiornare ed adeguare la programmazione nel settore dei rifiuti per dare finalmente attuazione ai principi dell’economia circolare. Un’attenzione particolare è rivolta all’incentivazione delle utenze che fanno la differenziata e/o pratiche di compostaggio domestico e di comunità, per le quali i Comuni possono raggiungere una riduzione della TARI per le utenze domestiche e commerciali. I rifiuti sono un problema solo in Italia e la nostra proposta li trasforma in delle risorse a vantaggio di tutti. In questo modo ridurremmo finalmente il fenomeno delle discariche abusive, sempre più frequente nella nostra regione perché al rifiuto viene dato un valore economico come se fosse una sorta di moneta fiscale. In sostanza si tratta di introdurre soluzioni innovative perfettamente in linea con una politica del territorio che oltre a trasformare i rifiuti in una risorsa rendono finalmente la cittadinanza parte attiva nell’amministrare e ridurre il costo della propria utenza”.
“ Il Governo regionale - conclude - deve prendersi le proprie responsabilità: sia calendarizzando la nostra proposta di legge e permettendo dunque di affrontare la problematica con interventi che si rifanno ai principi dell’economia circolare e orientati innanzitutto a ridurre “a monte” la produzione dei rifiuti e al contempo affrontando il problema anche “a valle” pianificando, progettando e localizzando gli impianti pubblici necessari . Fino ad allora il Governo Emiliano sarà l’unico responsabile delle immense problematiche che sta creando una sbagliata gestione dei rifiuti e che oggi si traducono in un aumento dell’ecotassa per i cittadini ”.

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“Questo è un vaccino importante, non è obbligatorio ma forse è il più importante di tutti proprio per l’alto numero di complicanze e di decessi che ogni anno la sindrome influenzale può provocare. Aumentare la platea dei vaccinati presenta numerosissimi vantaggi, anche da un punto di vista economico perché i costi legati all’influenza e alle sue conseguenze sono enormi. Se le persone si vaccinassero per l’influenza, avrebbero una resistenza molto maggiore. Noi abbiamo strategie vaccinali all’avanguardia e questo per me è molto importante. Comunque vacciniamoci tutti e lavoriamo per aumentare la copertura in Puglia”.

Così il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano che questa mattina, insieme con il direttore del Dipartimento regionale Politiche per la salute e benessere sociale, Giancarlo Ruscitti, ha avviato ufficialmente, con una conferenza stampa, la campagna antinfluenzale 2017/2018 in Puglia. L’invito a vaccinarsi è stato ulteriormente rafforzato con la vaccinazione, al termine della conferenza stampa, del Presidente Emiliano e del direttore Ruscitti. La vaccinazione è stata effettuata dai medici del Dipartimento di prevenzione della Asl Bari che, con una autoemoteca, stazioneranno, per la vaccinazione dei dipendenti interessati, oggi e domani presso il parcheggio della sede della Regione Puglia in via Gentile. Poi l’autoemoteca si sposterà l’8 novembre nella zona industriale della città, presso la sede ex Ciapi.

Due i dati significativi. I tassi di copertura del 2016/2017 si sono attestati in Puglia al 58 per cento. L’obiettivo minimo è il raggiungimento del 75 per cento, con un livello ottimale al 95 per cento. Le dosi programmate e già in corso di distribuzione ai pediatri di libera scelta e ai medici di famiglia di medicina generale sono circa 860mila, dosi acquistate sulla base della gara unica con capofila ASL Bari.

Il direttore del Dipartimento regionale Giancarlo Ruscitti ha voluto ricordare l’importanza della parola gratuità.

“Le persone che vengono invitate a vaccinarsi, oltre un certo limite di età, hanno il vaccino gratuitamente – ha sottolineato Ruscitti - insieme ad una serie di persone con patologie a rischio per la sindrome influenzale che hanno delle complicanze che rende necessaria la somministrazione del vaccino. Raggiungere livelli di copertura sufficienti è una sicurezza anche per coloro che non si vaccinano. Più aumentiamo la platea vaccinale contro la sindrome influenzale e più aumentiamo la copertura per coloro che non possono essere vaccinati. È un atto che facciamo per noi stessi e per gli altri”.

