Articoli filtrati per data: Venerdì, 10 Novembre 2017 - Ondaradio - Tra le vie della città Gargano

Oltre seicento medici pugliesi, quasi un migliaio secondo gli organizzatori, hanno manifestato in corteo oggi a Bari per sollecitare il governo regionale a definire provvedimenti condivisi e sostenibili in materia sanitaria. Il corteo è aperto dallo striscione "Basta con le morti annunciate. Dignità e sicurezza per i medici". Tra le istanze avanzate dai medici, temi su cui i sindacati insistono da tempo, quali le condizioni di lavoro, la salute dei cittadini ed i servizi loro offerti, le prestazioni sanitarie ed i livelli essenziali di assistenza, i meccanismi di finanziamento ed i tetti di spesa, le carenze organizzative e strutturali. Ma soprattutto, maggiore disposizione all'ascolto da parte della Regione Puglia. Il corteo, dal Policlinico ha raggiunto la sede del Consiglio regionale e successivamente i medici si sono riuniti in assemblea in un vicino hotel con i referenti regionali e nazionali dei principali sindacati di categoria.

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UN’AREA DEPRESSIONARIA IN MOVIMENTO DAL MEDITERRANEO OCCIDENTALE VERSO L’AFRICA SETTENTRIONALE DETERMINERÀ, NELLA GIORNATA ODIERNA, PRECIPITAZIONI SU GRAN PARTE DEL MERIDIONE, ANCHE A CARATTERE TEMPORALESCO, SPECIE IN AREA IONICA.

PER QUANTO ESPOSTO IL DIPARTIMENTO NAZIONALE DELLA PROTEZIONE CIVILE HA EMESSO UN AVVISO DI CONDIZIONI METEOROLOGICHE AVVERSE PREVEDENDO, A PARTIRE DAL TARDO POMERIGGIO DI OGGI 10 NOVEMBRE 2017 E PER LE SUCCESSIVE 24 ORE, PRECIPITAZIONI SPARSE, ANCHE A CARATTERE DI TEMPORALE DI FORTE INTENSITÀ, SPECIE SUI SETTORI IONICI.

PRESO ATTO DI TALE AVVISO METEO, TENUTO CONTO DEL BOLLETTINO DI VIGILANZA METEOROLOGICA NAZIONALE DI OGGI, IL CENTRO FUNZIONALE DECENTRATO REGIONALE HA VALUTATO:

• per il giorno 10 Novembre 2017 un’ ALLERTA GIALLA su tutta la Puglia;
• per il giorno 11 Novembre 2017 un’ALLERTA ARANCIONE su Puglia-D Salento e su Puglia-E Bacini del Lato e del Lenne e un’ ALLERTA GIALLA su Puglia-C Puglia Centrale Adriatica e su Puglia-F Puglia Centrale Bradanica

I FENOMENI PRECIPITATIVI SARANNO ACCOMPAGNATI DA ROVESCI DI FORTE INTENSITÀ, FREQUENTE ATTIVITÀ ELETTRICA, LOCALI GRANDINATE E FORTI RAFFICHE DI VENTO.

LA SEZIONE PROTEZIONE CIVILE, CHE SEGUIRÀ L’EVOLVERSI DELLA SITUAZIONE, INVITA A CONSULTARE GLI AGGIORNAMENTI PUBBLICATI SUL SITO, LA TABELLA DEGLI SCENARI, PER UNA CORRETTA COMPRENSIONE DEGLI EFFETTI AL SUOLO ATTESI PER CIASCUN LIVELLO DI ALLERTA PREVISTO, E AD ATTENERSI ALLE RACCOMANDAZIONI FORNITE NELLE NORME DI AUTOPROTEZIONE CONSULTABILI SUL SITO DELLA PROTEZIONE CIVILE REGIONALE.