Hanno partecipato alla conferenza stampa, Francesca Zampano, dirigente del Servizio Promozione della salute e del benessere della Regione Puglia (“Abbiamo da lavorare in maniera significativa per recuperare il gap tra l’obiettivo minimo e i tassi di copertura registrati”), Cinzia Germinario, Direttore scientifico dell'Osservatorio Epidemiologico regionale (“Per migliorare l’aderenza alla vaccinazione antinfluenzale sarebbe auspicabile promuovere degli interventi di sensibilizzazione negli operatori sanitari e rafforzare il coinvolgimento dei Medici di Medicina Generale, dei Pediatri di Libera Scelta e dei Medici Specialisti Ospedalieri”) e Michele Conversano della Commissione regionale vaccini (“la Puglia è tra le poche regioni in Italia che distribuisce gratuitamente già da quest’anno anche il vaccino contro l’Herpes Zoster”).

Pubblicato in Società

Aveva pensato di appropriarsi di una motosega, un decespugliatore, un gruppo elettrogeno ed una falciatrice custodite in un apposito casotto dislocato nella sacca orientale del lago di Lesina, istituita a riserva naturale statale di popolamento animale, e a disposizione di una squadra di operai che effettuano quotidianamente nell’area protetta lavori di ripulitura dei canneti e di ripristino dei canali funzionali alla salvaguardia dell’importante zona umida, sotto la direzione del Reparto carabinieri biodiversità di Foresta Umbra. Ma è stato individuato dai militari dell’Arma in servizio presso i Nuclei tutela biodiversità di Lesina e Umbra coadiuvati da quelli della Stazione di Sannicandro Garganico, grazie ad una tempestiva, attenta ricognizione dei luoghi, al ponderato esame di talune circostanze e all’acquisizione di informazioni. L’ispezione di un garage nella disponibilità di T.P., di Sannicandro Garganico ha permesso di recuperare tutta la refurtiva, che era prossima a prendere altre vie, e a inchiodare lo stesso alle proprie responsabilità. L’autore del reato aggravato ai danni dello Stato è stato denunciato a piede libero e tutto il materiale è ritornato nella disponibilità del Reparto dell’Arma che lo aveva in uso.

Il Comandante del Reparto
Col. Claudio Angeloro

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Al via il contest fotografico, dal titolo ‘Fotogrammi della Puglia rurale', promosso dall’assessorato regionale all’Agricoltura della Regione Puglia, nell’ambito del Piano di Comunicazione 2017 del Programma di Sviluppo Rurale (PSR) Puglia 2014-2020. Quattro le categorie tematiche per raccontare la Puglia con scatti inediti, attraverso il punto di vista di fotografi professionisti o amatoriali. Il bando di concorso è stato presentato quest’oggi nel corso della conferenza stampa che si è tenuta nella sede dell’Assessorato regionale.

“Si tratta di una delle azioni che la Regione Puglia, in linea con la strategia del PSR Puglia 2014-2020, ha attivato con l’obiettivo di valorizzare le mille sfaccettature e peculiarità del nostro mondo rurale – ha dichiarato quest’oggi l’assessore alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia, Leonardo di Gioia, presentando il concorso insieme alla responsabile comunicazione PSR Puglia, Tiziana Crudele -. Il premio previsto per i vincitori è di certo simbolico, ma il concorso è un espediente significativo per rendere il PSR quanto più vicino ai cittadini, che, in questo caso, con un scatto, diventano i reali testimoni della nostra ruralità. Un modo, inoltre, per coinvolgere tutti i potenziali beneficiari del PSR, appassionati di fotografia e della propria terra. Le foto che raccoglieremo, attentamente valutate da una commissione designata dall'Autorità di Gestione, ci consentiranno certamente di promuovere ogni singolo territorio e, più in generale, la bellezza della Puglia agricola, tra innovazione e tradizione. Anche con un semplice smartphone sarà, di fatto, possibile catturare dettagli, consentendo a tutti di guardare poi un territorio con gli occhi di chi lo vive, attraversa, scopre per la prima volta o riscopre”.

Sono due le tipologie di destinatari del concorso: fotografi amatoriali e professionisti. I concorrenti dovranno candidare immagini inedite, in formato digitale, bianco e nero o a colori, che rappresentino almeno una delle quattro categorie indicate nel bando, ovvero

• paesaggio rurale e agroforestale;
• biodiversità animale e vegetale;
• prodotti agroalimentari;
•attività agricole, zootecniche e di diversificazione extra-agricole.