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L’abusivismo attanaglia sempre di più anche il turismo. Lo dicono i dati elaborati dal Centro studi turistici (Cst) per conto di Confesercenti-Assoturismo. Sono oltre 225 milioni le presenze che, nel nostro Paese e anche sul Gargano e nei Monti Dauni, sono state assorbite da strutture al di fuori della ricettività ufficiale, più della metà delle presenze ufficiali registrate da Istat (397,8 milioni). Nella nostra provincia si stima un milione.
«La stagione estiva di quest’anno è stata positiva per il turismo, con presenze record sul Gargano e alle Tremiti, tra le mete preferite della Puglia», dichiara Bruno Zangardi, presidente di Assoturismo Foggia. Zangardi evidenzia anche come questa sia stata un’estate da record anche per gli irregolari. «E chiaro ormai che il settore viva a livello nazionale un’emergenza abusivismo, come confermato anche dai controlli a tappeto svolti dalla Guardia di Finanza quest’estate», aggiunge Zangardi.
Case vacanze-pollaio, affitti in nero e simili non sono solo un problema per gli operatori in regola, che ne subiscono la concorrenza sleale. Sono un danno per tutti: per l’erario, che perde milioni di euro di gettito, e per la salute pubblica e la sicurezza dei turisti. «Una situazione inaccettabile - conclude il presidente Zangardi - amplificata dalla mancanza di sicurezza legata al sommerso e che rischia di essere una bomba per il settore e per la nostra capacità di attirare turisti».
Numeri sviluppati a partire dalle differenze tra i flussi turistici emersi dalle indagini campionarie (svolte Banca d’Italia sui turisti stranieri in Italia ed Istat sui Viaggi e Vacanze degli Italiani) e quelle effettivamente registrate nelle strutture ricettive ufficiali dello stesso istituto di statistica. Il risultato è appunto una discrepanza – una sorta di Tourist Gap – di 225,6 milioni di presenze, di cui solo una piccola parte è riferibile alle seconde case di proprietà: il grosso delle presenze si è realizzato tramite affitti in nero, b&b abusivi e altri operatori irregolari, frequenti soprattutto nel turismo religioso ed aziendale.
Il fenomeno sembra aver preso sempre più spazio nel corso di questa estate, limitando fortemente le ricadute positive di una stagione che ha registrato flussi turistici in aumento in ogni parte d’Italia. Secondo i dati dell’indagine realizzata dal Cst, su un campione di 2.350 strutture ricettive, complessivamente, quest’estate si è registrato un aumento di oltre 7,6 milioni di pernottamenti (+3,7%) e di oltre 1,9 milioni di arrivi (+4,1%), risultati al di sopra delle nostre stesse attese.

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“Abbiamo rimodulato le risorse a disposizione del programma Garanzia Giovani permettendo così una proroga dello stesso fino a fine giugno 2018”, cosi Sebastiano Leo, assessore all’istruzione, alla formazione e al lavoro della Regione Puglia, commenta il provvedimento adottato relativo a Youth Guarantee, il piano UE per contrastare il fenomeno della inattivazione giovanile.

“Abbiamo consentito la fruizione di oltre 25 milioni di euro, allocati tra le varie misure del piano ma non spesi, che sono stati rimpegnati a favore delle azioni di maggiore successo, come i tirocini formativi o i corsi di formazione, che sono quindi nuovamente attivi, al fine di garantire la piena ed efficiente attuazione del programma. Ma – continua Leo – questa non è l’unica novità introdotta: abbiamo previsto un meccanismo incentivante per le ATS, cioè i soggetti selezionati che di fatto si occupano di erogare le misure, prevendendo la possibilità di richiedere ulteriori risorse se raggiungono determinati obiettivi: in parole semplici, le ATS che sviluppano più tirocini per i ragazzi, che fanno più orientamento specialistico o che vengono scelte per la formazione, potranno godere di ulteriori risorse”.