Ogni foto, denominata con il nome del luogo fotografato e opportunamente georeferenziata, dovrà necessariamente rappresentare il territorio, le attività e i prodotti pugliesi.
La partecipazione è individuale e si avrà tempo sino al 30 novembre 2017 per candidarsi, secondo le modalità indicate nell'Avviso. Ogni fotografo potrà partecipare con un massimo di due immagini per tema. Sarà una commissione valutatrice, nominata dall'Autorità di Gestione del PSR Puglia 2014-2020, ad esaminare il materiale fotografico, assegnando un punteggio sulla base dei criteri di originalità dei contenuti e creatività, pertinenza ed efficacia comunicativa, capacità di interpretazione del tema e qualità espressiva.

Saranno due i premiati, un amatoriale e un professionista, per ognuna della quattro categorie. Il premio complessivo è pari a 6.000,00 euro, così ripartito:
• ai vincitori professionisti sarà corrisposto un premio di 1.000 euro
• ai vincitori amatoriali sarà corrisposto un premio di 500 euro.

Le proposte successivamente pubblicate sul sito del PSR Puglia.

Il bando è pubblicato sul sito del psr.regione.puglia.it nella sezione 'MISURA 20'.

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Martedì 7 novembre, alle ore 19.00, presso il Laboratorio Artefacendo dialogo con la giornalista che, per la prima volta, ha raccontato il carcere di Foggia. Si apre così la nuova stagione culturale del circolo.

La nuova stagione culturale promossa dall’ARCI “Neruda” è cominciata. Dopo i primi eventi serviti come rodaggio del nuovo caffè letterario “FreaK”, l’associazione ha messo a punto un programma di eventi che spazieranno dalla musica ai libri, dal sociale al ludico, per abbracciare infine mille altre cose.
LA SCELTA DEL LIBRO. “Martedì 7 novembre – spiegano dall’associazione - verrà presentato il bellissimo libro ‘Colpevoli’ di Annalisa Graziano e alla serata parteciperà anche il sociologo Roberto Lavanna, direttore del CSV Foggia e membro del Cda della Fondazione dei Monti Uniti di Foggia. Si tratta di un libro toccante, vero, che vede la luce dopo svariati mesi di ascolto, di incontri della stessa giornalista con 17 detenuti del carcere di Foggia. Dal testo emergono figure umane che appassionano, che sconvolgono le nostre emozioni: la loro visione della vita, i rapporti con i familiari delle vittime, i loro pensieri. Un libro nato nelle celle, nelle cucine, nelle aule scolastiche. Si stagliano davanti a noi – evidenzia l’ARCI - esseri umani che hanno fallito la loro missione, che hanno smarrito la strada, così come capita spesso anche a noi. Infine, è un libro che parla di perdono. Un dialogo difficile, quello con le famiglie delle vittime. La prefazione è stata scritta da un “certo” Don Luigi Ciotti. Insomma, non potete perderlo”.
UN NUOVO CONTENITORE CULTURALE A SAN MARCO IN LAMIS. Il FREAK , gestito dal circolo Arci Pablo Neruda ed ubicato nello spazio retrostante i laboratori Arte Facendo, è un caffè culturale che nasce grazie ad un finanziamento della Regione Puglia “Laboratori urbani in rete” che ha permesso di riqualificare lo spazio retrostante i laboratori Arte Facendo. La creatività e la passione dei soci, ha fatto il resto.
Tante le attività presentate, dai tornei con giochi da tavolo ai concerti, dalle mostre d’arte, alla presentazione di prodotti enogastronomici del territorio, dai corsi di formazione alla sala lettura/studi e alla presentazione di libri. La scelta di “Colpevoli” non è casuale, visto i temi di attualità che raccoglie nelle sue pagine.
LA MISSIONE DI “COLPEVOLI”. “Questo lavoro – ha spiegato l’autrice - nasce da una lunga chiacchierata con il direttore della Casa Circondariale di Foggia, Mariella Affatato. Dopo l’esperienza della mostra e del volume fotografico "L’altra possibilità. Reportage dal mondo penitenziario", realizzati a quattro mani con Giovanni Rinaldi, ho pensato di raccontare la vita e le vite dentro. ‘Colpevoli’ è un viaggio nelle sezioni dell’Istituto Penitenziario foggiano ma, soprattutto, è la rivelazione delle storie che ci sono dietro i nomi e le foto segnaletiche cui ci hanno abituati la cronaca nera e giudiziaria. Non solo rapinatori, omicidi, ladri e spacciatori, ma anche uomini, padri, figli e mariti con storie che nessuno aveva ancora raccolto. ‘Colpevoli’ alcuni detenuti si sentono fino in fondo, altri in parte. Ma tutti si sono messi in discussione, raccontandosi e hanno ‘scritto’ alcune pagine insieme a me”.
La prefazione del volume, realizzato con il sostegno della Fondazione dei Monti Uniti di Foggia e in collaborazione con il CSV Foggia, porta la firma di don Luigi Ciotti. “Queste pagine – scrive il Presidente di Libera - ci aiutano a ricordare che il carcere non è una terra marginale o un mondo a parte, ma un’eventualità nella storia delle persone. Scaturita certo da scelte sbagliate, di cui è giusto rendere conto, ma anche da opportunità negate, dall’assenza di alternative”. La postfazione è stata affidata a Daniela Marcone, vicepresidente di Libera e figlia di Francesco Marcone, vittima innocente di mafia. “Abbiamo chiesto a Daniela un contributo per raccontare anche l’altro punto di vista, quello della vittima – spiega Graziano - tema che ho cercato di affrontare, non senza difficoltà, anche con i detenuti che ho intervistato”.
IL TOUR DEL LIBRO. “Colpevoli” si compone di due parti: la prima dedicata al mondo carcere, la seconda all’esecuzione penale esterna, attraverso il racconto delle realtà del Terzo Settore segnalate da UEPE, l’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna. Annalisa Graziano, che in queste settimane sta presentando il volume in numerose scuole, ha rinunciato ai diritti d’autore. I proventi sosterranno attività nel carcere di Foggia.

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Il magnifico Miles conosciuto nostro Carissimo Sig. Don Antonio Belli Regio Consigliere del Supremo Magistro di Commercio Presente di questa Regia Camera e Regio Governatore per S. M. nella regia Dogana di Foggia in questa suddetta regia Camera è stato rimesso segretario di stato Guerra Marina Real Azienda e Commercio memoriale dato a S.M. un col quale reale dispaccio ,quali sono del tenore seguente seguente V E Sig.re Giovanni Battista Visconti odierno Sindaco della terra d’Ischitella ,ed umilissimo servo ,e suddito della V. M supplicando espone ,essendosi fin dal mese di Novembre 1757 prossimo passato portato ad abitare in detta terra il Marchese di Giuliano figlio dell’odierno Principe ,da cui gli è stata liberamente ceduta l’amministrazione di detto feudo e di quello di Peschici ,non mancò l’oratore di i esporre al detto Marchese le miserie di detta terra e specialmente dei poveri e attraverso l’Università in cui si ritrova in più centinaia ,il tutto derivante per non aver in detta terra stato fatto il catasto a tenore della Pragmatica della M.V. ,ma sempre si è continuato ad esigere con la tassa volgarmente detta a battaglione ,nella qual maniera vengono indebitamente gravati i già poveri e i benestanti possedenti non pagano quasi niente arlocchè li diceva esse necessaria la forma del catasto ,conforme il popolo tutto richiedeva otto o dieci case delle più ricche ,quali per via di prepotenza pagano poco e nulla ed avendo il Marchese liberamente dichiarato che non voleva si facesse detto catasto per secondare le persone ricche ed esimere ancora lo medesimo dal pagamento di beni burgonsatici, ne seguì ,che il popolo tutto in due differenti giorni festivi ammutinatatosi nel tempo ,che detto Marchese se ne ritirava nel suo paese ,principiò a gridare ,Giustizia, Carità e Catasto a segno tale che ,che si dubitava qualche rivolta nelle terre .Ciò però nonostante il detto Marchese non volle si facesse ed ordinò all’oratore ,che procurasse a quietare il popolo ,e si continuasse a rimuovere come per il passato ,avendo anche egli esso minacciato il castigo, se più seguirono qui tumulti ed avendo creduto il superiore motore di tutto il giro fatto, fin dall’ora gli fece conoscere il suo nell’animo di volerlo perseguitare come ha fatto. In occasione che essendo venuto in testa al detto Marchese di rendere carrozzabile la strada che da Ischitella ,che conduce al Lago di Varano, nonostante che l’università avesse speso circa cento ducati per renderla buona e comoda ,volle che si facesse un’altra tassa di tre carlini a testa di tutti i benestanti ,dalla quale ritirò circa circa quaranta ducati, che furono pure spesi in detta strada e non avendo seguiti ad ultimarla voleva che si facesse altra imposta, al che l’oratore si oppose atteso le doglianze del Popolo che vedeva farsi tutte queste spese grandi per il solo comodo de detto Marchese .quale l’ha fatta terminare a proprie spese per il proprio comodo de detto Marchese per la somma di ducati di ducati diciotto che gli ha preteso di averli rinforzato de Supplicante ,a cui un giorno nel suo proprio Palazzo si fece lecito scippargli la spada, le fibie delle scarpe e calzoni- Continua.