“Altra modifica fondamentale è quella relativa al catalogo dei corsi di formazione fruibili dai giovani NEET. Questo – fa sapere l’assessore – è stato notevolmente ampliato tenendo conto dei fabbisogni di figure professionali indicatoci dal sistema delle imprese, dei sindacati e delle associazioni di categoria, al fine di incrementare l’occupabilità dei ragazzi rispetto alle rinnovate esigenze del mercato del lavoro. In ultimo, abbiamo previsto anche che l’erogazione della misura 1B, cioè l’accoglienza, la presa in carico e il primo orientamento dei ragazzi che si sono iscritti a Garanzia Giovani, sia consentita ai soggetti privati che si sono accreditati ai Servizi per il Lavoro regionali, come le Agenzie per il Lavoro, e quindi non più esclusivamente presso i Centri per l’Impiego”.

“Sono soddisfatto – aggiuge Leo – sia delle modifiche effettuate che dei risultati raggiunti: i giovani pugliesi che si sono iscritti a Garanzia Giovani sono 90mila e 80mila sono i ragazzi presi in carico. Secondo le ultime rilevazioni di giugno scorso sono stati avviati 21.949 tirocini formativi, 938 azioni di accompagnamento al lavoro, 6.204 giovani formati con i corsi di formazione della misura 2A, 5.419 bonus o superbonus erogati per l’assunzione con contratto a tempo determinato o indeterminato e 1.125 volontari sono stati avviati alla misura 6-A Servizio Civile Nazionale a valere su Garanzia Giovani. Sono state, dunque, condotte 35.635 azioni di politica attiva per il lavoro, pari a circa il 45% del totale dei ragazzi presi in carico (a livello nazionale, è stata proposta almeno una misura al 53% dei giovani presi in carico, ma come comprensibile alzano la media quelle regioni con un tessuto produttivo più radicato). Restano, tuttavia, dei ritardi legati al pagamento delle indennità dei tirocinanti dovuti alla grandissima mole di pratiche, circa 66mila, da istruire per ogni bimestre di ciascun NEET. Lo sforzo dall’amministrazione e del personale impiegato ha comunque ridotto notevolmente i tempi di attesa.

“Durante questo fine settimana – ha concluso l’assessore – sarò personalmente presente allo stand dedicato a Garanzia Giovani nell’ambito dell’evento ludico e culturale “Bacco nelle Gnostre”, a Noci, per incontrare le ragazze e i ragazzi interessati al programma”.

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Sono una ventina circa le sentenze "farlocche" per capovolgere l'esito dei ricorsi, favorendo gli imprenditori in commissione tributaria (invece di pagare "x" pagavano "y"). Il blitz della Guardia di Finanza, che ha eseguito dieci ordinanze di custodia cautelare (4 giudici, 4 commercialisti e 2 dipendenti) ha scoperchiato un pesante giro di corruzione che, come sostenuto da un commercialista (non indagato ma intercettato), è lo specchio di un sistema consolidato e che tra Foggia e Bari vede in primo piano le figure apicali della filiera: gli imprenditori che si rivolgono ai commercialisti, gli intermediari tra i "difensori" (i commercialisti, appunto), i dipendenti dell'ufficio (che scrivevano i dispositivi al posto dei giudici, come nel caso di Adriana Benigno, ex dipendente della commissione) e infine i giudici, che firmavano le sentenze. Sentenze che ora saranno impugnate anche se l'iter burocratico è lungo. Bisognerà aspettare la conclusione dell'indagine, il probabile processo e il pronunciamento della Cassazione sull'eventuale condanna. Proprio la Cassazione deciderà - in caso di accertamento delle responsabilità dei giudici - come riformulare le sentenze, che dovranno essere annullate e ripassate in giudicato. Tempi tecnici lunghissimi, con le amministrazioni comunali e regionali che potrebbero costituirsi parte civile nel probabile processo penale a carico degli indagati.