Giuseppe Laganella

Pubblicato in Cultura

Questa estate l’opinione pubblica nazionale ha finalmente “scoperto” la mafia foggiana. Purtroppo, come capita sempre in questo nostro apatico e smemorato Paese, la scoperta è avvenuta a seguito di un evento clamoroso, l’omicidio di due onesti imprenditori agricoli che per caso si erano trovati al posto sbagliato nel momento sbagliato. I fratelli Luigi e Aurelio Lucianisono stati gli “effetti collaterali” di un agguato di mafia peruccidere il boss del Gargano. Dopo tre mesi non riusciamo a dimenticare le parole di Anna, la moglie di Luigi: “La sola colpa di mio marito è stata quella di andare a lavorare”. Appunto, lavorare, perché per fare onestamente il proprio lavoro di imprenditore in queste terre bisogna mettere in conto la possibilità di morire, come se la morte fosse un inevitabile costo d’impresa.

Nelle scorse settimane la stampa nazionale ha dedicato qualche trafiletto alla notizia dell’approvazione da parte del Consiglio Superiore della Magistratura di una relazione sulla situazione della mafia foggiana, per troppo tempo sottovalutata e colpevolmente nascosta. Il CSM si esprime con nettezza: “Il fenomeno mafioso è, quindi, nell’insieme, compatto, feroce, profondamente radicato sul territorio, su cui esercita un vero e proprio controllo militare”.Procede sottolineando “la capacità di coniugare tradizione e modernità... La tradizione è quella del ‘familismo mafioso’ tipico della ‘ndrangheta e della ferocia spietata della camorra cutoliana; la modernità, invece, è la vocazione agli affari, la capacità di infiltrazione nel tessuto economico-sociale, la scelta strategica di colpire i centri nevralgici del sistema economico della provincia, e cioè, l’agricoltura, l’edilizia e il turismo”. Di conseguenza,l’attenzione non poteva non rivolgersi al mondo imprenditoriale e alle ragioni di acquiescenza e di collusione per denunciare “atteggiamenti di asservimento o di indifferenza nella società civile... che, sul versante giudiziario, si traduce in comportamenti omertosi delle vittime con conseguenti difficoltà investigative e di accertamento giudiziale”.

I comportamenti imprenditoriali (non tutti, per fortuna)rappresentano sicuramente la principale ragione di forza della criminalità foggiana. Soprattutto quando la sottomissione non è effetto della comprensibile paura di violenze o rappresaglie, ma bensì di ragionati calcoli di convenienza. “Gli imprenditori, nel corso degli anni, sono passati da un assoggettamento estorsivo di tipo violento, ad un atteggiamento di volontaria sottomissione al sistema mafioso: spesso, infatti, è lo stesso imprenditore che si reca autonomamente dal mafioso per pagare il pizzo, anticipandone in tal modo la richiesta”. Pur se non sempre agisce l’intenzione di un vantaggio diretto, la classica relazione di reciprocità che configura collusione e complicità, secondo il CSM prevale comunque “la consapevolezza che l’agibilità del percorso esistenziale, economico, sociale e familiare non può affrancarsi dalla protezione mafiosa”.

Fa impressione leggere queste parole venticinque anni dopo l’omicidio di un coraggioso imprenditore edile di Foggia e registrare quanto poco in un quarto si secolo sia cambiata la situazione. Era il 6 novembre del 1992. Giovanni Panunzio era in macchina dopo aver assistito al consiglio comunale di Foggia che proprio quella sera approvava, dopo trent’anni, il Piano regolatore della città. Viene ucciso perché non si era voluto piegare e perché aveva iniziato a collaborare con la polizia. Michela Magnifico con la collaborazione di Giovanna Belluna Panunzio ha raccontato questa storia in un libro (“Il coraggio di un uomo”) e riporta alcune parole di Lino, il figlio di Giovanni: “Papà aveva sudato e lottato per andare avanti. Non riusciva proprio ad accettare che qualcuno pretendesse qualcosa da un'altra persona. Allo stesso tempo, papà non avrebbe mai immaginato che coloro che conosceva da anni, i ragazzi della strada, che come lui erano cresciuti a Borgo Croci, ma che diversamente da lui avevano scelto un’altra strada ‘quella sbagliata’, potessero decidere la sua morte. Quella fisica, materiale, decisa in una città rimasta, a distanza di decenni, schiacciata in un pericoloso vortice di lassismo e ignavia”. Lino aveva 25 anni: “Ero felice perché lavoravo nell'impresa di famiglia e stavo apprendendo tutti i trucchi del mestiere da papà. Trascorrevo la maggior parte della mia giornata con papà, nonostante fossi sposato. Ma io e lui eravamo un'unica cosa. Ricordo la prima volta in cui mi confidò, dopo averlo fatto con la Polizia, di essere stato avvicinato da alcune persone che lui conosceva e che gli avevano chiesto denaro”

Alla fine degli anni ottanta, come ricorda Lino, “la mafia è entrata in casa nostra”: iniziano le pressanti richieste di pizzo, le minacce, le telefonate nel cuore della notte, sino all’aggressivo avvertimento nel 1990, quando due giovani a bordo di una moto si affiancano alla sua auto e gli esibiscono una pistola; il segnale è chiaro: bisogna mettersi a posto. Ma Panunzio si mette a posto a modo suo. Inizia a scrivere un memoriale, con date, ore, luoghi e, soprattutto nomi, segnali, minacce, intimidazioni: pensa che possa essere una garanzia per la propria vita. Perchè non vuole piegarsi.Sa bene qual è la posta in gioco. Tutto quello che ha è solo frutto di durissimo lavoro, di sacrifici, di abnegazione, di tempo sottratto alla famiglia; da muratore negli anni è diventato un imprenditore di successo, non può rinunciare alla sua libertà. In quei momentiha chiaro che se lo facesse butterebbe a mare tutto. Diceva quasi due anni prima Libero Grassi, l’imprenditore ucciso a Palermo il 29 agosto del 1991: “Non sono un pazzo, sono un imprenditore e non mi piace pagare. Rinuncerei alla mia dignità. Non divido le mie scelte con i mafiosi”.

E come Libero Grassi Giovanni Panunzio è stato ucciso perché unica voce fuori dal coro, perché a partire dai suoi colleghi venne lasciato in solitudine; l’opposizione di quell’imprenditore non poteva essere tollerata dalla mafia foggiana, in particolare nel momento in cui attorno al Piano regolatore si muovevano corposi interessi: la ribellione metteva in discussione il controllo dell’attività edilizia. Bisognava impedire che altri seguissero il suo esempio. In quei primi anni novanta, in quei mesi, sembrava che qualcosa stesse veramente cambiando nel nostro Sud. A dicembre del 1990 si costituisce la prima associazione antiracket a Capo d’Orlando, a novembre del 1991 si ha la sentenza di condanna degli estorsori. Per la prima volta si offre all’opinione pubblica nazionale e, soprattutto, agli imprenditori la possibilità di coniugare denuncia e sicurezza, un modello vincente che, anche in Puglia inizia ad affermarsi. Nei primi mesi del 1992 nasce l’associazione antiracket di San Vito dei Normanni, anche qui, come a Capo d’Orlando, commercianti che denunciano e si rivolgono alle forze dell’ordine. Se ne parla molto, ne scrivono i giornali, ne parlano gli imprenditori. Questo nuovo vento va fermato. Non deve arrivare a Foggia. Serve un’azione esemplare, non si può più andare per il sottile: a Foggia la mafia sceglie di essere mafia. L’omicidio di Panunzio serve per far capire a tutti gli altri che quella non è più comune criminalità, è mafia, come quella che pochi mesi prima ha destabilizzato l’Italia a Capaci e a Via D’Amelio.