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Venerdì, 10 Novembre 2017 15:46

CAMBIO AI VERTICI DI COLDIRETTI DI CAPITANATA

E’ Marino Pilati il nuovo Direttore di Coldiretti di Foggia. Succede a Michele Errico che ha assunto la direzione della Coldiretti di Benevento.
Dopo una lunga esperienza in Coldiretti Umbria nel coordinamento delle attività tecniche, circa tre anni fa ha assunto la Direzione della Federazione di Bari.
La sua già acclarata conoscenza delle vicende agricole pugliesi ed anche di taglio professionale, è infatti un agronomo, gli permettono di arrivare a Foggia per continuare a battersi a sostegno della categoria.
Arriva con le motivazioni giuste per farsi spazio in quella che è da tutti definita come la culla dell’agricoltura italiana. Già da qualche giorno si muove per incrociare funzionari ed imprenditori soci per entrare nel merito delle vicende più urgenti.
Filiere, e non solo, sono il suo biglietto da visita. Le prime risultano fondamentali per uscire dal tunnel in cui il comparto cerealicolo si trova, così come sviluppare cultura economica in un territorio secondo a nessuno per produzioni orticole, frutticole, vitivinicole, olivicole.
Non mancheranno gli incontri territoriali così come il rafforzamento della struttura organizzativa per essere al passo con i tempi ed accanto ai bisogni delle imprese agricole di Capitanata.

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Cinque accapi evasi, uno rinviato. E' in sintesi il resoconto della seduta del consiglio direttivo dell'ente Parco (oltre al presidente Claudio Costanzucci e all'assessore Pasquale Coccia, presenti anche Massimo Monteleone, Marco Lion, e Michele Prencipe, assente Francesco Riga) che sì è riunito presso la sede dell' ente Parco a MonteSant'Angelo, in via Sant'Antonio Abate per discutere e approvare i sei argomenti all'ordine del giorno. Per il primo argomento -ovvero le determinazioni in merito al vertice della società Oasi Lago Salso S.p.A. -il consiglio direttivo ha deciso di discuterlo la prossima seduta, convocata per venerdì 17 novembre. Il rinvio è stato causato dalla necessita di venire incontro alla richiesta avanzata da un consigliere (Michele Prencipe) di poter disporre di più tempo per approfondire la documentazione a corredo dell'accapo. Della società per azioni Oasi Lago Salso, il Parco - va ricordato- è socio di maggioranza (detiene il 96 per cento del pacchetto azionario). Presenti in sala ieri anche quelli del Centro Studi Naturalistici (soci di minoranza) ed il proprietario dei terreni (Comune di Manfredonia). Dal 24 febbraio 2017 -quando lo stesso consiglio direttivo lo investì della carica- la poltrona di presidente della società per azioni è occupata da Stefano Pecorella che otto mesi fa rivestiva ancora la carica di presidente dell'ente Parco. Quell'incarico giunse con il mandato presidenziale ormai agli sgoccioli, ovvero a soli due mesi dalla scadenza naturale, più proroga (28 aprile 2017). In tutto Pecorella restò in sella al Parco ben sette lunghi anni (2010-2017). Da quella data a coprire la figura apicale all'area protetta - in attesa dell'intesa tra Ministero e Regione per il nuovo presidente - si sono alternati, in qualità di vice. presidente di turno, prima Rocco Ruo e dal giugno scorso Claudio Costanzucci, sindaco di Cagnano Varano, attualmente in carica. Ampia invece la discussione concernente l'ultimo accapo presente all'ordine del giorno ovvero quello sull'area marina protetta delle Isole Tremiti. Una discussione proficua, soprattutto in vista dell'incontro in programma a Roma martedì 14 novembre presso il Ministero dell' Ambiente. Un incontro che ha tutta l'aria di voler essere un chiarimento "ministeriale" fra le due parti - Parco e Comune tremitese- dopo la formalizzazione della richiesta depositata dal sindaco Antonio Fentini a Roma riguardante l'uscita dall'area protetta dell'arcipelago diomedeo e la relativa istituzione di un Parco delle Diomedee. Completavano l'ordine del giorno gli accapi (tutti licenziati) riguardanti le modifiche ed integrazione del piano performance (2017-2019); il recepimento, in materia di misure di conservazione, delle direttive comunitarie concernenti i SIC (siti di interesse comunitario); e l'assegnazione di 4 mezzi antincendio (di proprietà dell'ente Parco in precedenza assegnati all' ex CT A) ai vigili del fuoco ed UIÌo al Comune di Serracapriola.

Francesco Trotta

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Da oggi scattano nuove restrizioni nell'erogazione idrica su tutto il territorio regionale, informa l'Acquedotto pugliese. Le restrizioni potrebbero causare disagi ai piani superiori al primo e negli stabili privi di idonei impianti di autoclave. «A causa della perdurante siccità viene ulteriormente ridotta la pressione idrica nelle reti di tutto il territorio servito, come stabilito d'intesa con Regione Puglia, Autorità Idrica Pugliese e Anci Puglia. Le restrizioni - rileva Aqp - proseguiranno fino al ripristino di livelli adeguati di risorsa disponibile nelle fonti di approvvigionamento. L'eventuale, ulteriore assenza di precipitazioni nelle prossime settimane, in prossimità delle fonti, imporrà necessariamente restrizioni aggiuntive. Le particolari condizioni climatiche fanno registrare una sempre più ridotta disponibilità di acqua dalle sorgenti storiche di Caposele e Cassano Irpino (33% in meno rispetto alla media del periodo) e dalle dighe (50% di milioni di mc in meno invasati rispetto allo scorso anno)».
Ai cittadini viene chiesto di risparmiare il bene acqua. con comportamenti virtuosi. «Nel contesto particolarmente difficile che attraversiamo- sottolinea Aqp - l'azienda, le istituzioni e i cittadini sono chiamati a dare il proprio contributo alla salvaguardia della risorsa idrica. Aqp ha attivato da tempo un piano di attività, grazie al quale fino ad oggi sono stati recuperati 58 milioni di mc. di risorsa (pari alla capacità di una diga di medie dimensioni), e ha in corso azioni per l'incremento della disponibilità da fonti integrative straordinarie». «Acquedotto Pugliese - conclude la nota - è, comunque, impegnato a garantire il livello minimo di erogazione previsto dalla Carta dei Servizi, assicurando una pressione di 0,5 atmosfere al contatore. Le restrizioni potrebbero causare, tuttavia, disagi ai piani superiori al primo, negli stabili privi di idonei impianti di autoclave».

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Sono 5145 gli incedi che si sono verificati in Puglia nel periodo 15 giugno - 15 settembre 2017, con una media giornaliera di 55 eventi. Questi i dati forniti alla Società italiana di geologia ambientale (Sigea) sulla base del lavoro di monitoraggio svolto dalla Sezione Protezione civile della Regione Puglia e registrati in Sala operativa unificata permanente. "Di questi 5145 incendi - si legge nella nota di Sigea - il 18 % (923) rientra nella categoria degli incendi che hanno colpito i boschi (nel 2016 la percentuale è stata del 13% con 583 eventi) propriamente detti, il pascolo, la macchia mediterranea e anche il canneto-vegetazione ripariale; il 76% (3918) delle segnalazioni ha coinvolto altre tipologie quali sterpaglia, alberature, colture agrarie, incolti e altro e il 6% (304) ha rappresentato falsi allarmi". La provincia più colpita è Lecce (n.1617), seguita da Foggia (1073), Bari (978), Taranto (831), Brindisi (333) e BAT (313). Il 21% degli incendi ricade nelle classi di gravità rilevante.

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Il primo sit-in dinanzi al Consiglio regionale. Insieme tutte le sigle sindacali e anche l'Ordine. Contestata la politica dei tagli agli organici in Puglia Camici bianchi in piazza contro la Regione Puglia: arriveranno oggi a Bari da tutte le province per protestare davanti alla sede del consiglio regionale. È la prima manifestazione di medici indetta da tutte le organizzazioni sindacali in maniera unitaria contro le politiche regionali. «Noi non cacciamo nessuno, sono tutti i benvenuti ma non vogliamo bandiere e insegne politiche- avverte Filippo Anelli, presidente dell'Ordine dei medici di Bari - quella convocata nel capoluogo rimane una manifestazione di medici e cittadini. Il piano di riordono non si fa senza coinvolgere la categoria interessata».

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