A noi tutti fu subito chiaro il significato dell’omicidio. Assieme ad altri colleghi dell’associazione di Capo d’Orlando ci precipitammo a Foggia per incontrare i familiari, essere al funerale e offrire l’esempio del nostro modello ai colleghi foggiani. Quel giorno colpì l’assenza di qualunque rappresentante istituzionale e politico come se quel funerale riguardasse una morte per vecchiaia o malattia, insomma, quell’omicidio veniva considerato una semplice storia “privata” di familiari e amici; quelle assenze erano il sintomo della condizione della città. Per molti anni fummo vicini a Lino e alla sua famiglia, entrarono a far parte della “famiglia” dell’antiracket, conobbero altri colleghi, vennero in Sicilia. In quell’occasione mi impegnai ad essere presente al processo. Alla prima udienza mi costituì parte civile con un’associazione nazionale che avevamo promosso proprio dopo la tragedia foggiana come strumento per intervenire laddove non vi erano associazioni. Come a Gela dove, quattro giorni dopo, venne ucciso Gaetano Giordano, un commerciante che aveva denunciato gli estorsori.

Dopo tutti questi anni ancora oggi è centrale il tema della solitudine e dell’isolamento degli imprenditori che si oppongono al racket. Dopo Libero Grassi, dopo Giovanni Panunzio, dopo Gaetano Giordano fu a tutti evidente che l’associazione antiracket è il più efficace strumento per impedire il ripetersi delle tragedie, per dare forza attraverso la denuncia collettiva a tutti gli operatori economici che scelgono la libertà. Non a caso, il documento del CSM si conclude proprio invitando tutti i soggetti istituzionali a valorizzare queste esperienze come quella vincente di Vieste: “Meritano di essere valorizzate le esperienze di associazionismo presenti sul territorio volte a sostenere gli imprenditori vittime del racket o che, anche operando in altri settori, sono, comunque, di sollecitazione e sostegno all’impegno civico e collettivo. A questo scopo soprattutto le istituzioni politiche devono muoversi nella direzione di favorire dette forme di associazionismo e di sostenere quelle già esistenti, se possibile con contributi o agevolazioni economiche, nonché dal punto vista logistico e della organizzazione. Tali interventi sono urgenti.”

Pubblicato in Società
Lunedì, 06 Novembre 2017 10:35

Niente Mondiale Orienteering per il Gargano

E’ passata quasi inosservata la bocciatura del Gargano che si era candidato ad ospitare i mondiali di Orienteering del 2020 assegnati invece allo Slovacchia. Il Gargano era sostenuto dal Coni nazionale. Tuttavia c’è la consolazione di poter ospitare, sempre nel 2020, la cinque giorni internazionale del mediterraneo, una manifestazione di grande importanza sia dal punto di vista sportivo sia per numero di partecipanti.

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Nomina del nuovo
DIRETTORE SOCIO SANITARIO

Appello al Presidente
della Regione Puglia Michele Emiliano

A tutti i Sindaci del
Distretto

Sarà indetto prossimamente avviso pubblico per il conferimento di incarico quinquennale per la copertura del posto di DIRETTORE della Unità operativa complessa del Distretto Sociosanitario N.53 con sede a Vico del Gargano lasciato libero con il pensionamento del Dott. Carnevale e che
comprende i servizi sanitari di CAGNANO VARANO - CARPINO - ISCHITELLA - ISOLE TREMITI - PESCHICI – RODI GARGANICO - VICO DEL GARGANO – VIESTE

La normativa pone grande attenzione al ruolo di Dirigente a cui nel rispetto del principio di distinzione tra attività di indirizzo politico e attività di gestione spetta ogni competenza e responsabilità per l’attuazione dei programmi relativi ai servizi sul territorio nonché per l’adozione degli atti, con la gestione delle risorse umane,finanziarie e strumentali assegnate.

Per le ragioni già descritte chiediamo al Presidente Michele Emiliano in qualità anche di assessore alla Sanità Pugliese di seguire con la massima attenzione la selezione di questo importante
incarico per il nostro territorio e che lo stesso maturi nella piena trasparenza e legalità scegliendo la migliore risorsa umana offerta dal nostro territorio nessuno esclusa.

Michele Lapomarda

Consigliere Comunale Socialista

Pubblicato in Sanità
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